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martedì 8 febbraio 2022

La profezia di Civitavecchia

 



Fabio Gregori e la statuina che ha lacrimato sangue





La profezia di Civitavecchia

 

Di: Studi Cattolici - intervista a Fabio Gregori – di Riccardo Caniato

Data di pubblicazione: 3 febbraio 2022

 

Sul numero di maggio-giugno della rivista diocesana La Madonnina di Civitavecchia, si ricorda che dal giorno 15 marzo 2005, con decreto dell’allora vescovo della città, mons. Gerolamo Grillo, la piccola parrocchia di Sant’Agostino a Pantano, che custodisce in una teca blindata la statua della Vergine che ha lacrimato sangue per 15 volte tra il 2 febbraio e il 15 marzo 1995, è stata eretta a Santuario mariano. La notizia così ribadita è importante perché significa che la Chiesa riconosce l’origine soprannaturale di quelle lacrime.

Non a caso l’attuale vescovo, mons. Luigi Marrucci, il 26 aprile 2014, ha incoronato la «Madonnina» durante un pontificale concelebrato con il vescovo emerito Grillo, l’arcivescovo Giovanni Marra e con moltissimi sacerdoti della diocesi.

Come già per altre mariofanie ed eventi analoghi è proprio con gesti solenni come questo che la Chiesa dà pubblica approvazione di un fatto riconducibile a un intervento divino.

E dal momento che un vescovo non prende simili iniziative in disaccordo con Roma e che in seno alla diocesi i suoi decreti valgono il volere del Papa, questi fatti spengono definitivamente le opinioni particolari di chi da vent’anni specula sulla veridicità delle lacrimazioni.

LACRIME E MESSAGGI

Per chi non ricordasse: primi testimoni del pianto della Vergine sono stati una bambina di nome Jessica, allora di 5 anni, e suo papà Fabio Gregori, allora come oggi impiegato nella Centrale Enel della cittadina laziale.

La famiglia Gregori è tuttora proprietaria della statuina che ha lacrimato sangue, come di una seconda copia identica, conservata gelosamente, che fu loro regalata il 10 aprile 1995, tramite il cardinale polacco Andrzej Maria De- skur, da papa Giovanni Paolo II.

Questa seconda immagine, fin da allora, trasuda talvolta un olio profumato: ciò avviene generalmente nell’occasione di importanti feste liturgiche, come il Natale o l’Anniversario delle lacrimazioni, ma anche, in innumerevoli circostanze, di fronte a gente comune, pellegrini di passaggio che le si accostano per pregare.

«Al sangue della prima Madonnina si accompagna dunque l’olio della seconda, l’uno segno della Passione, l’altro dell’effusione dello Spirito Santo», commentava autorevolmente il mariologo Stefano De Fiores.

Ma entrambi questi segni si sono manifestati in un contesto più ampio, perché quel 1995, esattamente nel pomeriggio del 16 luglio, alle ore 18 e 30, durante la Messa, segna per la famiglia Gregori anche l’inizio delle apparizioni della Vergine… «La Madonna stava proprio sopra padre Pablo, i piedi immersi in una nuvola bianca, le braccia aperte coi palmi delle mani rivolte verso terra». A parlare così, è Fabio Gregori, vent’anni dopo.

MADRE DELLA CHIESA REGINA DELLE FAMIGLIE

CANIATO: Fabio, lei tradisce ancora l’emozione. Che cosa ricorda di quella prima apparizione?
GREGORI: La Madonna è apparsa nel momento in cui il parroco stava per consacrare l’Ostia santa, ed è rimasta silenziosa in adorazione fino alla Comunione, a sottolineare che suo Figlio Gesù, il Salvatore, è realmente presente, vivo, nell’Eucaristia.

CANIATO: Poi però la Madonna ha parlato?
GREGORI: Tra il 1995 e il 1996 ha dato 93 messaggi, di cui due segreti per il nostro vescovo e un terzo per il Papa, in un ciclo di apparizioni pubbliche a mia figlia e a me.

CANIATO: Che cosa significa «apparizioni pubbliche»?
GREGORI: Sono rivelazioni in cui la Madonna dà un messaggio che desidera sia annunciato a tutti. Si distinguono dalle rivelazioni private, che possono continuare nel tempo, ma che sono riservate alla persona o alle persone che ricevono questa visita celeste.

CANIATO: Avete ancora rivelazioni private?
GREGORI: La Madre del Cielo non ci ha fatto mai mancare la sua presenza, in particolare a mia figlia Jessica.

CANIATO: È vero che tutti i membri della sua famiglia hanno visto la Vergine?
GREGORI: Sì, c’è stata occasione che la Madonna è apparsa a tutti negli anni delle apparizioni pubbliche.

CANIATO: Ma Manuel Maria è nato dopo, nel dicembre 2002?
GREGORI: Lui ha vissuto immerso nei nostri racconti, ed è testimone delle essudazioni e di tanti altri segni che per grazia accadono nel profondo delle persone che fanno pellegrinaggio alla Madonnina, ma nel cuore coltivava un desiderio fortissimo di vedere anche lui la Mamma del Cielo.

E un giorno di febbraio, nel tempo dell’anniversario delle lacrimazioni – tornavamo dall’orto -, mentre lo rincorrevo lui ha girato l’angolo della casa ed è caduto in estasi. L’ho raggiunto. Lei era lì.

CANIATO: Com’è la Madonna?
GREGORI: È bellissima. Ed è mamma, con il cuore di una mamma.

CANIATO: Che cosa la colpisce di più del suo atteggiamento verso di lei e la sua famiglia?
GREGORI: La discrezione, la delicatezza d’animo, che le fa perfino chiedere scusa, nell’atto dell’apparire, per il tempo che toglie agli altri: «Fabio», ha detto proprio così, «ti chiedo scusa per il tempo che tolgo alla tua famiglia».

CANIATO: Qual è il cuore del suo messaggio?
GREGORI: Il primo messaggio è il nome: la Vergine si è presentata coi titoli di Madonna delle Rose, Madre e Regina delle famiglie e della Chiesa.

CANIATO: La rosa ha un valore poetico?
GREGORI: «Rosa mistica», corpo mistico della Chiesa: la Madonna stessa è la Chiesa e in quanto Madre di Gesù, è Madre della Chiesa. Lei stessa ha spiegato che la rosa è il fiore che rappresenta il corpo mistico: il rosso è il colore del sangue versato da suo Figlio; i petali intorno al nucleo stanno per la comunità cristiana che si stringe intorno a Gesù, il Verbo incarnato, alla sua Passione e Risurrezione, per poi aprirsi a 360 gradi e portare l’amore e la parola di Dio al mondo intero. E il profumo della rosa, ci ha detto, è il profumo di Cristo.

La devozione accosta il profumo di rosa ad alcuni santi.
Sforzandosi di assomigliare a Gesù, alcuni grandi santi come Padre Pio arrivano ad averne il profumo. Ma a tutti è chiesto di diventare santi.

CANIATO: E come si fa a diventarlo?
GREGORI: La Madonna ci chiede di consacrarci a lei e di vivere la nostra vita nella presenza di Dio. Di accostarci con frequenza ai Sacramenti, in particolare all’Eucaristia e alla santa Confessione; di meditare il Rosario. Ma ha spiegato che se impariamo a rivolgere il nostro pensiero a Dio in ogni momento della giornata, allora il lavoro, il riposo, le amicizie, tutto diventa preghiera. E nella preghiera, che è dialogo, si cresce nella comunione con il Signore. Ci chiede di vivere in modo retto, con onestà. Ha detto che ogni buona azione da noi compiuta vale un’anima strappata a Satana.

CANIATO: Quali messaggi vi ha dato Maria?
GREGORI: La Madonna si è rivolta da qui all’umanità intera, alla Chiesa e a quella porzione di Chiesa che è la famiglia, ponendo questo suo intervento nel solco del massaggio di Fatima. Ci ha messo in guardia che Satana è potente e vuole scatenare l’odio, quindi la guerra per distruggere l’umanità. E per raggiungere questo scopo vuole abbattere la Chiesa di Dio, incominciando dalla piccola Chiesa domestica che è la famiglia, che è culla della società, e, nel solco della Famiglia di Nazaret, tanto più della comunità cristiana.

