“L'imposizione mondiale del nuovo linguaggio è allo stesso tempo orizzontale
e verticale. Orizzontale perché il nuovo linguaggio si è già diffuso ovunque
nel mondo,
anche nei luoghi più remoti.
Non è più esterno alla Chiesa: molte ong, organismi di aiuto,
università, associazioni femminili cattoliche, sacerdoti e pastori, l'hanno già
adottato, a livelli diversi.”
Tratto da “ L'imposizione del linguaggio”, di Marguerite A. Peeters, Direttore
di Dialogue Dynamics (Bruxelles), in ©L'Osservatore Romano, 23 ottobre 2009.
CHI HA DETTO CHE C’È L’ANTICRISTO DIETRO IL DOCUMENTO CHE
VOLEVA CANCELLARE IL NATALE?
Tanti hanno gridato alla vittoria perché sarebbe stato
ritirato il documento della Commissione europea (Union Of Equality. European
Commission Guidelines for Inclusive Communication) reo di questa accusa
infamante. In realtà il documento è stato sospeso, in attesa di studiarne un
altro.
Molti di voi che avete letto l’articolo de “Il Giornale”,
che ha spiattellato il progetto di cancellare il termine Natale e Maria,
insieme a tanti altri, avete anche fatto ricorso allo spettro dell’anticristo.
E non a torto.
Dopo aver condiviso l’articolo su Facebook, è apparsa una
scritta “Contesto mancante”. Con l’appoggio evidente della stessa Facebook, “Open
online”, [sito web “edito da una società a impresa sociale fondata da Enrico
Mentana con lo scopo di costruire un giornale online che valorizzi i giovani,
negli ultimi anni tagliati fuori anche dal giornalismo”, e divenuta partner di
Facebook con lo scopo di smontare le bufale e le false notizie che circolano
sul web], ha sovraesposto il proprio punto di vista direttamente sui post che
fanno riferimento all’articolo apparso su “Il Giornale”. Secondo Open online, e
quindi secondo Facebook, nel documento della Commissione europea non ci
sarebbero divieti di alcun genere.
In realtà, la rivoluzione circa il linguaggio è iniziata nel
secolo scorso. L’ha messo in evidenza Marguerite A. Peeters nel suo intervento
al 22° Festival dei Giovani di Medjugorje, il 2 agosto 2011.
Marguerite Anne Peeters, giornalista, fondatrice e
direttrice dell’Institute for Intercultural Dialogue Dynamics di Bruxelles, che
studia il cambiamento culturale globale, è una specialista in globalizzazione
etica. È l’autrice di “The Globalization of the Western Cultural Revolution:
Key-Concepts, Operational Mechanisms” (La globalizzazione della rivoluzione
culturale occidentale: concetti chiave, meccanismi operativi).
Anche il Vaticano si è mostrato interessato ai suoi studi. Il
13 giugno 2008 Peeters ha svolto una relazione dal titolo “The Political
Consequences of the Western Cultural Revolution” (Le conseguenze politiche
della rivoluzione culturale occidentale), nell’ambito di una conferenza
organizzata dal Pontificio Consiglio della giustizia e della pace sul tema
“Politics, a Demanding Form of Charity” (La politica, una forma esigente di carità).
Marguerite A. Peeters non usa mezzi termini e, nelle sue
riflessioni, non nasconde i progetti di Lucifero e dell’Anticristo che stanno
dietro alla rivoluzione del linguaggio.
Volevano il contesto? Eccolo!
***
Intervento Marguerite Anne Peeters
il 2 agosto 2011
al 22° festival dei giovani di Medjugorje
Carissimi giovani amici, buongiorno! Come state? È una
grande gioia essere oggi qui con voi !
Siamo stati chiamati a metterci alla scuola della Santissima
Vergine. Vorrei meditare con voi sulla grazia che ci viene fatta, sui tempi nei
quali ci troviamo, sulla chiamata e sulla battaglia che sono propri del nostro
tempo.
Gesù ci insegna che, mentre la storia umana volge al
termine, cioè verso il tempo del raccolto, il grano buono e la zizzania
crescono fianco a fianco.
