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domenica 19 gennaio 2025

Memorandum - IL CAMMINO INIZIALE DELL’APOSTOLO DELLA REGINA DELLA PACE

 

Memorandum

IL CAMMINO INIZIALE DELL’APOSTOLO DELLA REGINA DELLA PACE

Lo ricordo a me e a tutti quelli che hanno preso sul serio questa chiamata.

 


Rispondere “si” alla chiamata, fatta la prima volta il 18 marzo 2000, e poi ripetuta diverse altre volte: “vi invito a diventare miei apostoli”.

Essere consapevoli del significato della chiamata e di ciò che essa comporta: aiutare principalmente la Madonna con la preghiera per “coloro che non conoscono l’Amore di Dio”; ma attendersi pure che, strada facendo, la Madonna precisi i contorni della chiamata, poiché ha lasciato diversi altri compiti ai suoi Apostoli.

Quando ci si sente trafiggere il cuore di fronte alle richieste di Maria, quello è il momento in cui si può prendere consapevolezza che la chiamata non è solo una nostra risposta, ma è anche una scelta dall’alto: “Secondo la volontà di Dio vi scelgo, secondo la sua forza vi rinvigorisco” (2 gennaio 2013).

Intraprendere il cammino dalle varie tappe che la Madonna propone, partendo dall’inizio, cioè dai cuori puri ed umili:

  1. purificazione del cuore
  2. accettazione del dono dell’umiltà e di quello dell’amore

nella consapevolezza che senza questo passo non si può essere di aiuto:


“Cari figli, per poter essere miei Apostoli e per poter aiutare tutti coloro che sono nella tenebra a conoscere la luce dell’amore di mio Figlio, dovete avere cuori puri ed umili. Non potete essere d’aiuto affinché mio Figlio nasca e regni nei cuori di coloro che non lo conoscono, se Egli non regna, se non è il Re nel vostro cuore” (2 gennaio 2014).

Questi sono i primi passi.

 

Franco Sofia

 

 

giovedì 16 gennaio 2025

Gesù per la preghiera sacrificava anche la carità

 

Gesù per la preghiera sacrificava anche la carità

“Al mattino presto Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava”. (Dal Vangelo secondo Marco).

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“Mi guardò con due occhi limpidi e penetranti. Poi mi chiese: «Quante ore preghi ogni giorno?». Rimasi sorpreso da una simile domanda e provai a difendermi dicendo: «Madre, da lei mi aspettavo un richiamo alla carità, un invito ad amare di più i poveri. Perché mi chiede quante ore prego?». Madre Teresa mi prese le mani e le strinse tra le sue quasi per trasmettermi ciò che aveva nel cuore; poi mi confidò: «Ricorda, Gesù per la preghiera sacrificava anche la carità. Figlio mio, senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri! Ricordati: io sono soltanto una povera donna che prega. Pregando, Dio mi mette il Suo Amore nel cuore e così posso amare i poveri. Pregando!»”

(card. Angelo Comastri)

lunedì 13 gennaio 2025

COLORO CHE NON CONOSCONO L’AMORE DI DIO (II PARTE) ... A RISCHIO DI PERDIZIONE

 

COLORO CHE NON CONOSCONO L’AMORE DI DIO (II PARTE)

... A RISCHIO DI PERDIZIONE

“Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l'Amore di Dio” (Gv 5, 42).

                           

Apparizione a Mirjana 2 aprile 2018

Perché è così grave la non-conoscenza dell’Amore di Dio?

Se fosse solo un problema di ignoranza si potrebbero cercare delle scuse, ma la gravità si nasconde nel rifiuto di questo Amore.

E infatti, la Madonna, nei messaggi che ha dato ai suoi Apostoli, ci illumina sempre più sull’identità di “coloro che non conoscono l’Amore di Dio” e sul rischio che essi corrono di perdersi per sempre. Nei primi messaggi a Mirjana, successivi all’inizio della sua missione, la Madonna parlò di quelli per i quali è più importante la vita sulla terra,[1] aggiungendo quasi 20 anni dopo che sono anche quelli che “non hanno mai amato” (2 novembre 2016):   

“Vi invito ad essere uno strumento attraverso il quale tutti coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio, che non hanno mai amato, comprenderanno, lo accetteranno e si salveranno. Vi ringrazio, figli miei!”

Ma poi spuntano tra i messaggi anche “coloro che non vogliono”. Questo è più che evidente in alcuni messaggi, nei quali l’indifferenza significa anche rifiuto. Non solo queste persone non conoscono, ma non vogliono conoscere, non vogliono vedere, non vogliono sapere.

        “Cari figli, vi invito a diffondere la fede in mio Figlio, la vostra fede. Voi, miei figli, illuminati dallo Spirito Santo, miei Apostoli, trasmettetela agli altri, a coloro che non credono, non sanno e non vogliono sapere.” (2 luglio 2015);

“Sarete i miei portatori della luce dell’Amore di Dio. Illuminerete la via a coloro a cui gli occhi sono donati, ma non vogliono vedere.” (2 ottobre 2012).

 

La gravità di questa indifferenza-rifiuto si misura in proporzione del grado di allontanamento dal Sacrificio di Gesù. Terribile il messaggio del 2 maggio 2012:

“Non rifiutate il suo Sacrificio[2] e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso”. 

 

Anche in quello del 2 marzo 2016 la Madonna mette in relazione il Sacrificio di Gesù con la durezza di cuore e l’indifferenza di coloro che si rifiutano di conoscerlo:

“Vengo a confermarvi la Verità. Desidero ricordarvi le Parole di mio Figlio. Egli ha pronunciato parole di salvezza per il mondo intero, parole d’amore per tutti, l’amore che ha mostrato col suo Sacrificio. Anche oggi però molti miei figli non lo conoscono, non vogliono conoscerlo, sono indifferenti. A causa della loro indifferenza, il mio Cuore soffre amaramente”.

