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venerdì 16 ottobre 2020

MIRJANA SU CIVITAVECCHIA

 

IL PARERE DI MIRJANA SU CIVITAVECCHIA

 

Messaggio del 2 novembre 2006 a Mirjana
"Cari figli, la mia venuta a voi, figlioli miei, è l'amore di Dio. Dio mi manda ad avvertirvi e a farvi vedere la vera strada. Non chiudete gli occhi davanti alla verità, figlioli miei. Il vostro tempo è breve. Non permettete agli inganni di regnare in voi. La via sulla quale vi voglio portare è la via della pace e dell'amore. Questa è la via che vi porta al mio Figlio, vostro Dio. Datemi i vostri cuori, così che in essi io metta mio Figlio e faccia di voi i miei apostoli. Apostoli di pace e di amore. Vi ringrazio". Al termine la Madonna ha aggiunto: "Non dimenticatevi nelle vostre preghiere dei vostri pastori".

La Madonna era seria, di umore né felice, né triste.

 

 

Il giorno 2 novembre del 2006 mi trovavo a Medjugorje. Nel pomeriggio, Mirjana ha incontrato gli italiani.

Non avendole potute registrare, ho trascritto nei giorni seguenti, così come mi ricordavo, alcune risposte di Mirjana.

La veggente ha fatto all’inizio un discorso generico quello che fa ogni volta che incontra i pellegrini, lasciando poi largo spazio alle domande degli stessi. Ha detto cose importanti che sarebbe stato opportuno ripetere integralmente.

Ad esempio, a proposito di Civitavecchia, alla domanda se la Madonna gliene avesse parlato, Mirjana ha risposto: “Non posso dirlo”. È evidente che se La Madonna non gliene avesse parlato, Mirjana avrebbe detto semplicemente: “No”.

E sempre su questo argomento, alla domanda, se le lacrime della Madonnina riguardano l’Italia, Mirjana ha risposto:

“No. Riguardano il mondo intero. Come le apparizioni di Maria a Medjugorje riguardano tutto il mondo”.

 Una signora ha chiesto perché ogni segreto verrà detto tre giorni prima che si verifichi: “Forse perché la Madonna ci vuol dare il tempo di fuggire?”, si è azzardata a rispondere la stessa signora. Al che Mirjana si è fatta una bella risata ed ha risposto: “Ma puoi forse fuggire da Dio?”.

Più avanti qualcun altro ha chiesto circa la vita della Madonna rivelata a Vicka, se e quando verrà pubblicata. Mirjana ha risposto: “Tanti si aspettano un libro. Si tratta invece di quaderni, come di un diario che verrà reso pubblico contestualmente agli avvenimenti futuri, che – ha aggiunto – spero si realizzino presto”.

Nel corso del discorso iniziale Mirjana ha tenuto a ribadire che ciò che Maria ha iniziato a Fatima lo completerà a Medjugorje. Ha anche detto: “Qualcuno mi ha chiesto com’era oggi la Madonna: era triste o piangeva o era gioiosa. Io posso dire che era decisa (Mirjana ha utilizzato il termine decisiva, ma si capiva che intendeva dire decisa), come a voler dire: Ecco, io vi dico cosa dovete fare. Se voi non volete, io non posso fare più niente”.

 

 Franco Sofia.

mercoledì 14 ottobre 2020

FATEVI PICCOLI, SIATE BAMBINI

 

Alla scuola della Gospa

DOVETE ESSERE PICCOLI


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“Figli miei, siate gioiosi nell’animo, siate puri, siate bambini.” (2 gennaio 2018)

“Cari figli, mio figlio era sorgente di amore e di luce quando, sulla terra, parlava al popolo di tutti i popoli. Apostoli miei, seguite la sua luce. Farlo non è facile: dovete essere piccoli, dovete farvi più piccoli degli altri e, con l’aiuto della fede, riempirvi del suo amore.” (2 gennaio 2017)   

“Apostoli del mio amore, fatevi piccoli!”  (2 maggio 2018)

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Tra gli attributi con i quali la Gospa ha definito i suoi Apostoli, colpisce, per i risvolti a cui conduce, l’invito a diventare piccoli.  Questo invito è inserito nel percorso per arrivare ai cuori puri ed umili, percorso che permette di aprirsi all’Amore. Essendo diventati piccoli, è la fede la condizione per essere riempiti dall’Amore di Gesù.  La Madonna non dice come essere e diventare piccoli. Per far questo occorre sempre risalire al Vangelo e al resto della Parola di Dio nella Sacra Scrittura.

 

È Gesù che afferma in modo perentorio: “Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” (Mt.18,2).  Infatti per entrare nel regno dei cieli occorre passare attraverso una porta stretta, e solo i bambini possono entrare quando la porta è stretta:

“In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno».” (Lc 13, 23-24).

 E come per l’Apostolo della Regina della Pace è indispensabile avere cuori puri ed umili, così è assolutamente indispensabile convertirsi e diventare piccoli come i bambini. Conversione e piccolezza coincidono. D’altra parte, i piccoli autentici possiedono cuori puri ed umili.

Ai piccoli Dio manifesta i tesori della sua Sapienza, manifesta se stesso: “Ti benedico o Padre perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.” (Mt. 11 ,25).

 Gesù mostra una predilezione per i bambini proprio perché sono piccoli, e non solo per l’età, al punto da proporli come esempio della vera grandezza, in riferimento all’autentico spirito di servizio:

“«Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande»” (Lc 9, 46-48)[1].

I veri piccoli da prendere in considerazione secondo il Vangelo sono: Gesù, Maria, Giuseppe e Giovanni Battista. L’elogio della piccolezza Gesù l’ha intessuto parlando di Giovanni il Battista: “In verità vi dico: fra i nati di donna non è sorto nessuno più grande di Giovanni Battista; tuttavia il più piccolo del Regno dei Cieli è più grande di lui.” (Luca 7, 28).

 Quando Gesù afferma che “il più piccolo del Regno dei Cieli è più grande di lui”, cioè di Giovanni Battista, sta parlando di se stesso: chi più di Dio che si fa uomo può essere più piccolo? L’icona della piccolezza è Gesù bambino nella mangiatoia. Ma anche Maria, la più piccola perché la più umile. E, a seguire, Giuseppe, nascosto a tal punto che non si sa quasi niente di lui.

 Quali sono le qualità dell’essere piccolo?[2]

Il piccolo è in balìa totale di Dio. Ma Gesù, che è Dio, è in balìa totale degli uomini. Dipende da essi. Piccolo e umile. Nasce a Bethleem, già profetizzata come piccola[3]; in una stalla e viene deposto in una mangiatoia.

 Concludiamo queste riflessioni con una profezia di san Luigi Maria Grignion de Montfort, il quale, tratteggiando la figura degli Apostoli degli ultimi tempi, sottolinea il fatto che tra le loro caratteristiche c’è quella di essere piccoli:

“Il potere di Maria su tutti i demoni si rivelerà specialmente negli ultimi tempi, quando Satana tenderà insidie al suo calcagno, cioè agli umili schiavi e ai devoti figli che ella susciterà per fargli guerra. Essi saranno piccoli e poveri secondo il mondo, in basso davanti a tutti come il calcagno, calpestati e maltrattati come lo è il calcagno rispetto alle altre membra del corpo; ma in cambio essi saranno ricchi nella grazia di Dio, che Maria comunicherà loro con abbondanza, grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori ad ogni altra creatura per il loro zelo coraggioso e saranno così fortemente sostenuti dall'aiuto divino che con l'umiltà del loro calcagno e in unione a Maria schiacceranno il capo al demonio e faranno trionfare Gesù Cristo”[4].