Il progetto di Dio si realizza e va verso il suo compimento.
Le grazie concesse al nostro tempo, la santità a cui siamo chiamati tutti, sono
più grandi che mai. La civiltà dell’amore è già nata. Non ne abbiamo forse
fatto l’esperienza ieri sera nell’Eucaristia?
Civiltà dell’amore. È straordinario, no? Quando, fino ad
ora, nella storia dell’umanità, c’è stata una civiltà fondata sull’amore, una
civiltà dell’amore?
Lucifero, d’altra parte, persegue disperatamente il suo
progetto. Egli è omicida. La zizzania oggi ha raggiunto una crescita più grande
che mai. Continua a crescere fino a quando sarà tagliata e bruciata nel fuoco.
Marthe Robin, un’amica di Dio del nostro tempo, ha definito il demonio il
«vincitore sconfitto». Già sconfitto dal sacrificio del Cristo, tuttavia, sta
conducendo una battaglia contro i santi – contro ciascuno di noi.
Lo sappiamo bene: facciamo tutti i giorni l’esperienza del
combattimento – feroce lotta tra la vita e la morte. Combattimento interiore.
La Santa Vergine ci aiuta maternamente a deciderci per Dio.
Per comprendere il tempo nel quale ci troviamo,
consideriamo – brevissimamente ! – la
storia della rivoluzione culturale che ha portato l’Occidente nel suo stato attuale.
La secolarizzazione è andata accelerando
dopo il XVIII secolo, quando la culture a ucciso la paternità di Dio. Dio è
diventato per molti un grande architetto. Ci ha abbandonati a noi stessi. Ha
cessato di essere un padre amorevole. L’uomo è diventato maestro dell’universo,
al posto di Dio.
Alla fine del XIX secolo, Nietzsche ha proclamato la « morte
di Dio ». Dio era morto nella cultura occidentale. Nietzsche ha detto che
perché possiamo guarire dalla disperazione conseguenza della perdita della fede,
bisogna che l’uomo divenga Dio. Il potere era per Nietzsche il valore supremo,
l’acquisizione del potere lo scopo di una vita condannata alla morte.
Nel XX secolo, siamo passati rapidamente dalla morte di Dio
alla morte dell’uomo.
Prima la morte del padre – l’omicidio del padre, considerato
l’origine della nostra repressione, perché abbiamo rigettato l’amore paterno; e
dopo, la morte della madre, con la rivoluzione femminista che ha rivendicato il
diritto della donna alla contraccezione e all’aborto. Il bambino è diventato il
nemico della donna. La donna non era più la madre. La donna è diventata, prima
di tutto, una cittadina detentrice di diritti. Ora, ogni donna è chiamata ad
essere, come la Beata Vergine, sposa, vergine e madre.
A seguire, con la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta,
è arrivata la morte dello sposo. Si è passati dallo sposo al partner. Lo sposo è unico. Lo è per la vita.
Dio è nostro sposo per l’eternità. I partners sono molteplici, cambiano. Non
durano. Non riempiono il cuore dell’uomo e della donna. Siamo fatti per avere
uno sposo.
E, infine, la morte del bambino. Senza padre e senza madre,
come, infatti, potremmo ancora essere
bambini, figli, figlie ?
Nel corso di questo lungo processo di rivoluzione culturale
occidentale, il cuore, la coscienza e la ragione si sono progressivamente chiusi a ciò che è
reale, vero, buono, amabile. Possesso, potere e divertimento sono diventati gli
obiettivi.
A che punto siamo in questa lotta contro l’uomo e la donna
immagine di Dio Trinità? Nella prospettiva del «genere» (gender), siamo alla
negazione pura e semplice del disegno di Dio sull’uomo e la donna dopo le
origini – alla negazione dell’identità maschile e femminile, della vocazione
specifica dell’uomo alla paternità e della donna alla maternità, della loro
complementarietà, persino del loro corpo sessuale, trattati come costrutti
sociali.
Il gender, anti-cristico e anti-trinitario, è allo stato
attuale una norma culturale e politica della governance mondiale. Questa norma
non risparmia nessuna cultura, nessun paese.