CANIATO: Di che genere di guerra si parla?
GREGORI: La minaccia di un conflitto nucleare tra l’Occidente e l’Oriente, la terza guerra mondiale. E la Madonna ha aggiunto che il demonio avrebbe fatto di tutto per minare l’unità della famiglia cristiana fondata sul matrimonio e che, senza una nuova conversione, molti pastori avrebbero tradito la propria vocazione, anche con grave scandalo, e che la Chiesa avrebbe conosciuto una nuova grande apostasia, cioè il rinnegamento delle verità cristiane fondamentali riaffermate nei secoli nella tradizione e nella dottrina.

CANIATO: Perché la famiglia sarebbe così centrale nel piano di Dio sul mondo?
GREGORI: Gesù si è incarnato in una famiglia, Dio ha scelto questo luogo, questa forma di convivenza per venire a noi. Così è stabilito perché, come spiegava san Giovanni Paolo II, il noi umano costituito da un uomo e una donna aperti alla vita nella procreazione richiama il Noi divino della Trinità. Il matrimonio sacramentale, è indissolubile e sacro, perché riproduce la comunione trinitaria e lo stesso patto di fedeltà indissolubile che Dio ha stabilito con gli uomini. Per questo il divorzio da un matrimonio valido consapevolmente contratto è sacrilego.

A Nazaret, un padre, una madre e un bambino che si è fatto uomo hanno vissuto con sobrietà, in pace e letizia, per trent’anni. Hanno lavorato duro, hanno goduto dei beni della terra e dell’amicizia di chi li ha conosciuti, senza volere apparire o dominare sugli altri, con la sola preoccupazione di vivere bene e a gloria di Dio il quotidiano. Con questa fedeltà si sono guadagnati il pane e l’amore di tanti, in rispetto del creato. A Civitavecchia, manifestandosi non a una persona, ma a un marito e a una moglie con dei figli… il Cielo ha voluto ribadire che la famiglia è il cuore della società umana e della Chiesa. Attraverso questo segno chiede a tutte le famiglie lo sforzo di seguire l’esempio della Famiglia di Gesù.

CANIATO: E perché sarebbe al centro delle attenzioni di Satana?
GREGORI: Satana, in odio al Creatore, mira a colpire l’uomo, perché è costituito a immagine di Dio, e la famiglia, che umanamente riproduce al massimo grado la relazione d’amore fra il Padre celeste e la creatura. Ciò significa che l’amore che si alimenta e si dilata in una famiglia riproduce al massimo grado l’amore e la fedeltà di Dio che sono per sempre. Prova ne è che l’uomo, dotato da Dio di libertà, intelligenza e di capacità d’amore, è reso fecondo e chiamato, in seno alla famiglia, a cooperare alla creazione, generando e servendo la vita.

Satana sa bene che la capacità di amare, la capacità di riconoscere lo sguardo buono di Dio nascono in famiglia: per questo è proprio lì che colpisce. Le tenebre che oggi avvolgono la concezione dell’uomo mirano a oscurare la dignità della persona, quindi la famiglia, dove l’individuo si forma e prende coscienza di sé.

Attorno alla famiglia e alla vita si svolge la battaglia contro la dignità divina dell’uomo.

Per questo la comunione coniugale non viene riconosciuta né rispettata nei suoi elementi di uguaglianza della dignità degli sposi e di necessaria diversità e complementarità sessuale.

La stessa fedeltà coniugale e il rispetto per la vita in tutte le fasi dell’esistenza sono sovvertiti da una cultura che non ammette la trascendenza. Come notava Giovanni Paolo II, «allorché le forze disgreganti del male riescono a separare il matrimonio dalla sua missione nei confronti della vita umana, attentano all’umanità, privandola di una delle garanzie essenziali del suo futuro»

CANIATO: Un appello per il Sinodo sulla Famiglia in corso in Vaticano?
GREGORI: Difendiamo la famiglia cristiana. Come ha detto anche mons. Kabongo, segretario di san Giovanni Paolo II, pellegrino qui a Civitavecchia: «Dall’unità della famiglia dipende il futuro della Chiesa e del mondo».

DI TUTTI I SEGNI TESTIMONE IL VESCOVO

CANIATO: Perdita di fede, famiglie distrutte, scandali nella Chiesa, guerra e terrore incombenti… Siamo sicuri che la Vergine abbia profetizzato tutto ciò già nel ’95?
GREGORI: Tutti i messaggi sono stati trascritti a mano all’epoca via via che venivano comunicati; a stretto giro, letti e controfirmati in presenza di testimoni dall’allora vescovo di Civitavecchia, Gerolamo Grillo. Lo stesso che ha consentito alla pubblicazione parziale dei messaggi nel volume La Madonna di Civitavecchia di padre Flavio Ubodi, il suo incaricato presso la nostra famiglia.

CANIATO: Lo stesso vescovo che all’inizio non credette alle lacrimazioni?
GREGORI: E che si ricredette il 15 marzo 1995 quando la Madonnina pianse nelle sue mani, in presenza di altre persone, mentre stava pregando chiedendo discernimento a casa sua.

CANIATO: Ma inizialmente si oppose al punto di chiedere che la Madonnina venisse distrutta. Secondo lei, perché si mostrò tanto ostile?
GREGORI: Per le stesse ragioni per cui ancora oggi tanti storcono il naso di fronte a questi accadimenti prima di venire a verificarli di persona.

CANIATO: Li comprendo: non è facile accettare per una mente razionalista che due manufatti di gesso piangano sangue o trasudino un olio profumato.

GREGORI: Per crederci occorre che ti trovi nell’evidenza del fatto e che, al tempo stesso, apri il cuore e la mente, considerando, per esempio che questi stessi oggetti non sono «sassi» qualunque ma raffigurazioni di una persona santa, autentica e viva, qual è la Madonna.

Per arrivare forse a comprendere, per fare un altro esempio, che se la Madonna ha pianto un sangue maschile, come definito dalle analisi, ciò che può sembrare al primo approccio il frutto di una truffa, può riservare, agli occhi della fede, un messaggio spirituale e rivelatore.

CANIATO: Mi sembra un passaggio importante da chiarire.
GREGORI: In un messaggio dato a Civitavecchia si dice che «la Madonna piange il sangue di suo Figlio». Già così si comprende la profonda partecipazione della Madre alla via della croce percorsa da Gesù. Su altro fronte, i test effettuati dagli istituti di Medicina legale dell’università La Sapienza, del Gemelli e dalla Criminalpol hanno rilevato che il sangue della Madonnina è sì maschile, ma con forti connaturazioni proprie di un sangue femminile.

E questo fa ricordare che Gesù, concepito per opera dello Spirito Santo, ha ricevuto le caratteristiche del sangue come di tutto il suo patrimonio genetico umano unicamente da sua madre Maria.

Il sangue di Cristo, da un punto di vista biologico, coinciderebbe dunque con il sangue della Vergine, come a rimarcare, su un piano fortemente simbolico, che il suo essere venuto al mondo per salvarci, la sua stessa vita la si deve a Maria, all’accoglienza libera dell’immenso piano di Dio per la salvezza del mondo da parte di questa piccola donna della Palestina.

CANIATO: Ciò nonostante, quel sangue maschile è stato causa di calunnie e sospetti nei confronti suoi e degli altri maschi di casa. Perché non avete accettato di sottoporvi alla prova del Dna?


GREGORI: Sia io, a nome anche di mio figlio Davide, sia i miei fratelli ci siamo dimostrati subito disponibili al test del Dna.

Ma l’avvocato e il vescovo si sono opposti. La prima perizia sulla Madonnina fu eseguita in assenza mia, dei miei famigliari e del legale rappresentante, ragione per cui l’avvocato Forestieri paventava che ci potessero essere state manipolazioni o contaminazioni sui campioni. Il vescovo invece riteneva che la Magistratura stesse invadendo un campo non suo; e dal momento che nei messaggi dati a Civitavecchia ce n’è uno in cui si dice che «la via della verità è la via della Chiesa», decisi di ascoltare mons. Grillo che mi chiedeva di rinunciare all’esame.