Franco Sofia



[1] E più avanti sempre nel vangelo di Luca Gesù ripropone lo stesso paragone: “Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.»” (Lc 22, 24-27).

[2] La piccolezza in santa Teresa del Bambino Gesù: “Accettare di lasciarsi plasmare da Dio non implica alcun facile infantilismo. Teresa farà concretamente tutto ciò che è possibile per mostrare realmente il suo amore per Dio e per le sue sorelle, ma in totale gratuità, quella dell’amore. In tutte le situazioni e in tutte le azioni della sua vita, Teresa «applicherà» questa via: Se Dio le domanda qualcosa ed ella sente che ne è incapace, Dio lo farà in lei. Un esempio: amare tutte le sue sorelle come Gesù le ama le è impossibile. Allora unendosi a Lui, è Lui che le amerà in Teresa. «Sì, lo sento quando sono caritatevole, è Gesù solo che agisce in me; più sono unita a Lui, e più amo tutte le sorelle.»” (Manoscritto C, 13 r°)

[3] “E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.” (Mi 5,1).

[4] San Luigi Maria Grignion de Montfort, Trattato, 54.


(Per approfondire: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, Mimep, 2020, Capitolo Ottavo, Maria maestra dei suoi Apostoli)



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“Restare piccolo è riconoscere il proprio nulla, è attendere tutto dal buon Dio, è non inquietarsi a dismisura delle proprie colpe.” 

(Santa Teresa di Gesù Bambino, Storia di un’anima, Manoscritto C) 


lunedì 12 ottobre 2020

L’OPERA SINGOLARE DEGLI APOSTOLI DELLA REGINA DELLA PACE

 


 

“Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona!” (Lc 11,32)

 

 


Gli eventi che Dio prepara con Medjugorje (e con tutto il contorno di apparizioni e fenomeni straordinari che in tutto il mondo l’accompagnano) sono così eccezionali che non si è visto uguale dal tempo di Gesù. Per recuperare immagini da equiparare, occorre andare all’Antico Testamento e incrociarle con quelle del Nuovo Testamento.

 

Fin dall’inizio di queste apparizioni, in filigrana, abbiamo intravisto un disegno dalla potenza biblica. Si parla di una battaglia decisiva per le sorti del Bene e del Male, tra Dio e Satana. Tra i Figli della Luce e i Figli delle Tenebre.

 

Mentre la Chiesa chiede il digiuno di precetto due giorni l’anno (Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo), cioè all’inizio e alla fine della Quaresima, privilegiando questi tempi che esprimono la dimensione comunitaria; la Madonna invece chiede due giorni di digiuno alla settimana, sempre Mercoledì e Venerdì: 96 giorni all’anno circa, con finalità diverse, mirate ad obiettivi ben precisi.

È come se ci trovassimo in una grande Quaresima prolungata, in attesa di eventi pasquali senza precedenti dopo la venuta di Gesù. Così pure mentre alla fine del digiuno di quaranta giorni nel deserto, Gesù sconfigge Satana; alla fine dei 10 segreti – così ci è stato promesso a Medjugorje – il   potere di Satana verrà distrutto.

 

Ci si chiede: quanto dureranno le apparizioni? Qualcuno, anche a Medjugorje, sussurra che potrebbero essere 40 anni. Perché? È come se Dio avesse deciso di lasciare un segno indelebile per le generazioni future. Quaranta anni di apparizioni ricordano tanto i quaranta anni di deserto del popolo di Dio. Siamo dunque agli sgoccioli.

 

Dieci segreti come le Dieci Piaghe d’Egitto, che sanciscono la sconfitta definitiva del faraone Satana? Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria come l’approdo in una Terra Promessa?

 

Le evocazioni bibliche non finiscono.

All’inizio delle apparizioni, sulla collina del Podbrdo viene visto un fuoco che brucia e non si consuma, a somiglianza del fuoco visto da Mosè sul Sinai. La prima volta ad ottobre del 1981: lì vicino c’era solo un poliziotto di guardia, che poi si convertì. Il fuoco fu visto altre volte con testimoni presenti. I testimoni che si trovavano sul luogo, raccontano che, immergendovi una mano, il fuoco non bruciava.

 

I Padri della Chiesa avevano visto nel Roveto Ardente del Sinai una immagine di Maria Vergine. Dio ha parlato attraverso il Roveto Ardente nell’Antico Testamento; mentre nel Nuovo Testamento Dio ha parlato attraverso Maria dandoci suo Figlio, la Sua Parola. Allora Dio inviò Mosè a liberare il suo popolo dalla schiavitù del faraone; quando giunse la pienezza del tempo inviò suo Figlio; oggi invia Maria per liberare il suo popolo da Satana. Anche adesso, non c’è dubbio, Dio parla attraverso Maria.

 

E ancora. Il Signore inviò Giona a predicare la conversione di Ninive per 40 giorni. Nel nostro tempo invia Maria a predicare per 40 anni. “Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona!” (Lc 11,32), adesso infatti non c’è di mezzo la salvezza di una città, ma quella del mondo intero.

 

(Estratto da: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, Mimep, 2020, Capitolo Primo)

 






SONO UNO DEI POLIZIOTTI CHE L’HA INTERROGATA NEL 1981

 


 “È stata la sua mancanza di paura a convincermi che stava dicendo la verità”.

Dal diario di Mirjana

 


Qualche anno fa un uomo si presentò alla mia porta. Aveva un aspetto vagamente familiare, ma lì per lì non lo riconobbi. Sembrava riluttante a parlare e cercava di evitare il mio sguardo.

“Posso aiutarla?”, chiesi.

“La prego, mi perdoni”.

“Per cosa?”.

“Sono uno dei poliziotti che l’hanno interrogata, nel 1981. Sono davvero mortificato per quello che le abbiamo fatto passare”.

Non era la prima volta che qualcuno si scusava in quel modo con me, ma non riuscivo mai a ricordare i singoli episodi per i quali le persone si sentivano in colpa. Da tempo avevo perdonato e dimenticato. Avevo pregato per i miei persecutori anche mentre mi riservavano i peggiori trattamenti, come quando alzavano i manganelli per colpirmi o proferivano bestemmie terribili contro la Madonna.

“Stai tranquillo”, gli dissi. “È stato tanto tempo fa”. Sembrò sollevato.

“Ho qualcosa per lei”, disse, porgendomi una cassetta da registratore. Ho conservato la registrazione di quell’interrogatorio per tutti questi anni. Pensavo che avrebbe voluto risentirla”.

Ad ogni interrogatorio c’era stato un registratore sul tavolo. Ricordo il “clic” del pulsante “registra” che segnava l’inizio di ogni sessione. Non ebbi mai l’occasione né il desiderio di ascoltare quelle registrazioni. Temevo che se l’avessi fatto avrei riesumato ricordi negativi. Tuttavia ero curiosa.

“Entri”, dissi, e ci sedemmo nel salotto.  

