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sabato 12 ottobre 2024

SERIETÀ E GRAVITÀ DELLA PAROLA DI DIO …E DEI MESSAGGI DI MARIA (II PARTE)

 

SERIETÀ E GRAVITÀ DELLA PAROLA DI DIO 

…E DEI MESSAGGI DI MARIA


                                                            



Riprendiamo il discorso da dove abbiamo interrotto.

 

Se gli ammonimenti di Gesù ci preoccupano, dobbiamo sapere che anche nei messaggi della Gospa troviamo ammonimenti severi. Certo, mentre la Madonna ce li dà, noi però li percepiamo provenire dal suo cuore materno.

 

Riepilogando:

le preoccupazioni maggiori della Madonna sono due:

a.      la salvezza delle anime

b.      l’incapacità dei suoi “cari figli” ad affrontare i tempi legati ai segreti.

 

Tutto però è legato al conoscere o non conoscere l'Amore di Dio.

 

Ecco alcuni esempi di questi messaggi:

 

AMMONIMENTI DIRETTI

 

Al momento della consegna del Decimo e ultimo Segreto a Mirjana, la Madonna non ha nascosto che nei segreti a lei affidati ci sono molte cose terribili:

“Ti ho anche rivelato molte cose terribili che dovrai portare con te.” (Messaggio del 25 dicembre 1982).

All’interno del messaggio più lungo che la Madonna abbia dato finora a Medjugorje, e l’unico ad essere definito “APPELLO DELLA VERGINE MARIA”, e anche l’ultimo in cui ha menzionato esplicitamente i segreti all’interno dei messaggi dati a Mirjana, troviamo un severo ammonimento:

“Io, come vostra madre, vi amo e perciò vi ammonisco. Qui ci sono dei segreti, figli miei! Non si sa di che si tratta, ma quando lo si verrà a sapere, sarà tardi! Ritornate alla preghiera! Nulla è più importante di essa. Vorrei che il Signore mi permettesse di chiarirvi almeno in parte i segreti; ma sono già troppe le grazie che vi offre. Pensate a quanto voi offrite a Lui. Quando avete rinunciato l’ultima volta a qualche cosa per il Signore?”. (Messaggio del 28 gennaio 1987).

 

Ammonimenti diretti in varie forme troviamo nei seguenti messaggi:

“Non conoscerete la felicità su questa terra e non andrete in cielo se i vostri cuori non sono puri ed umili e se non seguite la legge di Dio.” (Messaggio del 2 febbraio 1990”. 

“Di’ a tutte le donne che hanno paura di avere figli che più figli avranno, meglio sarà! Dovrebbero piuttosto temere a non averne!” (Messaggio del 2 maggio 1995).  

 

Non credo di sbagliarmi, ma quando la Madonna fa riferimento ai “tempi dei segni di Dio”, si riferisce agli eventi contenuti nei 10 segreti, altrimenti non si capirebbe il “non abbiate paura” successivo. Inoltre, i tempi di questi segni sono quelli presenti, “questi tempi”, dice la Madonna:

«Cari figli, in questi tempi dei segni di Dio, non abbiate paura perché io sono con voi». (Messaggio del 2 settembre 2007).

Altri tre esempi di ammonimenti molto severi:

 

«Cari figli, il mio Cuore materno soffre grandemente mentre guardo i miei figli che ostinatamente mettono ciò che è umano davanti a ciò che è Divino, i miei figli che, nonostante tutto ciò che li circonda e nonostante tutti i segni che vengono loro inviati, pensano di poter camminare senza mio Figlio. Non possono! Camminano verso la perdizione eterna.» (Messaggio del  2 marzo 2011) .

«Cari figli, con amore materno io vi prego: datemi le vostre mani, permettete che io vi guidi. Io, come Madre, desidero salvarvi dall’inquietudine, dalla disperazione e dall’esilio eterno. Mio Figlio, con la sua morte in croce, ha mostrato quanto vi ama, ha sacrificato se stesso per voi e per i vostri peccati. Non rifiutate il suo sacrificio e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso. Figli miei, non perdete tempo. Niente è più importante dell’unità in mio Figlio. Io vi aiuterò, perché il Padre Celeste mi manda affinché insieme possiamo mostrare la via della grazia e della salvezza a tutti coloro che non Lo conoscono. Non siate duri di cuore. Confidate in me e adorate mio Figlio. Figli miei, non potete andare avanti senza pastori. Che ogni giorno siano nelle vostre preghiere. Vi ringrazio. » (Messaggio del 2 maggio 2012). 

«Cari figli, vengo per mostrarvi con amore materno la strada per la quale dovete andare per essere quanto più simili a mio Figlio, e con ciò stesso più vicini e più graditi a Dio. Non rifiutate il mio amore. Non rinunciate alla salvezza ed alla vita eterna a causa della caducità e della vanità di questa vita. Sono in mezzo a voi per guidarvi e come madre vi ammonisco. Venite con me. » (Messaggio del 2 agosto 2009).

