Cerca nel blog

mercoledì 4 settembre 2024

UN DOCUMENTO DIMENTICATO.

 

UN DOCUMENTO DIMENTICATO.

LA DOMENICA DEL CORRIERE NUMERO 38 DEL 1981 SU MEDJUGORJE.

 

Il 19 settembre 1981 esce La DOMENICA DEL CORRIERE con una esclusiva mondiale. La rivista è una delle prime a riportare in occidente  le notizie sulle apparizioni di Medjugorje. L’articolo per intero, poco leggibile dalle foto, lo potete leggere qui di seguito.

                                   

p. 10

Copertina

p. 4
[Le altre foto i fondo alla pagina]




ln Jugoslavia un evento prodigioso fa accorrere migliaia di pellegrini e di malati in un piccolo villaggio: tra giugno e luglio la Vergine Maria sarebbe apparsa dieci volte a un gruppo di giovani tra i 10 e i 17 anni. Si parla già di alcuni miracoli. Le autorità comuniste allarmate hanno fatto arrestare due sacerdoti.

Ecco il racconto degli avvenimenti e le immagini scattate dai nostri inviati.

 

di GIANFRANCO FAGIUOLI

foto di MIJO GABRIC e IANNI GELMI

+

Zagabria  (Jugoslavia)

Settembre.

Il vescovo Diuro Koksa, vicario generale della diocesi di Zagabria, è molto prudente.

Dice: ”Quando accadono certi fatti apparentemente soprannaturali bisogna andare con i piedi di piombo”. Poi si interroga: "Apparizioni della Madonna? Visioni celesti e colloqui con la Vergine? Miracoli?”.

Resta per qualche istante silenzioso e perplesso. Infine, trova questa risposta: .Può darsi, ma ancora nulla di certo è stato provato. Aspettiamo una risposta ufficiale della Chiesa e intanto limitiamoci a osservare, a pregare.

I fatti “apparentemente soprannaturali' cui allude monsignor Koksa stanno destando vivissima emozione fra i cattolici jugoslavi (circa il 34 per cento della popolazione, che ammonta complessivamente a quasi 22 milioni) e mettono in serio imbarazzo le autorità comuniste locali nonché lo stesso governo centrale di Belgrado.

Esiste infatti la possibilità che nella repubblica marxista-leninista fondata da Tito stia oggi per nascere un nuovo santuario mariano destinato a oscurare la fama prodigiosa di Lourdes e di Fatima.

Tutto ebbe inizio sul finire del giugno scorso a Medjugorje, uno sperduto villaggio agricolo presso Citluk, a ovest di Mostar, capoluogo dell'Erzegovina. Nel pomeriggio del 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, sei ragazzi (due maschi e quattro femmine, fra i dieci e i diciassette anni) decisero di fare una passeggiata, per raccogliere fiori, sul vicino colle di Podbrdo. Arrivati sulla sommità della montagnola verso le 18.30, i sei giovani amici ebbero una improvvisa e folgorante visione.

Ai loro occhi stupefatti apparve, in un'aureola abbagliante, la Madonna con Gesù Bambino fra le braccia. "La Vergine indossava panni grigi e lunghi fino alle caviglie, aveva le spalle coperte da un candido manto e il capo sormontato da una brillante corona di stelle”, raccontò poi uno dei giovani.

Vagamente intimoriti e imbarazzati, i ragazzi attesero che I'apparizione svanisse, quasi temendo un abbaglio.

Invece la Madonna parlò. Con voce calma e suadente pronunciò parole di pace, esortando il popolo di Dio alla fratellanza universale. Poi chiese ai giovani se qualcuno di loro avesse un desiderio particolare da esprimere. Solo il più piccolo, Jakov Colo, di dieci anni, ebbe I'ardire di farsi avanti per implorare una grazia a favore di un suo amichetto rimasto a casa, Daniele, paralizzato dalla nascita.

La Vergine, sorridendo amabilmente, rispose: "Sarai accontentato». E spiegò: "I genitori di Daniele li conosco, sono bravi credenti e buoni fedeli, perciò meritano che il loro figliolo guarisca presto. Infine, prima di scomparire in alto nel cielo, avvolta in una nube di luce, la Madonna concluse: "Ragazzi, venite a trovarmi anche nei giorni seguenti su questo monte perché ho altre cose importanti da svelarvi”.

Le celesti apparizioni e conversazioni (stando alle concordi testimonianze dei sei giovani) si ripeterono, sempre alla stessa ora, per altre nove volte consecutive' salvo giovedì 2 luglio, fino a venerdì 3 luglio. Ogni volta la Madonna faceva, più o meno, gli stessi discorsi: raccomandava di pregare, di fare penitenza, di digiunare' di accostarsi con frequenza ai sacramenti, di aver fiducia in Dio; prometteva pace e libertà per gli uomini di tutto il mondo e di qualunque fede; rivelava da ultimo cinque messaggi segreti che i ragazzi avrebbero dovuto trasmettere unicamente e personalmente al sommo pontefice.

La notizia delle apparizioni della Vergine sul colle di Podbrdo, seguita dall’improvvisa e inspiegabile guarigione del piccolo paralizzato Daniele, suscitò a Medjugorje un’enorme impressione e una fiammata di fervore religioso. Dopo il 24 giugno tutti gli abitanti del villaggio (in prevalenza di stirpe croata e di fede cattolica) cominciarono a riunirsi ogni sera alle 18.30 nella chiesa parrocchiale per pregare con insolita devozione e per ascoltare le prediche via via sempre più infervorate del loro parroco, il trentacinquenne padre francescano Josip Zovko.