In seguito, si venne a sapere che nel 1995 si potevano isolare solamente alcuni polimorfismi del Dna, così che il sangue sulla Madonnina poteva risultare compatibile con quello della stragrande maggioranza della popolazione.

In altre parole, se io e i miei famigliari ci fossimo sottoposti al test, qualcuno non ben disposto verso questi fatti avrebbe potuto facilmente equivocare tra «coincidenza» e «compatibilità» del sangue. E nel ’96 la Corte Costituzionale sancì la piena legittimità del nostro agire.

CANIATO: Tuttavia, per diverso tempo, ha pesato su di voi l’accusa di truffa e di associazione per delinquere.
GREGORI: Benché le indagini siano state chiuse nel 1995, l’archiviazione è arrivata solamente il 16 ottobre del 2000. Con un’assoluzione in formula piena, però, che suona davvero inusuale per uno Stato laico.

Infatti, escludendo manipolazioni esterne e interne alla statua e sulla base delle deposizioni dei testimoni oculari (fra l’altro di dieci agenti delle forze dell’ordine che avevano piantonato la Madonnina dal 2 al 7 febbraio del ’95, testimoniando poi di aver veduto formarsi e muoversi nuove lacrime, con la statua cementata alla grotta e irraggiungibile perché protetta da una lastra trasparente…), i giudici hanno sentenziato di trovarsi di fronte a un fenomeno inspiegabile per la scienza su cui solo la Chiesa potrà pronunciarsi. La Corte ha anche riconosciuto che la mia famiglia non ha mai tratto profitto da questi eventi.

CANIATO: Sì, ma su ogni singolo evento fu chiamato a testimone. Può raccontare?
GREGORI: Mons. Grillo, molto turbato per le lacrime, rimandava di venire a constatare le essudazioni della seconda statua.

Un giorno mandò da noi le suore della sua casa e il fenomeno si ripeté. Così si decise a muoversi di persona e, durante una Via Crucis, volle sostare alla grotta per meditare una stazione. Proprio in quel momento, non solo la Madonnina, ma la natura intorno iniziò a essudare e tutti videro il nostro grande liburno «piangere» olio.

Successivamente mons. Grillo raccolse personalmente la sostanza durante le essudazioni e la fece analizzare al Gemelli di Roma. Le analisi hanno dimostrato che questo liquido è l’insieme di una molteplicità di elementi vegetali presenti in natura, ma ovviamente non nella composizione con cui fuoriesce dalla statua e, in alcune circostanze, anche dai sassi della grotta e dall’edera e dagli alberi che la circondano.

CANIATO: La notizia fu riportata anche sul Giornale. Ma rispetto alle apparizioni, come si comportò mons. Grillo?
GREGORI: Un giorno, eravamo a settembre 1995, la Madonna chiese a mia figlia di informare il vescovo sulle apparizioni.

Obbedimmo, ma mons. Grillo cacciò Jessica con l’accusa di raccontare delle bugie. Quindi rimproverò me e Anna Maria dicendo che la stavamo condizionando. Ma il giorno successivo Jessica tornò alla carica: «La Madonna vuole che io parli col Vescovo».

Io ero combattuto – mi sentivo ferito, arrabbiato perfino, per come eravamo stati trattati – ma poi capitolai per la risoluzione di mia figlia che all’epoca aveva solo 6 anni e 5 mesi. Nella dimora del vescovo si ripeté la scena del giorno precedente, ma questi rimase sconvolto dal congedo di Jessica: «La Madonna mi ha detto che hai un cuore di pietra». Allora mons. Grillo mise alla prova la Vergine, chiedendole di rivelare a mia figlia un segreto noto a lui solo.

CANIATO: E come andò a finire?
GREGORI: Che Jessica gli riferì in seguito a nome della Madonna non uno ma diversi fatti che riguardavano la sua persona. Mons. Grillo ne rimase talmente sconvolto che fu preso da un malore, come già era accaduto a seguito della lacrimazione nelle sue mani.

Ma da quel momento ha creduto anche alle apparizioni, come ha rivelato nel suo memoriale pubblicato nel 2011, e chiese udienza a Giovanni Paolo II per riferire ogni cosa.

GIOVANNI PAOLO II E LA «MADONNINA»

CANIATO: Veniamo quindi al rapporto tra Wojtyla e la Madonnina?
GREGORI: Un rapporto di fede profondo. Il Papa credette subito al segno delle lacrime. Volle venerare la Madonnina in Vaticano nella sua cappella privata, le mise la corona d’oro e le donò il Rosario oggi custoditi nella teca del santuario accanto alla statua. Esortò mons. Grillo a essere più aperto ai segni del Cielo: «Voi vescovi italiani», disse, «avete la testa dura».

CANIATO: Poi vi donò la seconda Madonnina, quella che essuda l’olio, non è così?
GREGORI: Dopo che la prima statua lacrimò nelle mani del vescovo, la Magistratura italiana ne dispose il sequestro. Il Papa, ci fu riferito, vide in quel gesto un’ingerenza in un fatto che riguardava solamente la Chiesa e mandò il suo amico forse più caro, il cardinale Deskur, a Civitavecchia per presenziare una veglia in cattedrale.

Deskur si presentò con la copia identica della Madonnina, che aveva fatto reperire a Medjugog’e dal medesimo artigiano che aveva realizzato la prima statua. Disse pubblicamente di essere venuto «a nome del Papa per favorire il culto della Madonna» e, al termine della funzione, ci donò la statua benedicendola a nome del Pontefice.

CANIATO: È vero che Wojtyla è poi venuto a Civitavecchia e che il rapporto con voi è durato fino alla morte?
GREGORI: Giovanni Paolo II ha ricambiato la visita venendo in segreto fino a Pantano a pregare la Madonnina delle lacrime, che nel frattempo, dal 17 giugno 1995, era stata ricondotta nella parrocchia di Sant’Agostino, oggi santuario.

Ed è vero che, durante il ricovero del Papa al Gemelli di fine febbraio 2005, Jessica gli ha fatto recapitare una lettera molto personale in cui faceva riferimento al suo ministero petrino in relazione alle apparizioni, accompagnandola con delle foglie della grotta da cui era essudato l’olio.

CANIATO: E questa missiva ebbe un seguito?
GREGORI: Ci fu, tramite il nostro vescovo, una risposta ufficiale della Santa Sede indirizzata a tutta la famiglia, con il saluto e la benedizione del Papa. La conserviamo gelosamente insieme con una reliquia del sangue di Giovanni Paolo II versato nel giorno dell’attentato del 13 maggio 1981.

Tutti questi fatti e i documenti sono fedelmente riportati nel volume di padre Ubodi, ma l’espressione più profonda del rapporto tra il Papa e la Madonnina si è avuta l’8 ottobre del 2000, nel giorno del Giubileo dei Vescovi. In quell’occasione il Papa ha fatto un Atto di Affidamento di tutta la Chiesa alla Madonna in risposta all’Atto di Consacrazione ripetutamente richiesto nei suoi messaggi, a noi consegnati a Civitavecchia.

CANIATO: E questo gesto del santo Papa non è stato sufficiente a cambiare le attuali sorti del mondo?
GREGORI: La Madonna punta alla conversione autentica dei cuori, di cui ogni singola persona dispone liberamente. Un atto di affidamento, poi, non ha la stessa forza di una consacrazione, e a suo tempo la Madonna ha anche avanzato alcune altre richieste sia al vescovo diocesano sia al Santo Padre, che oggi competono a mons. Marrucci e a Papa Francesco.

CANIATO: Tali richieste comprendono il segreto che – si dice – ancora oggi Jessica si aspetta di poter consegnare direttamente al Papa?
GREGORI: Sì.