 

 

 

AMMONIMENTI INDIRETTI

 

E poi ci sono gli ammonimenti indiretti. Soprattutto quelli dati attraverso il commento fatto dalla stessa veggente Mirjana a riguardo dell’atteggiamento della Madonna, il modo stesso di recepire i messaggi, e i segni visti alla fine o durante le apparizioni.

 

Del seguente messaggio, per esempio, mi ha colpito una cosa che Mirjana dice circa l’aspetto della Madonna in queste apparizioni: la Madonna si mostra decisa. Nella versione ufficiale di quel giorno si riferisce nel commento di Mirjana che la Madonna era di umore normale, ma ai giovani del festival Mirjana, quello stesso giorno, disse che “era decisa”. Questo essere deciso di Maria, secondo me è da prendere in seria considerazione:

«Cari figli, oggi guardo nei vostri cuori e, guardandoli, il mio cuore si stringe nel dolore. Figli miei, vi chiedo amore incondizionato e puro verso Dio. Saprete di essere sulla retta via quando con il corpo sarete sulla terra, ma con l'anima sempre con Dio. Attraverso questo amore incondizionato e puro vedrete mio Figlio in ogni uomo. Sentirete l'unione in Dio. Io come Madre sarò felice perché avrò i vostri cuori santi e uniti. Cari figli, avrò la vostra salvezza. Vi ringrazio». (Messaggio del 2 agosto 2007). 

Ciò che però fa più impressione riguardo a questa apparizione è quello che Mirjana ha riferito a p. Livio: "All'inizio dell'apparizione la Madonna ha fatto vedere ciò che ci aspetta se nei nostri cuori non ci sarà santità e unione fraterna in Cristo. Non è stato per niente bello. Ci ha esortato a pregare per i nostri pastori perché, ha detto, senza di loro non c'è l'unità". La Madonna ha pianto come mai prima. [fonte: P. Livio, diretta telefonica del13/8].

 

Nel messaggio insolito del 2 settembre 2006 Mirjana inserisce una rivelazione destinata a farci leggere ciò che è scritto tra le righe del messaggio:

La Madonna non ha detto "cari figli", perché si trattava di un discorso, di un dialogo, e perciò non c’è un "incipit" come di consueto con "cari figli". Ha detto:

«Voi sapete che ci raduniamo perché vi aiuto a conoscere l’amore di Dio».

La Madonna ha parlato dei tempi futuri ed era preoccupata.

«Io vi raduno sotto il mio manto materno, per aiutarvi a conoscere l'amore di Dio e la sua grandezza. Figli miei, Dio è grande. Sono grandi le sue opere. Non ingannatevi che potete fare senza di Lui neanche un passo, figli miei. Andate e testimoniate il suo amore. Io sono con voi. Vi ringrazio». (Messaggio del 2 settembre 2006). 

 

Ecco, proprio a proposito di tempi futuri:  non dimentichiamo che i primi tre segreti sono considerati ammonimenti per l'umanità e per la stessa Chiesa. E quelli che seguono?

 

«Siamo nel tempo delle grazie e delle chiamate della Madonna, che vuole portarci tutti alla salvezza. L'umanità attraverserà un periodo molto duro, di purificazione dolorosa. Il tempo attuale ci è dato per la fede e la conversione. Noi non siamo consapevoli di quale grazia Dio ci ha dato nella Madonna. Purtroppo, molti si accorgeranno solo quando le cose saranno passate. Come una mamma si occupa dei suoi figli, così Dio ci ha mandato la Vergine a prendersi cura di noi. Se noi in questo tempo accettiamo la Madonna, attraverseremo le prove con grande facilità.»  (Mirjana, ottobre 1985)[1]

 

Franco Sofia

 Qui la I PARTE: https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2024/10/serieta-e-gravita-della-parola-di-dio-i.html


[1] In “Medjugorje”, Milano, n. 6, marzo 1986

 



mercoledì 9 ottobre 2024

APPELLO AI GRUPPI DI PREGHIERA

 

APPELLO AI GRUPPI DI PREGHIERA

messaggi e gruppi di preghiera

 


Chissà perché, ma in tanti elenchi dei frutti di Medjugorje manca la citazione dei gruppi di preghiera.

Ma i gruppi di preghiera sono uno dei frutti più preziosi che sono nati in tutti i continenti per vivere i messaggi della Madonna. Costituiscono la forza nascosta dell’opera dello Spirito Santo e della Regina della Pace.

Quantificarli e classificarli è impossibile.

La dinamica messaggi-gruppi di preghiera è così forte che senza messaggi non esistono neanche i gruppi di preghiera.

Da qui il seguente appello, che viene dal passato, ma quanto mai attuale, pressante e commovente rivolto in modo particolare  ai gruppi di preghiera:

 

“Noi tutti pellegrini di Medjugorie abbiamo la grande responsabilità di far fruttificare il dono della preghiera che la Regina della Pace è venuta a portare a Medjugorie. L'arma per combattere Satana e i suoi seguaci è la preghiera del cuore e la penitenza che ci fanno camminare nella Verità del Vangelo.