Infatti, il demonio s’interessa molto alla globalizzazione,
segno dei tempi in cui siamo. Più che mai, vuole sedurre, come dice
l’Apocalisse, «ogni razza, popolo, lingua e nazione». Egli è intelligente e
potente. Le sue strategie sono sottili. Dobbiamo dirgli «No» !
Quando il muro di Berlino è crollato nel 1989, la
globalizzazione ha accelerato. L’ONU ho voluto costruire un nuovo consenso
mondiale basato sull’etica per il XXI secolo.
È apparso un nuovo linguaggio: governance
mondiale, qualità della vita, benessere per tutti, salute riproduttiva, gender,
diritti dei bambini, sviluppo sostenibile, emancipazione delle donne,
auto-realizzazione, etica mondiale …
Ma questo linguaggio non parla di governo divino, di bene e di
male, di figliolanza, di paternità, di maternità, di vita eterna, di pienezza,
di crescita, di creazione, di dono di
sé, di comunione, di purezza, di verginità …
Oggi l'etica espressa dal nuovo linguaggio si globalizza
alla velocità della luce. Questa etica è puramente laica. Il Cielo non
esiste. Bisogna fare dunque il meglio
che si può, acquistare la salute, il benessere, l’autonomia, il potere, godere
il più possibile della vita, dominare il mondo e «salvare se stesso» attraverso
la tecnologia. L’apostasia occidentale
si globalizza. Stiamo costruendo un mondo senza Dio. Siamo tutti in lotta e
dobbiamo scegliere da che parte stare!
Il vuoto culturale e spirituale diventa sempre più evidente
e doloroso. Genera tanta sofferenza interiore in tutto il mondo.
La disfatta del vincitore sconfitto [Satana] diventa, però,
sempre più evidente nel momento stesso in cui sembra regnare sul mondo intero.
Tutti i popoli, senza eccezione, si interrogano sulla loro identità e il loro
avvenire. Emerge, con sempre maggiore forza, nel cuore di ogni uomo, di ogni
donna, di ogni bambino che siamo fatti per l'amore, per il dono sincero di noi
stessi, per la comunione.
Siamo figli di Dio Padre, fratelli di Gesù, sposi dello
Spirito Santo. Questa è la nostra identità, la nostra vocazione, la nostra
felicità. Non c’è nient’altro. «Signore, da chi andremo ? Tu solo hai parole di
vita eterna». Questa frase non è più attuale che mai?
La civiltà dell’amore è opera dello Spirito Santo, della
Persona – Dono, della Persona- Amore. La comunione che desideriamo è Dio che la
dona. Per questo bisogna nascere dall’alto.
All’orgoglio dei progetti di dominio del principe di questo
mondo e della governance mondiale, Dio risponde attraverso l’umiltà, la
dolcezza, la semplicità della Vergine Maria, attraverso il silenzio, la sua
piccolezza, la sua obbedienza, il suo amore materno.
«Io sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la
Sua parola».
«Permettetemi figlioli di guidarvi, aprite i vostri cuori
allo Spirito Santo perché tutto il bene che è in voi fiorisca e fruttifichi il
centuplo.» (dal messaggio del 25 luglio 2011).
Cari giovani amici, non cercate maestri da seguire, perché
non ce sono più! Oltretutto, Gesù ci ha detto che abbiamo un solo maestro :
Dio. Siate dunque responsabili della vostra vita, impegnatevi nella libertà,
amate, prendete l'iniziativa della carità, fate fruttificare i vostri doni,
aprite il vostro cuore allo Spirito Santo, apritelo alle dimensioni del mondo
intero, della civiltà dell'amore!
[traduzione dal francese di Franco Sofia]
Questo intervento è per forza di cose ridotto, anche se
mantiene la sua efficacia, perché indirizzato a un pubblico di giovani e perché
inserito in un contesto con orari misurati.
Io sono riuscito a ottenere dalla stessa Peeters un opuscolo
risalente al 2006, formato PDF, e dal titolo “La nuova etica globale”, e in cui
la Peeters esprime con più compiutezza gli stessi concetti.