Inserì la cassetta nel registratore. “All’inizio credevo che lei stesse mentendo; ma dopo averla interrogata, avrei voluto solo stringerle la mano. Allora, davanti ai miei colleghi, non potevo, ma adesso sì, ed ecco perché.  

Spinse il tasto “play” e un ricordo del passato ritornò alla luce, tra i suoni “gracchianti” del registratore.

Interrogatore: Stai ingannando la gente.

Io: Io non sto ingannando nessuno.

Interrogatore: Ma non vedi che è una storia assurda?

Io: Sto dicendo la verità. Solo questo so fare.

Risentire al registratore la mia voce da ragazza fu un’esperienza surreale. Inoltre facevo fatica a credere che l’altra voce – così intrisa di superbia e di rabbia – fosse quella dell’uomo gentile che era seduto davanti a me. La registrazione continuava così:

Interrogatore: Te lo chiedo un’altra volta: cos’hai visto sulla collina?

Io: Ho visto la Madonna.

Interrogatore: Tu ha visto una merda!

Io: No, quella la sto guardando ora.

Rimasi sorpresa dall’audacia che avevo dimostrato in quel frangente. Sarebbe stato diverso se mi avessero interrogata prima che iniziassi a vedere la Madonna. La paura avrebbe la meglio, e non avrei mai osato sfidare un poliziotto o qualsiasi adulto. Ma dal 24 giugno in poi, non ho avuto più la timidezza che mi aveva contraddistinto per tutta l’infanzia.

L’uomo arrestò la registrazione e disse: “È stata la sua mancanza di paura a convincermi che stava dicendo la verità”.

(Mirjana Soldo, Il mio Cuore trionferà, Editore Matica hrvatska, Čitluk, pp. 93-95)

(Trascrizione Franco Sofia)

 

sabato 10 ottobre 2020

MEDJUGORJE: GLI STRAORDINARI INTRECCI DELLA GRAZIA NELLA STORIA DI UN TERRORISTA DELL'IRA

 

"Questo è il Dio che ho incontrato attraverso la Madonna qui a Medjugorje". 

Le sorprendenti e romanzesche coincidenze che la grazia ha creato nella vita di un ex terrorista dell'IRA, organizzazione clandestina e terroristica dell'Irlanda del Nord, grazie alla Madonna di Medjugorje.

La testimonianza è stata data il 3 agosto 2010 durante il Festival dei Giovani.




Shalom! Buongiorno a tutti!

Il mio nome è Marc Lenagham. Vengo dall’Irlanda, da Belfast. È un privilegio per me essere venuto qui, per condividere con voi una parte della mia storia. Voglio ringraziare la Madonna perché mi ha guidato verso il suo Figlio Gesù.

 

La mia storia è iniziata quando ero un bambino piccolo, nell’Irlanda del Nord. La mia famiglia era una famiglia cattolica praticante. Siamo andati sempre alla Messa la domenica. Ma verso la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, nell’Irlanda del Nord è sorto un movimento per i diritti umani. Molti cattolici cercavano i loro diritti umani: di poter lavorare, di poter votare, di avere una casa. La mia famiglia ha vissuto in una zona piuttosto protestante, non-cattolica. E quando nell’Irlanda del Nord è iniziata la guerra, la mia famiglia era molto ferita, perché siamo stati attaccati dalle bande protestanti. Loro temevano che i cattolici si sarebbero impossessati di quel territorio dell’Irlanda che apparteneva all’Inghilterra.

 

All’inizio degli ’70 la nostra casa è stata attaccata da un gruppo di barboni che hanno buttato una bomba. Non è successo nulla di grave, ma eravamo tanto impauriti. Un po’ dopo, un gruppo di persone sono entrate a casa nostra e ci hanno cacciato fuori. Abbiamo perso tutto. Abbiamo perso la nostra proprietà, tutto ciò che ci apparteneva, tutto ciò che possedevamo, e siamo diventati profughi. Ero un ragazzo giovane, e questo ha avuto tanto influsso su di me. E ho cominciato a sentire gli inglesi come nemici. Centinaia di altri ragazzi come me erano pieni di amarezza; eravamo pieni di rabbia per tutto ciò che stava succedendo. Come giovane adolescente ho deciso di lottare contro gli inglesi e come adolescente ho cominciato a fare parte dell’IRA, dell’esercito repubblicano irlandese. Questa organizzazione ritiene che gli inglesi comprendo solo la violenza.

 

Ero amareggiato, arrabbiato per tutto quello che hanno fatto. Ho cominciato a leggere la storia irlandese, e ho visto che lo stesso modello di comportamento inglese si ripeteva nei secoli. Ho cominciato a far parte dell’IRA, questo esercito irlandese repubblicano, e facevo parte della loro polizia. Noi che eravamo giovani facevamo controlli come poliziotti: era un atteggiamento abbastanza brutale. La polizia inglese non era accettata dal popolo, e allora la nostra polizia svolgeva il loro ruolo. Invece di lottare attraverso avvocati e tribunali, noi abbiamo lottato con la gente direttamente: la nostra giustizia consisteva nello sparare sugli uomini e nel picchiarli. Era tutto abbastanza brutale, violento. Chiunque commettesse un qualsiasi atto criminale veniva trattato dalla nostra polizia così. Ma con tutto ciò non ero contento. Volevo far parte dell’altro ramo di questa organizzazione: quel ramo che possedeva le armi e le bombe. Allora ho fatto la richiesta di far parte del ramo degli adulti di questa organizzazione che lottavano seriamente contro l’esercito inglese. Mi hanno detto che se lo volevo veramente dovevo stare molto attento e dovevo essere certo di ciò che volevo fare, perché mi sarei potuto trovare in diverse situazioni, come morte, ferimenti gravi oppure la vita in prigione. Io ho risposto: “Si, sono pronto ad accettare tutte queste realtà”.

 

Sono andato in un campeggio dove facevano allenamento i militari, lì mi hanno allenato a fare il cecchino. Ci hanno insegnato ad usare vari tipi di armi. E quando erano soddisfatti della nostra preparazione, ci mandavano indietro a Belfast per lottare con l’esercito inglese. Nel mio gruppo eravamo dieci tra uomini e donne; possedevamo armi pesanti: pistole, bombe, mitragliatrici, bombe pesanti. Per  mesi stavamo nascosti aspettando l’esercito inglese. Era un periodo molto stressante: per l’IRA abbiamo fatto molti sacrifici, abbiamo addirittura digiunato, abbiamo perso tante notti per la nostra causa. Ci succedeva di spendere anche dieci giorni nel preparare un’operazione dell’organizzazione dell’IRA.

 

E un giorno qualcosa cominciò ad andar male. Mi stavi preparando a sparare ad un gruppo di soldati. Ho messo le cartucce al posto giusto, e ho sparato tre cartucce su un gruppo di militari. Ci hanno insegnato che se volevamo sparare a qualcuno sulla testa, dovevamo rendere di mira il petto. Ho sparato tre cartucce, ma ho sbagliato! Ho sparato, non a un militare, ma a un civile. Con i miei colleghi abbiamo cercato di scappare, ma abbiamo incontrato un gruppo di soldati inglesi. Un soldato ha testimoniato che voleva spararmi addosso, ma in quel momento la motocicletta, sulla quale stavamo, ha fatto un incidente, non si muoveva più. Mi hanno preso e mi hanno giudicato per cinque tentativi di omicidio.