I messaggi di Medjugorie, senza alcuna imposizione hanno suscitato un Movimento di preghiera che spontaneamente si è diffuso in tutto il mondo per aiutare ogni uomo di buona volontà a camminare nella Verità! Oggi nella Chiesa è purtroppo tanto diffusa la frenesia dell'azione. Medjugorie ci ricorda che la Chiesa è più che mai attiva nel Cenacolo, perché lì gli apostoli sono "assidui e concordi nella preghiera con Maria, la Madre di Gesù" (Atti 1,14).

Non dobbiamo permettere che questo spirito di comunione e di preghiera che anima da anni il Movimento di Medjugorie venga soffocato da polemiche, disaccordi, divisioni e condanne gratuite.

Bisogna ritornare a vivere i messaggi e il loro più urgente appello continua ad essere quello di sempre: "pregate, pregate, pregate".

Il Movimento spirituale di Medjugorie è nato per restare fedele a questo appello della Regina della Pace. Questo messaggio ci ha condotto ad adorare Gesù realmente presente nella Santissima Eucarestia, ad attingere da Lui la Luce dello Spirito Santo per comprendere e amare la Parola di Dio e per avere così la forza e il coraggio di vivere la Verità del Vangelo, di perdonare e trovare la pace.

E' solo la nostra conversione che decide le sorti dell'umanità futura. Non sono i programmi, i convegni, le parole che alla fine cambieranno il mondo.

La Regina della Pace ci ha indicato la Via Maestra per arrivare alla conversione del cuore. E' la Via che conduce al Cenacolo dove per mezzo della preghiera in comunione con Maria, la Sposa dello Spirito Santo, noi riconoscendo i nostri peccati facciamo penitenza e ci convertiamo.

Ecco perché Medjugorie non ci chiede grandi programmi, ma le cose semplici che troviamo nei suoi messaggi, esse sono come cinque sassolini: "l'Eucarestia, la Parola di Dio, la Confessione mensile, il rosario, il digiuno". E anche a noi come a Davide ci viene promessa così la vittoria su Golia.

Non dobbiamo stupirci se Satana tenta molte strade per distruggere i frutti soprannaturali maturati all'interno del Movimento spirituale di Medjugorie.

Noi per difenderci dobbiamo autenticamente amare, servire e imitare la nostra Regina e Madre della Pace, vivendo i Suoi messaggi che ci invitano alla conversione attraverso la preghiera, il digiuno, l'abbandono in Dio per aver la pace. Non dobbiamo avere paura delle menzogne che vengono diffuse su Medjugorie, noi dobbiamo rispondere con la verità della nostra vita cristiana. La nostra devozione mariana deve diventare sempre di più vera imitazione mariana. Lei vivrà così la Sua vita in noi. Se vogliamo conoscere il Figlio di Dio andiamo dalla Madre! Giovanni Paolo II ci ha dato  l'esempio. Lui, il Papa, va da Maria, per conoscere Gesù, Le dice : "Totus tuus".

Il Movimento di Medjugorie è un camminare incontro a Maria e insieme a Lei scoprire il Figlio Suo. Questo cammino spirituale, considerato da moltissimi una grande benedizione per la Chiesa, non crea confusione. La confusione è opera del Maligno. La Regina della Pace nei suoi messaggi non disorienta ma orienta alla Verità evangelica e Medjugorie stesso è diventato per innumerevoli pellegrini un luogo di riconciliazione con la Chiesa e non di separazione dalla Chiesa.

Il Movimento vive nella Chiesa e per questo ama la Chiesa locale dove è presente con i suoi gruppi di preghiera. Quanti Pastori - come il defunto cardinal Siri di Genova - hanno reso grazie a Dio per la presenza rinnovatrice dei gruppi di Medjugorie nelle loro diocesi e nelle loro parrocchie!”.

(Appello a  firma di Mons. Frane Franic, Mons. Paolo Maria Hnilica, fra Tomislav Pervan, fra Ivan Landeka, fra Jozo Zovko, fra Slavko Barbaric, fra Leonard Orec, Medjugorie, 25 giugno 1997).[1]

 

Franco Sofia



[1] Il Movimento spirituale della Regina della Pace, in https://www.medjugorje.hr/it/fenomeno-di-medjugorje/guida/movimento-spirituale/

martedì 8 ottobre 2024

SERIETÀ E GRAVITÀ DELLA PAROLA DI DIO (I PARTE)

 

SERIETÀ E GRAVITÀ DELLA PAROLA DI DIO  (I PARTE)

…e dei messaggi di Maria

 



Non succeda a nessuno di sentire le seguenti terribili parole di Nostro Signore:

«Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”».
+

Tuttavia, nella predicazione capita che c’è chi sorvola o cerca di addolcirne la gravità.