Col passare dei giorni il numero della gente che saliva sul colle di Podbrdo ed era poi presente alla messa vespertina di Medjugorje crebbe anche per I'afflusso di pellegrini provenienti dai paesi e dalle città vicine. Da Citluk, da Mostar, da Spalato e da altri centri della costa dalmata arrivavano fedeli, curiosi e persino villeggianti stranieri con ogni mezzo: a piedi, in auto, in pullman, su carri trainati da buoi o cavalli. Tutti volevano sapere, vedere, toccare con mano i sei ragazzi “che avevano visto e parlato con la Madonna", ascoltare dalla loro viva voce il racconto della meravigliosa avventura.

Numerosi fra i pellegrini erano gli ammalati, gli invalidi e i sofferenti che speravano in una grazia della Vergine. Già si cominciava a parlare di miracoli: del piccolo Daniele non più paralizzato, di una donna di Zagabria guarita dal cancro, di un vecchio cieco che aveva riacquistato la vista.

Quest'ultimo, di nome Jozo Vasilj, si era lavato gli occhi con I'acqua di un vaso che aveva contenuto fiori raccolti sul colle di Podbrdo e immediatamente era tornato a vedere.

"Il miracolo più grande, quello che non ha bisogno di prove né di conferme, resta comunque lo scoppio di fede religiosa registrato in quest'angolo croato della vecchia Erzegovina", commenta un anziano sacerdote di Zagabria reduce da una visita a Medjugorje. Il prete si rallegra soprattutto nel constatare come certi fenomeni spirituali possano accadere anche nella Jugoslavia comunista, ossia in un Paese dove da quarant'anni il regime combatte contro la religione e predica I'ateismo, il materialismo.

“Ciò significa”, spiega l'anziano sacerdote, “che l'antico legame del popolo croato con la chiesa cattolica, vecchio ormai di tredici secoli, non s'è affatto allentato. Del resto la nostra profonda devozione per la Madonna non è mai venuta meno...

Tale devozione ebbe il suo più alto e significativo riconoscimento proprio dieci anni fa, nel settembre del 1971, quando tutta la Croazia celebrò a Solin, l'antica Salona dei romani, Patria dell'imperatore Diocleziano, il millennio dell'erezione del primo santuario mariano, quello di Gospe od Otoka, la Madonna dell'Isola”.

Fu nella seconda metà del luglio scorso che gli eventi prodigiosi di Medjugorje uscirono dallo stretto ambito regionale per diventare un fatto nazionale destinato a mettere in allarme il governo centrale di Belgrado nonché le gerarchie della chiesa ortodossa e musulmana.

Accadde quando la storia delle apparizioni della Madonna fu ampiamente raccontata, in prima pagina, sul numero del 12 luglio del settimanale cattolico GIas Koncila ("Voce del Concilio') che si stampa a Zagabria e ha una diffusione media di oltre  10 mila copie, vendute solo nelle chiese cattoliche.

“Noi abbiamo raccontato obiettivamente i fatti così come stavano e stanno, senza esagerazioni né enfasi” spiega il direttore del giornale, padre Zivko Kustic. E aggiunge: “Abbiamo anche parlato di miracoli, ma facendo tutte le doverose riserve del caso. Nella nostra cronaca si sottolineava il significato del messaggio di pace e di fratellanza trasmesso dalla Madonna, si accennava al crescente afflusso dei pellegrini, molti dei quali affermavano di aver assistito a prodigiosi fenomeni

celesti, a strani bagliori di luce che comparivano giorno e notte, sopra il colle di Podbrdo...”.

Di suo, padre Kustic afferma: “Siamo comunque di fronte a un evento religioso di enorme importanza. Lo conferma, se non altro, I'ininterrotto affluire dei fedeli. Se poi le apparizioni e i miracoli della Madonna fossero reali e dimostrati, allora Medjugorje diventerebbe un centro di lede mariana unico al mondo nel suo genere, più celebre di Lourdes e di Fatima, le cui origini risalgono, rispettivamente, al 1858, in seguito alle mistiche visioni di Bernadette nella grotta di Massabielle, e al 1917, quando la Vergine parlò con la pastorella portoghese Lucia Dos Santos. Ma a Medjugorje è accaduto ben altro! Qui, stando alle testimonianze, sono addirittura sei i ragazzi che hanno visto e parlato con la Madonna, che continuano a vederla e a parlarle!”.

Le prime reazioni delle autorità comuniste locali furono timide e imbarazzate. Poi, col passare dei giorni, giunsero da Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina, disposizioni precise intese a scoraggiare I'afflusso a Medjugorje dei pellegrini.

La polizia istituì posti di blocco sulle strade, rimandò al luogo di partenza qualche pullman carico di fedeli, procedette persino a taluni temporanei arresti. Il peggio capitò al frate francescano Ferdo Vlasic, direttore del giornaletto cattolico Nasa Ognjsta (“I nostri focolari”) di Duvno. Oppostosi a un ordine dei gendarmi che tentavano di regolamentare il traffico dei pellegrini, padre Vlasic venne ammanettato, rinchiuso nelle prigioni giudiziarie di Citluk, Processato e infine condannato a sessanta giorni di carcere.

