Cerca nel blog

mercoledì 17 novembre 2021

NIENTE TRE GIORNI DI BUIO, E NEANCHE FINE DEL MONDO

 





NIENTE TRE GIORNI DI BUIO, E NEANCHE FINE DEL MONDO

Ricordo che mia madre teneva sempre a portata di mano delle candele benedette, per proteggersi dal possibile arrivo di questi tre giorni di buio preannunciati in diverse profezie.

Poiché tanti continuano ad essere preoccupati, per il fatto che, di tanto in tanto, ritornano sul web queste profezie, più o meno aggiornate, ho pensato di rassicurarvi.

Se qualcuno aveva pensato che si potesse assimilare la profezia dei Tre Giorni di Buio all’interno dell’ingranaggio dei segreti di Medjugorje, si sbaglia.

I veggenti, interrogati a questo proposito, sono stati perentori: la Madonna non ne ha mai parlato con loro.

René Laurentin ha scritto: «Marija, che ho consultato a questo proposito, l’ha escluso categoricamente. E così anche Ivan, al quale si attribuiscono questi discorsi».

Che non si parli di tre giorni di buio a Medjugorje, “lo ha confermato esplicitamente pure Vicka: «Alcuni che sono stati qui parlano di tre giorni di tenebre o della fine del mondo, lasciando intendere che tutto questo è stato detto da Maria a Medjugorje. Ora, qui la Regina della pace non ha detto niente di tutto questo».

E nel 1999 è giunta infine la smentita di Jakov: «La Madonna non ha mai parlato della fine del mondo e neppure dei tre giorni di buio, e quindi non dovete preparare né cibo, né candele» (Interviste di padre Livio a Vicka del 3 agosto 1993, e a Jakov del 24 settembre 1999. Cfr. pure: Saverio Gaeta, L’ultima profezia, La vera storia di Medjugorje, pp. 231-232).

Ivan, in una conferenza tenuta negli Stati Uniti il 29 ottobre 1997, ebbe a dire:

“Ci sono oggi tante persone che parlano di tre giorni di buio e di tanti castighi, e tante volte sento la gente dire che così dice la Madonna a Medjugorje. Ma devo dirvi che la Madonna non dice questo, la gente lo dice. La Madonna non viene da noi per spaventarci. La Madonna viene come Madre di speranza, Madre di luce. Lei vuole portare questa speranza in questo mondo così stanco e bisognoso”.

E mentre rispondeva alle domande del pubblico, diede la stessa risposta:

“Domanda: Tu cosa dici alle persone che sono preoccupate per i tre giorni di buio?
Ivan: Come ho detto all’inizio, questo non è qualcosa che la Madonna abbia detto a noi, dunque non so da dove viene. Ma come ho già detto, se crediamo che la Madonna è con noi, di che cosa dobbiamo avere paura? Perché dobbiamo avere paura?” (Conferenza di Ivan Dragičević Seattle, 29 ottobre 1997. Qui trovate tutta la conferenza: https://medjugorje.altervista.org/)

 

Franco Sofia

 

 

Quello che dicono Vicka e Jakov, veggenti di Medjugorje, a proposito della profezia dei tre giorni di buio

Intervista a Vicka del 3 agosto 1998

Padre Livio: Non c'è dubbio che per cogliere il valore della vita qui sulla terra occorre avere uno sguardo sull'eternità; diversamente i conti non tornano. Quello, però, che preoccupa è che molti giovani sono angosciati e hanno paura di affrontare il futuro. Direi che c'è in loro un blocco psicologico a prendere degli impegni duraturi.

 Vicka: Sì, è vero; ma perché hanno paura? Il motivo va ricercato nel fatto che si preoccupano troppo per delle cose che sono ancora lontane e che forse non verranno mai. La Madonna, invece, ci dice di non preoccuparci per il domani. Lei ci invita sempre a pensare a ciò che bisogna fare oggi, momento per momento. Oggi moltissime persone pensano che è prossima la fine del mondo, oppure che è imminente qualche catastrofe o altro. Arrivano delle persone che mi dicono: "Vicka, ci saranno tre giorni di buio e poi nel duemila la fine del mondo". "E chi lo ha detto? - rispondo io - La Madonna? Dove? Qui? Questo io lo sento da voi. Non prestate ascolto a queste cose, non sono vere! La Madonna non parla mai per farci paura. Lei parla sempre per darci una speranza. Cosa succeda nel futuro Dio lo sa, ma noi non dobbiamo avere alcun timore di guardare avanti". Così con queste voci anche i giovani entrano in confusione e non sanno più che cosa fare. Ma un giovane che affronta la vita giorno per giorno e va avanti un passo per volta non si lascia prendere dalla paura. La Madonna ci insegna che la paura non viene da Dio, ma viene sempre dalla parte opposta. Quando noi sentiamo che nel nostro cuore vi è la gioia, la pace e la tranquillità, capiamo subito che tutto questo viene da Dio. Ma quando siamo disturbati e abbiamo dentro la rabbia o siamo presi da paure, allora tutto questo viene dalla parte di un altro (il demonio). In questo modo siamo subito in grado di capire la differenza. Così, carissimi giovani, se sentite la pace, allora accoglietela con tutto il cuore e andate avanti. Se sentite la paura, allora questo è un modo con cui Dio vuol farvi capire che dovete incominciare a impegnarvi o ad andare avanti senza timore a realizzare quello che avete incominciato.

 Padre Livio: Non dobbiamo dimenticarci che non siamo soli a percorrere il cammino della vita e che la Madonna ci accompagna e ci protegge.

 Vicka: Ma, Padre Livio, Lei sempre ci protegge, ma non ti può proteggere quando tu non vuoi; capito? Se io voglio che la Madonna mi protegga, ecco che io credo che Lei è sempre qui con noi, anche in questo momento. Ma se uno non ci crede e non si affida, Lei come potrebbe aiutarlo se uno non vuole? Non si può giocare con la Grazia. Lei è sempre vicina, ma dipende da noi chiedere il suo aiuto.