 

L’ostilità di tanti nei confronti delle apparizioni mariane è dovuta a volte a questa forma di censura. Infatti, la Madonna nelle sue apparizioni, non solo ha messo in guardia i peccatori ostinati sui pericoli eterni che corrono, ma, ai veggenti che ha scelto, contro ogni regola della psicologia moderna, ha mostrato sia il Paradiso e il Purgatorio, che l’Inferno. Ella non ha nascosto che all’Inferno vanno “molte” anime, a dispetto dei dubbi nutriti da tanti teologi modernisti. 

 

 

 

IL TERRIBILE “NON VI HO MAI CONOSCIUTI”.  

 

A me vengono i brividi e mi faccio piccolo piccolo quando ascolto o leggo queste parole di Gesù:

 

“Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.

 

Durante l’anno la liturgia ci fa assistere a molti scontri tra Gesù e i farisei, come pure tra Gesù e gli scribi e i dottori della legge.

Questo severissimo monito di Gesù è inserito in un insegnamento definito come la parabola  della “casa costruita sulla roccia e la casa costruita sulla sabbia”:

 

“In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”.

Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!»”. (Mt 7, 21-25).

In ogni caso non è l’unica volta che Gesù usa un tale linguaggio. Un altro esempio si trova  nella parabola delle 10 vergini:

 

«Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco".» (Mt 25, 11-12).

 

 

Ma perché per gli ebrei questo  linguaggio è di una gravità o, se si vuole, di una serietà inconcepibile per noi?

E perché dovrebbe esserlo anche per noi?

E  cosa ha insegnato la Madonna ai suoi Apostoli?

 

 

LA NON CONOSCENZA E LA CONOSCENZA

 

Ci fermiamo all’ambito della “conoscenza”, ma per dei buoni motivi.

Riguardo al verbo “conoscere” ogni buon ebreo sa bene di cosa stiamo parlando, così come ogni buon studioso della  Sacra Scrittura.[1]

San Giovanni Paolo II vi ha dedicato più di una udienza generale, soprattutto nella serie dedicata alla sessualità. Nel 1999, a ridosso del Giubileo, ne dedicò una a “Conoscere il Padre”.

 

«Nell’ora drammatica in cui si appresta ad affrontare la morte, Gesù conclude il suo grande discorso di addio (cfr. Gv 13ss.) rivolgendo una stupenda preghiera al Padre. Essa può considerarsi un testamento spirituale in cui Gesù rimette nelle mani del Padre il mandato ricevuto: far conoscere il suo amore al mondo, attraverso il dono della vita eterna (cfr. Gv 17, 2). La vita che egli offre è significativamente spiegata come un dono di conoscenza. “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato” (Gv 17, 3).

La conoscenza, nel linguaggio biblico dell'Antico e del Nuovo Testamento, non interessa solo la sfera intellettuale, ma implica normalmente un’esperienza vitale che chiama in causa la persona umana nella sua globalità e quindi anche nella sua capacità d’amare. È una conoscenza che fa “incontrare” Dio, ponendosi all’interno di quel processo che la tradizione teologica orientale ama chiamare “divinizzazione” e che si compie per l'azione interiore e trasformante dello Spirito di Dio (cfr. san Gregorio di Nissa, Oratio catech., 37: PG 45, 98B).» (Giovanni Paolo II, Udienza Generale, Mercoledì, 17 marzo 1999).

 

La vita eterna, quindi, consiste nel conoscere Dio e il suo Amore, poiché Dio è Amore. E poiché è Amore infinito, questa conoscenza è eterna.

La conoscenza  del Dio che è Amore ha inizio su questa terra, e con essa anche la nostra “divinizzazione”.

 

Purtroppo, esiste il drammatico problema di chi oppone il rifiuto a questa conoscenza. Questi sono coloro che rischiano di sentirsi dire a fine vita: “Non vi conosco” senza appello; che significa: “Non siete scritti nel libro della vita eterna”.

 

Ecco ciò che preoccupa maggiormente la Madonna: non sono le guerre o i disastri naturali, ma la perdita delle anime.

 

Conoscere Dio che è Amore, e quindi Gioia, Felicità e Bene eterni e infiniti, questo è ciò che rischiano di perdere per sempre coloro che non conoscono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e il loro Amore, già da questa vita.

 

La Vergine Maria alla veggente Mirjana e ai suoi Apostoli ha insegnato a non etichettare i peccatori col termine di “non credenti”, per non offenderli. Chiamateli così, ha detto: “coloro che non conoscono l’Amore di Dio”.

Ma in questo modo ci ha spalancato le porte ai tanti significati nascosti nella “conoscenza” e “non conoscenza” biblica, aprendo, nello stesso tempo, la strada alla scuola dell’Amore che avrebbe tenuto per anni ai suoi Apostoli.

 

Se gli ammonimenti di Gesù ci preoccupano, dobbiamo sapere che anche nei messaggi della Gospa troviamo ammonimenti severi. Certo, mentre la Madonna ce li dà, noi però li percepiamo provenire dal suo cuore materno.