Nel frattempo un gruppetto di “giornalisti del regime”, opportunamente indottrinato, veniva portato in visita a Medjugorje. Il giorno seguente tutti gli organi di stampa ufficiali della Jugoslavia riferivano di tale visita, narrando ovviamente i fatti secondo un'ottica comunista. Un giornale, il Vjesnik di Zagabria, con tono irridente intitolava così il suo servizio: "La Madonna gioca a moscacieca". Tutto e tutti erano ridicolizzati; si parlava di fanatismo religioso, di superstizione, di fenomeno di suggestione collettiva; si manifestava il sospetto che ogni cosa fosse stata architettata dal parroco del villaggio e dai preti per sobillare il popolo contro il regime; si temeva l'intervento di oscure forze reazionarie straniere che, facendo leva su mai sopite correnti separatiste e indipendentiste, cercavano così di minare l'unità nazionale della repubblica federativa jugoslava.

La risposta della Chiesa al violento attacco della stampa comunista fu pronta e coraggiosa. Se ne fece portavoce il vescovo di Mostar, monsignor Pavao Zanic, con una dichiarazione ufficiale pubblicata, il 16 luglio, dal settimanale Glas Koncila di Zagabria.

Il presule esordì affermando che gli pareva logico, addirittura ovvio, che le affermazioni dei ragazzi ai quali era apparsa la Madonna fossero messe in dubbio da giornalisti di convinzione atea.

Quindi, respinta I'insinuazione che i sei ragazzi di Medjugorje fossero stati frastornati o strumentalizzati da qualcuno all'insaputa dei loro genitori, proclamò di ritenersi molto dispiaciuto per le pubbliche accuse fatte alla Chiesa cattolica in Erzegovina di agire per fini politici o per truffa.

Precisò: “È certo che i ragazzi non sono sobillati da nessuno, specialmente non dalla Chiesa, a dire cose non vere. Però, almeno per ora, sembra altrettanto certo che i ragazzi non mentiscono. Rimane il problema più difficile: è un'esperienza soggettiva dei ragazzi oppure è qualche cosa di soprannaturale?”. Il vescovo Zanic concluse il suo intervento con una citazione: “Se questo disegno o quest'opera è degli uomini si scioglierà da sé, ma se è di Dio non potrete disperderla”.

Un episodio assai grave destinato purtroppo a rendere più tesi i già difficili rapporti fra le autorità politiche e quelle cattoliche, accadde il 17 agosto.

Quel giorno, alle 8 del mattino, la polizia arrivò a Medjugorje, circondò la Chiesa e la casa parrocchiale, iniziò una meticolosa perquisizione in tutti i locali e sottopose a stringenti interrogatori preti, frati e suore presenti. L'inattesa operazione di polizia, a quanto pare ordinata dal governo centrale di Belgrado, fu da molti interpretata come una reazione all'imponente pellegrinaggio (oltre 20 mila persone) di due giorni prima per la festa dell'Assunta.

I poliziotti in divisa e gli agenti in borghese (maschi e femmine) del servizio segreto si trattennero dentro la chiesa e nell'edificio parrocchiale fino alle 5.45 del pomeriggio, requisendo carte, documenti, giornali e una “somma abbastanza alta” (un miliardo di vecchi dinari, pari a circa 31 milioni di lire) costituita dalle offerte lasciate dai fedeli nei giorni precedenti. Ultima mossa degli agenti fu quella di dichiarare in arresto il parroco Josip Zovko. Caricatolo a viva forza su un cellulare, il padre francescano venne portato a Mostar e qui rinchiuso in una cella del carcere giudiziario. Perché? Sotto quali imputazioni? Lo si seppe molto più tardi, sabato 5 settembre scorso, vagamente. Lo si accusava di aver predicato contro il regime comunista, di aver «attentato alla sicurezza e all'unità della patria".

Adesso a Medjugorje, in attesa del processo, si vivono ore d'ansia e di timore.

La sorte di padre Zovko preoccupa i fedeli e il clero cattolico. Ma non tanto da frenare il crescente flusso dei pellegrini e dei penitenti (in media 5 mila al giorno) che arrivano da tutte le regioni della Jugoslavia con la speranza di vedere la Madonna o almeno di conoscere i sei fortunati ragazzi che

continuano ad avere (attualmente nelle loro case) le celesti apparizioni.

*Li ho conosciuti questi sei giovani: sono simpatici, vivaci, intelligenti, disinvolti. Insomma, ragazzi del tutto normali”, afferma padre Michele Gabric, fotografo del Glas Koncila, che è appena tornato da Medjugorje. Precisa: “Non sono affatto tipi da farsi suggestionare o influenzare”.

Padre Gabric è rimasto soprattutto impressionato dalle manifestazioni di fede dei pellegrini. Dice: “Si tratta di una fede adulta. Ho visto migliaia e migliaia di persone confessarsi e comunicarsi, fino a notte fonda, con devozione profondissima. Tutti composti, ordinati. Mai ho notato sintomi di fanatismo, di isterismo o di esagerato misticismo".