CANIATO: È vero che suor Lucia dos Santos, l’ultima veggente di Fatima, ha avuto un lungo colloquio privato con sua figlia Jessica?
GREGORI: Sì. E poi suor Lucia ha partecipato con noi alla Messa celebrata dal nostro direttore spirituale, padre Manuel Hernandez Jerez, nel monastero di Coimbra.

CANIATO: È vero che il segreto per il Papa è collegato al segreto di Fatima?
GREGORI: Sì.

CANIATO: Alcuni sostengono che lei non ama associare i fatti che investono la sua famiglia con quelli di Medjugorje…
GREGORI: La mia preoccupazione è che la mariofania di Civitavecchia sia conosciuta in sé stessa per la sua specificità. Mi spiego. Sia la statua che ha lacrimato sangue, custodita al santuario, sia la statua che abbiamo in casa che essuda olio sono state fabbricate a Medjugorje e ne riportano il nome sul basamento. Il legame è evidente e ne ho profondo rispetto.

Ma in questi vent’anni ho provato dispiacere nel vedere che molti si sono fermati a sottolineare unicamente la provenienza delle due immagini, senza approfondire l’iniziativa della Vergine a Civitavecchia. A me e alla mia famiglia la Madonna ha chiesto di vivere e testimoniare il messaggio che ha dato qui. E nelle sue apparizioni ella ha fatto riferimento a Fatima: «Ho scelto Fatima per l’inizio del secolo ventesimo», ha detto, «Civitavecchia sul suo finire».

MA I MEDIA FANNO SOLO SPETTACOLO

CANIATO: Un’ultima curiosità. Perché di fronte a un evento tanto grande, ha accettato fino a oggi rarissime interviste come questa?
GREGORI: Innanzitutto perché ho rispettato le disposizioni dei vescovi che si sono succeduti dal 1995 a Civitavecchia, dando la mia testimonianza nei tempi e nelle forme in cui me lo hanno permesso. In secondo luogo perché molte volte sui media prevalgono altri fattori sulla verità da comunicare.

CANIATO: Può farmi un esempio?
GREGORI: Recentemente un’importante rete nazionale ha trasmesso uno speciale sulla Madonna di Civitavecchia. In fase di preparazione il programma ha inviato da noi una troupe. Ebbene, appena queste persone si sono accostate alla Madonnina che custodiamo in casa si è verificata una forte e prolungata essudazione della statua. La giornalista e i cameraman hanno potuto riprendere tutto e si capiva che sono rimasti felici e turbati insieme. E noi con loro. Ma c’è dell’altro. Padre Flavio Ubodi ha loro mostrato anche un video molto particolare: si vede questa stessa statua piangere lacrime umane nei giorni della morte di san Giovanni Paolo II. Le riprese furono girate a memoria dell’autorità della Chiesa, alla presenza, fra gli altri, del vescovo della diocesi – lo si sente piangere e pregare -, del suo segretario, del rettore del santuario.

CANIATO: Uno scoop incredibile.
GREGORI: Non saprei giudicare. In ogni caso, con stupore della squadra che ci ha fatto visita, durante la trasmissione questo video è stato utilizzato, ma senza alcuna spiegazione. Ma non solo: mentre in studio si dibatteva sulla possibilità o meno che una statua pianga per intervento divino, e un chimico in camice bianco spruzzava del liquido rosso in faccia a una riproduzione della Vergine… nessuno ha pensato di mandare in onda le immagini dell’essudazione di cui gli inviati del programma sono stati diretti e credibili testimoni.

La tv ha esigenze di audience, che comportano spettacolarizzazione, contrapposizioni fra punti di vista e una dilatazione esasperata del senso di mistero a beneficio della suspence; e può arrivare perfino a negare l’evidenza e la realtà. Alla Madonna, invece, preme unicamente la verità di ogni uomo e la sua sorte.

Riportato da Radio Maria: https://radiomaria.it/la-profezia-di-civitavecchia/?fbclid=IwAR2zjSBWX8AUYRCASzpLxhaKf4q3LBd9fIxrykeRszXceRC1LNqXc_zN1_Y#.YgD9YMb1_t4.facebook

lunedì 31 gennaio 2022

IL TEMPO SI FERMA E SI PRENDE UNA PAUSA DI RIFLESSIONE

 



Risposta a una lettera di L.

Nei giorni scorsi l’amico L. mi ha scritto chiedendomi il parere sul periodo che stiamo vivendo.

Buongiorno signor Franco ,
In questi 2 anni di Pandemia, da quando sono terminate le apparizioni del 2 del mese a Mirjana, mi ha fatto molto riflettere notare che non ha più dato testimonianze e indicazioni ma è sempre rimasta nel silenzio.

Non possiamo sapere con certezza quando inizieranno i segreti però vorrei chiedere anche a lei cosa ne pensa e se magari conosce qualcuno vicino ai veggenti che ha lasciato qualche indicazione data da Mirjana per questo tempo di Pandemia

La ringrazio e le auguro una buona giornata

***

Caro L.,

il tempo si ferma e si prende una pausa di riflessione. Questo è il tempo della pandemia che tiene in scacco il mondo intero, ed è il tempo degli Apostoli della Regina della Pace chiamati a riflettere, a crescere alla scuola della loro Madre e Regina e ad agire. Proprio il mondo intero sarà interpellato tra non molto da Dio stesso per rispondere agli eventi contenuti nei segreti. Eventi che, secondo Mirjana, sono già avviati; e questo da diversi anni, visto che la sua osservazione risale al 2016 quando è uscito il suo diario.

 

Si, secondo me questo tempo di pandemia è collegato con i progetti che Dio ha con Medjugorje; basta osservare Medjugorje come luogo in cui è diventato all’improvviso difficilissimo arrivare per i pellegrini. Ho definito questo tempo: “Medjugorje nel silenzio dell’attesa”.

Durante la guerra civile, gli abitanti di Medjugorje sono stati costretti a un tempo di riflessione e di ritorno alla preghiera e al digiuno, come nei primi tempi delle apparizioni. La Madonna stessa a messo in evidenza questo ritorno alla preghiera e al digiuno, in un messaggio a Mirjana del 2 dicembre 1991:

 

“Figli miei! Come mi sarebbe facile fermare la guerra se trovassi tante persone disposte a pregare e a digiunare come state facendo voi adesso”.

 

Nonostante la guerra, anche se in mezzo a mille difficoltà, i pellegrini – in numero ridotto, certamente – hanno continuato a venire a Medjugorje che in quel periodo appariva come un’oasi di pace.

 

Oggi la situazione è per certi versi più complicata che nel tempo della guerra. E anche se il numero dei pellegrini si è ridimensionato drasticamente, per i parrocchiani di Medjugorje, come hanno notato più persone, compresa la veggente Marija, il tempo del Covid ha portato a un rinnovato fervore e a un ritorno alla preghiera e al digiuno proprio come nei primi tempi.

Per la seconda domanda ti rinvio al mio post dei giorni scorsi dal titolo:

“Una visione che attesta un termine e parla di una scadenza -  Ecco cosa c’è da sapere riguardo alla data del 18 marzo.”

In ultimo, per questo tempo di pandemia non mi risulta che Mirjana abbia dato indicazioni.

Ricambio i saluti,

Franco Sofia

 

 

 

venerdì 28 gennaio 2022

UNA VISIONE CHE ATTESTA UN TERMINE E PARLA DI UNA SCADENZA - il 18 marzo

 

 Ecco cosa c’è da sapere riguardo alla data del 18 marzo.





Poiché diverse persone mi hanno chiesto il parere riguardo alla prospettiva presentata nelle scorse settimane da Diego Manetti, lo espongo qui brevemente.

In più di una occasione, Diego ha chiesto attenzione e preghiere in vista della data del prossimo 18 marzo, perché (attenzione al condizionale!) potrebbe segnare l’inizio dei segreti, secondo una dinamica condivisa tra tutti quelli che studiano le apparizioni di Medjugorje, e, quindi, anche dal sottoscritto.