 

Il rifiuto dell’Amore che Dio ci ha dato nel suo Figlio Gesù: è proprio questo che ci suggerisce un riferimento indiretto al tremendo peccato contro lo Spirito Santo, poiché proprio qui gli uomini rischiano di rifiutare il rimedio estremo che Dio dona loro nel Sacrificio di suo Figlio. Infatti, il rifiuto del Sacrificio di Gesù è accostato all’esilio eterno (2 maggio 2012), il che equivale a dire dannazione eterna. Perché? Perché nel sacrificio di Gesù il Padre ci ha detto la parola definitiva della sua infinita misericordia, ha lanciato l’ultima àncora di salvezza, e se uno rifiuta questa parola definitiva, non rimane per lui che la definitiva giustizia:

“Io, come Madre, desidero salvarvi dall’inquietudine, dalla disperazione e dall’esilio eterno. Mio Figlio, con la sua morte in croce, ha mostrato quanto vi ama, ha sacrificato se stesso per voi e per i vostri peccati. Non rifiutate il suo Sacrificio e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso.” (2 maggio 2012).     

 

 La definitiva giustizia è quella che nel messaggio del 2 aprile 1947 a Bruno Cornacchiola, la Madonna definisce “perdizione volontaria”:

“Vedrete tempi che gli uomini faranno meglio la volontà della carne che quella di Dio; essi continuamente vengono trascinati nel fango e nel baratro della perdizione volontaria” (Saverio Gaeta, Il Veggente, Il segreto delle Tre Fontane, p. 86).

 

Anche nei messaggi a Mirjana viene utilizzato il termine “perdizione” unito a “ostinazione”:

"Cari figli, il mio Cuore materno soffre grandemente mentre guardo i miei figli che ostinatamente mettono ciò che è umano davanti a ciò che è Divino, i miei figli che, nonostante tutto ciò che li circonda e nonostante tutti i segni che vengono loro inviati, pensano di poter camminare senza mio Figlio. Non possono! Camminano verso la perdizione eterna.” (2 marzo 2011).

 

Perciò deviare dalla strada che la Madonna ci sta indicando è andare verso la perdizione:

“Figli miei, non deviate dalla strada per cui vi guido. Non correte verso la perdizione.” (2 maggio 2013).

 

Questo rifiuto viene evidenziato in più messaggi. Eccone alcuni:

“Purtroppo, molti miei figli non hanno conosciuto l’Amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere Lui. Oh, figli miei! quanto male fanno coloro che devono vedere o comprendere per credere!” (2 ottobre 2016).

 “Molti miei figli non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo. Le mie parole e le mie opere non le accolgono, ma mio Figlio, attraverso di me, invita tutti.” (2 giugno 2016).

 “Cari figli, […] io sono Madre anche di voi che non mi accogliete e, nella durezza del vostro cuore, non volete conoscere l’Amore di mio Figlio.” (2 settembre 2014).

 

E, rivelazione terribile, purtroppo ci sono anche dei pastori che rischiano la perdizione eterna:

“Non dimenticate i vostri pastori. Pregate che non si perdano e che restino in mio Figlio, affinché siano buoni pastori per il loro gregge.” (18 marzo 2009). 

 

Una volta la Madonna in un messaggio dato a Marija disse:

“Preghiamo, figlioli, per coloro che non vogliono conoscere l'amore di Dio, pur essendo nella Chiesa.” (25 marzo 1999)

 

In questa conoscenza dell’Amore di Dio, rifiutata da quelli, la Madonna vuole introdurre i suoi Apostoli:

“Voi sapete che ci raduniamo perché vi aiuto a conoscere l’Amore di Dio.” (2 settembre 2006).

 

Agli Apostoli tocca una responsabilità pesante, perché, se Dio non interviene con un prodigio[3], a costoro rimangono poche risorse per risalire la china. Ma proprio tra di esse ci sono gli Apostoli della Regina della Pace, abilitati a questa missione:

“Apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate: voi andate e diffondete la Verità, le Parole di mio Figlio, il Vangelo. Voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete raggi della luce di mio Figlio. Mio Figlio ed io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova.” (2 ottobre 2016).

“Voi, che vivete il dolore, comprendete il mio dolore e la mia sofferenza per quei miei figli che non permettono che la luce di mio Figlio li illumini, per quei miei figli che vivono nelle tenebre.” (2 novembre 2014).

“Perciò io desidero che voi siate la luce di mio Figlio, che voi illuminiate la via a tutti coloro che non hanno conosciuto il Padre - a tutti coloro che vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore e della solitudine - e che mostriate loro con la vostra vita l’Amore di Dio. Io sono con voi! Se aprite i vostri cuori vi guiderò.” (2 novembre 2011). 

 

                Molti vivono in modo tale da aver perso l’orientamento tra bene e male, sono a tal punto indifferenti ai richiami della propria coscienza da non sapere che stanno commettendo peccato, col rischio di non pentirsi “sinceramente”:

“Figli miei, aiutatemi nella mia lotta materna e pregate con me affinché i peccatori conoscano i loro peccati e si pentano sinceramente.” (2 dicembre 2012).

Così, delicatamente come al solito, la Madonna ammonisce:

“Pregate per coloro che non comprendono l'amore, che non comprendono cosa significa amare. Pregate perché Dio sia per loro padre e non giudice. Figli miei, siate voi i miei Apostoli, siate il mio fiume d'amore. Io ho bisogno di voi.” (18 marzo 2010).

 

 Oltre a coloro che non conoscono l’Amore di Dio, occorre aggiungere anche quelli che non accettano e non seguono la Madonna:
“[…] figli miei, camminate per le vie sulle quali il mio amore vi guida, vi insegna l’umiltà, la sapienza e trova la via verso il Padre Celeste. Pregate con me per coloro che non mi accettano e non mi seguono, per coloro che, a causa della durezza del loro cuore, non possono sentire la gioia dell’umiltà, della devozione, della pace e dell’amore – la gioia di mio Figlio.”
(18 marzo 2014).

 

Franco Sofia

 

(Per approfondire: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, ed. MIMEP, 2020)

 

Per la Prima Parte:

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/03/coloro-che-non-conosconolamore-di-dio.html

 



[1] Cfr. messaggio del 2 marzo 1997.