 

A questo punto devo parlare di mia madre. La mia povera madre era una donna molto coraggiosa. Lei intuiva che stava per succedere qualcosa di molto grave, ma non riuscì a fermarmi. Allora mia madre si è rivolta alla Madonna, (questo me lo ha detto tanti anni dopo), dicendoLe: “Madonna mia, io non posso aiutare mio figlio: lo lascio a te”. Mia madre metteva le immagini della Madonna e i rosari nelle mie tasche. Metteva le immagini sacre sotto il mio letto. Nelle mie tasche trovavo i rosari: era mia madre a metterli.

Sono andato a finire in prigione. Ero ancora un militare consacrato all’esercito irlandese. Ho vissuto una vita doppia. Andavo all’università e studiavo la lingua russa, e quando mi hanno arrestato, mi mancavano gli ultimi tre mesi per finire gli esami dell’università.

 

Tutta la mia vita è rimasta distrutta in quel momento. Sono andato in prigione, condannato a 12 anni. Davo la colpa alla Chiesa cattolica. Consideravo la Chiesa cattolica una parte del sistema: il nemico. Avevo smesso di andare a Messa. Consideravo la Chiesa una parte del sistema inglese. Ma un giorno un certo prete è venuto in prigione: il suo nome è Paddy Kelly. Lui mi ha detto che aveva visitato un luogo che si chiama Medjugorje. Nella stanza si sono radunati 50 prigionieri dell’IRA, di questa organizzazione, e, domenica, questo prete è venuto per celebrare la Messa. Ma noi non l’abbiamo ascoltato. Ci scambiavamo l’un l’altro le sigarette, i messaggi segreti, e abbiamo lasciato che il prete facesse le cose sue.

Quel giorno padre Paddy ci ha provocati: ci ha letto un brano del profeta Isaia: “Se i tuoi peccati fossero rossi, li farò diventare bianchi come la neve” (Isaia 1,18). E ci ha detto che a Medjugorje la Madonna appare a 6 veggenti e che ha un messaggio per noi in quella prigione, in quella stanza: “Questo è il tempo della grazia e della misericordia”. Quel messaggio non mi è piaciuto per niente. Dopo la Messa mi sono avvicinato al sacerdote e gli ho detto: “Padre, non mi piace per niente questo messaggio. Lei non può capire”. E lui ha risposto: “Ma vuoi spiegarmi qualcosa? Cosa vuoi dirmi?”. E allora ho detto a me stesso: “Adesso io converto questo prete. Voglio convertire questo prete per farlo partecipare alla guerra”. Ma padre Paddy aveva un’altra idea, e mi ha detto “Se ritorno la settimana prossima in questa prigione, possiamo parlare di questo argomento?”. Io ho risposto: “Si va bene, padre, lo faremo”. E così, una settimana dopo l’altra, padre Paddy veniva nella prigione. Mi ha portato un libro di Medjugorje, dicendomi: “Vuoi leggere questo libro?”. Ho risposto: “Si va bene”.

E man mano che le settimane passavano, questo libro di Medjugorje, quest’opera di Medjugorje, mi interessava sempre di più. Qualcosa stava succedendo. Io non comprendevo che cosa era la grazia, non comprendevo cosa era la misericordia, la bontà di Dio: ma qualcosa stava succedendo. All’improvviso mi sono trovato a Messa ad ascoltare veramente. Di nascosto nella mia cella portavo il foglietto delle letture domenicali. E così mi sono trovato nella situazione di leggere la Sacra Scrittura. Prima per me era una cosa senza significato: erano favole, storie per me.

E all’improvviso hanno cominciato a colorarsi, come se queste storie fossero diventate tridimensionali, personali; e ho visto me stesso nella storia. L’uomo paralizzato nel Vangelo che era stato trasportato vicino a Gesù attraverso il tetto, quel paralitico ero io: ero paralizzato dai peccati, dalle tenebre; e sentivo le sue parole, le parole di Gesù, il quale diceva: “Alzati, i tuoi peccati sono perdonati”. Ho letto la storia di Lazzaro, morto nella sua tomba, e io ero quel cadavere. La mia tomba erano i miei peccati, e ho sentito le parole di Gesù che mi diceva: “Esci!”. E ho meditato la morte di Gesù sulla croce. Ho visto Gesù sulla croce, ferito, distrutto; come sudava sangue, e ho compreso che io sono quel soldato sotto la croce, con le armi, quel soldato che ha trafitto il cuore di Gesù: questo soldato ero io. Ma le parole di Gesù, nella Sacra Scrittura, dicono: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. E appena io cominciavo a leggere la Sacra Scrittura, questa diventava per me parola di vita: “Io sono la via, la verità e la vita”, “Io sono venuto perché abbiate la vita in pienezza”; “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna… non vada mai perduto”. E durante le settimane successive, mesi successivi, il mio viaggio ha preso un’altra strada.

Dio ha svegliato qualcosa dentro di me, molto profondamente. Dio mi ha provocato, mi chiamava a cambiare. La Madonna mi chiedeva, mi cercava, voleva la mia conversione. La Madonna mi cercava perché andassi a confessarmi.

 

E una domenica il prete è venuto nella prigione. Io avevo la possibilità di andare a una riunione dell’IRA oppure di andare a confessarmi. Ho fatto la scelta: ho deciso di andarmi a confessare. Lode al Signore!

Sono andato a confessarmi, e mi sono liberato da tutti quei lunghi anni di tenebre. Ho sentito qualcosa di strano che non avevo mai sentito prima: ho sentito la gioia, la pace. E durante le settimane e mesi successivi ho cominciato a pregare di più. Ho scoperto il Rosario. Ho letto le apparizioni di Lourdes e Fatima. Ho letto vite dei santi. Ho letto la vita di Padre Pio. E questo mi ha ispirato: la vita di questi uomini mi ha ispirato, mi ha stimolato, erano i veri vincitori. Noi credevamo di essere vincitori, ma non lo eravamo. Ed era una esperienza talmente profonda, che sentivo di doverlo condividere con gli altri nella prigione. Ho cercato di trasmettere questa mia esperienza ad alcuni prigionieri, e alcuni mi hanno risposto con il loro “Si”.

Ho lasciato la prigione dopo aver trascorso lì 12 anni di condanna. Ho cominciato a capire qual era la volontà di Dio per me, il progetto di Dio per me. Mi sembrava che Dio mi dicesse di lavorare con i giovani nelle scuole. E così sono diventato maestro di catechismo nelle scuole.

 

Quando sono venuto a Medjugorje per la prima volta, mi sembrava di morire e di andare direttamente in cielo. Qui vedi queste facce degli uomini: gli uomini sembrano risorti. Un giorno qualcuno mi ha detto: “C’è una persona che vuol parlare con te”. Era qui, vicino alla chiesa di san Giacomo.   Ho incontrato quell’uomo che mi ha detto di essere un militare inglese, quel militare inglese che si trovava a Belfast nello stesso tempo in cui io ero militare dell’IRA; era nella stessa zona in cui lottavo io. E anche lui ha avuto la stessa esperienza di conversione. Io, l’ex militare dell’IRA; e lui, l’ex militare dell’esercito inglese. Eravamo insieme a fianco alla chiesa di san Giacomo: ci siamo abbracciati e ci siamo riconciliati, qui accanto alla chiesa di Medjugorje. Nulla è impossibile a Dio! Amen!