 (qui si trova l’intervista completa a Vicka: https://medjugorje.altervista.org/).

 

Intervista a Jakov del 24 settembre 1999

JAKOV: Qualche volta, quando ci sono tanti pellegrini a Medjugorje e bussano ogni momento alla porta, ci capita di dire: "Ma come facciamo. ...?" A volte si creano delle situazioni difficili, perché siamo tutti uomini e tutti ci stanchiamo. Ma non ci siamo certo lamentati con la Madonna perché ci ha scelto per dare testimonianza.

PADRE LIVIO: Forse la gente non si rende conto quanto sia impegnativa la testimonianza quotidiana e continuata davanti ai pellegrini. Non dico che è difficile, ma certo richiede tanta pazienza.

 JAKOV: Molto dipende dai gruppi che vengono a Medjugorje. Ve ne sono alcuni che vengono solo per sentire i messaggi della Madonna. Ma ce ne sono altri che fanno strane domande, come ad esempio se ci saranno i tre giorni di buio, se bisogna preparare le candele e cose di questo genere. Dipende molto dalle persone che vengono. Certo che se tu vedi gente che vuole accogliere i messaggi della Madonna, tu nel tuo cuore senti una immensa gioia, ma se vengono rivolte domande strane...

  […]

JAKOV: A Dio tutto è possibile, però dipende anche da noi. Mi viene sempre in mente una cosa. Voi sapete che in Bosnia Erzegovina, prima che scoppiasse la guerra, la Madonna ci invitò per dieci anni a pregare per la pace.

 PADRE LIVIO: Dal 26 giugno 1981, giorno in cui la Madonna piangendo diede il messaggio della pace a Marija, al 26 giugno 1991 giorno in cui scoppiò la guerra, sono dieci anni esatti.

 JAKOV: Per tanti anni la gente si chiedeva perché mai questa preoccupazione per la pace. Ma, quando è scoppiata la guerra, allora si diceva: " Ecco perché ci ha invitato". Ma che non fosse scoppiata la guerra dipendeva da noi. La Madonna ci invita ad aiutarla a cambiare tutto questo.

PADRE LIVIO: Dobbiamo fare la nostra parte.

 JAKOV: Però non dobbiamo aspettare l'ultimo momento e dire: "Ecco perché la Madonna ci ha chiamato". Penso che anche oggi, purtroppo, tanti di noi si chiedono che cosa succederà nel futuro, chissà quali punizioni Dio ci darà e cose di questo genere...

 PADRE LIVIO: La Madonna ha mai parlato della fine del mondo?

 JAKOV: No e neppure dei tre giorni di buio e quindi non dovete preparare né cibo, né candele. Alcuni mi chiedono se provo la pesantezza di mantenere i segreti. Ma, penso che ogni persona che ha conosciuto Dio, che ha scoperto il suo amore e che porta Gesù nel suo cuore, non deve avere paura di niente e dovrebbe essere pronta ogni momento della sua vita per Dio.

PADRE LIVIO: Se Dio è con noi, non dobbiamo avere paura di nulla, tanto meno di incontrarlo.

 JAKOV: Dio ci può chiamare ogni momento della nostra vita.

PADRE LIVIO: Certo!

JAKOV: Non dobbiamo guardare avanti dieci anni o cinque anni.

PADRE LIVIO: Può essere anche domani.

 JAKOV: Noi dobbiamo in ogni momento essere pronti per lui.

 

(Qui tutta l’intervista in formato PDF:  

https://digilander.libero.it/mariadimedjugorje/veggenti/intervista_jakov.pdf

E qui in formato audio: https://medjugorje.altervista.org/index.php/video/guarda/923).

 

lunedì 15 novembre 2021

UNO SGUARDO SUL FUTURO – I SEGRETI (VI PARTE) - QUESTO TEMPO È UN PUNTO DI SVOLTA

 

APPARIZIONE 2 OTTOBRE 2017


 QUESTO TEMPO È UN PUNTO DI SVOLTA

 

Il messaggio del 2 giugno 2017 ci dà l’opportunità di aprirci ulteriormente al mondo nascosto dei segreti insieme con Mirjana.

Da tempo avevo il presentimento che all'interno dei messaggi si nascondessero indizi nascosti sui segreti; Mirjana me ne ha dato conferma attraverso una riflessione presente nel suo diario. In altre parole, Mirjana afferma che quando la Madonna le dà il messaggio, non lo dà come dettandolo, “in modo continuo, come faccio io quando lo comunico subito dopo, ma associa certe parti a un fatto accaduto o che accadrà in futuro. Per ora non posso scendere nei dettagli, ma posso farvi questo esempio: se nel messaggio ci chiede di perdonare, mi spiegherà che se non perdoniamo si verificherà questo o quel fatto”[1].

Perché il messaggio del 2 giugno 2017? Rileggiamo la prima parte: 

"Cari figli, come negli altri luoghi in cui sono venuta a voi, così anche qui vi invito alla preghiera. Pregate per coloro che non conoscono mio Figlio, per quelli che non hanno conosciuto l’Amore di Dio; contro il peccato, per i consacrati, per coloro che mio Figlio ha chiamato ad avere amore e spirito, forza per voi, per la Chiesa. Pregate mio Figlio, e l’amore di cui fate esperienza per la sua vicinanza vi darà la forza e vi disporrà alle opere di carità che compirete nel suo nome. Figli miei, siate pronti: questo tempo è un punto di svolta".

 

Quest’ultima frase, che nel messaggio letto per intero sta al centro, è la frase chiave. Anche se non comprendiamo bene di cosa si tratta, tuttavia sospettiamo che abbia a che a fare con i segreti e col nostro futuro imminente. Si tratta di una frase segnale.

Ma all'inizio del messaggio, c'è qualcosa che merita di essere sottolineato. C'è un lungo periodo che inizia con "pregate per ecc."; poi, dopo il punto e virgola, troviamo, "contro il peccato, per i consacrati ... per la Chiesa".