[2] Il 31 dicembre 1990 Maria confida a Bruno Cornacchiola: “Falsi profeti, che cercano con tutti i mezzi di avvelenare le anime cambiando la dottrina di Gesù in dottrine sataniche; e toglieranno il Sacrificio della croce che si ripete sugli altari del mondo” (Saverio Gaeta, Il Veggente, Il segreto delle Tre Fontane, p. 221)

[3] Cfr. messaggio de 2 settembre 2014

giovedì 2 gennaio 2025

COLORO CHE NON CONOSCONO L’AMORE DI DIO (I PARTE)

 

COLORO CHE NON CONOSCONO L’AMORE DI DIO

(I PARTE)

“Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.” (Gv 17,3)

“Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me”. (Gv 16,3)

 “Pregate per coloro che non comprendono l'amore, che non comprendono cosa significa amare. Pregate perché Dio sia per loro padre e non giudice.” (18 marzo 2010).

 

Apparizione 2 marzo 2017


***

 

Avevamo concluso la formazione degli Apostoli della Regina della Pace negli ultimi mesi dello scorso anno con il ciclo di riflessioni su LA SALVEZZA DELLE ANIME PRIORITÀ ASSOLUTA, distribuita in 5 capitoli.

I non credenti sono quelli più a rischio di non salvarsi, cioè “coloro che non conoscono l’Amore di Dio” come vengono definiti nei messaggi dati a Mirjana; sono coloro che costituiscono l’oggetto principale della missione degli Apostoli della Regina della Pace, e sono anche i secondi destinatari di tali  messaggi. Sono coloro ai quali bisogna accreditare il male presente nel mondo e nella Chiesa, come ha spiegato Mirjana in più occasioni:

“Tutte le cose orribili che accadono nel mondo di oggi sono dovute a quelli che non conoscono l’Amore di Dio. Ma la Madonna non parla necessariamente di atei. Purtroppo, anche molti altri, che si ritengono religiosi, non conoscono ancora l’Amore di Dio.”[1]

 

Perfino tra quelli che si radunavano attorno a Mirjana, e quindi anche attorno alla Vergine Maria per le apparizioni del due di ogni mese, erano presenti “coloro che non conoscono l’Amore di Dio:

“Cari figli, mentre vi invito alla preghiera per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio, se guardaste nei vostri cuori capireste che parlo di molti di voi.” (2 giugno 2011).  

 

Per questo la Madonna si è impegnata in una scuola di formazione dei suoi Apostoli, i quali devono essere i primi a conoscere l’Amore di Dio.

 

Per scoprire in modo più approfondito chi sono coloro che non conoscono l’Amore di Dio non c’è di meglio che elencare le stesse definizioni che ha dato Maria nel corso di questi anni di scuola ai suoi Apostoli.

Ecco chi sono “coloro che non conoscono l’amore di Dio”:

“Tutti coloro che incontrate e che non hanno conosciuto mio Figlio, tutti coloro che non sanno cosa significa amare.” (2 maggio 2013;)

“Coloro che non comprendono l'amore, che non comprendono cosa significa amare.” (18 marzo 2010);

“coloro che non hanno conosciuto la perfezione del Bene.” (2 maggio 2010);

“tutti coloro che non hanno conosciuto il Padre - tutti coloro che vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore e della solitudine.” (2 novembre 2011);

  “gli smarriti, coloro che non hanno ancora conosciuto la Verità in mio Figlio.” (2 maggio 2014);

“coloro che, a causa del loro dolore e di incomprensioni, hanno abbandonato [mio Figlio], coloro che non l’hanno mai conosciuto. […] tutti coloro che non sono coscienti di scegliere le Tenebre al posto della Luce.” (2 marzo 2015).

 

 In uno degli ultimi messaggi della serie del due del mese, Maria ha invitato i suoi Apostoli a inginocchiarsi davanti a suo Figlio e a riconoscerlo come Dio, in riparazione per chi rifiuta di farlo:

“Apostoli del mio amore […] Vivete un legame indissolubile con il Sacratissimo Cuore di mio Figlio! Figli miei, come Madre vi dico che non c’è tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo vostro Dio, centro della vostra vita. Offritegli dei doni, ciò che lui più ama, ossia l’amore verso il prossimo, la misericordia e cuori puri. Apostoli del mio amore, molti miei figli ancora non riconoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo Amore.” (2 settembre 2019).   

 

Qui scopriamo che coloro che non conoscono l’amore di Dio sono anche coloro che si rifiutano di riconoscerlo come Dio[2].

 

 

Franco Sofia

 

 

 



[1] Mirjana Soldo, Il mio Cuore trionferà, p. 216. Questo è un pensiero che Mirjana ha ripetuto altre volte. Come in questa intervista risalente al 7 ottobre 1996, in cui afferma: “La Madonna prega insieme a me per i non credenti, anzi Lei non dice mai così, ma «Per coloro che non hanno ancora conosciuto l’Amore di Dio». Per questa intenzione Ella chiede l’aiuto di tutti noi, cioè di quelli che la sentono come Madre, perché dice che noi possiamo cambiare i non credenti mediante la nostra preghiera e il nostro esempio. Anzi in questo tempo così difficile lei desidera che si preghi anzitutto per i non credenti, perché tutte le cose brutte che oggi accadono (guerre, omicidi, suicidi, divorzi, aborti, droga) sono causate dai non credenti. Perciò ripete: «Quando voi pregate per loro, voi pregate anche per voi stessi e per il vostro futuro». Inoltre, desidera che diamo il nostro esempio, non tanto andando in giro a predicare, quanto testimoniando con la nostra vita, perché i non credenti possano vedere in noi Dio e l’Amore di Dio”. (Intervista a cura di Angelo Masciello, Foggia, in https://www.medjugorje.ws/it/articles/mirjana-latest-apparitions/).

[2] (Per approfondire: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, ed. MIMEP, 2020)

 

martedì 31 dicembre 2024

UN SACERDOTE CIECO DI HONG KONG: A MEDJUGORJE GESÙ HA PARLATO CON FORZA NEL MIO CUORE E MI HA CHIAMATO A GIOIRE!

 

UN SACERDOTE CIECO DI HONG KONG: A MEDJUGORJE GESÙ HA PARLATO CON FORZA NEL MIO CUORE E MI HA CHIAMATO A GIOIRE!

Che grande insegnamento nelle sue parole: “Sono testimone di molte conversioni …”

                                                        


Un gruppo di 40 pellegrini originari di Hong Kong ha soggiornato a Medjugorje dal 30 aprile al 9 maggio 2024 (molti di loro provenivano direttamente da lì, la maggior parte di loro provengono dalla diaspora di Hong Kong dall'Inghilterra e tre da Toronto, Canada). 