 

Ho incontrato anche l’uomo che aveva attaccato la nostra casa, lui era nel gruppo dei protestanti che hanno distrutto la mia casa. Ho sentito la sua testimonianza e la sua storia. Lui e io lavoravamo insieme. Abbiamo parlato della pace, abbiamo parlato del perdono, di Gesù. Dio ha un senso strano del gioco.

La scuola dove io insegno è a fianco della prigione, circa a un centinaio di metri dalla cella della mia prigione. E dalla mia classe posso vedere la cella dove ho trascorso 12 anni. E mi ricordo che quando mi trovavo in prigione sentivo le voci dei bambini che giocavano; e adesso capisco che dieci anni dopo, con la grazia di Dio, io sono con questi ragazzi le cui voci ascoltavo dalla prigione. Adesso a questi bambini insegno il catechismo. Lode a Dio!

Sono tanti anni che lavoro come maestro di catechismo e cerco di portare ai ragazzi un po’ della mia esperienza di Medjugorje, della Madonna. Voglio trasmettere questo ai ragazzi nella scuola. Dico ai ragazzi che Dio li ama, che loro sono figli e figlie di Dio Onnipotente. Sono la pupilla degli occhi di Dio: Gesù li ama immensamente. Lui è il dio delle promesse, della benedizione, Dio dell’amore.

Questo è il Dio che io ho incontrato attraverso la Madonna qui a Medjugorje.

Desidero concludere con una breve preghiera. Spero che possiate questa preghiera quando tornate a casa. Sono cinque parole. Quando ritornate alle vostre case, nei momenti difficili, quando vi allontanate da Dio, quando vivrete nel peccato, quando vi troverete nell’insuccesso, nelle paure, pronunciate queste cinque parole di questa bellissima preghiera: “Signore, io oggi comincio daccapo”. Dio vi benedica. Grazie a Gesù! Grazie a Maria!

 

 (Trascrizione Franco Sofia).

 

Apostoli miti ed umil

 



Alla scuola della Gospa

APOSTOLI DAL CUORE MITE E UMILE

            “Imparate da me che sono mite e umile di cuore” (Mt 11, 29).

 

Dobri Dobrev,il Santo di Baylovo (Bulgaria)


Studiando i messaggi si ha la sensazione netta che la Gospa abbia fatto di tutto per condurre i suoi Apostoli ad assomigliare a suo figlio Gesù.

Abbiamo già visto nelle riflessioni precedenti apparire più volte la mitezza. Non è da confondere con una qualità del carattere umano. La mitezza è un altro dono fondamentale che si riceve o che si recupera attraverso la purificazione del cuore, ma che poi va coltivato, facendolo fruttificare: i frutti dello Spirito di cui si parlava sopra.

“Purificatevi e accettate la mitezza e l'umiltà. Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza, ma ha scelto la mitezza, l'umiltà e l'amore. Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani, affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo.” (2 luglio 2007). 

Questo del 2 luglio 2007 è il messaggio per eccellenza sulla mitezza. La Madonna, nei messaggi dati a Mirjana, ha utilizzato sette volte il termine mitezza. Se può interessare, nel resto dei messaggi dati a Medjugorje fin dall’inizio, questo termine non viene mai utilizzato. Nel messaggio del 2 luglio 2007, mitezza è accostata per due volte ad umiltà, e una volta insieme ad umiltà e amore.  Negli altri tre, due volte è accostato alla bontà (2 settembre 2008; 2 dicembre 2010); una volta è presentato come una caratteristica di Maria, come Madre, nel momento in cui si china sulle nostre sofferenze (“vi parlerò con mitezza materna”, 2 maggio 2015). L’ultima volta, in cui troviamo l’uso del termine mitezza in ordine di tempo, è nel messaggio del 2 aprile 2018. Qui sono accostate sei qualità interessanti dell’Apostolo: “umiltà decisa e bontà”, “disponibilità a servire gli altri”, “mitezza, tenerezza e amore verso mio Figlio come anche verso i vostri fratelli e sorelle”[1].

La mitezza, insieme alla bontà, è il dono che aiuta a chinarsi sulle sofferenze degli altri. Non per niente tutt’e due fanno parte dell’elenco dei frutti dello Spirito enumerati da san Paolo in Galati 5, 22.

“Se c’è il dolore negli occhi del vostro fratello allontanatelo con la vostra mitezza e bontà, perché senza amore siete persi.” (2 settembre 2008).  

Anche nel famoso brano evangelico in cui Gesù parla del suo Cuore come “mite e umile”, è evidente come la mitezza viene incontro alle sofferenze dell’uomo (“voi che siete stanchi e oppressi”):

“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero.” (Mt 11, 28-30).

Gesù qui lascia intendere che mitezza e umiltà sono doti del cuore che aiutano a portare le croci proprie e quelle degli altri. La mitezza è un attributo dell’Agnello di Dio che porta i peccati del mondo. È il modo in cui Gesù ha affrontato tutta la sua passione. Il suo ingresso a Gerusalemme su un’asina[2], rimanda al profeta Zaccaria (9,9): “Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma” (Mt 21,5).  La mitezza, anche nel momento più crudele e duro, ha indotto il Cuore di Cristo a scusare i suoi crocifissori davanti al Padre “perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34). Perciò si può dire che la mitezza è il dono che inclina ad essere favorevole al perdono, e anzi a non far attendere il perdono: “non tramonti il sole sopra la vostra ira” (Ef 4,26).

 Mentre nel messaggio del 2 aprile 2018, mitezza, umiltà e bontà inclinano al servizio e all’amore di Gesù e del prossimo. È a causa della mitezza, bontà e amore del Cuore di Cristo che Maria viene nelle sue apparizioni ad aiutare l’umanità:

             “Cari figli, oggi qui con voi prego affinché troviate la forza di aprire i vostri cuori e di conoscere così l’enorme Amore del Dio sofferente. Per questo Suo amore, bontà e mitezza io sono con voi. Vi invito affinché questo tempo particolare di preparazione sia tempo di preghiera, penitenza e conversione. Figli miei, avete bisogno di Dio. Non potete andare avanti senza mio Figlio. Quando comprenderete e accetterete questo, si realizzerà ciò che vi è promesso. Per mezzo dello Spirito Santo nascerà nei vostri cuori il Regno dei Cieli. Io vi conduco a questo. Vi ringrazio.” (2 Dicembre 2010).

            Così Maria si china con mitezza materna sulle nostre sofferenze:

“Figli miei, io vi conosco: conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché le ho vissute. Gioisco con voi nelle vostre gioie. Piango con voi nei vostri dolori. Non vi abbandonerò mai. Vi parlerò sempre con mitezza materna e, come Madre, ho bisogno dei vostri cuori aperti, affinché con la sapienza e la semplicità diffondiate l’amore di mio Figlio.” (2 maggio 2015).