 

Riepilogando:

le preoccupazioni maggiori della Madonna sono due:

a.      la salvezza delle anime

b.     l’incapacità dei suoi “cari figli” ad affrontare i tempi legati ai segreti.

 

Tutto però è legato al conoscere o non conoscere l'Amore di Dio.

 

(CONTINUA)

 

Franco Sofia



[1]“Per la nostra cultura, infatti, il conoscere è innanzitutto un atto di natura intellettuale, che coinvolge mente e pensiero di una persona. Eppure, siamo consapevoli che abbiamo diversi canali di conoscenza, oltre a quello razionale: lo è anche quello sensoriale e sperimentale, così come il percorso artistico o l’innamoramento che trascendono la mera logica formale.

Nelle civiltà dell’antico Vicino Oriente la conoscenza è un’esperienza globale che coinvolge, in un intreccio inestricabile, tutti quei canali di comprensione dell’essere e dell’esistere, alla ricerca dell’unità profonda della persona umana nel suo pensare, amare, agire.

[…]

 In sintesi, potremmo dire che il conoscere biblico è comprendere e agire, confessare e professare, rivelazione e obbedienza. Come suggerisce Paolo ai cristiani di Efeso, è necessario pregare «affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui» (1,17)”.  (Gianfranco Ravasi, https://www.famigliacristiana.it/blogpost/ginosko--conoscere-sapere.aspx).

 

sabato 5 ottobre 2024

MEDJUGORJE, “SCUOLA” DI SANTITÀ

 

MEDJUGORJE, “SCUOLA” DI SANTITÀ



Emilia Flocchini- sabato 5 ottobre 2024

Fra i pellegrini in visita alla località legata alla “Regina della pace”, donne e uomini candidati alla beatificazione. Come Chiara Corbella, che vi tornò anche poche settimane prima di morire.

Tra i numerosi pellegrini che hanno visitato Medjugorje ci sono anche alcune persone per le quali sono in corso le rispettive cause di beatificazione e canonizzazione. Nelle loro visite in quel luogo, hanno sperimentato quello che la Nota vaticana «La Regina della pace» dello scorso 19 settembre riporta, a riguardo di come «sembra che le persone vadano a Medjugorje soprattutto per rinnovare la propria fede piuttosto che in ragione di precise richieste concrete». Già a tre anni dall’inizio delle presunte apparizioni mariane, se ne era interessato il venerabile Uberto Mori (1926-1989), padre di famiglia, terziario francescano, ingegnere e imprenditore nel campo della ceramica, ma anche impegnato nei nuovi mezzi di comunicazione. Nel 1980, diventato titolare dell’emittente modenese Antenna Uno, ne curò anche i programmi religiosi, a cominciare da “Cieli aperti”, condotto da lui medesimo. La prima puntata andò in onda il 25 giugno (giorno non casuale) 1984: in molte occasioni, Mori ospitò in studio in studio padre Slavko Barbaric, padre Jozo Zovko e don Gabriele Amorth, e trasmise le immagini amatoriali da lui stesso girate sul campo. Negli stessi anni, precisamente nel 1982, Alessandro Nottegar (1943-1986), medico missionario in Brasile, anche lui venerabile, leggeva un articolo sulle presunte apparizioni. Quasi subito si consacrò alla Regina della pace con tutta la famiglia, mentre a ridosso dell’8 settembre 1983 compì il primo viaggio insieme alla moglie, con la quale tornò a fine 1984. I due sposi, rientrati poi a Verona con le tre figlie, decisero di offrire totalmente se stessi e tutti i loro beni perché si realizzasse sulla loro famiglia la volontà del Padre. Alessandro depositò il ricavato di un terreno ricevuto in eredità in un conto bancario intestato a “Regina Pacis”, che in effetti suona come se fosse un nome proprio.