Timori e vaghe apprensioni per lo sviluppo della vicenda serpeggiano tra le gerarchie cattoliche. Il vescovo Koksa, vicario generale di Zagabria, che come abbiamo già accennato esamina i fatti con prudenza e con una vena di scetticismo, dice: “È nostra ferma intenzione astenerci dallo strumentalizzare politicamente, in un qualsiasi modo, gli episodi di Medjugorje, che del resto noi preti non abbiamo inventato né enfatizzato. Non vogliamo però nessun conflitto con il governo di Belgrado... Circa le apparizioni miracolose è prematuro pronunciarsi. Ma intanto, comunque sia, non esistono motivi per proibire i pellegrinaggi e i raduni di fedeli poiché essi appaiono ispirati da messaggi che non sono contrari né alla fede, né alla morale, né alla disciplina ecclesiastica”.

Tra il clero di Zagabria si accenna ora a due nuove circostanze particolarmente significative. La prima riguarda I'improvvisa Partenza per Roma del pronunzio apostolico a Belgrado, monsignor Michele Cecchini. Si dice ch'egli sia stato chiamato in Vaticano per conferire col papa, al quale non

dispiacerebbe ricevere in udienza speciale i ragazzi di Medjugorje latori di cinque messaggi segreti della Madonna.

La seconda circostanza significativa ha per protagonista I'arcivescovo metropolita di Zagabria, monsignor Franjo Kuharic, che per il 6 ottobre prossimo ha convocato la conferenza episcopale “Non è ancora noto il calendario dei lavori”, puntualizza monsignor Koksa. Egli tuttavia lascia capire che i vescovi della Jugoslavia, riuniti a congresso, parleranno certamente dei prodigi di Medjugorje e prenderanno importanti decisioni.

 


 

Foto di Pagina 4

È la Chiesa Parrocchiale. Sarà un Santuario.

Medjugorje (Jugoslavia). La chiesa parrocchiale di Medjugorje, villaggio nel comune di Citluk, non lontano dalla cittadina di Mostar: i fedeli sono tanto numerosi che, come si vede, molti di essi non possono entrare per assistere alle funzioni religiose. Sebbene qui siamo in Bosnia-Erzegovina la popolazione è croata e cattolica. Da quando si è sparsa la voce secondo cui sei ragazzi hanno visto la Madonna arrivano fedeli da diverse località.

 

Foto di Pagina 4-5

Medjugorje (Jugoslavia).

Sei ragazzi che affermano di aver visto la Madonna, la quale avrebbe parlato loro sulla collina presso il loro villaggio. I ragazzi sono, nella foto qui sopra, da sinistra: Jakov Colo, 10 anni, Maurina  Paulovic, 15 anni; le cugine lvanka, 16 anni, e Vicka Ivankovic, 17. A destra, la sedicenne Mirjana Dragicevic e il quindicenne Marinko lvankovic, fratello di lvanka Ivankovic e da qualche settimana studente in seminario

 

Foto di Pagina 6 (in basso)

Le rocce diventano ex voto

Medjugorje (Jugoslavia).

Una scritta su una roccia testimonia la fede dei pellegrini che si recano sulla collina dove sarebbe apparsa la Madonna. Questa scritta significa: “Madonna mia aiuta me e la mia famiglia. Voglio riacquistare la vista. Marko Andric” (evidentemente il cieco ha fatto scrivere la supplica). Queste epigrafi, a Medjugorie, sono decine.

 

Foto di Pagina 6 (in alto)

La collina delle visioni ricorda le apparizioni di Fatima

Una vera folla si raccoglie ogni giorno sulla collina di Podbrdo, non lontano dall'abitato, nel punto in cui sei ragazzi affermano di aver visto la Madonna. secondo i testimoni, le apparizioni sono avvnute tra mercoledì 24 giugno, festa di san Giovanni Battista, e venerdì 3 luglio, con una pausa giovedì 2 luglio. La Madonna è apparsa, a quanto essi affermano, sempre nel tardo pomeriggio, verso le 18 30, Ogni volta, a quanto essi sostengono, teneva Gesù Bambino tra le braccia. Maria indossava un lungo abito grigio con un mantello bianco, e un'aureola le brillava sul capo.

 

Foto di Pagina 7 (a sinistra)

La collina delle visioni ricorda le apparizioni di Fatima

La parola Medjugorje tradotta in italiano significa «tra due monti»; il paesaggio è tipico dell'entroterra di questa regione; la collina, come si vede anche dalle nostre fotografie, è aspra e cosparsa di rocce. ll luogo delle apparizioni è stato cintato con una fune. Il caso jugoslavo ricorda quello di Fatima, Portogallo, dove nel '17 tre pastorelli dichiararono d'aver visto sei la Madonna e dissero d'avere un messaggio che potevano rivelare solo al pontefice.

 

Foto di Pagina 7 (a destra)

Medjugorje (Jugoslavia).

Jozo Vasilj, un vecchio jugoslavo che afferma di aver recuperato la vista dopo aver pregato la Madonna apparsa sulla collina. Molti fedeli che si recano sulla collina raccolgono terra o frammenti di roccia per portarli a casa e conservarli come reliquia.

 

Foto di Pagina 8

Medjugorje (Jugoslavia).

ll padre francescano Josip Zovko, 35 anni, parroco di Medjugorje, ritratto nella sua chiesa pochi giorni prima di essere arrestato. Lunedì 17 agosto, cinque giorni dopo che il settimanale cattolico Voce del Concilio aveva pubblicato la notizia delle apparizioni, la polizia ha circondato la sua chiesa e la casa parrocchiale perquisendo tutti i locali e requisendo documenti e denaro (circa 31 milioni di offerte). Prima di andarsene i poliziotti hanno tratto in arresto padre Zovko che è stato incarcerato nella città di Mostar. Il 5 settembre si è saputo che è accusato di “attentato alla sicurezza e all'unita della patria”. A destra: una pagina del giornale comunista Vjesnik di Zagabria, che mette in ridicolo gli eventi di Medjugorje; il titolo dice: «La Madonna gioca a moscacieca»

 

Foto di Pagina 9

Le autorità religiose non negano i fatti

Zagabria (Jugoslavia).

