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giovedì 31 ottobre 2024

LA SALVEZZA DELLE ANIME PRIORITÀ ASSOLUTA

LA SALVEZZA DELLE ANIME PRIORITÀ ASSOLUTA

“In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno”. (Lc 13,22-23)

«Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. È Dio, infatti, che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni» ( Fil 2,12-13 ).

              


Fin dai primi giorni l’impatto con l’apparizione della Vergine Maria a Medjugorje ha prodotto un accostamento in massa ai sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia, segno che le persone prendevano coscienza che occorreva pensare alla salute dell’anima prima di quella del corpo. Segni di questo cambiamento erano il tempo dedicato alla preghiera e il digiuno a pane e acqua severo, praticato persino da tanti giovanissimi.

Al quarto mese dall’inizio delle apparizioni – secondo la testimonianza di una rivista dell’epoca – questo veniva evidenziato dai sacerdoti presenti a Medjugorje come uno dei principali frutti stabili:

“Come sottolineano i padri spirituali qui, è particolarmente significativo che i fedeli ed i pellegrini qui inizino ad impegnarsi per la propria interiorità e la propria anima, come se nel loro animo vedessero quello che è tanto evidente nella Bibbia: da qui la richiesta sempre più frequente di confessarsi, la ricerca di un dialogo e di un consiglio spirituale, per arrivare fino ad una fede e ad una vita vive.”[1]  

 

L’INSEGNAMENTO RICEVUTO DA NATUZZA

Nel corso dei secoli nelle sue apparizioni autentiche la Vergine Maria ha sempre manifestato delle preoccupazioni, ma la principale di esse è quella della salvezza delle anime.

Lo stesso vale anche per i santi.

Da questo punto di vista ho imparato molto durante i miei incontri con Natuzza Evolo.

Un giorno la andai a trovare per chiederle consiglio su mio zio padre  Angelico, sacerdote cappuccino, biblista ed esegeta stimato. Stava male in modo preoccupante, e i medici non riuscivano a orientarsi.

“Natuzza, le volevo chiedere per un mio zio …”.

Lei non mi lasciò continuare, e subito intervenne:

“Ah, sì… quello che è malandato. Pregherò per lui.”.

Me ne andai deluso. E quella notte fu agitata per me. Mi chiedevo perché mi avesse liquidato in quel modo. Ma poi, riflettendo, mi risposi che Natuzza non mi avrebbe detto una parola per un’altra.  Aveva lasciato che io capissi da solo. A questo punto mi venne un brivido e agghiacciai. “Malandato” alla lettera significa “andato a male”.

Quindici giorni dopo arrivò la diagnosi nefasta dei medici: “Tumore al pancreas, con metastasi in tutti i principali organi vicini. Due mesi di vita”. E così fu.

Ritornai da Natuzza, mi  pare un mese e mezzo dopo la morte di mio zio a 64 anni. E anche stavolta, avevo appena cominciato a porle la domanda:
“Natuzza, le volevo chiedere per quel mio zio …”, che lei mi interruppe:

“Ah, sì. Quello che è morto. Si è salvato, e si trova al Prato Verde”.

Il Prato Verde nella visione di Natuzza indica l’anticamera del Paradiso. Ma io ho dovuto riflettere, e lo faccio ancora, su quel “si è salvato”. Perché, io avevo portato decine di casi di defunti a Natuzza, e questa espressione gliela avevo sentita dire tante volte, ma questa volta era diverso. Mio zio tutti lo consideravamo e lo consideriamo un santo, degno di essere invocato, ma non esiste nessuno che può sottrarsi al monito di san Paolo:
«Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore» ( Fil 2,12 ).

 

LA POSTA IN GIOCO SONO LE ANIME

 Una delle immagini più belle nel Vangelo è quella della mietitura. Gesù la utilizza anche quando parla del giudizio finale.

Purtroppo, la Madonna ci ha fatto sapere che pure Satana miete le anime:

  “In questo tempo inquieto […] il diavolo miete le anime per attirarle a sé” (25 luglio 2020 ).

È questa la posta in gioco più seria nella storia dell’umanità. La Madonna ce l’ha insegnato fin dall’inizio delle apparizioni attraverso un segno-simbolo il 2 agosto 1981, una sorta di parabola in azione:

Quel 2 agosto del 1981 era domenica, dopo l’apparizione delle 18:40 Marija vede la Vergine in camera sua: «Andate tutti insieme nel campo di Gumno. È in corso un grande combattimento, un combattimento tra mio Figlio e satana. La posta in gioco sono le anime». 
La Vergine, su richiesta dei veggenti, permette a tutti i presenti all'apparizione di toccarle il vestito che alla fine è rimasto imbrattato "Coloro che hanno sporcato il mio vestito sono quelli che non sono in grazia di Dio. Confessatevi frequentemente! Non lasciate che nella vostra anima rimanga a lungo anche solo un piccolo peccato. Confessatevi e riparate i vostri peccati."

Abbiamo già detto  che per la Madonna, a Medjugorje come nelle sue grandi apparizioni, la preoccupazione maggiore è quella della salvezza delle anime.