Medjugorje segnò una svolta anche nel cammino della serva di Dio Chiara Corbella Petrillo (1984-2012) che proprio lì, il 2 agosto 2002, conobbe Enrico, suo futuro sposo. Quattro anni dopo, si lasciarono: Chiara decise di tornare là, perché era sicura che quell’incontro fosse stato un dono di Dio. Durante una prolungata sosta sul Podbrdo, la collina della cittadina, sperimentò una grande pace, che la condusse a riallacciare il rapporto. Da sposati, Chiara ed Enrico vi tornarono più volte, l’ultima delle quali il 17 aprile 2012, quasi un anno dopo la nascita del terzo figlio, Francesco: tredici giorni prima, lei aveva appreso che il suo tumore era in fase terminale. Nel corso del pellegrinaggio, il 18 aprile, insieme agli amici che li avevano accompagnati, i Petrillo rinnovarono le promesse matrimoniali; al termine della celebrazione, regalarono a tutti una corona del Rosario e un’immagine della Madonna. Anche il servo di Dio Giampiero Morettini (1977-2014) affermava di trovare pace a Medjugorje. Un giorno, ormai seminarista dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, offrì il proprio punto di vista durante una discussione col compagno di studi Davide Tononi: da una parte sentiva di trarre un grande giovamento per la sua vita spirituale, ma dall’altra si fidava del giudizio della Chiesa, pronto ad accettarlo anche se fosse stato totalmente negativo. C’è poi chi è stato in quei luoghi mentre viveva una condizione di malattia, come la serva di Dio Giulia Gabrieli (1997-2011), adolescente bergamasca: sentì che la sua fede era profondamente cambiata dopo due pellegrinaggi (nel secondo festeggiò il suo quattordicesimo e ultimo compleanno), come affermò nel libro-testimonianza “Un gancio in mezzo al cielo”. Secondo lei, era come se la Madonna «continuasse a soffiare in un palloncino. Soffia amore, soffia amore, soffia amore. E questo palloncino diventa talmente grande che scoppia, perché non riesce più a contenere tutto l’amore della Madonna. Così l’amore va dappertutto e va a colmare ogni piccola mancanza del nostro cuore».

Ci sono infine due storie la cui santità non è ancora oggetto di una causa, ma per le quali – da parte delle associazioni che custodiscono il loro ricordo – è stato nominato il medesimo postulatore. Nel caso di Patrizia Revello (1976-2016), piemontese, studentessa di Farmacia, i pellegrinaggi a Medjugorje rafforzarono il suo desiderio di vivere al meglio un tumore mammario “triplo negativo”, che l’avrebbe condotta alla morte a trentanove anni, tre giorni dopo aver conseguito la laurea. Durante l’ultimo viaggio, nell’aprile 2015, salì il monte Križevac a piedi nudi, mano nella mano con Diego Barbero, il suo fidanzato: quando tornò a casa, non aveva più paura di morire. Anche Giovannimaria Rainaldi (2006-2013), bambino di origini romane, sperimentò molte grazie nei suoi due pellegrinaggi, restando pieno di energie, nonostante il ganglioneuroblastoma per il quale continuava ad affrontare lunghe cure e viaggi all’estero. Nel primo, mentre terminava la Via Crucis, corse fino alla cima del Križevac e, voltatosi, gridò ai presenti: «La Croce è bella!». Durante il secondo, invece, al momento della Comunione, indicò alla madre la patena colma di ostie, portata da uno dei sacerdoti, e commentò: «Mamma, guarda Gesù. Lui vuole essere tutto in tutti». Sia lui che Patrizia, ma anche Uberto Mori, hanno incontrato i presunti veggenti e assistito alle cosiddette apparizioni, ma le loro esperienze si sono verificate principalmente nei luoghi chiave di quegli eventi.

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https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/medjugorje-scuola-di-santitafra-i-pellegrini-in

venerdì 4 ottobre 2024

QUANDO LA MADONNA SI SERVÌ DI PADRE SLAVKO PER DARMI UNA LEZIONE

 

QUANDO LA MADONNA SI SERVÌ DI PADRE SLAVKO PER DARMI UNA LEZIONE

… e mi chiese di essere come san Francesco



Ogni volta che sono andato a Medjugorje, ho ricevuto degli insegnamenti sempre nuovi. Quando si prende sul serio il cammino di Medjugorje, allora bisogna attendersi la correzione, un insegnamento per la crescita personale.

Nell’83 ebbi il colpo di fulmine, quello che si chiama amore a prima vista. Fu leggendo un articolo sul fenomeno Medjugorje apparso in Famiglia Cristiana che rimasi colpito all’istante, ma non dal racconto dei fatti, quanto piuttosto dalla foto che ritraeva i 6 veggenti insieme durante un’apparizione. Scattò qualcosa dentro di me che non mi ha più lasciato. Credetti subito, immagino che fu una grazia.

Nell’85, in piena estate, feci il primo pellegrinaggio, con un pullman le cui porte si chiudevano con lo spago. Allora per andare a Medjugorje bisognava affrontare grandi sacrifici. Era l’epoca in cui i messaggi ti arrivavano per posta, non quindi in modo quasi simultaneo come adesso. Chi era fortunato poteva ascoltare il messaggio attraverso il telefono o la radio (sempre Radio Maria).

In quel periodo arrivai a organizzare fino a 4 pellegrinaggi all’anno. In uno di questi mi ero messo in testa che era giunto il momento di partecipare all’apparizione che allora avveniva in una stanzetta della Canonica. Ero già stato ordinato diacono, e quindi presumevo che mi spettasse di entrare in quella stanzetta riservata a pochi privilegiati: sacerdoti, suore, e altri di cui non comprendevo i privilegi.

Così, un giorno, dopo la Messa per gli italiani, in sacrestia, mentre stavo svestendomi dai paramenti sacri, mi trovai vicino padre Slavko. Quale momento migliore, visto che proprio lui era il Cerbero di guardia alla stanzetta delle apparizioni?