Il loro compagno spirituale era p. Francis Ching, un sacerdote che, verso la fine dei suoi studi di teologia, perse completamente la vista a causa del glaucoma.

 

Fr. Francis Ming Chung Ching è nato a Hong Kong nel 1972 da una famiglia cattolica. La sua famiglia emigrò a Toronto nel 1986. Durante i suoi studi universitari a Waterloo, sperimentò una conversione personale e divenne molto attivo nella testimonianza della sua fede attraverso la partecipazione alla comunità cattolica cinese di Waterloo e ad un ritiro giovanile annuale chiamato Eastern Canadian Life Chinese Catholic. Campo (ECCCLC). È stato ordinato nel 2005 ed è stato il primo cinese ad essere ordinato sacerdote dell'ordine religioso dei Compagni della Croce. Attualmente è il direttore spirituale dell'ECCCLC (Campo di vita cinese cattolico del Canada orientale) ed è attivamente coinvolto nel dipartimento Fountain of Love and Life, un programma televisivo e radiofonico cattolico cinese.

Questo è il suo settimo pellegrinaggio a Medjugorje. Dice della sua esperienza a Medjugorje: "Mi sento benissimo a Medjugorje. Ogni volta che vengo c'è qualche “conversione” tra i pellegrini, anche tra quelli che non sono credenti pratici o cattolici, ma sono venuti solo per accompagnare il proprio coniuge senza alcuna aspettativa.

L'anno scorso, per esempio c'erano tre coppie sposate in pellegrinaggio alle quali ho suggerito di venire in pellegrinaggio come possibilità di stare semplicemente insieme come coppia sposata. Per gli sposi che non erano nella fede, all'inizio c'era troppa preghiera o l'andare a messa due volte al giorno, ma alla fine sono stati loro ad essere più toccati e attratti dalla preghiera di adorazione, dall'esperienza dell'amore e della pace hanno scoperto nei loro cuori.

Personalmente sono testimone di molte conversioni che vedo attraverso la mia partecipazione al movimento cattolico carismatico o al movimento giovanile, ma ancora una volta mi sembra che la maggior parte delle conversioni avvenga proprio a Medjugorje. E proprio per questo, se non fosse per tutti questi contributi di Medjugorje, non so come sarebbe il quadro del mondo di oggi."

Del suo handicap della cecità dice sorridendo: "Ognuno di noi ha qualche tipo di disabilità, la mia è visibile così, ma l'importante è che la accettiamo. Uno dei frutti che ho ricevuto qui a Medjugorje, a partire dal 1996, quando sono arrivato per la prima volta, è stato durante l'adorazione del Santissimo quando Gesù ha parlato con forza nel mio cuore e mi ha chiamato a GIOIRE!

                   


Penso che ognuno di noi, se guardasse solo al dolore e alla sofferenza, non vedrebbe la fine, e possiamo sempre scegliere se portarlo con peso, la non accettazione, oppure se sceglieremo la gioia, l’entusiasmo e la trarne piene di benedizioni: dovremmo essere concentrati."

Dei suoi pellegrini dice che tutto procede lentamente: "All'inizio del pellegrinaggio tutti si adeguano un po', si lamentano di non sperimentare né vedere nulla, ma qualche giorno fa hanno avuto uno scambio reciproco di esperienze e molti hanno testimoniato come si sentono in pace e iniziano a godersi tutto ciò che è contenuto e si divertono."

La guida della parrocchia che è stata con questo gruppo tutto il tempo, così come l'autista dell'autobus hanno testimoniato di non aver mai visto un sacerdote più gioioso, nonostante la sua cecità.

https://www.medjugorje-info.com/svjedocanstva/slijepi-svecenik-iz-hong-konga-isus-me-u-medugorju-pozvao-na-radost


domenica 29 dicembre 2024

L’impressionante anticipo profetico di eventi e messaggi fatto alla fine del secolo scorso

 

L’impressionante anticipo profetico di eventi e messaggi fatto alla fine del secolo scorso

Il Cuore di Maria ci chiama come suoi Apostoli, e, tuttavia, è ancora tempo di misericordia prima della grande purificazione.

 

Da sinistra: Paolo VI - Lucia di Fatima - Paolo Hnilica

 Mons. Paolo M. Hnilica, che, come è noto, ha dedicato la sua vita alla diffusione del messaggio di Fatima, nel 1995 ha scritto una lunga lettera ai gruppi di preghiera mariani affinché, in occasione della Quaresima, accolgano l'appello alla conversione da parte mezzo di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Ma le parole del vescovo superano quel tempo, divenendo ancora più profetche per il nostro tempo, anticipando gli stessi messaggi che la Regina della Pace avrebbe dato ai suoi Apostoli nei successivi 25 anni.

                               


“…Ora il Signore viene ancora con una straordinaria effusione della sua Verità e della sua Misericordia per rinnovare il mondo e la sua Chiesa, che ha tanto bisogno di questa nuova Pentecoste per risollevarsi dalla profonda crisi in cui si trova, e che non possiamo nascondere ai nostri occhi perché la vedi ovunque...

Innumerevoli sono le voci profetiche che il Signore ha suscitato in questo secolo, per annunciare l'avvicinarsi di una grande purificazione per il mondo intero... Dio non vuole spaventarci, ma neppure può restare indifferente di fronte al moltiplicarsi degli scandali che non gli fanno perdonare nemmeno alla Chiesa... Siamo lontani, come Chiesa nel suo insieme, dall'aver preso sul serio la richiesta della Vergine di stabilire nel mondo la devozione e la consacrazione al suo Cuore Immacolato, come unica soluzione ai problemi del mondo e della Chiesa... Sebbene la consacrazione della Russia e del mondo sia stata fatta e abbia causato la caduta del comunismo, ancora oggi la Russia rappresenta una minaccia per la pace nel mondo perché non ha ricevuto dall'Occidente quell'aiuto spirituale e materiale con cui sanare le ferite prodotte da 70 anni di ateismo...

Il pericolo più grande denunciato da Maria a Fatima è senza dubbio la perdizione eterna, come Ella ha mostrato ai bambini:

“Guardate quante anime dei peccatori vanno all'inferno, perché sono poche quelle che si sacrificano per loro”.