 

Chi segue i messaggi dati a Mirjana, si ricorderà che la Madonna dal 2006 dà degli inviti a favore dei pastori della Chiesa. Questi inviti, come abbiamo visto sopra, sono dati alla fine dei messaggi e spesso al di fuori dei messaggi stessi, dopo che la Madonna ha chiuso il messaggio principale con "Vi ringrazio!". Questa volta invece i consacrati sono inseriti all'inizio del messaggio e nel cuore di quelle espressioni che già conosciamo ("per coloro che non conoscono ..." ecc.).

La Madonna, dunque, sta chiedendo una forza d'urto "contro il peccato" che si è insinuato dentro la Chiesa, e che colpisce in modo speciale i consacrati? È evidente che se non preghiamo per "coloro che non conoscono l'Amore di Dio", e tra questi ci sono anche dei consacrati, ciò che dovrà succedere con i segreti e che riguarda la Chiesa stessa, sarà anche più grave. Anche il punto di svolta riguarda la Chiesa.

 

Allo stesso modo, secondo padre Livio, l’espressione che stiamo prendendo in considerazione è di grande rilievo:

 “Il punto focale del messaggio è il suo ammonimento materno: «Figli, miei, siate pronti: questo tempo è un punto di svolta». L'affermazione è densa di significati e allude al passaggio decisivo del combattimento escatologico in atto. L'esortazione evangelica «siate pronti» sta ad indicare la prossimità dell'intervento divino contro la potenza del peccato e della menzogna che avvolge il mondo e, nel medesimo tempo, la necessità di pregare e di essere «umili e puri» per resistere nella battaglia”[2].

 Sempre a proposito di Chiesa, a volte abbiamo bisogno di un aiuto per individuare una frase segnale, e comprendere così che dietro di essa si nasconde qualcosa di molto serio. Questo è accaduto in seguito al messaggio del 2 agosto 2007:

“Cari figli, oggi guardo nei vostri cuori e, guardandoli, il mio cuore si stringe nel dolore. Figli miei, vi chiedo amore incondizionato e puro verso Dio. Saprete di essere sulla retta via quando con il corpo sarete sulla terra, ma con l'anima sempre con Dio. Attraverso questo amore incondizionato e puro vedrete mio Figlio in ogni uomo. Sentirete l'unione in Dio. Io come Madre sarò felice perché avrò i vostri cuori santi e uniti. Cari figli, avrò la vostra salvezza. Vi ringrazio”.

 La frase segnale è questa: “Sentirete l'unione in Dio. Io come Madre sarò felice perché avrò i vostri cuori santi e uniti”.

È Mirjana che ci ha illuminati a riguardo, affermando che: "All'inizio dell'apparizione la Madonna ha fatto vedere ciò che ci aspetta se nei nostri cuori non ci sarà santità e unione fraterna in Cristo. Non è stato per niente bello. Ci ha esortato a pregare per i nostri pastori perché, ha detto, senza di loro non c'è l'unità. La Madonna ha pianto come mai prima”[3].

 Oltre a questo, degno di nota è l’aspetto assunto da Mirjana durante le apparizioni, e ripreso dalle telecamere di mezzo mondo. Spesso il volto di Mirjana si è presentato ai nostri occhi molto serio, a volte spaventato e con lacrime copiose.

Da qualche commento di Mirjana abbiamo saputo che spesso hanno parlato dei segreti, “di cose di cui ancora non può parlare pubblicamente”. Il 2 novembre 2005 Mirjana ha avuto un’apparizione senza messaggio, dopo della quale ha riferito che la Madonna, che era molto triste, “ Mi ha detto delle cose che non posso ripetere.” Così pure il 2 giugno 2006: “Mirjana ha aggiunto che la Gospa ha parlato con Lei degli avvenimenti che stanno per arrivare”. E il 2 settembre 2006: “La Madonna ha parlato dei tempi futuri ed era preoccupata.”

Dopo l’apparizione e il messaggio del 2 gennaio 2007, Mirjana ha riferito queste parole: “tutto il tempo dell’apparizione l’espressione del volto della Gospa è stato triste e addolorato. La Gospa ha parlato con Mirjana di cose di cui non può ancora parlare. Il viso della Gospa si è poi fatto serio quando ha sottolineato l'importanza della benedizione del sacerdote e ha chiesto di pregare e digiunare per tutti i sacerdoti.” Da notare che nel messaggio non c’è alcun accenno ai sacerdoti.

 

In seguito al messaggio del 2 maggio 1995, Mirjana ha detto che l’avremmo compreso meglio al tempo dei segreti:

“Di’ a tutte le donne che hanno paura di avere figli che più figli avranno, meglio sarà! Dovrebbero piuttosto temere a non averne!”

Ma, andando più avanti, mentre i messaggi si fanno più consistenti, scompaiono i suddetti commenti di Mirjana. Al loro posto troviamo invece nei messaggi stessi, altri riferimenti. Così nel messaggio del 2 maggio 2015:

“ Apostoli miei, ho bisogno di voi, affinché mostriate a tutti la Verità divina, affinché il mio Cuore, che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nell’amore trionfare.”

Negli ultimi anni la Madonna nei messaggi ai suoi Apostoli mostra l’avanzare del Male in molte forme:

“Pregate affinché possiate essere Apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione.“ (2 marzo 2012).  

“Spero che mi accoglierete col cuore, perché le Parole di mio Figlio ed il suo Amore sono l’unica luce e speranza nella tenebra del momento attuale.” (2 gennaio 2016).    

“attorno a voi vedete sempre più tenebra.” (2 aprile 2016).

“Il mio Cuore soffre. I peccati si moltiplicano, sono troppo numerosi. Ma con l’aiuto di voi — che siete umili, modesti, ricolmi d’amore, nascosti e santi — il mio Cuore trionferà.” (2 luglio 2017).

“Figli miei, la vostra lotta è dura; e lo sarà ancora di più, ma voi seguite il mio esempio.” (18 marzo 2018).

“Figli miei, sopra di voi si allargano sempre più le ombre delle tenebre e dell’inganno, io vi chiamo verso la Luce e la Verità, io vi chiamo verso mio Figlio” (2 settembre 2018).

“Cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere, perché anche il più piccolo bene, il più piccolo segno d’amore vince il Male sempre più visibile.” (2 ottobre 2018).

"La fede si spegne in molte anime e le cose materiali del mondo afferrano i cuori.” (2 gennaio 2019).

"Portate la luce di mio Figlio e squarciate la tenebra che sempre più vuole afferrarvi.” (2 marzo 2020).

 

 Soprattutto sarà il volto di Mirjana a diventare il più eloquente riferimento ai prossimi eventi contenuti nei segreti.

 

(continua)

 

 Franco Sofia

(Per approfondire: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, ed. MIMEP, 2020)

Qui troverete la I PARTE, TERZO SEGRETO DI FATIMA E MEDJUGORJE:

 https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-i-parte.html

Qui troverete la II PARTE, ECCO PERCHÉ I SEGRETI SONO DETERMINATI DA DIO:

 https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-ii.html

Qui troverete la III PARTE, GLI APOSTOLI DELLA REGINA DELLA PACE E I SEGRETI

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-iii.html

Qui troverete la IV PARTE, LE TRACCE DEI SEGRETI NASCOSTE TRA LE RIGHE DEI MESSAGGI

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-iv.html

Qui troverete la V PARTE, GLI INDIZI NEI MESSAGGI CONSEGNATI A MIRJANA

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/11/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-v.html



[1] Mirjana Soldo, Il mio Cuore trionferà, pp. 360 – 361. Ecco un messaggio esemplare in questo senso: 

“Cari figli, sono accanto a voi perché desidero aiutarvi a superare le prove che questo tempo di purificazione mette davanti a voi. Figli miei, una di esse è il non perdonare e il non chiedere perdono. Ogni peccato offende l’amore e vi allontana da esso l’amore è mio Figlio! Perciò, figli miei, se desiderate camminare con me verso la pace dell’Amore di Dio, dovete imparare a perdonare ed a chiedere perdono. Vi ringrazio” (2 settembre 2010).  

[2] Newsletter di Radio Maria del 6 giugno 2017.

[3] P. Livio, Radio Maria, diretta telefonica del3/8/2007.

 

 

lunedì 8 novembre 2021

UNO SGUARDO SUL FUTURO – I SEGRETI (V PARTE) - GLI INDIZI NEI MESSAGGI CONSEGNATI A MIRJANA

 

GLI INDIZI NEI MESSAGGI CONSEGNATI A MIRJANA

   

APPARIZIONE A MIRJANA, 2 LUGLIO 2015 (Digital Foto Video Studio ĐANI)


Vediamo che cosa sui segreti ci sta dicendo, tra le righe dei messaggi, la Madonna[1].

E non solo nei messaggi, ma anche in altri modi. Per esempio, dovrebbe far riflettere, come abbiamo suggerito all’inizio nell’introduzione del presente lavoro e all’inizio di questo capitolo, il fatto che dal 2015 tutti i veggenti abbiano assunto una posizione defilata, ad eccezione della sola Mirjana, le cui apparizioni pubbliche sono salite sempre più in primo piano, almeno fino al 18 marzo 2020; mentre nel frattempo la Madonna ha incrementato il lavoro svolto dal 2000 per la formazione dei suoi Apostoli.

 

Altro dato da prendere in considerazione: da quando sono cominciate le apparizioni del 2 di ogni mese, solo a partire dal 2006 la Madonna ha indirizzato la nostra attenzione verso i pastori della Chiesa, per chiedere preghiera, digiuni, rispetto. Come mai solo a partire da questa data e solo attraverso Mirjana?

Mentre scriviamo, dopo poco più di 15 anni dall’inizio di questa trama che la Gospa ha intessuto a favore dei pastori della Chiesa, dobbiamo prendere atto che Lei ci ha avvertiti e ha preparato la risposta per tempo alla tempesta che oggi è sotto gli occhi di tutti, e che ha investito i pastori della Chiesa in un modo inimmaginabile prima.

 

Ma che altri indizi abbiamo dei segreti all’interno dei messaggi?

Il primo messaggio, tra quelli consegnati a Mirjana, in cui la Madonna fa riferimento ai segreti, risale al 14 aprile del 1982, In esso, tra l’altro, la Madonna afferma:

  “Questo secolo in cui vivete è sotto il potere di Satana ma, quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà infranto.”

Successivamente, il primo messaggio, in cui la Madonna citò esplicitamente i segreti, fu quello definito “Appello della Vergine Maria”, del 28 gennaio 1987. La Madonna allora usò un tono molto severo:

“Io, come vostra madre, vi amo e perciò vi ammonisco. Qui ci sono dei segreti, figli miei! Non si sa di che si tratta, ma quando lo si verrà a sapere, sarà tardi! Ritornate alla preghiera! Nulla è più importante di essa. Vorrei che il Signore mi permettesse di chiarirvi almeno in parte i segreti, ma sono già troppe le grazie che vi offre. Pensate a quanto voi offrite a Lui. Quando avete rinunciato l’ultima volta a qualche cosa per il Signore?” (28 gennaio 1987).

 

Dopo questo, non ci sono più messaggi in cui in modo esplicito la Madonna si riferisce direttamente ai segreti. Lo farà in modo indiretto, e non per questo meno efficace. Come, ad esempio, dopo l’apparizione del 18 marzo 1989.

 Così racconta Mirjana a un sacerdote di nome padre Luciano: “La Madonna ha mantenuto anche quest’anno la promessa di apparirmi ad ogni mio compleanno. Pure il giorno 2 di ogni mese, durante il tempo della preghiera, sento la voce della Madonna nel mio cuore e preghiamo regolarmente assieme per gli increduli. L’apparizione del 18 marzo 1989 è durata circa 20 minuti. Durante questo tempo abbiamo pregato un Padre nostro e un Gloria per i fratelli e le sorelle che non hanno l’esperienza del nostro caro Dio (cioè che non lo sentono).