Franco Sofia


 

(Per approfondire: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, Mimep, 2020, Capitolo Ottavo, Maria maestra dei suoi Apostoli)

_________________

 Qui troverete le prime parti di questa riflessione:

 Le strade verso la purificazione:

http://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2020/09/le-strade-verso-la-purificazione-come.html

Cuori puri ed umili:

http://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2020/09/cuori-puri-e-umili.html

Ecco la purificazione che ci attende:

http://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2020/09/ecco-la-purificazione-che-ci-attende.html

Le strade verso la purificazione:

http://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2020/10/le-strade-verso-la-purificazione-ii.html

Solo i cuori puri e umili si aprono all’Amore di Dio:

http://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2020/10/solo-i-cuori-puri-e-umili-si-aprono.html



[1] Ecco il messaggio per intero: “Cari figli, per mezzo del grande amore del Padre Celeste, sono con voi come vostra Madre e voi siete con me come miei figli, come Apostoli del mio amore che senza sosta raduno attorno a me. Figli miei, voi siete quelli che, con la preghiera, dovete abbandonarvi totalmente a mio Figlio, affinché non siate più voi a vivere, ma mio Figlio in voi; in modo che tutti quelli che non lo conoscono, lo vedano in voi e desiderino conoscerlo. Pregate che vedano in voi umiltà decisa e bontà, disponibilità a servire gli altri; che vedano che voi vivete col cuore la vostra vocazione nel mondo, in comunione con mio Figlio. Che vedano in voi mitezza, tenerezza ed amore verso mio Figlio, come anche verso i vostri fratelli e sorelle. Apostoli del mio amore, dovete pregare molto e purificare i vostri cuori, in modo che siate voi i primi a camminare sulla via di mio Figlio; in modo che siate voi i giusti uniti dalla giustizia di mio Figlio. Figli miei, come miei Apostoli dovete essere uniti nella comunione che scaturisce da mio Figlio, affinché i miei figli, che non conoscono mio Figlio, riconoscano una comunione d’amore e desiderino camminare sulla via della Vita, sulla via dell’unità con mio Figlio.” (2 aprile 2018).

[2] “L’autoritratto di Gesù si ripresenta nell’evento messianico dell’ingresso a Gerusalemme ove si rimanda al profeta Zaccaria (9,9): «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma» (Mt 21,5).  In questo passo divenuto celebre il Messia è tratteggiato dal profeta non come un guerriero vittorioso né come un condottiero regale lanciato alla conquista, bensì come il Servo obbediente a Dio e misericordioso verso gli uomini. Cristo non assume, dunque, le vesti di un dominatore e neppure quelle di un sacerdote aristocratico e glorioso, né il suo è il profilo di un profeta incendiario.” (Gianfranco Ravasi, Le prediche di Spoleto/4. Mitezza, la forza della ragione, Avvenire, sabato 4 luglio 2015, www.avvenire.it).


                                                          ___________________-

"Figli miei, siete scelti perché nel vostro tempo una grande grazia  di Dio è scesa sulla terra. Non esitate, accoglietela." 

Messaggio a Mirjana del 2 aprile 2008

 



giovedì 8 ottobre 2020

LA MADONNA INSEGNA A NON AVERE PAURA (II PARTE)

 

Alla scuola della Gospa

LA MADONNA INSEGNA A NON AVERE PAURA (II PARTE)

 



I segreti sono la strada attraverso cui deve passare l'umanità per giungere al Trionfo del Cuore Immacolato di Maria e al tempo di pace tanto sospirato. Ci saranno i segreti, ed è quello che "accadrà". Nel frattempo viviamo in un tempo di prove e sappiamo che ne arriveranno delle altre, ma la Regina della Pace ci ha insegnato come affrontare tutto questo senza paura.

Sarà per questo che la Madonna nei suoi messaggi ha martellato con l’espressione “non abbiate paura”.

Essa significativamente appare per 29 volte nei messaggi a Mirjana per i suoi Apostoli; mentre altre 10 volte solo il termine paura. Mentre nel resto dei messaggi l’espressione “non abbiate paura” appare 10 volte; e la sola parola “paura”, 7 volte.

Penso che si debba riflettere ancora di più sulla ricorrenza che c’è nei messaggi a Mirjana, se si pensa che questo uso massiccio ha inizio nel 2007. Anche in questo modo la Gospa ha preparato i suoi Apostoli al tempo dei segreti. Infatti risulta ancora più strano quando scopriamo che nel resto dei messaggi questa espressione è presente soprattutto nei primi 10 anni di apparizioni.

Perché dunque, secondo gli insegnamenti della Gospa ai suoi Apostoli, non dobbiamo avere paura? Come superare la paura?

Fondamentalmente il motivo principale è la certezza che Lei è con noi e sarà con noi.

Ecco due esempi: Non abbiate paura, sono con voi! (2 ottobre 2013); “Non abbiate paura, io sono qui. Non siete soli.” (2 settembre 2013); “in questi tempi dei segni di Dio, non abbiate paura perché io sono con voi.” (2 settembre 2007).

[Confrontare anche: 18 Marzo 2002, 2 giugno 2007, 2 settembre 2007, 2 maggio 2008] 

E che questo è dovuto all’Amore del Padre e all’Amore di Gesù.

 

Quindi non dobbiamo avere paura:

 Anche se:

Anche se il tempo che stiamo vivendo è difficile, non dobbiamo avere paura lo stesso sapendo che l’Amore di Dio ha già provveduto a mandarla da noi (2 giugno 2007).

Anche se la strada verso Gesù può essere difficile e dolorosa, perché Lei sarà con noi e le sue mani “ci sosterranno fino alla fine, fino alla gioia eterna” (2 maggio 2008)

Se: 

 Se apriamo il cuore e lo offriamo a Lei, (18 Marzo 2002), (2 settembre 2007), (2 maggio 2008). 

Se accogliamo l’Amore di Gesù, aprendogli il cuore, (2 febbraio 2008), (18 marzo 2013).

Se in questi tempi di tenebra, di inquietudine e di rinuncia, cerchiamo il volto di Gesù (18 marzo 2020).

Se portiamo la luce di Gesù, così squarceremo la tenebra (18 marzo 2020).

Se rifiutiamo tutto ciò che ci allontana dalla Parola di Dio e aneliamo a ciò che ci avvicina (2 settembre 2013).

 Sapendo che nessuna creatura che appartiene a Dio, andrà perduta per sempre, ma vivrà in eterno (18 marzo 2018).

Sapendo che la preghiera salva noi e il mondo, non dobbiamo avere paura di cambiare noi stessi e il mondo, diffondendo l’Amore di Gesù (2 aprile 2017) .

Sapendo che Gesù ascolta sua Madre, e quindi non dobbiamo perdere la speranza (2 marzo 2015).

Sapendo che non siamo soli quando diamo le nostre mani a lei e ci lasciamo guidare. (2 aprile 2012).

Quando: 

Quando Gesù è con noi e gli offriamo le nostre anime, (2 febbraio 2019).

 Quando permettiamo a Gesù di essere con noi e di servirsi di noi. (2 dicembre 2016)

Quando ci amiamo gli uni gli altri (2 gennaio 2020) 

Quando difendiamo la Verità, sapendo che essa è eterna e non cambia mai; e che chi opera nella luce dell’Amore misericordioso e della Verità è “sempre aiutato dal Cielo e non è mai solo” (2 febbraio 2019)

Perché 

 Perché Gesù, ci ha dimostrato il suo Amore con la Croce e ci ha dato la possibilità che tutto ci sia perdonato (18 marzo 2013).