Nella Nuova Evangelizzazione del Cuore Immacolato di Maria siamo chiamati ad essere, con Maria corredentrice, Apostoli del nuovo Avvento, facendo della nostra vita un segno di conversione e di salvezza per coloro che non conoscono l'Amore di questa Madre... diventiamo piccoli e umili di cuore per lasciare fluire attraverso di noi la grazia salvifica di Dio, che il peccato dell'orgoglio impedisce...

 

Noi, piccoli figli di Maria corredentrice, siamo l'unica speranza per Colei che cerca quei giusti necessari per salvare il mondo...

Siamo chiamati a completare nella nostra carne ciò che manca alla passione di Cristo, è quella di accettare croci e sacrifici per la salvezza dei peccatori...

Vorrei concludere ricordando un episodio di cui sono stato testimone e che mi ha segnato per la vita. Nel cinquantesimo anniversario [delle apparizioni] andai a Fàtima in pellegrinaggio con Paolo VI, e presso la tomba di Giacinta vidi Suor Lucia che piangeva amaramente. Il Vescovo di Fatima mi ha detto: “Sai perché piange? Perché nell'ultimo incontro che Lucia ebbe con Giacinta prima della sua morte, la piccola veggente ricordò a Lucia che sarebbe rimasta in vita a lungo per diffondere la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Adesso Suor Lucia piange perché si sente un fallimento perché il messaggio di Fatima non è stato ricevuto come richiesto...". (mons. Paolo Hnilica).

(Eco di Medjugorje, 119, aprile-maggio 1995)

 

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E noi?

Noi abbiamo recepito i richiami di questo Cuore Immacolato che desidera ardentemente giungere al Trionfo per la salvezza dell’umanità intera?

Noi stiamo realizzando nella nostra vita il piano di Dio presentatoci attraverso i messaggi della Gospa?

 

“Cari figli! Oggi, come mai prima d'ora, il mio cuore chiede il vostro aiuto.
 Io, vostra Madre, prego voi, miei figli, di aiutarmi a realizzare quello per cui il Padre mi ha mandata qui.
Mi ha mandata in mezzo a voi perché il suo Amore è immenso.
In questo anno grande e santo nel quale siete entrati, pregate in modo particolare per coloro che non hanno ancora sentito l'Amore di Dio.
Pregate e aspettate.”

(Messaggio del 2 gennaio 2000).

 

“Mio Figlio mi ha promesso che IL MALE NON VINCERÀ MAI, perché qui ci siete VOI, ANIME DEI GIUSTI: voi, che cercate di dire le vostre preghiere col cuore; voi, che offrite i vostri dolori e sofferenze a mio Figlio; voi, che comprendete che la vita è soltanto un battito di ciglia; voi, che anelate al Regno dei Cieli. TUTTO CIÒ VI RENDE MIEI APOSTOLI e vi conduce al TRIONFO DEL MIO CUORE. Perciò, figli miei, purificate i vostri cuori e adorate mio Figlio.” 2 novembre 2014

“Cari figli, in questo santo tempo di lieta attesa DIO HA SCELTO VOI PICCOLI PER REALIZZARE I SUOI GRANDI PROGETTI. Figli miei, SIATE UMILI. Dio attraverso la vostra umiltà con la sua Sapienza, delle vostre anime farà la sua dimora scelta. La illuminerete con le opere buone e così con il cuore aperto aspetterete la nascita di mio Figlio in tutto il suo amore generoso. Vi ringrazio cari figli.” 2 dicembre 2008  

“Cari figli, mio Figlio era sorgente di Amore e di Luce quando, sulla terra, parlava al Popolo di tutti i popoli. Apostoli miei, seguite la sua Luce. Farlo non è facile: DOVETE ESSERE PICCOLI, DOVETE FARVI PIÙ PICCOLI DEGLI ALTRI e, con l’aiuto della fede, riempirvi del suo Amore.”  2 gennaio 2017  



Franco Sofia

 

sabato 28 dicembre 2024

ANKA, ATEA E ATTIVISTA COMUNISTA HA TROVATO LA SUA STRADA

 

ANKA, ATEA E ATTIVISTA COMUNISTA HA TROVATO LA SUA STRADA

 

24° ritiro per sacerdoti - 9-11 luglio 2019

Testimonianza al ritiro dei sacerdoti a Medjugorje, presente mons.Frane Franić (6-11 novembre 1989).

 ***
        [Rovistando nelle carte di Medjugorje è saltato fuori il testo di una delle più belle testimonianze che siano nate intorno alle apparizioni di Maria in quel luogo. L'articolo era apparso su "Eco di Medjugorje" N. 65 (gennaio 1990): Don Angelo mi aveva passato la registrazione su nastro magnetico per trascriverla e pubblicarla sul bollettino.

Il discorso di Anka, in un italiano poco scorrevole, era molto più lungo di quello che appare qui; si imponevano l'adattamento del testo e la sua riduzione, che più o meno è quella qui riportata. Don Angelo poi, per motivi di spazio, la ridusse ancora e la pubblicò solo in parte. Ora che lo spazio su Internet abbonda, si può riproporla nella sua interezza.
Egli, che era stato presente all'incontro, mi disse di aver visto dei sacerdoti piangere per la commozione. 
Piero Gottardi - Bolzano, 2002 ].

  ***

             Mi chiamo Anka Blasevic, ho 32 anni e sono nata nel nord della Croazia in una città vicino Zagabria. Sono appena giunta alla Chiesa e devo fare ancora una lunga strada.

L’essenza della mia testimonianza è la confessione. Voglio confessarmi davanti a voi perché ho sempre pensato male dei sacerdoti: per me erano uomini che manipolavano la gente. Devo farlo inoltre come gesto di riconciliazione verso la Chiesa che ho personalmente perseguitato.

Sono nata in una famiglia atea, in un paese socialista la cui tradizione e cultura è piena di guerre, conflitti e opposizione alla Chiesa. La Chiesa da noi è divisa: nella parte occidentale sono in maggioranza i cattolici, in quella orientale gli ortodossi. Io sono nata nella zona ortodossa. A scuola ero brava e attiva nelle organizzazioni, e quando avevo 14 anni sono entrata  nel partito comunista dove ero una delle più giovani. Ho sempre avuto grandi ideali, volevo servire il mio popolo, il mio paese e tutto il mondo; volevo lottare contro la povertà, per l’unità, la  libertà, la verità.