 La Madonna era triste, molto triste. Ancora una volta ci ha supplicato tutti di pregare, di aiutarLa con le nostre preghiere per gli increduli, cioè per quelli, come Lei dice, che non hanno queste grazie di fare l’esperienza di Dio nel loro cuore con una fede viva. Lei dice che non desidera minacciarci ancora una volta. Il suo desiderio come Madre è di prevenirci tutti, di supplicarci perché loro non sanno niente dei segreti... Ha parlato di quanto soffre per questi motivi, perché Lei è la Madre di tutti. Il resto del tempo è passato nella conversazione sui segreti. Alla fine, le ho chiesto di dire l’Ave Maria per Lei, e Lei ha acconsentito” (Alberto Bonifacio, Eco di Medjugorje, nr.62).

 

E questi sono alcuni messaggi consegnati a Mirjana nei quali in modo più o meno esplicito si fa riferimento ai segreti:  

“Amate e non abbiate paura, figli miei, perché nell’amore non c’è timore. Se i vostri cuori sono aperti al Padre e se sono pieni di amore per lui, perché aver paura di quello che accadrà? Hanno paura quelli che non amano perché aspettano il castigo sapendo quanto sono vuoti e duri. Figli miei, io vi invito all’amore verso il caro Padre. Io vi guido verso la vita eterna. La vita eterna è mio Figlio: accettatelo e avrete accettato l’amore!” (18 marzo 1995).

"Cari figli, vi invito di nuovo maternamente: non siate duri di cuore! non chiudete gli occhi sugli ammonimenti che per amore il Padre celeste vi manda. Voi lo amate al di sopra di tutto?” (2 marzo 2013).

“Sarò con voi fino all'incontro con il Padre Celeste. Figli miei, si salveranno solo coloro che con amore e fede camminano verso il Padre Celeste. Non abbiate paura, sono con voi!” (2 ottobre 2013).

“Cari figli, anche in questo tempo difficile l’Amore di Dio mi manda a voi. Figli miei, non abbiate paura, io sono con voi. Con totale fiducia datemi i vostri cuori perché io possa aiutarvi a riconoscere i segni di questi tempi nei quali vivete. Io vi aiuterò a conoscere l’amore di mio Figlio. Io, attraverso di voi, trionferò. Vi ringrazio!". (2 giugno 2007). 

“Cari figli, in questi tempi dei segni di Dio, non abbiate paura perché io sono con voi.” (2 settembre 2007).

Più volte questi messaggi sono accompagnati da una rassicurazione molto eloquente della Vergine Maria a non avere paura: “Non abbiate paura!”, “perché avere paura?”

La stessa insistenza della Madonna sui segni dei tempi[2] può essere inserita tra gli indizi che ci avviciniamo a passi spediti ormai verso la realizzazione dei segreti.

(continua)

 

 Franco Sofia


(Per approfondire: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, ed. MIMEP, 2020)

Qui troverete la I PARTE, TERZO SEGRETO DI FATIMA E MEDJUGORJE:

 https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-i-parte.html

Qui troverete la II PARTE, ECCO PERCHÉ I SEGRETI SONO DETERMINATI DA DIO:

 https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-ii.html

Qui troverete la III PARTE, GLI APOSTOLI DELLA REGINA DELLA PACE E I SEGRETI

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-iii.html

Qui troverete la IV PARTE, LE TRACCE DEI SEGRETI NASCOSTE TRA LE RIGHE DEI MESSAGGI

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-iv.html

 



[1] Si confronti, nel mio libro, anche il capitolo su “Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria”.

[2] Vedi (Ivi) Capitolo Sesto sui “Segni dei tempi”.

venerdì 5 novembre 2021

DITE AL MONDO INTERO CHE A MEDJUGORJE SI RITROVA LA LUCE

 

Incontro dell’Arcivescovo S.E. Mons. Henryk Hoser, Inviato Speciale della Santa Sede per Medjugorje, con i giornalisti. Medjugorje, 5 aprile 2017

***

 

“Voi, cari amici, dovreste essere i portatori della Buona Novella: dite al mondo intero che a Medjugorje si ritrova la luce. Perché abbiamo bisogno di punti di forte luce, in un mondo che sta cadendo nell’oscurità” (Mons. Hoser ai giornalisti).

 


        (Già fin dai primi giorni, durante i quali mons. Hoser era stato mandato dal papa a Medjugorje, era rimasto più che ben impressionato dalla spiritualità e dalla grazia presente a Medjugorje. Qui di seguito le sue parole durante questa conferenza stampa. La seconda parte è costituita dalle domande dei giornalisti)

 


           «Signore e Signori, buongiorno.

           All’inizio devo dare qualche spiegazione e qualche giustificazione. Il quadro della mia missione è stato definito dalla Santa Sede: si tratta, come abbiamo appena sentito, di esaminare lo stato della pastorale dei pellegrini a Medjugorje. Questa è la mia prima visita a Medjugorje: sono arrivato senza conoscere la situazione sul posto, ma sapendo al contempo che si trattava di un luogo di pellegrinaggio a livello internazionale. Mi servo della lingua francese, perché essa è stata per molto tempo, e rimane ancora, una lingua diplomatica.

         Senza dubbio voi attendete di sapere da me le mie impressioni, le mie conclusioni. La prima cosa che vorrei sottolineare è il fatto essenziale che, in passato, Medjugorje non era conosciuta nel mondo. Era una piccola località sperduta da qualche parte tra le montagne, come il nome stesso — Medjugorje — indica. Ora Medjugorje è conosciuta nel mondo intero, e bisogna anche sapere che vi si recano pellegrini provenienti da ottanta paesi del mondo. Dal punto di vista dell’importanza di questo luogo di pellegrinaggio, esso può essere paragonato ad altri posti. Ad esempio, se a Medjugorje vengono due milioni e mezzo di pellegrini all’anno, a Lourdes ne vanno sei milioni, ma Lourdes esiste da più di centocinquanta anni. Medjugorje ha solo trentasei anni d’anzianità. E’ tempo di fare un primo bilancio, una prima valutazione, che è molto importante per lo sviluppo futuro di questo luogo.  