Mi avvicinai e gli posi la domanda: “Stasera mi fa entrare nella stanzetta?”. Neanche avessi detto un’eresia! Mi guardò in modo torvo e, girandomi le spalle, se ne andò.

Più tardi, verso mezzogiorno, trovandomi a passare vicino alla Canonica della parrocchia, vidi che padre Slavko stava per salire i famosi scalini che tutto il mondo ormai conosceva, perché la sera venivano saliti dai veggenti per l’apparizione quotidiana. Lo raggiunsi di corsa sul pianerottolo mentre stava per entrare. Gli posi la stessa domanda, e lui, senza neanche guardarmi, mi sbatté la porta in faccia, e se ne andò.  

Ma la sera, un po’ prima dell’apparizione, mi ripresentai accompagnato da due sacerdoti che io avevo portato con me in pellegrinaggio. Padre Slavko fece entrare i due sacerdoti che erano con me, ma non me. I due sacerdoti intercedevano per me: “È un diacono”, gli dicevano; ma non ci fu niente da fare. Così in modo arrogante presi l’iniziativa di avvicinarmi per entrare, come se fosse un mio diritto; ma padre Slavko era lì, sempre di guardia, mi diede uno spintone e per poco non mi fece cadere per terra.

Mi dovetti rassegnare, covando però dentro di me sentimenti di astio nei confronti di padre Slavko. “Ma guarda un po’”, mi dissi arrabbiato e pienamente convinto di quello che pensavo, “questo figlio di san Francesco non avrebbe fatto entrare neanche il fondatore del suo Ordine, visto che anche san Francesco era un diacono”.

Mi allontanai amareggiato. E fu qui che sentii chiara dentro di me la voce della Madonna: “Figlio mio, tu non devi chiedere i diritti di san Francesco, ma devi essere come san Francesco”.

E il quel momento mi passò davanti la scena dei Fioretti, definita della “Perfetta letizia”.

Nei Fioretti si racconta che un giorno mentre erano in viaggio insieme, Francesco pose a frate Leone una domanda su cosa fosse la “Perfetta letizia”. Di fronte alla difficoltà di frate Leone a rispondere, San Francesco descrisse, come in una parabola, quello che sarebbe potuto succedere, qualora fossero arrivati a uno dei loro conventi, e il frate guardiano non li avesse riconosciuti e anzi avesse sbattuto loro la porta in faccia: “Se noi non ci lamentiamo – disse a frate Leone – e ringraziamo il Signore, questa è perfetta letizia”. La scena si ripete per tre volte, e addirittura la terza volta san Francesco descrive il padre guardiano che uscendo con un bastone nocchieruto, non solo non li riceve, ma gliele suona di santa ragione, lasciandoli a terra mezzi morti: “se noi tutte queste cose sosterremo pazientemente, e con allegrezza, – conclude san Francesco – pensando le pene di Cristo benedetto, le quali dobbiamo sostenere per suo amore; o frate Lione, iscrivi che qui e in questo è perfetta letizia”.

Per tre volte padre Slavko mi scacciò non riconoscendomi, e per tre volte, nell’insegnamento di san Francesco, il guardiano non riconobbe i due frati come suoi frati, uno dei quali era addirittura il fondatore del suo Ordine.

Queste sono le lezioni che Maria riserva per quelli che ama.

Negli anni seguenti ho avuto modo, anche senza cercarle, di partecipare alle apparizioni della Gospa, tante volte anche a tu per tu con i veggenti.

Nell’episodio dei Fioretti indirettamente emerge la figura di Francesco come uno degli umili e dei piccoli di cui parla Gesù, e a cui si riferisce la Madonna quando invita i suoi Apostoli ad essere e a diventare più piccoli degli altri. Francesco non è uno che cerca di essere riconosciuto e riverito, allo stesso modo un Apostolo della Regina della Pace.

“I peccati si moltiplicano, sono troppo numerosi. Ma con l’aiuto di voi — che siete umili, modesti, ricolmi d’amore, nascosti e santi — il mio Cuore trionferà” (2 luglio 2017).

 

Franco Sofia

 

mercoledì 2 ottobre 2024

MOBILITAZIONE GENERALE PER LA PACE CON PAPA FRANCESCO

 

MOBILITAZIONE GENERALE PER LA PACE



PAPA FRANCESCO: DURANTE LA MESSA DEL SINODO, HA INVITATO  A PREGARE E DIGIUNARE PER LA PACE:

“IL 6 OTTOBRE ROSARIO E PREGHIERA PER LA PACE A S. MARIA MAGGIORE, IL 7 OTTOBRE GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE”

2 Ottobre 2024 @ 10:13

Una preghiera per la pace a Santa Maria Maggiore e una Giornata di preghiera e di digiuno per la pace nel mondo. Ad annunciare, a sorpresa e fuori testo, queste due iniziative, che compirà di persona, è stato il Papa.

