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mercoledì 27 gennaio 2021

NEL CUORE DELL’EUCARISTIA - LA SOFFERENZA E GLI APOSTOLI DELLA REGIAN DELLA PACE - (QUARTA PARTE)

 



IL VALORE DELLA SOFFERENZA NELLA VITA DEGLI APOSTOLI DELLA REGINA DELLA PACE

(QUARTA PARTE)

 


 


 

 

L’efficacia dell’opera degli Apostoli della Regina della Pace dipende da come si entra e si vive nel cuore dell’Eucaristia.

Qui c’è il segreto della sofferenza che diventa parte del memoriale salvifico della Chiesa. Entrare nell’offerta che di se stesso continua a fare Gesù tramite la Chiesa nell’Eucaristia: ecco il segreto!

 

Essere un diacono permanente mi permette di stare a contatto diretto con l’Eucaristia più di chiunque altro, subito dopo il sacerdote.

  A forza di mettere quella goccia d’acqua nel vino al momento dell’offertorio, che è compito del diacono, e recitando la formula: “L’acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita divina di Colui che ha voluto assumere la nostra natura umana”, si finisce per identificarsi con quella goccia, mettendo la vita in totale unione a quella di Gesù, in attesa che attraverso la consacrazione Gesù renda efficace la nostra offerta, all’interno della sua.

Finita la consacrazione viene il momento in cui prendiamo coscienza e rendiamo attuale il nostro sacerdozio comune. Tutte le parti della Messa che seguono sono funzionali a questo. Il momento più alto è la comunione. In quel momento Gesù sta sull’altare del nostro cuore, come su un trono.

 A questo punto io ho adottato una preghiera che dovrebbe nelle mie intenzioni riepilogare ed esprimere pienamente la mia offerta personale al Padre per Cristo, con Cristo e in Cristo attraverso le mani di Maria.

La conosciamo tutti. Si tratta della preghiera che Gesù stesso ha insegnato a santa Faustina e che fa parte della Coroncina alla Divina Misericordia: “Eterno Padre, io ti offro il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità del tuo Dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero”.

Al momento in cui mi accingo a dire “io ti offro”, mi ricordo di inserire quella piccola goccia d’acqua, in cui ci sono anche le mie sofferenze. Inoltre, alla fine di questa preghiera aggiungo una precisazione che mi consente di realizzare la richiesta della Madonna fatta ai suoi Apostoli di pregare per coloro che non conoscono l’Amore di Dio, in questo modo:

 Trovo che questa preghiera è divenuta una giaculatoria con la quale riempio i vuoti del mio tempo, soprattutto la notte.

In questo modo ritengo che si possa realizzare anche quello che desidera la nostra Mamma dai suoi Apostoli, che cioè vivano l’Eucaristia col cuore.

 

 

OFFRIRSI IN SACRIFICIO NEI MESSAGGI DI MEDJUGORJE

 ***

Un giorno, mi domandarono se la Madonna ci aveva ordinato di pregare per i peccatori. Io risposi di no. Non appena poté, mentre interrogavano Giacinta, [Francesco] mi chiamò e mi disse:

-          Tu, adesso, hai detto una bugia! Come mai hai detto che la Madonna non ci ha ordinato di pregare per i peccatori? Come no, non ci ha ordinato di pregare per i peccatori?

-          Per i peccatori, no! Ci ha ordinato di pregare per la pace, perché finisca la guerra. Per i peccatori ci ha ordinato di fare sacrifici.

-          Ah, è vero! E io credevo proprio che avevi detto una bugia”.[1]

 ***

  

Ci chiediamo se a Medjugorje la Madonna abbia chiesto di offrirsi in sacrificio per i peccatori?

La risposta è decisamente: SI. La Madonna a Medjugorje ha chiesto sia di pregare per i peccatori, sia di offrire sacrifici per essi e sia di sacrificarsi.

 Prima di riferirci al compito degli Apostoli della Regina della Pace, tornando indietro scopriamo che la Madonna ha fatto molte volte riferimento ai sacrifici. Ad esempio, nel messaggio del 29 marzo 1984 appaiono le sofferenze da offrire in sacrificio:

“Cari figli, desidero in particolare invitarvi questa sera ad essere perseveranti nelle prove. Considerate quanto l'Onnipotente ancor oggi soffre a causa dei vostri peccati. Per questo quando avrete delle sofferenze, offritele in sacrifico a Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 Tra le caratteristiche del sacrificio che troviamo, prima dei messaggi dati a Mirjana, soprattutto nei messaggi a Marija, c’è l’essere perseveranti nelle prove (29 marzo 1984) e l’offerta di ogni sacrificio fatta con amore (4 luglio 1985).

 Era un Giovedì Santo quando la Madonna invitò al più grande sacrificio, al sacrificio dell’amore

L’amore diventa sacrificio, soprattutto se nella prospettiva del Grande Sacrificio di Gesù, che offrì se stesso per la salvezza dell’umanità:

Cari figli, desidero ringraziarvi per tutti i sacrifici e vi invito al più grande sacrificio: il sacrificio dell'amore. Senza amore non potete accettare né me né mio Figlio. Senza amore non potete trasmettere agli altri le vostre esperienze. Perciò vi invito, cari figli, a cominciare a vivere l'amore nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!” (Giovedì Santo, 27 marzo 1986).