         Allora, perché tanta gente viene qui? Da un lato, chi viene ha senza dubbio sentito parlare di quelle che vengono chiamate “le apparizioni di Medjugorje”, che hanno avuto luogo per la prima volta nel 1981. D’altra parte, coloro che vengono qui scoprono qualcosa di eccezionale. La prima cosa è l’ambiente, l’atmosfera, che è di pace e pacificazione, come pure di pace interiore, di pacificazione del cuore. Essi scoprono pure un grande spazio di spiritualità profonda. Riscoprono, o scoprono per la prima volta nella loro vita, cosa sia il senso del sacro. A Medjugorje essi incontrano sia tempi sacri che spazi sacri. “Sacro” significa riservato in modo particolare alla divinità. 

           Comunemente si dice che Medjugorje è un luogo di culto mariano, ed è vero. Ma, se andiamo in profondità, vediamo che a Medjugorje il culto è essenzialmente cristocentrico, perché ha al centro la celebrazione dell’Eucaristia, la trasmissione della Parola di Dio e l’adorazione del Santissimo Sacramento, durante la quale si scopre che esso è la presenza reale di Gesù Cristo, nella sua divinità ed umanità. Alcuni scoprono la recita del Rosario, che in fondo è una preghiera di meditazione sui misteri della nostra fede. Infine, facendo la Via Crucis, essi entrano nel mistero pasquale, ossia nel mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. Termino questo panorama con un accento più marcato riguardo al Sacramento del Perdono, la Confessione personale e personalizzata. 

           Dal punto di vista religioso, Medjugorje è un terreno molto fertile. In questi anni sono state enumerate seicentodieci vocazioni religiose e sacerdotali d’ispirazione medjugorjana: le più numerose sono in Italia, negli Stati Uniti ed in Germania. Tenendo presente l’attuale crisi di vocazioni, soprattutto in paesi di millenaria cristianità come l’Europa occidentale, questo fatto ci pare qualcosa di nuovo e, a volte, sconvolgente. 

           Considerando il numero di Comunioni distribuite — perché è quella l’unica possibilità di contare i pellegrini, anche se naturalmente con un certo margine d’errore — possiamo dire che, negli anni passati, [dal 1986 al 2016], sono stati distribuiti trentasette milioni di Comunioni. Il numero di pellegrini è però più grande, perché non tutti accedono alla Comunione.  

          Nella valutazione della situazione di Medjugorje, vanno distinti tre ambiti. 

           Il primo ambito è la parrocchia, che esiste da molto tempo. Essa serve i parrocchiani che sono qui, che abitano qui sul posto ed il cui numero, nei dieci anni passati, è aumentato di un migliaio di unità o 1500. Questa parrocchia — che ha la sua storia e che, negli anni trenta del secolo scorso, ha costruito la croce che sovrasta Medjugorje — è stata il terreno in cui è stato accolto l’odierno fenomeno di Medjugorje. In questa storia parrocchiale s’iscrive anche la storia particolare e personale di quelli che vengono chiamati “veggenti”. 

           Un secondo circolo, un secondo ambito, sono i pellegrini, che, come ho appena detto, arrivano anche a 2.500.000 all’anno. Questo numero tende ad aumentare. Evidentemente una sfida enorme per i pastori che servono questo luogo. Tale fenomeno ha inoltre causato l’accrescimento delle attuali strutture, che devono chiaramente rispondere alle necessità dei pellegrini: esse comprendono questa sala, la Cappella dell’Adorazione e lo spazio per la celebrazione di Messe all’aperto. Si tratta, dunque, di alcuni elementi che sono giustamente stati aggiunti in considerazione dell’arrivo dei pellegrini. D’altra parte, abbiamo anche visto lo sviluppo della cittadina stessa: ci sono sempre più alberghi, ristoranti, esercizi commerciali, cosa che mi fa già pensare ad una piccola Lourdes. Non è risaputo il fatto che Lourdes è la seconda città per numero di alberghi in Francia dopo Parigi. Potrebbe essere questo anche il futuro di Medjugorje in rapporto a Sarajevo. Dunque, la popolazione aumenta, e quindi aumenta pure la capacità di accoglienza dei pellegrini.

           Abbiamo però anche un terzo ambito: a Medjugorje si sono insediate delle comunità, delle associazioni, delle opere sociali e caritative che vengono sommariamente stimate in una trentina. Ve ne sono alcune che si sono stabilite qui perché ispirate a Medjugorje o perché hanno qui le proprie radici, ma ve ne sono anche altre che sono venute da altri paesi: che sono cioè state create altrove, ma poi si sono stabilite qui per vivere questa atmosfera e questo fenomeno di Medjugorje.

           Qui evidentemente vi sono anche delle creazioni originali, e vorrei menzionare soprattutto l’opera caritativa creata dai padri francescani: il “Villaggio della Madre”. Vale la pena di visitarlo, se vi interessa, perché è costruito con l’idea di accompagnare le vite delle persone, e in special modo quelle difficili, in tutti i loro stadi: gli orfani, i giovani in difficoltà, le persone dipendenti dalla droga, dall’alcool o da altri condizionamenti dello stesso tipo, i disabili. Anche questa è un’espressione di quella carità attiva intimamente legata alla fede cristiana. Ma vi è anche un’altra opera molto importante, anch’essa creata dai padri francescani, chiamata “Domus Pacis”, ossia una casa per ritiri in silenzio. Si stima che già vi siano passati 1.200 gruppi, per un totale di più di 42.000 partecipanti. Questo genere di ritiri e di seminari trasforma le persone dall’interno.

           Anche i seminari sono un’altra invenzione pastorale della parrocchia di Medjugorje. Sono annuali, ossia vengono tenuti una volta l’anno. Da ventitré anni esiste già un seminario aperto a tutti; da ventuno anni vi è un seminario destinato unicamente ai sacerdoti ed alla loro formazione; da diciassette anni ci sono seminari riservati alle coppie, e da quattro è iniziato un nuovo tipo di seminario, rivolto a medici e paramedici. L’anno scorso è stato inoltre organizzato, per la prima volta, un seminario a favore della vita umana. C’è, infine, anche un seminario per disabili. Questo panorama mostra l’intensità della vita cristiana qui a Medjugorje, che rappresenta in certo modo un modello che potrebbe essere seguito anche altrove.