Ad appoggiare indirettamente questa dinamica ci sta la stessa veggente Mirjana, la quale in diverse occasioni ha ripetuto che la Madonna non ha scelto la data del 18 marzo come data della sua apparizione annuale per farle un regalo, ma perché essa è legata all’inizio dei segreti.

Infine, Mirjana a messo per iscritto nel suo diario questa piccola rivelazione.

Durante la mia ultima apparizione, scrive Mirjana, «la Madonna mi fece anche un dono prezioso: mi disse che mi sarebbe apparsa una volta all'anno, il 18 marzo, per il resto della mia vita. Il 18 marzo è il mio compleanno, ma la Madonna non ha scelto questa data per tale motivo. Per Lei, il mio compleanno non è diverso da quello di qualsiasi altra persona. Il mondo capirà perché Maria ha scelto il 18 marzo solo quando i fatti contenuti nei segreti inizieranno a verificarsi. A quel punto il significato di tale data sarà chiaro».

(Mirjana Soldo, Il mio Cuore trionferà, p.143).

Lo dice la stessa Mirjana che il motivo della scelta della data, fatta risalire alla Madonna, sarà compreso nel momento in cui “i fatti contenuti nei segreti inizieranno a verificarsi”.

Il 18 marzo sta all’inizio dei segreti.

Da qui le congetture, automatiche, che se quella data sta all’inizio dei segreti, probabilmente è perché sette giorni dopo c’è la solennità dell’Annunciazione, un giorno solenne, appunto, per la rivelazione del primo segreto e l’inizio della serie dei dieci segreti.

Insomma, il 18 marzo la Madonna appare a Mirjana. subito dopo, Mirjana convoca il sacerdote scelto per la rivelazione dei 10 segreti. Insieme si preparano con 7 giorni di digiuno e 3 giorni prima dell’inizio del primo segreto il sacerdote annuncerà il contenuto di questo evento.

Il problema è: quale 18 marzo? Perché tutto il mondo potrebbe trovarsi d’accordo sul prossimo 18 marzo, ma Dio potrebbe avere pensieri diversi da quelli di tutti gli uomini messi insieme.

Lo stesso Diego richiama una profezia del profeta Abacuc:

“Il Signore rispose e mi disse:

«Scrivi la visione

e incidila bene sulle tavolette,

perché la si legga speditamente.

È una visione che attesta un termine,

parla di una scadenza e non mentisce;

se indugia, attendila,

perché certo verrà e non tarderà.

Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto,

mentre il giusto vivrà per la sua fede»”.

(Abacuc 2, 2-4)

Su questo possiamo essere sicuri. Ma di una sicurezza legata a una adesione personale ai fatti di Medjugorje e che non coinvolge la fede della Chiesa, la quale ufficialmente non si è pronunciata ancora su di essi, ma solo sui frutti.

Maria è la Regina dei Profeti, e quando si realizzeranno i segreti Ella sarà esaltata in quanto tale, e alla fine di essi il suo Cuore trionferà.

Franco Sofia

 

 

mercoledì 26 gennaio 2022

MIRJANA IN TEMPO DI GUERRA

 



GUERRA IN BOSNIA (Foto ITIS MAX PLANCK)


Durante la guerra civile nella ex-Jugoslavia, Mirjana si trovò a vivere in tempi alterni un po’ a Medjugorje e un po’ in Italia. E quindi anche le apparizioni di quel periodo sono state vissute là dove si trovava. Lei racconta in modo accorato nel suo diario come ha vissuto la tragedia del suo popolo, ma anche il dramma della sua stessa famiglia.

Il conflitto ebbe un inizio fatidico nel decimo anniversario delle apparizioni, il 25 giugno 1991 quando la Slovenia e la Croazia proclamarono la loro indipendenza dalla Jugoslavia.

Il messaggio che la Madonna diede il 18 marzo di quell’anno, secondo Mirjana già alludeva alla guerra che stava per scoppiare. Così scrive lei stessa nel suo diario:

«All'inizio del 1991 la Madonna, quando si manifestò alle 19:30 per la mia apparizione annuale del 18 marzo, deve aver alluso al conflitto che ci stava aspettando a varco. Io ero a Medjugorje ed erano presenti in tanti.  

Durante l'apparizione mi diede un messaggio da rivelare al mondo, chiedendomi di pregare affinché potessimo essere “capaci di diffondere fra gli uomini la pace e l'amore poiché questa è la cosa più importante in questo tempo di lotta contro Satana”. E aggiunse: “Soltanto con la preghiera potete allontanare Satana e tutto il male che viene da lui”.

Mentre ascendeva al Cielo, vidi tre angeli che l'aspettavano - un particolare che ha avevo visto solo una volta, nell'agosto 1981. Era stata un'apparizione impressionante, e non solo per la presenza degli angeli; con la Jugoslavia sull'orlo della guerra, le sue parole relative a una battaglia contro il male apparivano incredibilmente profetiche»[1].

SREBRENICA (foto Globalist)

Mirjana si sofferma a fare un excursus di natura storica sulle radici di questo conflitto. Per poi comunicarci che “Nel settembre 1991 Marko ed io decidemmo di portare per una settimana Marija, che aveva 9 mesi, per far visita al nostro amico Antonio Cassano che abitava a Montemelino, In Italia”.

In quel periodo la Bosnia-Erzegovina si trovava ancora in una situazione di relativa pace, ma mentre si risiedevano in Italia hanno dovuto vivere il dramma della loro gente come fossero in esilio per un anno intero.

«Marco ed io, da lontano, ci sentivamo impotenti di fronte alla distruzione della Croazia, ma non potevamo rimanere senza far niente. Iniziammo a radunare aiuti materiali e ad inviarli nel Paese, dapprima in piccole quantità - un giorno una busta di materiale medico, Un altro una scatola di vestiti - ma, quando si sparse la voce su quello che facevamo, le donazioni aumentavano rapidamente. Antonio ci permise di utilizzare la casa come magazzino per i vari materiali gli italiani rispondevano con generosità, talvolta arrivando da Antonio con camion carichi di aiuti. Quando arrivavano persone da zone lontane dell'Italia, Antonio offriva loro cibo e alloggio e li ringraziava a nome del popolo croato».

Mentre si trovano in casa dell’amico Antonio, a Mirjana viene l’idea di creare un gruppo di preghiera. Ciò stupisce è che la stessa Mirjana è presa dall’asia di prendere sul serio i messaggi della Madonna.



«Con la minaccia della guerra che incombeva sulla Bosnia-Erzegovina, sentivo l'urgenza di mettere in pratica i messaggi della Madonna anche insieme agli altri. Durante il conflitto, la Beata Vergine Maria ci ripeteva più volte l'invito a pregare per la pace; chiesi allora ad Antonio di formare un gruppo di preghiera.

Antonio fu entusiasta dell'idea, e invito tutti quelli che conosceva a venire a pregare con noi ogni mercoledì alle 11 di mattina. Trasformò una stanza della casa in un luogo di preghiera inserendovi una statuetta bianca della Madonna. Apri pensavamo che solo poche persone sarebbero venute al primo incontro; fumo invece sbalorditi vedendo la stanza riempirsi rapidamente con l'arrivo di 40 persone. Quelli che vennero più tardi dovettero rimanere a pregare fuori.

La nostra missione era pregare per coloro che non avevano ancora conosciuto l'amore di Dio. Pregavamo sempre il Rosario e leggevamo versi della Bibbia. Molte persone che venivano a pregare con noi avevano seguito sin dall'inizio i messaggi della Madonna».

Particolare non trascurabile, da parte di Mirjana questo perseguire la missione affidatale dalla Madonna di pregare per coloro che non conoscono l’amore di Dio anche in un tempo di guerra fratricida. D’altra parte, chi sono coloro che fomentano le guerre, se non gli stessi che non conoscono l’amore di Dio? Sono gli stessi che perpetrano e perseguono le cose più brutte che l’uomo possa compiere; e, quindi, pregare per loro significa pregare anche impedire le guerre, di qualsiasi tipo esse siano.

In questo periodo arrivò il giorno dell’apparizione annuale a Mirjana. Era il 18 marzo 1992 e un numeroso gruppo di persone si radunò in casa di Antonio. Era presente anche una emittente televisiva.