Perché immenso è l’Amore della nostra Mamma 2 gennaio 2013

 

  ***

Questi che seguono sono degli estratti dai messaggi a Mirjana, non si tratta dei messaggi per intero. Sarebbe bene leggere questi messaggi per intero per sentire in essi il calore materno della Gospa, cosa più importante di ogni semplificazione.

 

“Cari figli! Come Madre vi prego, aprite il vostro cuore, offritelo a me e non abbiate paura di nulla. Io sarò con voi e vi insegnerò come mettere Gesù al primo posto.” (18 Marzo 2002).

«Cari figli, anche in questo tempo difficile l’Amore di Dio mi manda a voi. Figli miei, non abbiate paura, io sono con voi. Con totale fiducia datemi i vostri cuori perché io possa aiutarvi a riconoscere i segni di questi tempi nei quali vivete. Io vi aiuterò a conoscere l’amore di mio Figlio. Io, attraverso di voi, trionferò. Vi ringrazio!» (2 giugno 2007). 

“Cari figli, io sono con voi! Come Madre vi raduno perché desidero cancellare dai vostri cuori ciò che ora vedo. Accogliete l'amore di mio Figlio e cancellate dal cuore la paura, il dolore, la sofferenza e la delusione. Vi ho scelto in modo speciale perché siate la luce dell'amore di mio Figlio. Vi ringrazio!” (2 febbraio 2008).

 Voi, figli miei, Apostoli del mio amore, di cosa avete paura quando mio Figlio è con voi? Offritegli le vostre anime affinché Egli possa dimorare in esse, e possa fare di voi strumenti della fede e strumenti dell’amore. (2 febbraio 2019).

Come Madre vi dico incamminatevi con me, amatevi gli uni gli altri, testimoniate. Non abbiate paura, con il vostro esempio, di difendere la Verità, la Parola di Dio che è eterna e non cambia mai. Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e nella Verità è sempre aiutato dal Cielo e non è mai solo. (2 febbraio 2019).

Perciò, figli miei, amatevi gli uni gli altri, siate uniti mediante mio Figlio, siate figli di Dio che tutti insieme con cuore colmo, aperto e puro, dicono il Padre nostro. E non abbiate paura! (2 gennaio 2020) 

Portate la luce di mio Figlio e squarciate la tenebra che sempre più vuole afferrarvi. Non abbiate paura: per la grazia e l’amore di mio Figlio, io sono con voi! […] Figli miei, nei momenti di inquietudine e di rinuncia cercate soltanto il volto di mio Figlio. Vivete soltanto le Sue parole e non abbiate paura. (18 marzo 2020)

Di’ a tutte le donne che hanno paura di avere figli che più figli avranno, meglio sarà! Dovrebbero piuttosto temere a non averne!  (2 maggio 1995).

«Cari figli, in questi tempi dei segni di Dio, non abbiate paura perché io sono con voi. L’Amore grande di Dio mi manda per condurvi alla salvezza. Datemi i vostri cuori semplici, purificati con il digiuno e la preghiera. Solo nella semplicità dei vostri cuori c’è la vostra salvezza. Io sarò con voi e vi guiderò. Grazie». (2 settembre 2007).

Cari figli! Per la volontà di Dio sono qui con voi in questo luogo. Desidero che apriate i vostri cuori e che mi riceviate come Madre. Io con il mio amore vi insegnerò la semplicità della vita e la ricchezza della Misericordia e vi guiderò a mio Figlio. La strada verso Lui può essere difficile e dolorosa, ma non abbiate paura: io sarò con voi. Le mie mani vi sosterranno fino alla fine, fino alla gioia eterna e perciò non abbiate paura di aprirvi a me. (2 maggio 2008). 

Figli miei, grande sarà la mia gioia quando vedrò che accogliete le mie parole e che desiderate seguirmi. Non abbiate paura, non siete soli. Datemi le vostre mani ed io vi guiderò. (2 aprile 2012)

Se mangiare mio Figlio è il centro della vostra vita, allora non abbiate paura: potete tutto. Io sono con voi. (2 giugno 2012).

 Secondo la Volontà di Dio vi scelgo, secondo la sua Forza vi rinvigorisco. Perciò, figli miei, non abbiate paura di aprirmi i vostri cuori. Io li darò a mio Figlio ed Egli, in cambio, vi donerà la Pace divina. Voi la porterete a tutti coloro che incontrate, testimonierete l'Amore di Dio con la vita e, tramite voi stessi, donerete mio Figlio. Attraverso la riconciliazione, il digiuno e la preghiera, io vi guiderò. Immenso è il mio Amore. Non abbiate paura! (2 gennaio 2013).

 Cari figli! Vi invito a benedire il nome del Signore con fiducia totale e gioia e a ringraziarLo col cuore di giorno in giorno per il grande Amore. Mio Figlio, attraverso questo Amore dimostrato con la Croce, vi ha dato la possibilità che tutto vi sia perdonato, cosicché non abbiate a vergognarvi, a nascondervi e per paura a non aprire la porta del vostro cuore a mio Figlio. Al contrario, figli miei, riconciliatevi con il Padre celeste perché possiate amare voi stessi come vi ama mio Figlio. Quando comincerete ad amare voi stessi, amerete anche gli altri uomini e in loro vedrete mio Figlio e riconoscerete la grandezza del suo amore. (18 marzo 2013).

Dovete imparare a rifiutare tutto quello che vi allontana dalla parola di Dio e anelare solo a ciò che vi avvicina. Non abbiate paura, io sono qui. Non siete soli. (2 settembre 2013)

Figli miei, si salveranno solo coloro che con amore e fede camminano verso il Padre Celeste. Non abbiate paura, sono con voi! (2 ottobre 2013)

Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, Apostoli miei, che, con il vostro amore, l’umiltà ed il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciuto. Voi vivete in me. Voi portate me nel vostro cuore. Voi sapete di avere una Madre che vi ama e che è venuta a portare amore. Vi guardo nel Padre Celeste, guardo i vostri pensieri, i vostri dolori, le vostre sofferenze e le porto a mio Figlio. Non abbiate paura! Non perdete la speranza, perché mio Figlio ascolta sua Madre. (2 marzo 2015).

Voi, figli miei, Apostoli miei, vivete la vita terrena in comunione coi miei figli che non hanno conosciuto l’Amore di mio Figlio, che non mi chiamano “Madre”, ma non abbiate paura di testimoniare la Verità. Se voi non temete e testimoniate con coraggio, la Verità trionferà miracolosamente. Ma ricordate: la forza è nell’amore. (2 giugno 2015).