         L’offerta dei Santuari nel mondo di oggi è di tale portata che Papa Francesco ha trasferito la problematica dei Santuari dalla Congregazione per il Clero alla Congregazione per la Nuova Evangelizzazione. Qui la gente riceve ciò che non ha nel luogo in cui vive. In molti dei nostri paesi di antica cristianità la Confessione individuale non esiste più. In molti paesi non c’è l’Adorazione del Santissimo Sacramento. In molti paesi non si conosce più la Via Crucis ed il Rosario non viene recitato. Nella Bretagna francese, una volta mi è stato detto che l’ultima Via Crucis era stata pregata trenta anni prima. Un tale inaridimento dell’ambito spirituale e del sacro porta, evidentemente, a una crisi di fede generalizzata.

           Qui la gente arriva alla sorgente, sazia la sua sete del sacro, la sua sete di Dio, di preghiera, che viene riscoperta come contatto diretto con Dio. Direi che la gente qui sente la presenza del divino anche per mezzo della Santa Vergine Maria. 

           A Medjugorje viene accentuato il titolo mariano di “Regina della pace”. Direi che questa non è una novità, perché nel mondo intero vi sono chiese dedicate alla Regina della pace. Se però noi guardiamo il contesto mondiale della nostra vita di oggi, vediamo ciò che Papa Francesco definisce “la terza guerra mondiale a pezzi”, ossia in frammenti e sotto le forme più crudeli e che causano più ferite, le più devastanti e distruttrici, ovvero le guerre civili. Voi, che abitate nei Balcani, avete vissuto una guerra civile non molto tempo fa. Io ho vissuto il genocidio in Ruanda. Tutto quello che ora vedete accadere in Siria, nel Vicino Oriente, è la distruzione dei paesi di più antica cristianità, anche facendo ricorso alle armi chimiche: questo è il paesaggio che vediamo oggi dinanzi a noi. Quanti conflitti politici in ciascun paese! Dunque, il ricorso a nostra Signora della Pace è, a mio avviso, essenziale. E qui il ruolo specifico di Medjugorje è estremamente importante.

        Voi, cari amici, dovreste essere i portatori della Buona Novella: dite al mondo intero che a Medjugorje si ritrova la luce. Perché abbiamo bisogno di punti di forte luce, in un mondo che sta cadendo nell’oscurità. Io vi suggerisco, inoltre, di iscrivervi ai seminari che si svolgono qui, non so a quale, per scoprire quello che ancora non conoscete. Grazie!»

 


SECONDA PARTE

 Domande e risposte

 

Danuta Liese, Polonia: «Sarebbe possibile che un sacerdote della Polonia venisse posto stabilmente a servizio dei pellegrini in questa parrocchia? Intendo non solo temporaneamente, come ospite, ma in modo permanente?».

 

«Penso spetti al Provinciale concordare con le Province polacche l’invio di un sacerdote fisso, come già ve ne sono altri qui».

 

Sanja Pehar, Radio MIR Medjugorje: «Eccellenza, per l’esperienza che ha avuto in questi giorni, dove vede Medjugorje all’interno della nuova evangelizzazione, che sappiamo la Chiesa sottolinea oggi così fortemente?».

 

«Io credo che Medjugorje già si trovi nella linea della nuova evangelizzazione, lo provano le cifre che ho appena citato. La dinamica crescente della presenza dei pellegrini qui sta a significare che anche le loro necessità sono in aumento».

 

Ivica Đuzel, HRT: «Ho trovato in rete un dato secondo cui lei avrebbe già parlato con i veggenti. Che impressione le hanno lasciato?».

 

«E’ vero che un contatto con i “veggenti” era iscritto nella mia missione, ma non un incontro molto approfondito, poiché questa è materia di competenza della Commissione dottrinale presieduta dal Card. Ruini. I “veggenti” sono andati in Vaticano appunto per presentare la loro storia, queste esperienze, eccetera. Con i “veggenti” che ho visto, ho avuto l’impressione di un contatto normale, molto diretto. Non dobbiamo dimenticare che non sono più ragazzi e ragazze: alcune di loro sono già nonne! Per approcciarsi al loro ruolo, bisogna anche tener presente che sono immersi in una normale vita familiare e professionale. Devono provvedere alla vita dei loro figli, e sono quindi vicini alle preoccupazioni di tutti noi. Alcuni sono malati, altri cercano di provvedere alla loro vita, eccetera. Hanno quindi, direi, una vita normale e, stando a ciò che dicono, hanno avuto il privilegio di queste “apparizioni”, che hanno interiorizzato. Non è mio compito pronunciarmi sulla veridicità o non veridicità delle “apparizioni”. La Chiesa non si è ancora pronunciata.

 

Ivan Ugrin, Slobodna Dalmacija: «Arcivescovo Hoser, penso che il fatto che lei oggi sia qui con noi sia per noi tutti un grande onore. Una volta, in un messaggio, la Madonna ha detto di essere venuta qui per continuare l’opera iniziata a Fatima…».