Desidero mettere a disposizione almeno la parte iniziale:
La nuova etica
Globale : sfide per la Chiesa
Presentazione
© Marguerite A. Peeters 2006
Tutti i
diritti riservati
L’obiettivo
di questo opuscolo è quello di introdurci alle sfide della nuova
etica
che si è imposta a livello mondiale a partire dalla fine della guerra fredda, e
di incoraggiare i cristiani al discernimento.
Una
rivoluzione culturale globale si è verificata immediatamente in seguito alla
caduta del muro di Berlino del 1989: un nuovo linguaggio, nuovi paradigmi,
norme, valori, stili di vita, metodi educativi e processi di governanza appartenenti
ad un’etica nuova – ad un tempo postmoderna e, nei suoi aspetti radicali,
post-giudaico-cristiana – si sono imposti con un successo folgorante in tutto
il mondo.
La
nuova etica vuole essere globalmente normativa: in pratica, sta già governando.
La
maggioranza degli intellettuali e dei decisori hanno seguito le nuove norme e i
nuovi valori senza prendere il tempo necessario per studiarne accuratamente la
provenienza e le implicazioni, mentre solo una piccola minoranza è stata
reazionaria. Né gli uni, né gli altri hanno attuato il necessario
discernimento.
Il contenuto della nuova etica non è esplicito ed
evidente. Presentandosi come “dolce” e “consensuale”, essa proviene in realtà
largamente dall’apostasia occidentale e nasconde un programma anticristico.
Numerosi
cristiani fanno già confusione fra la dottrina sociale della Chiesa e i
paradigmi della nuova cultura. Il pericolo che i cristiani si allineino è
particolarmente vivo nei paesi in via di sviluppo che oggi subiscono direttamente
e con forza gli effetti della globalizzazione.
D’altra
parte, i cristiani non possono però dubitare della guida provvidenziale degli eventi
del mondo. Essi sono chiamati a discernere i segni dell’azione del Santo
Spirito nella nuova cultura e ad evangelizzarla.
L’ignoranza
delle vere poste in gioco, tanto sociopolitiche e culturali quanto
antropologiche e teologiche, è abissale. Ora, l’ignoranza è sempre cattiva
consigliera. I cristiani sono chiamati ad assumere le loro responsabilità. Il
discernimento non può attuarsi senza un serio studio del contenuto e del
processo della rivoluzione culturale.
Ci
auguriamo che questo opuscolo possa rendere più evidente la necessità critica
di un tale lavoro, che appartiene alla missione di evangelizzazione della Chiesa.
Una rivoluzione
culturale
globale
A
partire dalla fine della guerra fredda, centinaia di nuovi concetti si sono
diffusi con estrema rapidità fino ai più remoti confini del mondo, esprimendosi
attraverso i termini di un nuovo linguaggio. Citiamo, alla rinfusa, qualche
esempio:
globalizzazione
umanizzante, cittadinanza globale, sviluppo sostenibile, buona governanza, etica mondiale, diversità culturale, libertà culturale, dialogo fra civiltà, qualità della vita, educazione per tutti, educazione di qualità, educazione fra “pari”, educazione alla pace, scelta informata, consenso informato, “gender”,
pari opportunità, principio di equità, emancipazione (delle donne, dei
bambini), empowerment, omoparentalità, omofobia, orientamento
sessuale, stili di vita, integrità
corporea, aborto “senza rischi”, accesso ai diritti, diritto alla scelta,
diritti sessuali e riproduttivi, diritti delle donne, diritti dei bambini, diritti
delle generazioni future, organizzazioni non-governative (ONG), società civile,
partenariati, trasparenza, partecipazione della base, democrazia partecipativa,
reti transnazionali, olismo, costruzione di consenso, facilitazione, approccio
inclusivo, campagne di sensibilizzazione, chiarificazione dei valori, agenti di
trasformazione sociale, parlamento dei giovani, responsabilità sociale delle
imprese, commercio equo, sicurezza umana, principio di precauzione,
prevenzione…
Nessuno
può più negare il predominio di questi concetti nella cultura
contemporanea,
la cui caratteristica più evidente è quella di essere
globale.