Il sacerdote Zivko Kustic, direttore del settimanale cattolico Voce del Concilio che il 12 luglio 1981 ha dato per primo l'annuncio pubblico delle apparizioni della Madonna segnalale dai sei ragazzi di Medjugorje.

Sotto: monsignor Djuro Koksa, vicario generale della diocesi di Zagabria, che, come avviene sempre da parte della Chiesa ufficiale, è molto prudente su quanto sta avvenendo. Egli parla di fatti «apparentemente soprannaturali». Così avvenne a Fatima oltre sessant'anni la, ma poi le autorità religiose autorizzarono il culto di Nostra Signora di Fatima. Si capisce quindi l'ostilità delle autorità civili. Oltre a padre Josip Zovko è stato arrestalo padre Ferdo Vlasic, direttore del giornale cattolico “I nostri focolari”, il quale, processato, è stato condannalo a due mesi.

 

Foto di Pagina 10 (in alto)

Era paralitico il primo miracolato

Medjugorje (Jugoslavia).

Tre pellegrini si recano sulla collina di Podbrdo, che si alza presso. il villaggio dove sono state segnalate le apparizioni della Madonna. uno dei pellegrini cammina con le grucce: è un giocatore di calcio, che si è infortunato. Il primo miracolato è stato un bambino del paese, Daniele. Durante la prima apparizione, la. Madonna avrebbe chiesto ai ragazzi di esprimere un desiderio: uno chiese la guarigione di Daniele, paralitico dalla nascita.

 

Foto di Pagina 10 (in basso)

Una mamma aspetta il prodigio

Medjugorje (Jugoslavia).

Una mamma con un bambino in braccio sul colle delle apparizioni. Dopo essersi rivelata la prima volta, la Madonna avrebbe invitato i sei ragazzi di Medjugorje a tornare sul posto dove sarebbe apparsa ancora ai loro occhi. La Madonna raccomandava ai ragazzi di pregare, di aver fiducia in Dio e invitava gli uomini alla pace e alla libertà. Da ultimo ha consegnato ai ragazzi (così essi dicono) cinque messaggi da trasmettere personalmente al papa.

 

Fonte: https://temponuovo.net/ar1/1981-n38-39-domenica-corriere/index.html

 

P: 5

p. 6



p. 7


p. 8

p. 9

sabato 31 agosto 2024

I SEGNI DI SPERANZA CHE NOI NON VEDIAMO …E L’OPERA DEGLI APOSTOLI DELLA REGINA DELLA PACE

 

I SEGNI DI SPERANZA CHE NOI NON VEDIAMO …

…E L’OPERA DEGLI APOSTOLI DELLA REGINA DELLA PACE

 

foto Bruno Temil

Se risulta difficile in questo momento storico vedere segni di speranza senza un aiuto dall’Alto, lo è ancora di più riguardo all’opera degli Apostoli della Regina della Pace, tanto più che ad essi è stato chiesto di agire nel nascondimento. Ma proprio la Madonna ci assicura che la risposta c’è e che è efficace.

 

Ai suoi Apostoli  la Regina della Pace attribuisce capacità straordinarie: “sorreggere il mondo”, “salvare se stessi e il mondo”:

“Figli miei, dovete essere migliori, solo coloro che sono puri, umili e colmi d’amore sorreggono il mondo, salvano sé stessi e il mondo.” (2 maggio 2017);

 

 essere coloro che aiuteranno il suo Cuore Immacolato a raggiungere il Trionfo tanto sospirato:

«Io, attraverso di voi, trionferò» (2 giugno 2007);

 

essere i “giusti” che non permetteranno al Male di vincere:

“Mio Figlio mi ha promesso che il male non vincerà mai, perché qui ci siete voi, anime dei giusti: voi, che cercate di dire le vostre preghiere col cuore; voi, che offrite i vostri dolori e sofferenze a mio Figlio; voi, che comprendete che la vita è soltanto un battito di ciglia; voi, che anelate al Regno dei Cieli. Tutto ciò vi rende miei Apostoli e vi conduce al trionfo del mio Cuore.” (dal messaggio 2 novembre 2014);

essere coloro che con l’amore raggiungeranno l’unione in Cristo e il trionfo del suo Cuore Immacolato:

“L’amore vi darà l’unione in mio Figlio e il trionfo del mio Cuore” (2 settembre 2008);

essere “i piccoli” che  Dio ha scelto per “realizzare i suoi grandi progetti”:

“Dio ha scelto voi piccoli per realizzare i suoi grandi progetti” (2 dicembre 2008);

essere coloro il cui amore unito “vivrà, vincerà e svelerà il Male”:

“L’amore unito dei miei Apostoli vivrà, vincerà e svelerà il Male” (2 novembre 2016).

 

E ciò per il semplice fatto che essi, non per capacità proprie, stanno facendo posto allo Spirito Santo, alla grazia del Signore ottenuta per mezzo delle lacrime di Maria, permettendogli di agire attraverso di loro.