 

«Lei può leggere la storia delle apparizioni riconosciute in successione. Potrei citare, ad esempio, quelle di La Salette, avvenute a metà del XVII secolo, o quelle a Rue du Bac; quelle di Lourdes, di Fatima, di Banneux in Belgio, nell’anno della ascesa al potere di Hitler. O anche quelle di Guadalupe nell’America del Sud, in occasione della colonizzazione degli Indiani d’America. Tutte queste apparizioni hanno un denominatore comune, ossia il fatto che la Santa Vergine invita alla conversione, ad abbandonare la vita di peccato. In esse ella mostra anche le sfide di ogni epoca. Vorrei terminare questa risposta citando le apparizioni di Kibeho. Ho vissuto io stesso ventuno anni in Ruanda ed ho partecipato alla Commissione medica sulle apparizioni, cominciate un anno dopo rispetto a quelle di Medjugorje. Là la Santa Vergine aveva già mostrato lo spettro del genocidio, che si sarebbe poi verificato dodici anni dopo. Anche quello era un avvertimento. Il messaggio è simile a quello che viene riferito qui a Medjugorje: un invito alla conversione, alla pace. Le apparizioni di Kibeho sono state riconosciute dalla Chiesa. Io direi perciò che si tratta di due località “sorelle”, sia per contesto storico che per vicinanza temporale, visto che tra le due vi è soltanto un anno di differenza. All’inizio, anche là ci sono stati evidentemente molti dubbi sulla veridicità dei veggenti e sul fatto che potessero anche inventare delle storie: alcuni di loro sono stati poi esclusi dal numero dei veggenti riconosciuti. Perciò vi invito alla pazienza, perché chiaramente più il problema è complesso, più necessita di tempo per giungere a conclusioni davvero valide».

 

Paolo Brosio, Mediaset Mondadori: «Mons. Hoser, io la ringrazio per quello che lei ha detto per questo luogo, che mi ha ridato la vita. Quando ho visto la sua foto sul Podbrdo, sotto la statua della Madonna, sono scoppiato a piangere dalla gioia. Ho cercato di divulgare questo in tutta Italia e, dalle prime sue interviste, ho capito cosa pensava di questo luogo benedetto. Le chiedo: da indiscrezioni trapelate in Italia, si sa che il Card. Ruini, dopo tre anni e mezzo, avrebbe terminato la Commissione Internazionale d’Inchiesta stabilendo la veridicità dei primi anni di queste apparizioni a Medjugorje. Io le chiedo: cosa pensa lei di queste conclusioni e, se lei ha letto il Dossier della Commissione Internazionale d’Inchiesta, cosa ne pensa?».

 

«Purtroppo io non ho letto il materiale di detta Commissione, perché non è stato pubblicato. Può essere che, dopo il mio ritorno in Vaticano, io possa avervi accesso o almeno parlare col Card. Ruini ma, per adesso, non posso dire nulla. La mia missione non consiste soltanto nell’interrogare le persone che lavorano qui, che sono responsabili o meno della situazione, ma anche nel visitare i luoghi di pellegrinaggio. Ed è precisamente questo il motivo per cui ho affrontato il non semplice cammino che porta alla statua della Santa Vergine. Si tratta di un luogo che merita la presenza di tutti, per il fatto stesso che là vi sia una statua della Santa Vergine. Lassù ho incontrato un gruppo di pellegrini polacchi ed ho rivolto loro qualche parola sul culto mariano. La stampa però poi ha cominciato subito a dire che io avevo condotto lassù un gruppo di pellegrini: non è vero».

 

Darko Pavičić, Večernji list: «Reverendissimo Arcivescovo, ogni volta che lei ha parlato degli eventi di Medjugorje ha fatto riferimento ad “apparizioni” e non a “presunte apparizioni”. Lei crede che qui si tratti davvero di apparizioni? Di cosa ha parlato con Ratko Perić, il Vescovo di Mostar, che non ci crede e le contesta? Grazie molte».

 

«Evidentemente io sospendo il mio giudizio, perché non conosco tutti i dettagli e non conosco il gigantesco lavoro fatto dalla Commissione Ruini. Se parlo di “apparizioni”, lo faccio per il semplice motivo che qui si utilizza questa espressione. Io lo dico “tra virgolette” solo che, mentre parlo, le virgolette non si possono vedere. Attendo come voi il verdetto finale di detta Commissione, e soprattutto quello del Papa, che si pronuncerà».

 

Ivan Pavković, Al Jazeera: «Cosa pensa davvero il Papa su Medjugorje: sulle apparizioni e su questi frutti di cui lei parla?».

 

«Come si dice, è una bella domanda! Io però evidentemente non so cosa ne pensi il Papa, lui non me l’ha mai detto. Dunque anche qui bisogna attendere, perché evidentemente il Papa prende in considerazione tutto il materiale riguardante le ricerche ed il lavoro svolto. Io credo, però, che anche il fatto che Medjugorje sia un luogo così importante nella prospettiva della nuova evangelizzazione avrà in qualche modo il suo peso nel giudizio finale. Non ho detto nel giudizio “ultimo”, ma “finale”».

 

Ines Grbić, Laudato TV: «In una dichiarazione da lei fatta nell’imminenza del suo arrivo a Medjugorje, ha detto che qui dovrà svolgere la sua missione in condizioni del tutto diverse ed in modo differente. Mi interesserebbe sapere quali siano queste “condizioni” e quale sia questo “modo”, che sono differenti dal lavoro da lei svolto finora. Lei ha anche detto che queste “apparizioni mariane” sono significativamente differenti dalle precedenti. Cos’è che in esse è specificatamente diverso?».

 

«Lei avrà certamente notato, Signora, la specificità di queste “apparizioni”, che direi hanno un nuovo formato rispetto a quelle del passato. Anzitutto la durata di quelle che vengono chiamale le “apparizioni di Medjugorje”, che già stanno per superare i trentasei anni. I “veggenti” di Medjugorje, per usare un’espressione che cantiamo nel Prefazio della Messa, sono “Sine fine dicentes…”, anche se è vero che, nell’agiografia di certi santi, è presente questo fenomeno, per cui essi hanno avuto apparizioni per tutta la vita. Una seconda specificità è il numero delle apparizioni: c’è chi ha contato circa quarantasettemila apparizioni individuali. Tenendo presente il fatto che ci sono sei veggenti che hanno frequenti apparizioni personali da trentasei anni, forse un tale numero potrebbe essere anche attendibile, non so. Inoltre, si tratta di “apparizioni” non legate al luogo. A Lourdes la Madonna appariva sempre nella grotta, a Fatima sopra un albero. Ma qui, stando ai veggenti, “l’apparizione” segue la persona, per cui ne hanno in casa, in viaggio, o in chiesa, eccetera. Queste sono specificità che fanno difficoltà in rapporto alla pronuncia di un giudizio».

Fonte: http://www.medjugorje.hr/it