Nel
suo insieme, questo apparente guazzabuglio di termini e di concetti non può
venire, in se stesso, né condannato, né approvato. Valori perenni e aspirazioni
umane autentiche si mescolano ai frutti amari dell’apostasia occidentale che
hanno viziato dall’interno il processo di globalizzazione.
Il nuovo linguaggio globale tende,
tuttavia, ad escludere esplicitamente termini appartenenti alla tradizione
giudaico-cristiana, quali:
verità,
morale, coscienza, ragione, cuore, volontà,
genitori, sposo, marito, moglie, madre, padre, figlio, figlia, verginità, castità,
complementarietà, servizio, autorità, gerarchia, giustizia, legge,
comandamento, dogma, fede, carità,
speranza, sofferenza, peccato, amico, nemico, natura, rappresentanza
democratica…
Non
ha Jacques Derrida, maestro della decostruzione postmoderna, poco prima della
sua morte nel 2004, in un’intervista al quotidiano Le Monde suggerito di
eliminare la parola “matrimonio” dal codice civile francese per risolvere il
problema dello statuto giuridico delle coppie omosessuali? L’esclusione di
certe parole è un fattore importante da considerare nella nostra analisi.
Alcuni
nuovi concetti si sono trasformati in paradigmi globali. Si è così passati da
una generazione spontanea di concetti ad un processo normativo attraverso il
quale le minoranze al potere della governanza mondiale sono riuscite ad imporre
a tutti la loro interpretazione ideologica dei nuovi concetti: il processo
normativo è andato di pari passo con un processo di radicalizzazione
ideologica. Parlare pubblicamente dell’omosessualità come di un peccato, per
esempio, viene ormai a violare una norma suprema della nuova cultura: il
diritto di scelta assolutizzato o principio di non-discriminazione.
I
nuovi concetti riflettono i drammatici cambiamenti culturali che segnano il
passaggio della civiltà occidentale dalla modernità alla postmodernità, da paradigmi
moderni ai paradigmi postmoderni, vale a dire:
dallo
sviluppo come crescita allo sviluppo sostenibile;
dal governo
alla governanza;
dalla
democrazia rappresentativa la nuova etica Globale alla democrazia
partecipativa;
dall’autorità
all’autonomia e ai diritti dell’individuo;
dalle
gerarchie all’uguaglianza;
dagli
sposi ai partners;
dalla
felicità alla qualità della vita;
dal
dato al costruito;
dalla
famiglia alla famiglia sotto tutte le sue forme;
dai
genitori ai riproduttori;
dalla
conoscenza alle competenze;
dalla
crescita all’equilibrio;
dalla
vita umana alla vita sotto tutte le sue forme;
dai
bisogni materiali oggettivi e misurabili all’approccio arbitrario dei diritti;
dalla carità ai diritti; dalla sofferenza con dignità al diritto di morire;
dall’identità culturale alla diversità culturale; dalla sicurezza
internazionale alla sicurezza umana;
dall’approccio
settoriale all’approccio olistico;
dal
voto alla maggioranza al consenso;
dal
dogma alla libertà di interpretazione;
dall’internazionale
al globale;
dai
valori universali all’etica globale e via di seguito.
I
cambiamenti culturali sopraggiunti in seguito alla fine della guerra fredda
hanno assunto le dimensioni di una rivoluzione culturale globale.
Le
loro implicazioni per la vita sociopolitica e per la trasmissione della fede
cristiana sono estremamente complesse e devono essere studiate una ad una con
estrema attenzione. […]
L’INTERVENTO IN LINGUA ORIGINALE
Intervention de Marguerite
A Peeters le 2 août 2011
22ème
festival des jeunes de Medjugorje
Bien chers
jeunes amis, bonjour ! Comment allez-vous ? C’est une grande joie
d’être ici, aujourd’hui. Avec vous !
Nous avons été
appelés personnellement à nous mettre à l’école de la Très Sainte Vierge. Je
voudrais méditer avec vous sur la grâce qui nous est faite, sur le temps dans
lequel nous sommes, sur l’appel et le combat qui sont propres à notre temps.