 

 

Allo straordinario piano di Dio e di Maria corrisponde la grande responsabilità degli Apostoli della Regina della Pace, visto che vi sono coinvolti come protagonisti. “Spetta a voi”, dice loro Maria:

     “Cari figli, Apostoli del mio amore, spetta a voi diffondere l’Amore di mio Figlio a tutti coloro che non l’hanno conosciuto. […]  Spetta a voi, Apostoli miei, riconoscerlo, viverlo e diffonderlo.” (2 aprile 2017).

 

Leggendo i messaggi dati a Mirjana colpisce il tono accorato della Madre che cerca in tutti i modi di far toccare con mano ai suoi Apostoli questa grande responsabilità legata alla loro missione:

“Figli miei, su di voi c’è una grande responsabilità.” (2 giugno 2012).

 

Gli Apostoli, che sono in prima linea in questo grande piano di Dio che porta al trionfo del Cuore Immacolato di Maria, sanno che questa responsabilità riguarda la salvezza dell’umanità e il rinnovamento della Chiesa:

“Vi invito ad essere uno strumento attraverso il quale tutti coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio, che non hanno mai amato, comprenderanno, lo accetteranno e si salveranno. Vi ringrazio, figli miei!” (2 novembre 2016).   

 

Essi sono inseriti da protagonisti in questo meraviglioso progetto di “cambiare il mondo”, per realizzare il quale Dio ha inviato Maria. Ed Ella l’ha fatto capire neanche così tanto velatamente:

“Cari figli, come Madre sono con voi per aiutarvi con il mio amore, preghiera ed esempio a diventare seme di ciò che avverrà, un seme che si svilupperà in un forte albero ed estenderà i suoi rami nel mondo intero.” (2 dicembre 2011).  

 

«Diventare seme di ciò che avverrà», afferma Maria. E «ciò che avverrà», è contenuto nei dieci segreti. Però la Madonna, secondo il suo stile, non vuole spaventarci, e per questo motivo ci presenta la conclusione dello sviluppo del seme: il trionfo del suo Cuore Immacolato, il trionfo del Cuore di Gesù e il trionfo del Cuore della Chiesa: «un forte albero» che «estenderà i suoi rami nel mondo intero»;  confermando così quell’ammissione che Mirjana fa nel suo diario a nome anche degli altri veggenti, che, cioè, “Lei era venuta per cambiare il mondo intero” secondo un ben preciso piano di Dio.

Gli Apostoli sono quindi il seme di «ciò che avverrà», come la Gospa ha precisato per la seconda volta nello stesso messaggio:

«Per divenire seme di ciò che avverrà, seme dell’Amore, pregate il Padre che vi perdoni le omissioni finora compiute».(2 dicembre 2011).

 

Ciò che avverrà sarà dunque l’Amore, appunto i trionfi dei Cuori di Gesù, di Maria e della Chiesa, che significano la salvezza del maggior numero di persone possibili e l’instaurazione di un ordine nuovo nel mondo. Anche l’espressione estendere i rami nel mondo intero, indica un trionfo. Una ulteriore precisazione a riguardo troviamo nel messaggio del 18 marzo 2013:

“Mio Figlio tramite Me vi prepara per le opere che desidera fare tramite voi, attraverso le quali desidera glorificarsi. RingraziateLo”.

 

Non solo gli Apostoli della Regina della Pace vivranno in se stessi in anticipo il trionfo del Cuore Immacolato, ma vi parteciperanno. Altrimenti non avrebbe significato che la Gospa abbia detto loro in messaggi citati ripetutamente:

“Io, attraverso di voi, trionferò” (2 giugno 2007).

 “Desidero che insieme, per mezzo dell'amore, i nostri cuori trionfino.” (18 marzo 2007). 

“L’amore unito dei miei Apostoli vivrà, vincerà e svelerà il Male.” (2 novembre 2016).  

  “Tutto ciò vi rende miei Apostoli e vi conduce al trionfo del mio Cuore.” (2 novembre 2014).

 

La prima volta che nei messaggi dati a Mirjana la Madonna accennò al trionfo del suo Cuore, sempre in riferimento al contributo determinante di suoi Apostoli, era il 2 maggio 2006. Ella lo fece utilizzando queste parole:

“Il mio Cuore vuole vincere attraverso di voi e trionfare. Io vi invito a questo”.

 

Dunque, ci ha invitati ad essere il tramite di questo trionfo; ma io penso che ci abbia anche invitati a parteciparvi dal punto di vista storico-temporale. Ed ecco altre promesse legate al trionfo del Cuore Immacolato:

“L’amore vi darà l’unione in mio Figlio e il trionfo del mio Cuore.” (2 settembre 2008).

I peccati si moltiplicano, sono troppo numerosi. Ma con l’aiuto di voi — che siete umili, modesti, ricolmi d’amore, nascosti e santi — il mio Cuore trionferà.” (2 luglio 2017).

 

Le promesse di Maria ai suoi Apostoli sono promesse di Dio, come appare evidente da questo messaggio davvero singolare che abbiamo citato all’inizio:

“Mio Figlio mi ha promesso che il Male non vincerà mai, perché qui ci siete voi, anime dei giusti: voi, che cercate di dire le vostre preghiere col cuore; voi, che offrite i vostri dolori e sofferenze a mio Figlio; voi, che comprendete che la vita è soltanto un battito di ciglia; voi, che anelate al Regno dei Cieli. Tutto ciò vi rende miei Apostoli e vi conduce al trionfo del mio Cuore.” (2 novembre 2014).