Ma già quando avevo 13 anni la mia famiglia era distrutta, i miei erano divorziati e mia madre era caduta nell’alcolismo: aveva avuto una vita molto difficile, non ricorda quanti aborti ha fatto. A 20 anni ho iniziato a rendermi conto di tutti i problemi che esistevano nella famiglia, nella società: divorzi, alcolismo, malattie mentali. E come tutti i giovani ho iniziato a farmi delle domande, a chiedere a me stessa come tutto ciò fosse possibile.

Ma non sapevo da dove cominciare: nella scuola eravamo stati educati al disprezzo della Chiesa, si insegnava che i credenti hanno una mentalità inferiore, che i sacerdoti manipolano la gente, che l’ateismo è il livello più alto di evoluzione  dell’autocoscienza umana,  la religione è da sempre uno strumento di potere. Avevo un forte desiderio della verità, dell’amore, della pace: non capivo come e quando il mondo aveva perso tutto questo.

Avevo la certezza di un giorno futuro in cui ci sarebbe stato un rinnovamento, ma non lo vedevo più.

Avevo bisogno di andare via, di stare sola, di isolarmi da questo sistema che non capivo più, di tempo per pensare: ho visto perciò con favore questa opportunità e nel 1981 sono andata per un anno in Messico per fare la tesi. Prima di partire, in una conversazione con amici, uno si chiedeva se Dio esiste davvero, che senso abbiamo noi. Ricordo di aver detto che Dio è amore, libertà, pace, verità, e che io credevo in questo Dio. Ma mi fermavo qui.

In Messico avevo già un ragazzo con problemi di droga e di adattamento, ma penso che lì sia iniziata la mia conversione, molto prima perciò di sentire dire in chiesa da p. Jozo che la Madonna ha rivolto una chiamata al mondo cercando i cuori, e che i pellegrini sono stati preparati tanti anni prima di venire a Medjugorje. Per me è stato esattamente così. Infatti, ho visto come una mano che mi guidava: in Messico ho trovato gente molto religiosa, e Dio ha disposto che io abitassi a due metri dalla basilica della Madonna di Guadalupe.  Ci sono entrata poche volte pur passandoci davanti ogni giorno per andare in università: ho visto gente in ginocchio, venuta da 20 chilometri di distanza con bambini piccoli sulle spalle. La forte spiritualità dei messicani mi ha aiutato.

Non sapevo dei messaggi della Madonna in Jugoslavia, ma ho iniziato a digiunare, anche se erano digiuni scientifici, dovendo fare una tesi sull’alimentazione. Però dopo un digiuno di 1 giorno di sola acqua, chiaramente è cambiato qualcosa in me: ho visto che non dipendo solo dal mio corpo, che esiste un’altra realtà, come un annuncio di qualcosa dentro e di cui mai avevo avuto coscienza.

In Messico ho avuto la certezza che Dio esiste, ma quando sono ritornata a casa mia, per molte ragioni non l’ho cercato nella Chiesa cattolica. Per prima cosa mi ha condizionato l’educazione ricevuta, la storia del mio paese, i pregiudizi; inoltre, la Chiesa mi sembrava un’istituzione morta, e io volevo un Dio vivo, presente nel mio cuore.

Ho finito col fare ciò che molti giovani anche in Europa e America fanno: ho accettato l’ipocrisia del sistema. Infatti, dal momento che ero cambiata, ero diventata scomoda e, pur rimanendo nel partito comunista, ero una che teneva un piede in due staffe. Ero diventata loro estranea a causa di questa accettazione dello spirituale: penso che per non avere altri fastidi ho evitato di cercare Dio nella Chiesa cattolica.

Mi sono messa a investigare nella filosofia orientale e studiavo meditazione, yoga, così avevo la scusa di poter dire che era solo per interesse culturale.

Ho cominciato a lavorare come guida a Dubrovnik in una grande agenzia, e nel 1984 ho sentito parlare per la prima volta di Medjugorje, dove appare la Madonna.

Ho deciso di venire qui a novembre di 5 anni fa[1], esattamente come ora. Ci sono venuta solo per un giorno, non ho visto i veggenti, e sono stata solo al monte delle apparizioni. Solo un attimo sono entrata in fondo alla chiesa che era strapiena. Mi hanno parlato dei veggenti, ma per me era tutto estraneo; a mio modo però ho creduto a questo. Ma ritornando a Mostar in famiglia, mi hanno mostrato un periodico con un articolo di forte condanna di Medjugorje da parte del Vescovo. Mi hanno detto che ero pazza ad andare a Medjugorje, quando anche la Chiesa negava i fatti.

Questo per me era l’ultima goccia nel vaso della sopportazione di questa civiltà ipocrita  e malvagia. Ho desiderato di andarmene in India per poter cercare Dio liberamente: qui dove parlava, era negato perfino dalla Chiesa. In India ci sono andata, ma sono ritornata presto.

Ho fatto sacrifici per la mia famiglia; mia  madre era guarita dall’alcolismo, mio fratello si era sposato, la famiglia andava bene e io dovevo prendere una decisione della mia vita: se fermarmi in  città o andare a Dubrovnik o cosa altro fare: avevo già ventotto anni e non avevo ancora trovato Dio!

Avevo già iniziato a frequentare in Italia un centro di meditazione dove per otto mesi si facevano sei ore di meditazione al giorno, e questo mi aveva molto aiutata, perché avevo imparato come chiudere gli occhi, come stare seduta mezz’ora, un’ora, due ore, sei ore come se nulla fosse. Avevo imparato a non avere solo e sempre l’attenzione alle cose esterne, ma ad andare dentro. Bisognerebbe aiutare le persone che fanno queste esperienze: sbagliano, perché stanno sempre nella stessa illusione. È importante portare loro Gesù.

         Ma in tutto questo silenzio interiore sorgeva una domanda: dov'è Dio? Perché io avevo iniziato a fare questa esperienza di meditazione solo per trovare Lui e questo silenzio era solo silenzio, non accadeva niente! Io cercavo Dio!