«La Madonna apparve all'improvviso verso le 13:50. Pregai con Lei tre volte il Padre Nostro - una volta per i malati, un'altra per coloro che non avevano ancora conosciuto l'amore di Dio, e un'altra per tutti quelli lì presenti - e poi, io sola, il Salve Regina in suo onore.

La Madre Celeste mi diede anche questo messaggio da condividere con tutti: “Figli cari!”, disse in tono implorante. “Mai come adesso ho avuto bisogno delle vostre preghiere. Mai come adesso vi prego di stringere in mano il rosario. Stringetelo forte! Io prego moltissimo il Padre per voi. Vi ringrazio perché siete venuti così numerosi e avete risposto alla mia chiamata”.

“Sì, lo faremo, o Madre”, dissi».


Apparizione del 18 marzo 1992

Questa apparizione è per certi versi unica. Mirjana, infatti, durante l’apparizione, per tre volte, ad intervalli di qualche minuto, interrompe il suo dialogo silenzioso con la Madonna per recitare con voce normale un Padre Nostro e un Gloria al Padre, e dopo la prima volta anche il Salve Regina in croato, mentre le persone presenti la accompagnavano, pregando in italiano, senza sapere per quali intenzioni stessero pregando quelle preghiere. Le intenzioni le conosceranno dopo, quando la stessa Mirjana, finita la lettura del messaggio, gliele ha comunicate. Da come ha presentato l’apparizione al gruppo presente, si nota che Mirjana non si era nemmeno accorta che le preghiere le avevano recitate anche i presenti insieme a lei.

Nel video di questa apparizione, è Mirjana stessa a leggere il messaggio per gli italiani, e, alla fine della lettura del messaggio, dice: «Io ho detto: “Lo faremo!”, io ho detto…», qui si interrompe, non riuscendo a proseguire, perché si commuove. Interrogata successivamente sul perché si sia interrotta, lei ha risposto: la Madonna «era come un comandante; Lei vuole portare tutti in cielo subito. Ma Lei ci mostra la strada, e che strada dobbiamo fare, e io a nome di tutti ho detto: “Si! Lo faremo, Mamma!”, l’ho detto con tutto il cuore, perché non ho potuto fare nient’altro».

Durante l’apparizione si vede ad un certo punto Mirjana togliere la corona che aveva attorno alle mani giunte e stringerla sempre dentro le mani giunte; in coincidenza con le parole della Madonna: “Mai come adesso vi prego di stringere in mano il rosario. Stringetelo forte!”.

Poco dopo, la troupe televisiva intervistò Mirjana. Tra l’altro le fu chiesto:

«“L'invito a pregare per la pace viene ripetuto molte volte. La Madonna le ha chiesto di pregare per la pace in Jugoslavia o per qualsiasi altra guerra in corso?”

“La Madonna, quando è arrivata undici anni fa a Medjugorje, si è presentata come la Regina della Pace. Allora ci era sembrato strano perché vivevamo in un tempo di pace, come qui in Italia, ma adesso sappiamo perché. Abbiamo pregato per la pace solo un po’, così come per tutto il resto. Non penso comunque che la Madonna voglia che preghiamo solo per la pace in Jugoslavia; Lei vuole che preghiamo per la pace in tutto il mondo. Per Lei, la Jugoslavia, la Germania, l'Italia e tutti i paesi del mondo non esistono. Dalla sua prospettiva, siamo tutti figli dello stesso pianeta, quindi dovremmo pregare per la pace nel mondo intero”».

(Brani estratti da: Mirjana Soldo, Il mio Cuore trionferà, pp. 242-253).

Franco Sofia



[1] Altri particolari si trovano in questo sito inglese: https://www.medjugorje.com/medjugorje-messages/search-messages/?q=mirjana&lg=en&redirect=1&n=60: (Con Google traduttore) «In questa occasione non mi ha parlato dei segreti. Durante l'apparizione ho pregato tre " Padri nostri " con lei, uno per i non credenti, uno per tutti coloro che ne avevano bisogno e uno per tutti gli ammalati che erano presenti. Quindi ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri che Le erano stati portati. Ho anche avuto molte domande da porre, fattemi dagli altri. Per tutti quelli che hanno chiesto qualcosa, ha dato solo una risposta: "Pregate tutti e tre i misteri del Rosario ogni giorno per i non credenti e partecipate alla Messa appositamente per loro una volta al mese, Dio sa quali sono i loro bisogni che devono portare a Lui"».

Messaggio 25 gennaio 2022

 

Messaggio 25 gennaio 2022  

''Cari figli! Oggi vi invito a ritornare alla preghiera personale. Figlioli, non dimenticate che satana è forte e vuole attirare a sé quante più anime possibili. Perciò voi vegliate nella preghiera e siate decisi nel bene. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.''



venerdì 21 gennaio 2022

Accuse sgradevoli ai messaggi di Medjugorje.

 

LA MADONNA SI METTE DAVANTI A SUO FIGLIO O INDIRIZZA A LUI?

Accuse sgradevoli ai messaggi di Medjugorje.




“Dignare me laudare te, Virgo sacrata; da mihi virtutem contra hostes tuos”

***

 

Proverò a rispondere a una domanda che mi stata posta da una fedelissima Apostola della Regina della Pace.

Scrive XX:

“Buongiorno Franco. Tantissimi auguri innanzitutto e buon anno nuovo. Volevo chiederti una cosa che mi ha lasciato un po' perplessa. Per caso mi sono imbattuta in un personaggio che scredita le apparizioni di Medjugorje e tra le tante sue tesi c’è questa obiezione riguardo al messaggio mensile alla veggente Marija del dicembre 2010. Questo signore afferma che la Madonna mai si sarebbe anteposta a Gesù, mettendosi Lei al primo posto. In questo messaggio inizia dicendo: «“io e mio figlio Gesù. . .».

Cosa possiamo rispondere per dimostrare il contrario?”.

Questo il messaggio in questione:

"Cari figli, oggi io e mio Figlio Gesù desideriamo darvi l’abbondanza della gioia e della pace affinché ciascuno di voi sia  gioioso portatore e testimone della pace e della gioia nei luoghi dove vivete. Figlioli siate benedizione e siate pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata." (25 dicembre 2010).

Non è la prima volta che la Madonna premette se stessa a suo Figlio, solo sintatticamente però. Lo ha fatto anche altre volte, pochissime, per la verità, si possono contare sulle punta delle dita di una sola mano.

Come rispondere?

Il discredito sui messaggi di Medjugorje non è una novità. Lo stesso papa Francesco riteneva che fosse vera la voce che a Medjugorje circolavano intorno a 76.000 messaggi. È stata Chiara Amirante a convincere il papa – che si sussurra sia il suo direttore spirituale – del contrario, che, cioè, le cose stanno molto diversamente. Così, il giorno di Tutti i Santi del 2018, Chiara, col permesso dello stesso papa Francesco, rilasciò una dichiarazione che riprendeva un dialogo avuto con lui. Tra le altre cose, molto interessanti, disse:

«Io sono andata a parlare col papa, perché ho capito che le voci che giravano in Vaticano su Medjugorje erano sballate. Così sono arrivate a lui voci che ci sarebbero state 76.000 messaggi, una notizia che gira non so da quando; che ha fatto pensare a papa Francesco che era vero che la Madonna tutti i giorni desse appuntamenti diversi, a veggenti diversi e dire cose diverse. “No – gli dico – Padre, non è proprio così, nel senso che in realtà i messaggi sono 682 ad oggi”. C’è quello del 25 e poi quello del giorno 2”. […]».

Da questo malinteso era nata la dichiarazione che fece una volta il papa sulla “Madonna postina”. Nel colloquio suddetto il papa si scusò per questo malinteso.

Riguardo all’obiezione espressa all’inizio di questa riflessione, accusare Maria che appare a Medjugorje, di anteporsi a suo Figlio Gesù è una insinuazione goffa, quando già fin dalla prima apparizione Ella cercò di attirare l’attenzione dei veggenti sul Bambino che portava con sé.