Jésus nous
enseigne qu’au fur et à mesure que l’histoire humaine s’achemine vers son
terme, c’est-à-dire vers le temps de la moisson, le bon grain et l’ivraie grandissent, côte à côte.
Le dessein
de Dieu se réalise et va vers son accomplissement. Les grâces données à notre
temps, la sainteté à laquelle nous sommes tous appelés, sont plus grandes que
jamais. La civilisation de l’amour est déjà née. N’en avons-nous pas fait
l’expérience hier soir, à l’eucharistie ?
Civilisation de l’amour. C’est extraordinaire, non ?
Quand jusqu’à présent dans l’histoire de l’humanité, y a-t-il eu une civilisation fondée sur l’amour – une civilisation de
l’amour ? Seul l’amour demeure éternellement. La civilisation de l’amour
nous ouvre à l’éternité. Elle est le royaume de Dieu.
Lucifer, quant
à lui, poursuit désespérément son projet. Il est homicide. L’ivraie a
aujourd’hui atteint une croissance plus grande que jamais avant. Il continue à
grandir jusqu’à l’heure où il sera coupé et consumé au feu. Marthe Robin, une
amie de Dieu de notre temps, a appelé le démon le « vainqueur
vaincu ». Déjà vaincu par le sacrifice du Christ, il mène néanmoins
campagne contre les saints – contre chacun de nous.
Nous le
savons bien : nous faisons tous les jours l’expérience du combat – combat
acharné entre la vie et la mort. Combat intérieur. La Sainte Vierge nous aide
maternellement à nous décider pour Dieu.
Pour
comprendre le temps dans lequel nous sommes, considérons – très
brièvement ! – l’histoire de la révolution culturelle qui a mené
l’Occident à son état actuel. La sécularisation s’est accélérée depuis le 18ème
siècle, quand la culture a tué la paternité de Dieu. Dieu est devenu pour
beaucoup un grand architecte. Il nous laissait seuls à notre sort. Il a cessé
d’être un père aimant. L’homme
devenait maître de l’univers, à la place de Dieu.
A la fin du
19ème siècle, Nietzsche a proclamé la « mort de Dieu ».
Dieu était mort dans la culture occidentale. Nietzsche a dit que pour nous
guérir du désespoir qui serait la conséquence de la perte de la foi, il fallait
que l’homme devienne Dieu. Le pouvoir
était pour Nietzsche la valeur suprême, l’acquisition de pouvoir le but d’une
vie vouée à la mort.
Au 20ème
siècle, on est rapidement passé de la mort
de Dieu à la mort de l’homme.
D’abord la mort
du père – le meurtre du père considéré comme source de notre répression, parce
que nous avons rejeté l’amour paternel.
Ensuite la
mort de la mère, avec la révolution féministe qui a revendiqué le droit de la
femme à la contraception et à l’avortement. L’enfant est devenu l’ennemi de la
femme. La femme n’était plus mère. La femme est devenue avant tout une
citoyenne détentrice de droits. Or toute femme est appelée à être, comme la
Sainte Vierge, épouse, vierge et mère.
A suivi,
avec la révolution sexuelle des années 1960, la mort de l’époux. On est passé
de l’époux aux partenaires. L’époux est unique. Il est pour la vie. Dieu est
notre époux pour l’éternité. Les partenaires sont multiples, changeants. Ils ne
durent pas. Ils ne remplissent pas le cœur de l’homme et de la femme. Nous
sommes faits pour avoir un époux !
Et enfin,
la mort de l’enfant. Sans père et sans mère, comment en effet serions-nous
encore enfants, fils, fille ?
Au cours de
ce long processus de révolution culturelle occidentale, le cœur, la conscience
et la raison se sont progressivement fermés à ce qui est réel, ce qui est vrai,
bon, aimable. La possession, le pouvoir et la jouissance sont devenus les
objectifs.
Où en
est-on dans ce combat contre l’homme et la femme images de Dieu Trinité ?