 

Essi operano con la Forza di Dio:

“Vi invito a radunarvi nella famiglia di Dio ed a rafforzarvi con la Forza del Padre. Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volontà di Dio, tutti insieme con mio Figlio, potete cambiare tutto e guarire il mondo.” (2 agosto 2011).

 

Nella prima parte di questa riflessione facevano riferimento alle affermazioni molto potenti e autorevoli della Regina della Pace, citandone una in particolare:

“non perdete la speranza, ma seguitemi, perché il trionfo del mio Cuore è nel nome di Dio.” (2 dicembre 2014).

 

È, comunque, tutto il messaggio che si presta a infondere speranza:

 

“Cari figli, tenetelo a mente, perché vi dico: l’amore trionferà!

So che molti di voi stanno perdendo la speranza perché vedono attorno a sé sofferenza, dolore, gelosia e invidia, ma io sono vostra Madre. Sono nel Regno, ma anche qui con voi. Mio Figlio mi manda nuovamente affinché vi aiuti.

Perciò, non perdete la speranza, ma seguitemi, perché il trionfo del mio Cuore è nel nome di Dio. Il mio amato Figlio pensa a voi, come ha sempre fatto: credetegli e vivetelo! Egli è la vita del mondo. Figli miei, vivere mio Figlio vuol dire vivere il Vangelo. Non è facile. Comporta amore, perdono e sacrificio. Questo vi purifica e apre il Regno. Una preghiera sincera, che non è solo parola, ma preghiera pronunciata dal cuore, vi aiuterà. Così pure il digiuno, poiché esso comporta ulteriore amore, perdono e sacrificio.

Perciò non perdete la speranza, ma seguitemi.

Vi chiedo nuovamente di pregare per i vostri pastori, affinché guardino sempre a mio Figlio, che è stato il primo Pastore del mondo e la cui famiglia era il mondo intero. Vi ringrazio.” (2 dicembre 2014).

Coraggio, dunque! Non perdiamo la speranza!

 

Franco Sofia

 

 

 

giovedì 29 agosto 2024

I SEGNI DI SPERANZA CHE NOI NON VEDIAMO

 

I SEGNI DI SPERANZA CHE NOI NON VEDIAMO

o dei quali non ci rendiamo conto.




“… non perdete la speranza!” (2 dicembre 2014).

+

“… vi  benedico e non perdo la speranza che questo mondo cambierà in bene e che la pace regnerà nei cuori degli uomini.” (25 gennaio 2011).

 

“Cari figli, tenetelo a mente, perché vi dico: l’amore trionferà!

So che molti di voi stanno perdendo la speranza perché vedono attorno a sé sofferenza, dolore, gelosia e invidia, ma io sono vostra Madre. Sono nel Regno, ma anche qui con voi. Mio Figlio mi manda nuovamente affinché vi aiuti.

Perciò, non perdete la speranza, ma seguitemi, perché il trionfo del mio Cuore è nel nome di Dio. Il mio amato Figlio pensa a voi, come ha sempre fatto: credetegli e vivetelo! Egli è la vita del mondo. Figli miei, vivere mio Figlio vuol dire vivere il Vangelo. Non è facile. Comporta amore, perdono e sacrificio. Questo vi purifica e apre il Regno. Una preghiera sincera, che non è solo parola, ma preghiera pronunciata dal cuore, vi aiuterà. Così pure il digiuno, poiché esso comporta ulteriore amore, perdono e sacrificio.

Perciò non perdete la speranza, ma seguitemi.

Vi chiedo nuovamente di pregare per i vostri pastori, affinché guardino sempre a mio Figlio, che è stato il primo Pastore del mondo e la cui famiglia era il mondo intero. Vi ringrazio.” (2 dicembre 2014).
+

 

 

Ci sono dei segni di speranza che, bombardati come siamo continuamente ogni giorno da brutte notizie,  la maggior parte di noi non vede.

E per questo abbiamo bisogno di un aiuto dall’alto.

 

Abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi che fa più rumore un albero che cade di una foresta che piano piano cresce.

 

Questi segni di bene e di speranza ce li ha indicati più volte la nostra Madre e Regina nei suoi messaggi, i quali, a questo riguardo, si presentano molto potenti e autorevoli, come la seguente affermazione del messaggio che abbiamo citato per intero all’inizio:

 

“non perdete la speranza, ma seguitemi, perché il trionfo del mio Cuore è nel nome di Dio.” (2 dicembre 2014).

 

Per questo dobbiamo essere certi che grazie a “coloro che hanno detto SÌ” “la pace regnerà nel mondo” (25 gennaio 2011).

 

È certo: “questo mondo cambierà in bene” e “la gioia regnerà nel mondo perché vi siete aperti alla mia chiamata e all'amore di Dio”. Infatti, – ed   ecco i segni che noi non vediamo –  “lo Spirito Santo cambia la moltitudine di coloro che hanno detto SÌ.” (25 gennaio 2011).

 

Se la nostra Madre e Regina ci dice che non perde la speranza, perché dobbiamo perderla noi?

Se ci dice che non si arrende (Cari figli, sono con voi e non mi arrendo, 2 agosto 2012) perché dobbiamo arrenderci noi?

 

In un messaggio precedente aveva rivelato che “I gruppi di preghiera sono forti: attraverso di loro posso vedere, figlioli, che lo Spirito Santo opera nel mondo.” (25 giugno 2004).