         A un certo punto avevo pensato di andare in Olanda in un monastero, in un centro internazionale di meditazione per le donne, perché non volevo più ritornare nel mondo. Però una settimana prima di partire mi sono svegliata con la certezza che invece sarei andata a lavorare a Dubrovnik come guida. Non sapevo da dove venisse tale idea perché temevo di ritornare in città, in quella vita, in una città bella ma decadente. Io volevo vivere una vita pura.

          Sono ritornata a Dubrovnik e il primo lavoro assegnatomi fu accompagnare un gruppo di pellegrini a Medjugorje!

                         Qui comincia la mia storia: 

non sono finita in Olanda in una istituzione che si chiama "Madre Santa", Dio mi ha portato a Medjugorje dove la Madre Santa è viva e presente!

        Avevo delle perplessità, perché non ero cattolica, ma poi ci sono venuta per prepararmi prima di accompagnare il gruppo dei pellegrini cubani. Sono arrivata il sabato dopo Pasqua, volevo andare alla chiesa pensando di trovare informazioni. Sono entrata e ho notato e letto per prima cosa il messaggio che era esposto, era il messaggio del 25 di marzo. Non ricordo le parole esatte però ognuna sembrava scritta per me, mi sembrava di avere Dio al telefono che ti parla.
Volevo scriverlo e ho notato che in chiesa era in corso la Messa italiana: io non sapevo niente di Gesù vivo, non avevo mai visto l'ostia, non sapevo niente della spiritualità cristiana. In quel momento la gente riceveva la comunione.

È  successo tutto in un istante: vedevo le persone che prendevano qualche cosa in bocca, poi si giravano, venivano a inginocchiarsi e cantavano. Era come se ci fosse una linea invisibile fra il sacerdote e la gente: la gente veniva a prendere questa cosa, passava questa linea invisibile e succedeva qualcosa di strabiliante.

In quel momento ho avuto la grazia particolare di vedere la trasformazione mistica che succede dentro di noi dopo aver ricevuto il Corpo e Sangue di Gesù!
Io che non sapevo niente di questo! Ho visto la gente passare questa linea e cambiare! La stessa persona quando ritornava nel banco era piena di luce, luce che veniva verso di noi, che illuminava tutto il viso, che riempiva la chiesa!


          Allora mi sono accorta del canto: un canto che per me oggi è il simbolo di tutta la mia testimonianza. Quando dicono in chiesa: ora cantiamo il canto numero 75, cantano il mio canto! Ma come lo possono chiamare semplicemente "75", quando con esso ho avuto la grazia?!

           È un canto bellissimo che condensa tutta la fede cristiana: "Tu sei la mia vita, altro io non ho, tu sei la mia strada la mia verità, nella tua parola io camminerò, finché avrò respiro, fino a quando tu vorrai, non avrò paura sai, se tu sei con me, io ti prego resta con me."
Io ero ignorante, in quel momento ho solo ricevuto una grazia speciale, avevo solo il cuore aperto [piange, applausi in sala].


            Ho ricevuto ciò che oggi so chiamarsi "comunione spirituale" e ho ricevuto Gesù nel mio cuore [piange]. E lui è restato con me. Mi sono sentita finalmente bene, perché l'avevo trovato, avevo ormai trent'anni, però l'avevo trovato! Dopo averlo cercato per tutta la vita.
Ero stata atea, pagana e comunista, però io cercavo quell'Uno che quel giorno ho trovato nella Chiesa. Ho viaggiato per tanti continenti, ho fatto migliaia di chilometri, ho smosso, si può dire ogni pietra, ho cercato ovunque e ho lasciato fuori proprio la Chiesa cattolica! Da qui si vede la potenza e astuzia di Satana.


         Mi sono sentita bene e male allo stesso tempo, pensavo a San Paolo gettato giù da cavallo: ho visto improvvisamente tutta la mia vita, tutti i peccati commessi, che non erano pochi, e molti mortali. Stavo bene perché capivo di non essere pazza e ciò che cercavo esisteva. Pace, gioia, amore, tutto ciò esiste ed ha un nome, un nome molto dolce. Stavo male perché, insieme col sistema, avevo perseguitato la Chiesa cattolica e i credenti.


         Non potevo più uscire di Chiesa, ma nemmeno restarci per la vergogna: volevo andare via ma non avevo la forza di farlo. Durante il rosario nel pomeriggio ero come un cane che faceva la ronda intorno alla Chiesa piangendo, perché vedevo tutto ciò che mi era mancato nella vita. La gente pregava insieme in tutte le lingue, l'amore era visibile, e io, una miserabile che non sa neanche un Padre Nostro!


           Ho visto tutta la miseria del mio essere, perché con tutto quello che avevo fatto, non sapevo nemmeno una preghiera! Non sapendo pregare, non sapevo niente. Mi era chiaro che tutto ciò che avevo fatto fino ad allora non valeva niente, tutta la strada fatta era niente, in paragone a quei cinquanta metri che separano la porta della chiesa dall'altare, che tutti potevano fare liberamente e io no.
         Sapevo bene che quei cinquanta metri erano gli ultimi da fare nella mia vita e che la libertà e l'eternità stavano a pochi passi, ma credevo che sarebbe stato molto difficile farli: ignoravo che si può essere battezzati anche da adulti ed essere accolti nella famiglia cattolica.
Ho visto da lontano Ivan: un giovane con una dignità che io avevo perso, distrutta con i miei peccati, pur avendola sempre desiderata. Ho solo pianto, non avevo bisogno di vedere il veggente più da vicino, ma dopo, come guida, li ho incontrati tutti.
           Con il mio gruppo sono andata sul Podbrdo e sul Križevac. A loro non avevo detto di non essere cattolica: era il mio lavoro, non sapevo come dirglielo. Siamo andati da Vicka ed ero a disagio, non sapevo come mi avrebbe ricevuto, come spiegarle chi ero. Lei invece mi ha parlato come se mi conoscesse da sempre, come se fosse la mia più grande amica e io ho tradotto per il gruppo le varie richieste di preghiere per questa e quella intenzione. Poi sono entrata in casa sua, lei si è girata e mi ha detto: "pregherò anche per te". Questo mi ha colpito molto e mi sono sentita ancora più colpevole.