Avec la perspective du « genre » (gender), on en est à la négation
pure et simple du dessein de Dieu sur l’homme et la femme depuis les origines –
à la négation de l’identité masculine et féminine, de la vocation spécifique de
l’homme à la paternité et de la femme à la maternité, de leur complémentarité
voire même de leur corps sexué, traités comme des constructions sociales.
Le gender, anti-christique
et anti-trinitaire, est cependant une norme culturelle et politique de la
gouvernance mondiale actuelle. Cette norme mondiale n’épargne aucune culture,
aucun pays.
Le démon
s’intéresse en effet beaucoup à la mondialisation, signe des temps dans
lesquels nous sommes. Plus que jamais, il veut séduire, comme le dit
l’Apocalypse, « toute race, peuple, langue et nation ». Il est
intelligent et puissant. Ses stratégies sont subtiles. Nous devons lui dire
« non » !
Lorsque le
mur de Berlin est tombé en 1989, la mondialisation s’accélérait. L’ONU a voulu
construire un nouveau consensus mondial sur l’éthique pour le 21ème
siècle. Tout un nouveau langage est apparu : gouvernance mondiale, qualité
de la vie, bien-être pour tous, santé reproductive, gender, droits des enfants,
développement durable, autonomisation des femmes, auto-réalisation, éthique
mondiale… Mais ce langage ne parle pas du gouvernement divin, de bien et de
mal, de filialité, de paternité, de maternité, de vie éternelle, de plénitude,
de croissance, de la création, de don de soi, de communion, de complémentarité,
de pureté, de virginité…
Aujourd’hui
l’éthique qu’exprime le nouveau langage se mondialise à une vitesse
foudroyante. Cette éthique est purement laïque. Le ciel n’existe pas. Il faut
donc faire le mieux que l’on peut, acquérir la santé, le bien-être,
l’autonomie, le pouvoir, jouir le plus possible de la vie, dominer le monde et
se « sauver soi-même » par la technologie. L’apostasie occidentale se
mondialise. Nous sommes en train de construire un monde sans Dieu. Nous sommes
tous dans un combat et devons choisir notre camp !
Le vide culturel et spirituel devient de plus en plus perceptible et pénible. Il génère
tant de souffrances intérieures partout dans le monde.
La défaite
du vainqueur vaincu
devient cependant de plus en plus évidente au moment même où il semble régner
sur le monde entier. Tous les peuples sans exception s’interrogent sur leur
identité et leur avenir. Il apparaît avec une force toujours croissante dans le
cœur de tout homme, de toute femme, de tout enfant, que nous sommes faits pour
l’amour, pour le don sincère de nous-mêmes, pour la communion.
Nous sommes
les fils de Dieu Père, les frères de Jésus, les époux du Saint-Esprit. Telle
est notre identité, notre vocation, notre bonheur. Il n’y en a pas d’autre.
« Seigneur, à qui irions-nous ? Tu as les paroles de la vie
éternelle ». Cette phrase n’est-elle pas plus actuelle que jamais ?
La civilisation
de l’amour est l’œuvre du Saint Esprit, la Personne-Don, la Personne-Amour. La
communion que nous désirons, c’est Dieu qui la donne. Il nous faut pour cela
naître d’en haut.
A l’orgueil
des projets dominateurs du prince de ce monde et de la gouvernance mondiale,
Dieu répond par l’humilité, la douceur, la simplicité de la Vierge Marie, par
son silence, sa petitesse, son obéissance, son amour maternel.
« Je
suis la servante du Seigneur, qu’il me soit fait selon sa parole ».
« Permettez-moi,
petits enfants, de vous guider. Ouvrez vos cœurs à l’Esprit Saint afin que tout
le bien qui est en vous fleurisse et porte du fruit au centuple. »
(message du 25 juillet 2011)
Chers
jeunes amis, ne cherchez pas des maîtres à suivre, car il n’y en a plus !
D’ailleurs, Jésus nous a dit que nous avions un seul maître : Dieu. Soyez
donc responsables de votre vie, engagez-vous dans la liberté, aimez, prenez
l’initiative de la charité, faites fructifier vos dons, ouvrez votre cœur à
l’Esprit Saint, ouvrez-le aux dimensions du monde entier, de la civilisation de
l’amour !