La prima cosa da dire è che non si può sezionare così un messaggio, e screditare poi tutto il resto dei messaggi, dimenticando che da essi è venuta la conversione di centinaia di migliaia e forse anche milioni di persone e la loro crescita spirituale. Affrontare in questo modo la complessità dei messaggi che la Madonna ha dato a Medjugorje significa banalizzarli. Premettere dal punto di vista sintattico non vuol dire premettere dal punto di vista dogmatico.

E come mai finora nessuno se n’era accorto?

Per rispondere proverò a smontare alcuni luoghi comuni. Per fare questo mi servirò di una riflessione che ho utilizzato in un mio scritto, e che ho aggiornato per l’occasione. Questo, tra le altre cose, ci aiuterà a cogliere immediatamente la novità assoluta costituita dal movimento degli Apostoli della Regina della Pace, e, contemporaneamente, rispondere agli attacchi sui messaggi di Medjugorje nel loro complesso.

Niente è più risaputo, a chi conosce anche solo un po’ Medjugorje, che la Madonna ha lasciato 5 sassolini, una trovata per memorizzare meglio i messaggi più importanti. Padre Jozo ci insisteva con regolarità: i 5 sassolini che ha lasciato la Madonna, diceva, somigliano a quelli che Davide utilizzò contro il gigante Golia, solo che questi adesso servono per sconfiggere Satana. Tuttavia, il seguente esempio ci aiuterà a sfatare questo luogo comune e a trovargli il posto che gli spetta.



Nell’immagine (ESEMPIO) trovate i 5 sassolini, così come ancora oggi si vedono dietro immaginette o storie su Medjugorje. Di fianco ad ognuno di essi trovate le volte in cui la Madonna li ha menzionati in tutti i messaggi dati finora a Medjugorje.  I 5 sassolini sono considerati gli inviti più importanti rivolti dalla Madonna a Medjugorje.

Se però, come si può vedere nella stessa immagine, accanto ai “sassolini” vengono evidenziate le ricorrenze[1] di altri termini come “cuore” (1006 volte) “pace” (701 volte), “famiglia” (251 volte), “grazia” (166 volte), “conversione” (215 volte), “fede” (230 volte), ecc., scopriamo che uno solo di essi (conversione, ad esempio, 215) ricorre più volte di “Bibbia” (91 volte), “Eucaristia-Messa” (70 volte) e “Confessione” (35 volte) messi insieme.

Il problema è che né i sassolini, né gli altri termini reggono il confronto col macigno che la Madonna ci ha consegnato per la nostra crescita personale e per la battaglia finale con Satana.

Le statistiche ci consolano e ci aiutano a ridimensionare questo mito, che è meraviglioso, ma non inquadra neanche un po’ quella che è la volontà principale della Madonna, e quindi la volontà di Dio.



Come si può notare, nell’immagine UN MACIGNO, non c’è confronto che tenga con questi tre poli:

“Dio - Padre – Gesù – Mio Figlio[2] – Spirito Santo” (3137 volte); “cari figli” (e “figli miei”) più l’appellativo “Apostoli” utilizzato nei messaggi a Mirjana (2634 volte); “preghiera, comprensiva del rosario  e dell’adorazione” (2460 volte); “amore” (2040 volte).

Nei messaggi tutto è orientato alla SS. Trinità, per i “cari figli”. Stando alla ricorrenza, è la preghiera la cosa che la Madonna ha chiesto più di qualsiasi altra cosa.  

Ma allora, i sassolini non sono così importanti?

I sassolini risultano essere tra le cose più importanti che la Madonna ha chiesto, per il modo in cui li ha chiesti.[3]

Per fare un esempio: anche se il digiuno si trova richiesto 145 volte nei messaggi, la sua importanza deriva dalla potenza che possiede quando è legato alla preghiera, e per la severità della richiesta fatta dalla Madonna.

“Cari figli! Vi invito a pregare e a digiunare per la pace nel mondo. Voi avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali. Il digiuno migliore è quello a pane e acqua. Tutti, eccetto gli ammalati, devono digiunare. L'elemosina e le opere di carità non possono sostituire il digiuno.” (21 luglio 1982).

 

E già che ci siamo, poiché la Madonna viene accusata di mettersi davanti a Suo Figlio, a proposito di Eucaristia, Ella ha sempre detto ai sei veggenti di non preferire mai l’apparizione alla Messa, nel caso si trovassero a dover scegliere. Una volta, a proposito dei pellegrini che si accalcavano per partecipare all’apparizione, con tono severo disse:

“Io vi sono più vicina durante la messa che durante l’apparizione. Molti pellegrini vorrebbero essere presenti nella stanzetta delle apparizioni e perciò si accalcano attorno alla canonica. Quando si spingeranno davanti al tabernacolo come ora fanno davanti alla canonica, avranno capito tutto, avranno capito la presenza di Gesù, perché fare la comunione è più che essere veggente.” (12 novembre 1986).

 

Senza quindi sminuire i “5 sassolini”, nessuno può obiettare nulla circa l’importanza straordinaria della preghiera nei messaggi: più di 2460 inviti a pregare vorranno pur dire qualcosa.  Medjugorje è questo: Dio (Padre, Figlio e Spirito Santo) al centro e al di sopra di tutto; Egli invia la Madre ai suoi “Cari figli”, ai quali viene rivolta, da più di 40 anni, incessantemente la richiesta di convertirsi a Dio, in primo luogo, attraverso la preghiera.

 

Per quanto riguarda il messaggio in assoluto più importante, è la Madonna stessa a sottolinearcelo: il messaggio “più importante” dato in queste apparizioni è “la conversione”:

“Cari figli! Oggi vi invito alla conversione. Questo è il Messaggio più importante che vi ho dato qui.” (25 febbraio 1996).

 

In ultima analisi la cosa più importante per la Madonna sembra consistere in un capovolgimento dei valori da quelli mondani, che sono penetrati anche nella Chiesa, a quelli dello Spirito.

Nei suoi messaggi l’orientamento principale è sempre alla SS. Trinità, e, in particolare, a Gesù.

Leggendo nel complesso i messaggi che la Madonna ha dato fino ad oggi a Medjugorje, non si può fare a meno di notare come Gesù sia sempre nei Suoi pensieri e nelle sue preoccupazioni.  Provo imbarazzo nella scelta dei messaggi che più sottolineino quello che vorrei dimostrare. Non perché manchino gli esempi, ma perché ce ne sono in così grande sovrabbondanza da mettere chiunque in difficoltà.

Partiamo allora dai numeri.

Nei messaggi consegnati alla veggente Marija e agli altri veggenti (esclusa Mirjana) e nei messaggi dei primi tempi troviamo che le ricorrenze del nome  di “Gesù” e della formula “mio Figlio”, raggiungono il numero di 552.

Mentre nei messaggi a  Mirjana le ricorrenze sono in numero di 640. Con una differenza significativa: che nei primi molto spesso troviamo accorpato il nome di Gesù con mio Figlio, in questo modo “mio Figlio Gesù”; nei messaggi a Mirjana, invece, troviamo solo 14 volte il nome di “Gesù”, e 626 volte “mio Figlio”.



C’è di più: in questi messaggi consegnati a Mirjana la densità della formula “mio Figlio” inizia nel 2005, e diventa altissima, come in un crescendo, negli ultimi anni 9 anni delle apparizioni del 2 del mese (come dimostrato nel grafico FREQUENZA “MIO FIGLIO”), tenendo presente che dal 1987 i messaggi dati a Mirjana sono 212.

In realtà, nel complesso, i riferimenti a Gesù sono molti di più, perché ci sarebbero anche le forme indirette. Come quando, si riferisce a Lui o invita ad amarLo e servirLo, ecc.; ecco un esempio:

“Non sapete quanto il mio Cuore soffre e quanto prego mio Figlio per voi. Lo prego di guarire le vostre anime, perché Egli può farlo. Lo prego di illuminarvi con un prodigio dello Spirito Santo, affinché smettiate di tradirLo, bestemmiarLo e ferirLo sempre di nuovo.” (2 settembre 2014).