 Più di vent’anni dopo espresse l’identico concetto parlando della donazione di se stessi:

Solo attraverso la donazione, figlioli, potete comprendere il dono del sacrificio di Gesù sulla croce per ciascuno di voi. Figlioli, date del tempo a Dio, affinché Egli vi trasfiguri e vi riempia con la sua grazia, cosicché voi siate grazia per gli altri” (25 novembre 2007).

 Il messaggio del “grande sacrificio dell’amore” ne preparava un altro in cui è evidente la risonanza di Fatima:

Cari figli, Satana è forte, e per questo chiedo le vostre preghiere e che me le offriate per quelli che stanno sotto il suo influsso, perché si salvino. Testimoniate con la vostra vita e sacrificate le vostre vite per la salvezza del mondo.” (25 febbraio 1988).

Alla vigilia della guerra civile nella ex Jugoslavia la Madonna chiese di offrire le proprie vite:

Pregate, perché Satana desidera distruggere i miei progetti di pace. Riconciliatevi gli uni con gli altri e offrite la vostra vita per far regnare la pace su tutta la terra.” (25 dicembre 1990).

In più di un messaggio la Madonna ha fatto capire che la salvezza di tante anime, che altrimenti non potrebbero salvarsi perché schiave di Satana, dipende dai nostri sacrifici.

Altre parole chiavi legate al sacrificio sono: il digiuno stesso, la consacrazione del tempo alla preghiera e al sacrificio, la rinuncia, la mortificazione.

Nei messaggi a Mirjana il tema del sacrificarsi e dell’offrirsi è più presente e più sviluppato, si sente ancora di più l’eco di Fatima.

Il primo invito a prendere in considerazione la realtà del sacrificio, importante per le richieste successive, lo troviamo in un messaggio del 18 marzo 1995:

Io vi insegno l’amore e vi mostro quanto il caro Padre ha amato voi, ma voi non amate Lui. Egli ha offerto in sacrificio il suo unigenito Figlio per la vostra salvezza, figli miei. Se non amate, non riconoscerete l’amore che il Padre vostro ha per voi. Non conoscerete Dio perché Dio è amore.

 È dunque il Padre il primo punto di riferimento per chi intende prendere sul serio la realtà del sacrificio. Il motore di tutto questo è l’amore. Qui dunque il sacrificio di Gesù è l’espressione dell’amore del Padre.

 Occorre attendere il 2 luglio 2009 per trovare il secondo accenno al sacrificio di se stessi. L’attore principale è Gesù stesso: è lui che si sacrifica. E se nel messaggio precedente l’amore è il veicolo per andare al Padre e comprendere il Suo Amore; in questo messaggio l’amore è un’eco o la risposta all’amore del Figlio che l’ha portato a sacrificarsi per la salvezza degli uomini. Gli Apostoli della Regina della Pace per realizzare il progetto della Gospa di salvezza di coloro che non conoscono e non amano Gesù, sono chiamati imitare Gesù nel suo sacrificarsi:

Cari figli! Io vi chiamo perché ho bisogno di voi. Ho bisogno di cuori pronti ad un amore immenso. Di cuori non appesantiti dalla vanità. Di cuori che sono pronti ad amare come ha amato mio Figlio, che sono pronti a sacrificarsi come si è sacrificato mio Figlio. Ho bisogno di voi. Per poter venire con me, perdonate voi stessi, perdonate gli altri e adorate mio Figlio. Adoratelo anche per coloro che non l’hanno conosciuto, che non lo amano. Per questo ho bisogno di voi, per questo vi chiamo. Vi ringrazio” (2 luglio 2009).

 Il legame tra rifiuto del Sacrificio di Cristo e dannazione eterna è ribadito in questo messaggio: “Non rifiutate il Suo Sacrificio e non rinnovate le Sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso.” (2 maggio 2012).

 Gli Apostoli sono chiamati a collaborare a questo progetto nel migliore dei modi, per evitare il rischio di sprecare le forze e quindi i sacrifici. Ad esempio, in un messaggio successivo, la Gospa fa capire che i suoi Apostoli devono essere trasparenti, avere cuori puri, per non frapporre ostacoli alla loro opera di identificazione col sacrificio di Gesù:

Prego mio Figlio affinché vi doni cuori puri. Cari miei figli, solo cuori puri sanno come portare la croce e sanno come sacrificarsi per tutti quei peccatori che hanno offeso il Padre Celeste e che anche oggi lo offendono, ma non l'hanno conosciuto.” (2 agosto 2012).

 In questi ultimi anni nei messaggi a Mirjana vengono richiamati spesso il sacrificio, la croce e la passione di Gesù, insieme all’amore e al perdono.

 L’Apostolo della Regina della Pace “vive Gesù”, tende a diventare un altro Cristo; e dà se stesso in sacrificio come Gesù, offrendo le sofferenze e offrendole in silenzio.

  “E voi, figli miei, voi avete bisogno di me, mi cercate, venite a me e fate gioire il mio Cuore materno. Io ho ed avrò sempre amore per voi, per voi che soffrite e che offrite i vostri dolori e le vostre sofferenze a mio Figlio e a me. (2 dicembre 2015).

 

Franco Sofia

(Per approfondire: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, ed. Pime, 2020)

PRIMA PARTE:

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/01/mentre-soffrite-il-cielo-entra-in-voi-2.html

SECONDA PARTE:

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/01/i-vostri-dolori-diverranno-luce-e.html

TERZA PARTE:

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/01/il-dolore-di-maria-e-quello-dei-suoi.html



[1] Lucia di Fatima, Memorie, Quarta memoria.

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