Figli miei, la Chiesa è stata perseguitata e tradita fin dai suoi inizi, ma è cresciuta di giorno in giorno. È indistruttibile, perché mio Figlio le ha dato un cuore: l’Eucaristia. La luce della sua risurrezione ha brillato e brillerà su di lei. Perciò non abbiate paura! (2 dicembre 2015)

“Cari figli non abbiate cuori duri, chiusi e pieni di paura. Permettete al mio amore materno di illuminarli e riempirli d’amore e di speranza, affinché, come Madre, io lenisca i vostri dolori: io li conosco, io li ho provati. (2 aprile 2016)

 “Cari figli, il mio Cuore materno piange mentre guardo quello che fanno i miei figli. I peccati si moltiplicano, la purezza dell’anima è sempre meno importante. Mio Figlio viene dimenticato e adorato sempre meno ed i miei figli vengono perseguitati. Perciò voi, figli miei, Apostoli del mio amore, invocate il nome di mio Figlio con l’anima e con il cuore: Egli avrà per voi parole di luce. Egli si manifesta a voi, spezza con voi il Pane e vi dà parole d’amore, affinché le trasformiate in opere di misericordia e siate così testimoni di Verità. Perciò, figli miei, non abbiate paura! Permettete che mio Figlio sia in voi. Egli si servirà di voi per prendersi cura delle anime ferite e convertire quelle perdute. Perciò, figli miei, tornate alla preghiera del Rosario. (2 dicembre 2016).

“La preghiera vi aiuterà, perché la preghiera salva voi, la preghiera salva il mondo. Perciò, figli miei, pregate con le parole, con i sentimenti, con l’amore misericordioso e col sacrificio. Mio Figlio vi ha mostrato la via: lui, che si è incarnato ed ha fatto di me il primo calice; lui, che col suo sublime sacrificio vi ha mostrato come bisogna amare. Perciò, figli miei, non abbiate paura di dire la verità. Non abbiate paura di cambiare voi stessi ed il mondo diffondendo l’Amore, facendo in modo che mio Figlio sia conosciuto ed amato, amando gli altri in Lui. (2 aprile 2017).

“Cari figli! La mia vita terrena era semplice. Amavo e gioivo per le piccole cose. Amavo la vita, dono di Dio, anche se dolori e sofferenze trafiggevano il mio cuore. Figli miei, avevo la forza della fede e una fiducia immensa nell'Amore di Dio. Tutti coloro che hanno la forza della fede sono più forti. La fede ti fa vivere secondo il bene, e la luce dell'Amore di Dio arriva allora sempre nel momento desiderato. Questa è la forza che sostiene nel dolore e nella sofferenza. Figli miei, pregate per avere la forza della fede, confidate nel Padre Celeste e non abbiate paura. Sappiate che nessuna creatura che appartiene a Dio andrà perduta, ma vivrà in eterno[1]. Ogni dolore ha la sua fine, e comincia allora la Vita nella libertà dove arrivano tutti i miei figli, dove tutto avrà una ricompensa[2]. Figli miei, la vostra lotta è dura; e lo sarà ancora di più, ma voi seguite il mio esempio. Pregate per avere la forza della fede, confidate nell'amore del Padre Celeste. Io sono con voi, mi manifesto a voi, io vi incoraggio. Con immenso amore materno accarezzo le vostre anime. Vi ringrazio. (18 marzo 2018).

 

 

NEGLI ALTRI MESSAGGI

 

L’espressione “io sono con voi” (25 aprile 1998, 25 giugno 2000) è anche in questi messaggi il motivo principale per cui non dobbiamo avere paura. Lei è con noi anche quando pensiamo che non esiste via d'uscita e che Satana regna (25 luglio 1988)

Ecco gli altri motivi presenti in questi messaggi per cui non dobbiamo avere paura:

Se crediamo fermamente (29 giugno 1981)

Perché Lei è la Madonna che ci ama tutti. (24 maggio 1984).

Perché chi prega non ha paura del male e non ha l’odio nel cuore. (25 settembre 2001).

Perché chi prega non ha paura del futuro. (25 giugno 2000)

Perché chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male. (25 gennaio 2001).

Perché chi prega non ha paura del male e non ha l’odio nel cuore. (25 settembre 2001)

 

 ***



Questi i messaggi da cui provengono i motivi suddetti:

Non c'è che un solo Dio e una sola fede. Credete fermamente e non abbiate paura! (29 giugno 1981).

Angeli miei, non abbiate paura di nulla perché io vi sono vicina e vi proteggo. Qualunque problema abbiate, chiamatemi ed io verrò subito da voi e vi aiuterò a risolvere le difficoltà nel miglior modo possibile. (Messaggio indirizzato ai veggenti, 4 marzo 1982).

Cari figli, ve l'ho già detto che vi ho scelti in modo particolare, così come siete. Io sono la Madonna che vi ama tutti. In ogni istante, quando avete delle difficoltà, non abbiate paura, poiché io vi amo anche quando siete lontani da me e dal mio Figlio. Vi prego, non permettete che il mio cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato. Perciò, cari figli, pregate, pregate, pregate! Grazie per aver risposto alla mia chiamata! (24 maggio 1984)

"Voi parrocchiani avete una croce grande e pesante, ma non abbiate paura di portarla. È con voi il mio Figlio, che vi aiuterà." (Messaggio è dato tramite Ivanka, Venerdì Santo, 5 aprile 1985).

Non abbiate paura, perché io sono con voi anche quando pensate che non esiste via d'uscita e che Satana regna. Io vi porto la pace, io sono la vostra Madre e la Regina della Pace. (25 luglio 1988).

 Figlioli non abbiate paura. Io sono con voi e intercedo presso Dio per ognuno di voi, perché il vostro cuore accetti il dono della conversione. Solo così, figlioli, capirete l'importanza della grazia in questi tempi e Dio vi diventerà più vicino. (25 aprile 1998).

Io sono con voi e intercedo presso Dio per ognuno di voi. E voi non abbiate paura perché chi prega non ha paura del male e non ha l’odio nel cuore. (25 settembre 2001).

Ciò che rende triste Gesù è il fatto che gli uomini portano dentro di sé la paura verso di lui vedendolo come un giudice. Egli è giusto, però è anche misericordioso al punto che preferirebbe morire di nuovo piuttosto che perdere una sola anima. (30 settembre 1984).

Cari figli, Oggi vi invito alla preghiera. Chi prega non ha paura del futuro. Figlioli non dimenticate: Io sono con voi e vi amo tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. (25 giugno 2000).

 Cari figli, oggi vi invito a rinnovare la preghiera e il digiuno con ancora più entusiasmo, affinché la preghiera diventi gioia per voi. Figlioli, chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male. Vi ripeto ancora una volta: solo con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono fermare, le guerre della vostra incredulità e della paura per il futuro. Sono con voi e vi insegno figlioli: in Dio è la vostra pace e la vostra speranza. Per questo avvicinatevi a Dio e mettetelo al primo posto nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. (25 gennaio 2001).

E voi non abbiate paura perché chi prega non ha paura del male e non ha l’odio nel cuore. (25 settembre 2001).

 Figlioli, quante grazie vi ha dato l’Altissimo e quante grazie vuole donarvi. Ma, figlioli, i vostri cuori sono chiusi, vivono nella paura e non permettono che l’amore di Gesù e la sua pace prendano possesso e regnino nelle vostre vite. (Messaggio annuale dato a Jakov Colo il 25 dicembre 2015).


Franco Sofia

 

Qui trovate la riflessione precedente: http://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2020/10/ecco-chi-deve-avere-paura-di-cio-accadra.html



[1] Questa frase (“ma vivrà in eterno”) si trova nella traduzione definita ufficiale, cioè quella che appare sul sito della parrocchia di Medjugorje. Invece la traduzione letterale suonava così: “vivrà per sempre”.

[2] Anche questa frase: “dove tutto avrà una ricompensa” è una interpretazione, perché nell’originale c’è “dove tutto ritorna”.