In questo messaggio, le ricorrenze dirette e in indirette a Gesù sono 12.

Se si potessero guardare i messaggi con uno sguardo d’insieme mettendo in rilievo l’espressione “mio Figlio” e tutto ciò che si riferisce a Lui, vedremmo qualcosa che assomiglia alla immagine che ho preparato (MESSAGGIO 2 MAGGIO 2019). Questo colpo d’occhio dimostrerebbe immediatamente, senza bisogno di altre prove, qual è la vera intenzione di Maria nei confronti di Suo Figlio.



Sempre a titolo di esempio, citerò alcune frasi, tratte da questi messaggi, e dalle quali si evince con grande evidenza l’ansia di Maria di indirizzare l’attenzione dei suoi Apostoli e del mondo intero a Gesù. Nel fare questa scelta, lo ripeto ancora una volta, provo imbarazzo, perché sono costretto a tralasciare su questo argomento tutto il tesoro racchiuso nella lettura dei messaggi nel loro insieme.

 
         

“Cari figli, in questi tempi inquieti, io vengo a voi per mostrarvi la via verso la pace. Vi amo con amore immenso e desidero che anche voi vi amiate gli uni gli altri, e che in tutti vediate il mio Figlio, l’Amore immenso. […]” (2 agosto 2006).

“Cari figli! Come Madre vi prego, aprite il vostro cuore, offritelo a me e non abbiate paura di nulla. Io sarò con voi e vi insegnerò come mettere Gesù al primo posto. Vi insegnerò ad amarLo e ad appartenere totalmente a Lui. Comprendete, cari figli, che senza mio Figlio non c’è salvezza. Bisogna che sappiate che è Lui il vostro inizio e il vostro fine. […]” (18 marzo 2002).
         “Cari figli! Oggi vi invito a guardare in modo sincero e a lungo nei vostri cuori. Che cosa vedrete in essi? Dov'è in essi mio Figlio e il desiderio di seguirmi verso Lui? […]” (18 marzo 2009). 

“Cari figli, oggi vi invito a cominciare insieme a me a costruire il Regno dei Cieli nei vostri cuori, a dimenticare ciò che è personale e, guidati dall’esempio di mio Figlio, a pensare a ciò che è di Dio. Che cosa Lui desidera da voi? Non permettete a Satana di aprirvi le strade della felicità terrena, strade in cui non c’è mio Figlio. Figli miei, sono false e durano poco. Mio Figlio esiste. Io vi offro la felicità eterna e la pace, l’unità con mio Figlio, con Dio, vi offro il Regno di Dio. Vi ringrazio.” (2 agosto 2010). 

“Cari figli, io con tutto il cuore e con l’anima piena di fede e di amore verso il Padre Celeste vi ho donato e vi do nuovamente mio Figlio. Mio Figlio ha fatto conoscere a voi, popolo di tutto il mondo, l’unico vero Dio ed il Suo Amore. […]” (2 settembre 2011). 

“[…] Voi siete ancora sordi e ciechi; mentre guardate il mondo attorno a voi non volete vedere dove sta andando senza mio Figlio. […]” (2 febbraio 2012).  

“Cari figli, per mezzo dell’immenso Amore di Dio io vengo tra voi e vi invito con perseveranza tra le braccia di mio Figlio. Vi prego con Cuore materno, ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto.[…]” (2 marzo 2012).  

“Cari figli, consacratevi completamente a me. Io prenderò le vostre vite nelle mie mani materne, e insegnerò loro la pace e l’amore, e poi le affiderò a mio Figlio. A voi chiedo di pregare e digiunare, e solo così potrete testimoniare, nel modo giusto, mio Figlio per mezzo del mio cuore materno. […]” (18 marzo 2012) 

“[…] figli miei, non abbiate paura di aprirmi i vostri cuori. Io li darò a mio Figlio ed Egli, in cambio, vi donerà la Pace divina. Voi la porterete a tutti coloro che incontrate, testimonierete l'Amore di Dio con la vita e, tramite voi stessi, donerete mio Figlio. […]” (2 gennaio 2013).

“Non permettete che tutte le cose di questa terra vi allontanino dalla conoscenza della vera soddisfazione che si trova nell’unione con mio Figlio. Io vi guido sul cammino della vera sapienza perché soltanto con la vera sapienza potete conoscere la vera pace ed il vero bene. Non perdete il tempo chiedendo i segni al Padre Celeste perché il segno più grande ve l’ha già dato, ed è mio Figlio. […]” (18 marzo 2015).  

“Prego con tutto il Cuore affinché comprendiate che solo mio Figlio è la salvezza e la luce del mondo. […]” (2 settembre 2014).

“Io sono la grazia mandata dal Padre celeste per aiutarvi a vivere la Parola di mio Figlio. […]” (2 settembre 2015).

“Cari figli, desidero parlarvi di nuovo dell’amore. Vi ho radunati intorno a me nel Nome di mio Figlio, secondo la sua volontà.[…]” (2 novembre 2015).  



Il seguente messaggio l’ho definito il cantico di Maria sulle Parole del Figlio Gesù:

“Cari figli, come Madre sono felice di essere in mezzo a voi, perché desidero parlarvi nuovamente delle Parole di mio Figlio e del suo Amore. Spero che mi accoglierete col cuore, perché le Parole di mio Figlio ed il suo Amore sono l’unica luce e speranza nella tenebra del momento attuale. Questa è l’unica Verità e voi, che la accoglierete e la vivrete, avrete cuori puri e umili. Mio Figlio ama i puri e gli umili. I cuori puri ed umili ridanno vita alle Parole di mio Figlio: le vivono, le diffondono e fanno in modo che tutti le odano. Le Parole di mio Figlio ridanno la vita a coloro che le ascoltano, le Parole di mio Figlio riportano l’amore e la speranza. Perciò, miei cari Apostoli, figli miei, vivete le Parole di mio Figlio. Amatevi come lui vi ha amato. Amatevi nel suo Nome e in memoria di Lui. La Chiesa progredisce e cresce grazie a coloro che ascoltano le Parole di mio Figlio, grazie a coloro che amano, grazie a coloro che patiscono e soffrono in silenzio e nella speranza della redenzione definitiva. Perciò, miei cari figli, le Parole di mio Figlio ed il suo Amore siano il primo e l’ultimo pensiero della vostra giornata. Vi ringrazio!” (2 gennaio 2016).    

 

Concludendo: la Madonna quindi non si mette davanti a suo Figlio, ma mette suo Figlio davanti a sé e a noi.

 

Franco Sofia

 

AVVERTENZA

Le statistiche e i grafici sui messaggi in italiano che la Madonna ha dato e continua a dare a Medjugorje non sono perfetti. Rimane una percentuale, benché minima, di approssimazione. Questo limite è dovuto al fatto che i messaggi originali sono in lingua croata e che le traduzioni in italiano non sempre sono coerenti col significato dell’originale. L’ho potuto constatare nel confronto con le altre lingue in cui vengono tradotti, soprattutto quelle neolatine.

Inoltre, i messaggi dei primi tempi non si trovano completi nelle varie raccolte che circolano sul web o in altre raccolte.

Infine, le statistiche devono continuamente essere aggiornate, a motivo del fatto che la Madonna continua a dare i suoi messaggi. Tuttavia, esse sono altamente degne di essere prese in considerazione, perché mostrano l’orientamento principale verso cui il Cielo ci indirizza. Da queste statistiche scopriamo ciò che è più importante in questo momento per noi e per la Chiesa.



[1] Ricorrenze da intendersi riferite al momento in cui scriviamo, inizio 2022. Sulle ricorrenze nei messaggi dati a Medjugorje, leggere le avvertenze che metto alla fine di questo articolo.

[2] La Madonna,  per riferirsi a Gesù, nei messaggi a Mirjana, usa quasi sempre l’espressione “mio Figlio”.

[3] Per questa parte, vedere: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, ed. MIMEP, 2020, Introduzione.