Sono felice di testimoniare per voi italiani, ma spero per prima cosa di farlo nel mio paese, in Croazia, e di chiedere: chi è responsabile di questo crimine fatto al mio popolo dopo la Seconda guerra mondiale? Chi risponderà per tutte queste generazioni cresciute senza Dio? Chi risponderà per quei milioni di giovani che si sono persi, per le famiglie distrutte?


        Sul Podbrdo ho sperimentato la presenza della Madonna, che ho sentito come madre, madre perfetta, esattamente come pensavo, che ama tutti ugualmente, e se io non potevo ritornare in chiesa per la vergogna, per i pregiudizi, però avevo diritto di stare su quel monte. Perché lì c'era mia madre e mi diceva: io ti ho chiamata.
        Lei ha iniziato a guarire il mio cuore, mi ha preso per mano e mi ha portato sul Križevac dove ho sentito forte il contrasto fra i dubbi, gli interrogativi, e il mio cuore che voleva immediatamente dire sì. Sono discesa e il primo sacerdote incontrato fu P. Petar.
       Avevo bisogno di dire la verità, perché nel mio gruppo mi lodavano come grande cattolica, grande pellegrina, e invece ero una miseria totale. Non sapevo come dire che non era vero ciò che dicevano di me, e ho pianto, ho pianto.


        Il giorno dopo il mio gruppo andava a trovare P. Jozo e le mie colleghe mi avevano avvertita che, quando lui mette la mano su una persona, immediatamente sa se è battezzata o no, e che aveva già distrutto tante guide dei pellegrini [risate in sala]. Ne ero così preoccupata, che ho detto al mio gruppo: P. Jozo non può riceverci!
         Ma un'ora prima della partenza non ce la facevo più a sopportare il rimorso per la bugia: questa gente cubana veniva da tanto lontano col nome di Gesù sulle labbra, e solo per colpa mia non poteva vedere P. Jozo!

       A un certo punto ho detto: andiamo! Ho pregato lo Spirito Santo che mi salvasse solo per quella volta e che, dopo, avrei detto la verità. Siamo arrivati a Tihaljina e P. Jozo, come sempre affabile, mi ha trattato così amorevolmente che mi sono sentita anche peggio perché vedevo di non meritare tanto affetto. Penso di aver ricevuto il battesimo spirituale: mi sentivo morire di gioia e mi pareva di camminare a un metro da terra, era stupendo!


          Non volevo più tornare a Medjugorje come guida; sola sì, ma non con un gruppo di pellegrini. Non avevo diritto di tradurre sulla confessione e non conoscerla, non potevo essere guida di cattolici quando io non ero cattolica. Però la mia agenzia dopo tre giorni mi mandò di nuovo a Medjugorje! Pensavo: Se P. Jozo mi dice che devo andare via, andrò via, però se devo stare, che mi aiuti.
          Sono entrata nel suo ufficio e lui, come sempre, ha iniziato con la benedizione. Mi sentivo male e dicevo: Padre, aspetti che le dico la verità, dopo può darsi che mi butti fuori, ma lui rideva. Ma come - pensavo - io mi sento morire e questo prete ride, ma dove sono capitata? Poi si fece serio e mi ascoltò. Io dissi: Padre io non sono battezzata. Per me questo sembrava la fine del mondo, poi gli dissi che ero ortodossa e pensavo che con ciò sarebbe finito tutto, per via dei conflitti fra le due chiese, ma lui rimase tranquillo e allora non sapevo più cosa dire, non avevo più armi.


Mi disse la parabola del buon seminatore e io, che non sapevo niente della Bibbia, ero stupita della sua saggezza. Mi fece riflettere che Dio fino ad allora non aveva fatto che togliere i sassi dal giardino del mio cuore e adesso il campo era pronto per il seme e i massi enormi delle mie colpe, che non potevo più portare, erano caduti, non c'erano più!
E così poco a poco, con la Messa ogni giorno, con il rosario, con la croce datami da Padre Jozo, con la preghiera, tutte le mie domande trovarono risposta: ora la preghiera è la mia vita, Medjugorje è la mia vita, e Gesù è il mio salvatore.

       Sono stata battezzata il 31 luglio dell'anno scorso, giorno bellissimo, solo di questo potrei parlare per ore. Ero felice di essere battezzata all'età di 30 anni, di essere cosciente della grazia del battesimo; ho visti gli occhi d'amore di Dio che mi ha battezzato, e non ero sola nella chiesa, con me c'era mia madre. Era venuta a Medjugorje con me, aveva iniziato a dire il rosario con me. Pensavo che a causa dell'alcolismo, di una vita distrutta, non avrebbe mai imparato, ma ha imparato bene, è andata al monte delle apparizioni e lì ha pianto per 5 ore e ha trovato anche lei la sua mamma; lo scorso anno c'è stata 10 volte e già tre volte quest'anno.


           Mio fratello c'è stato con sua moglie, si è fatto battezzare, si è sposato in chiesa: la moglie viene da una famiglia cattolica, sono i giovani più belli che abbia mai visto.
La mia famiglia ha iniziato a convertirsi, pregano insieme. Avevano paura che andassi subito in convento! Mio nonno dopo essere stato 50 anni nel partito comunista, ex partigiano, ha voluto subito il libro di Medjugorje e il rosario. Il capo della polizia dove lavora mia zia, ha chiesto preghiere per sé. Mia madre, dopo esser stata 15 anni senza vedere mio padre dopo il divorzio, lo ha incontrato e hanno mangiato insieme! Grandi doni Dio mi ha dato!


          Ho visto la Madonna a Medjugorje come la risposta di Dio al mio grido: ha sentito il grido della mia anima e l'ha mandata nel mio paese a parlare la mia lingua [piange].
E io ho trovato Dio e conosciuta la sua misericordia. Vivo di questa misericordia e di questa grazia, perché con quello che ho fatto meriterei di stare all'inferno, però alla figlia prodiga il Padre ha riservato la festa, l'abito nuovo, l'anello al dito, l'amore, tutto.
Dopo tutto il male che ho fatto, col suo perdono mi ha dato di ricominciare a vivere, e la vera dignità di essere umano!

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Citato anche in “Medjugorje – Milano”, aprile 1990



[1] E quindi nel 1989. A  novembre visto che questa testimonianza è stata resa nel novembre 1989.