 

E alla fine ci sarà il Trionfo del Cuore Immacolato della nostra Mamma, del Cuore Sacratissimo di Gesù e del Cuore della Chiesa!

 

E ancora: “Il bene che silenziosamente si diffonde attraverso le anime pure, è la forza che regge questo mondo. I peccati sono molti, però c’è anche amore.” (2 novembre 2017).

 

La vittoria è già cominciata:

“desidero condividere con voi la mia gioia. Nel mio Cuore Immacolato io sento che ci sono molti che si sono avvicinati a me e portano in maniera particolare nei loro cuori la vittoria del mio Cuore Immacolato pregando e convertendosi.” (25 agosto 2000).

 

Questi segni noi non li vediamo come evidenti, ma il Cielo ci conferma che ci sono e ci invita a non desistere:

“Cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere, perché anche il più piccolo bene, il più piccolo segno d’amore vince il Male sempre più visibile.” (2 ottobre 2018).

 

La nostra Madre, mostrandoci il premio sicuro, ci dà l’esempio e ci incoraggia:

“Mio Figlio vi ha mostrato la via e vi ha dato la speranza, ed io vi consolo e vi incoraggio. Perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore, ma ho avuto fede e speranza. Ora ho il premio della vita nel Regno di mio Figlio. Perciò ascoltatemi, abbiate coraggio, non desistete!” (2 ottobre 2018).

 

+++

 

IL FUTURO È DI DIO (25 marzo 2021)

 

Ecco alcuni messaggi con affermazioni inequivocabili, dalle quali si evince che c’è un piano di Dio per il futuro di questo mondo. Per realizzare questo piano Dio stesso ha bisogno della nostra collaborazione.

 

“Cari figli! Sono con voi così a lungo perché Dio è grande nel Suo amore e nella mia presenza. Figlioli, vi invito a ritornare a Dio ed alla preghiera. La misura del vostro vivere sia l' amore e non dimenticate, figlioli, che la preghiera ed il digiuno operano miracoli in voi ed attorno a voi. Tutto ciò che fate sia per la gloria di Dio e allora il Cielo riempirà il vostro cuore di gioia e voi sentirete che Dio vi ama e manda me per salvare voi e la Terra sulla quale vivete. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” (25 settembre 2020);

“Cari figli! Oggi vi invito al bene. Siate portatori di pace e di bontà in questo mondo. Pregate che Dio vi dia la forza affinché nel vostro cuore e nella vostra vita regnino sempre la speranza e la fierezza[1] perché siete figli di Dio e portatori della Sua speranza in questo mondo che è senza gioia nel cuore e senza futuro perché non ha il cuore aperto verso Dio, vostra salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” (25 luglio 2012); 

 

''Cari figli! Anche oggi sono con voi per dirvi: figlioli, chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza. Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace, perché siete miei. Io sono venuta qui con il nome: Regina della Pace, perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra, vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro, e il futuro è di Dio. Perciò siate umili, pregate ed abbandonate tutto nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.'' (25 marzo 2021); 

''Cari figli miei! Con gioia vi ho scelti e vi guido perché in voi, figlioli, vedo uomini di fede, speranza e preghiera. Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Lui che è Via, Verità e Vita. Sono anche con voi affinché la pace vinca in voi ed attorno a voi perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.'' (25 luglio 2024);

"Cari figli! Oggi la mia preghiera con voi è per la pace. Il bene e il male lottano e vogliono prevalere nel mondo e nei cuori degli uomini. Voi siate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile. Figlioli, la pace prevalga in voi ed attorno a voi. Vi benedico con la mia benedizione materna affinché, figlioli, siate gioia per tutti coloro che incontrate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata." (25 agosto 2024);

“Siete tutti importanti in questo grande piano che Dio porta avanti attraverso Medjugorje. Dio desidera convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza e al cammino verso di Lui che è il principio e la fine di ogni essere.” (25 giugno 2007);

“Cari figli, voglio che comprendiate che Dio ha scelto ognuno di voi nel suo piano di salvezza per l'umanità. Voi non potete capire quanto grande sia la vostra persona nel disegno di Dio. Perciò, cari figli, pregate affinché nel pregare comprendiate ciò che poi dovete fare secondo il piano di Dio. Io sono con voi perché possiate tutto realizzare.” (25 gennaio 1987);

“vi invito tutti a costruire con me, attraverso la preghiera, il nuovo mondo della pace. Io non posso farlo senza di voi e perciò vi invito tutti con il mio amore materno e il resto lo farà Dio. Perciò apritevi ai piani di Dio e ai suoi progetti per poter collaborare con lui per la pace e il bene e non dimenticate che la vostra vita non è vostra ma un dono con il quale dovete dare gioia agli altri e guidarli verso la vita eterna.” (25 dicembre 1992);

“Cari figli, oggi desidero dirvi che io vi amo. Io vi amo con il mio materno amore e vi invito ad aprirvi completamente a me, affinché io possa, attraverso voi, convertire e salvare il mondo, in cui vi sono molti peccati e molto di ciò che non è bene.” (25 agosto 1992);

“Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato [a Fatima] sia realizzato completamente.” (25 agosto 1991).

 

 

Franco Sofia

 



[1] che mostra dignità e consapevolezza del proprio valore. In questo caso il valore è essere “figli di Dio e portatori della Sua speranza”.