 Parlando a braccio durante l’omelia della messa in piazza San Pietro, Francesco  ha esortato i partecipanti alla sessione conclusiva del Sinodo a “volgere lo sguardo al mondo”. “Ce n’è bisogno – ha spiegato – mentre fuochi di guerra continuano a sconvolgere popoli e nazioni”. “Domenica prossima – ha poi annunciato – mi recherò nella basilica di Santa Maria Maggiore per pregare il Rosario e per rivolgere alla Vergine un’accorata supplica. Chiedo anche a voi di unirvi a me in quella occasione. Il giorno dopo, 7 ottobre, vi invito a vivere una giornata di preghiera e digiuno per la pace nel mondo”.

https://www.agensir.it/quotidiano/2024/10/2/papa-francesco-messa-sinodo-il-6-ottobre-rosario-e-preghiera-per-la-pace-a-s-maria-maggiore-il-7-ottobre-giornata-di-preghiera-e-digiuno-per-la-pace/

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-10/papa-preghiera-digiuno-7-ottobre-rosario-santa-maria-maggiore.html 


MIRJANA SUL GRANDE SEGNO E SU CIVITAVECCHIA

 

MIRJANA SUL GRANDE SEGNO E SU CIVITAVECCHIA

 

Durante il Festival di Giovani del 1996, Mirjana all’interno della sua testimonianza ha detto alcune cose che raramente ha ripetuto.

  


Mirjana: Il segno non è una cosa che si può nascondere, sarà un segno sulla collina, è un regalo per tutti, si capirà che la Madonna era presente qui, è una cosa che le mani umane non possono fare, ma è proprio da Dio, e ognuno che viene potrà vedere.

Domanda: Una persona che fino al segno non ha creduto, poi lo vede e crede?

Mirjana: Ti dico: "Anche Gesù ha camminato su questa terra e non hanno creduto che era Figlio di Dio". Quando tutti vedranno, che non si può fare con mano, che è una cosa venuta da Dio, sarà ancora di più che un regalo per noi, ma chi non crede non vuole credere.

Domanda: ...e se i fedeli portano via il segno con dei “picconi...?

Mirjana: Tu assomigli, adesso, alla figlia della signora che ha lavorato la statua di Madonna di Civitavecchia. Sono contadini e vivono in un paesino piccolo, lui non è un operaio bravo, fa solo il calco della statua. Sua figlia ha 5 anni e in Chiesa l'ho sgridata perché gridava, mi ha risposto: "Lo sai chi sono io? sono figlia di quello che ha fatto la Madonna che piange." E’ simpatica. Tu fai uguale cosa. Io credo alle lacrime di Civitavecchia perché conosco quello che ha fatto la statua. Non ha studiato e non sa mettere le cose strane per far piangere, le fa tutte uguali. Per me Civitavecchia è come la porta di Roma, e penso che la Madonna vuole un po' svegliare gli italiani. Voi avete sempre ricevuto tutto, libertà di fede e di andare in Chiesa, ai Santuari, noi prendiamo il vostro esempio, tutto il mondo cattolico guarda Italia e Roma, ma che esempio prendiamo da voi? Quando ero ragazzina a Sarajevo, per me Roma era il posto dove c'era Dio libero.

Domanda: Alcuni di noi hanno la sensazione che il tempo è più vicino di quello che dice Gesù Cristo.

Mirjana: Non posso dire niente. Il tempo che viviamo adesso assomiglia un po' a quando ci sono le elezioni, prima tutti parlano, Chiesa cattolica e poi altri, e quando c'è tempo di silenzio, Dio sta zitto, i partiti non possono parlare, ma noi dobbiamo scegliere, Dio ci ha lasciato liberi di scegliere e tra poco Dio comincia a parlare.

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Riguardo a Civitavecchia, c’è da tenere presente che al momento in cui è stata fatta la precedente testimonianza è passato solo poco più di un anno dall’inizio delle lacrimazioni.

Dieci anni dopo, il giorno 2 novembre del 2006, mi trovavo a Medjugorje. Nel pomeriggio, Mirjana ha incontrato gli italiani.

Non avendole potute registrare, ho trascritto nei giorni seguenti, alcune tra le risposte lapidarie di Mirjana, che mi erano rimaste impresse.

La veggente ha fatto all’inizio un discorso generico, quello che fa ogni volta che incontra i pellegrini, lasciando poi largo spazio alle domande degli stessi. Ha detto cose importanti che sarebbe stato opportuno ripetere integralmente.

Ad esempio, a proposito di Civitavecchia, alla domanda se la Madonna gliene avesse parlato, Mirjana ha risposto: “Non posso dirlo”. È evidente che, se La Madonna non gliene avesse parlato, Mirjana avrebbe detto semplicemente: “No”.

E sempre su questo argomento, alla domanda, se le lacrime della Madonnina riguardano l’Italia, Mirjana ha risposto:

“No. Riguardano il mondo intero. Come le apparizioni di Maria a Medjugorje riguardano tutto il mondo”.

 

Franco Sofia