A Fatima in particolare, la Madonna ha mostrato le immagini delle anime che si perdono all'inferno. E ai tre Pastorelli spiegò che queste anime sono molte. Lucia nel raccontare l’apparizione del 19 agosto dice che:

“La santissima Vergine ci raccomandò di nuovo la pratica della mortificazione, dicendo alla fine di tutto:

Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all'inferno, perché non c'è chi si sacrifica e prega per loro.”[2]  

Suor Lucia nella sua terza memoria prova a rispondere alla domanda:

«com'è possibile che Giacinta, così piccina, si sia lasciata penetrare e abbia compreso un simile spirito di mortificazione e di penitenza? »

“Secondo me, fu questo: prima di tutto, una grazia speciale che Dio, per mezzo del Cuore immacolato di Maria, le ha voluto concedere; in secondo luogo, la vista dell'inferno e il pensiero dell'infelicità delle anime che ci cascano.

Alcune persone, anche devote, non vogliono parlare dell'inferno ai bambini per non spaventarli; ma Dio non ha esitato a mostrarlo a tre, uno dei quali aveva solo sei anni, e Lui sapeva che sarebbe rimasta terrorizzata a tal punto oserei quasi dire da morire di paura. Con frequenza si sedeva per terra o su qualche masso e, pensierosa, cominciava a dire: «L'inferno! L'inferno! Come mi fanno pena le anime che vanno all'inferno! E le persone vive lì a bruciare come legna nel fuoco...». E, un po' tremante, s'inginocchiava con le mani giunte, a dire la preghiera che la Madonna ci aveva insegnato: «O mio Gesù! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente quelle che hanno più bisogno». […]

E rimaneva così, per molto tempo, in ginocchio, ripetendo la stessa orazione. Ogni tanto chiamava me o il fratello, come se si svegliasse dal sonno: «Francesco! Francesco! Non state a pregare con me? Bisogna pregare molto per liberare le anime dall'inferno. Tante vanno laggiù, tante!». Altre volte domandava: «Ma come mai la Madonna non fa vedere l'inferno ai peccatori? Se loro lo vedessero, non peccherebbero più per non andarci. Di' un po' a quella Signora che faccia vedere l'inferno a tutta quella gente (si riferiva a quelli che si trovavano a Cova da Iria, al momento dell'apparizione. Vedrai come si convertono»”[3].  

Per questo Mirjana, in riferimento al dolore di Maria per le anime di coloro che non conoscono l'amore di Dio e che si perdono, più di una volta ha detto e anche scritto:

“Se la vedeste piangere anche una sola volta, sono certa che dedichereste tutta la vita a pregare per le sue intenzioni”.

 

(continua)

 

Franco Sofia

 

 



[1] Naša ognjišta, XI., 9 (77), Duvno, novembre 1981, pagg. 10-11

[2] Memorie di Lucia, Seconda memoria,

[3] Memorie di Lucia, Terza memoria,

 


mercoledì 30 ottobre 2024

I MIRACOLI DI MARIA A MEDJUGORJE

 

I MIRACOLI DI MARIA A MEDJUGORJE

Che dire dei segreti? e dei castighi?

Padre Barnaba Hechich O.F.M. durante una conferenza dà delle delucidazioni, alcune delle quali servono da conferma a ciò che tanti di noi sapevamo.

     


Sui segreti ho parlato almeno 90 minuti con Miriana. Mi  ha confermato: I segreti che lei conosce sono 10; i primi due sono ammonimenti. Nella Bibbia è scritto: Coloro che Dio ama li ammonisce una prima volta. La seconda li corregge, la terza li castiga. Il terzo segreto è il segno che la Madonna ha promesso di lasciare sulla collina delle apparizioni.

Io ho domandato:

-          Gli ammonimenti hanno carattere di catastrofe?

-          No,  mi è stato risposto.

-          Hanno carattere di castigo?

-          Sì!

-           Avranno estensione universale?

-          No, locale.

-           In quale nazione?

-          Ho già detto troppo.

-          Senti -  ho continuato-,  sei stata vista piangere alla rivelazione di qualche segreto. Allora sono cose dolorose ?

-          Si.

-           Se tu conoscessi il segreto degli eventi che verranno per noi se non ci convertiremo, se non avessi fede, come vivresti l'attesa?

-           Impazzirei.

-           E invece con la fede?

-          Sto serena. Quando siamo nelle mani di Dio niente deve spaventarci.

 

E I CASTIGHI ?

 

I castighi. Ma i castighi Dio non se li  inventa. Sono conseguenze del modo di vivere di noi uomini.  L'atomica. L’AIDS. In realtà il castigo è il prodotto del peccato.  I movimenti del sole, le foto straordinarie, questo non è importante.

Per me il segno più bello di Medjugorje è quando ci vado e confesso. Una volta ho messo vicino alla mia sedia, sul prato, quattro cartelli:  croato, italiano, spagnolo, francese. Sono rimasto 10 ore inchiodato alle confessioni. Finito uno, c'era subito un altro.  Padre, 47 anni che non mi confesso. E tu? Voglio cambiare .

Questi sono i miracoli di Maria a Medjugorje.

 

Padre Barnaba Hechich O.F.M.

 

(“Medjugorje”, Milano, n. 30, agosto-settembre 1988)

 

lunedì 28 ottobre 2024

NEL 1982 LA MADONNA SPIEGÒ COME SAREBBE AVVENUTA L’APPROVAZIONE PROGRESSIVA DI MEDJUGORJE

 

NEL 1982 LA MADONNA SPIEGÒ COME SAREBBE AVVENUTA L’APPROVAZIONE PROGRESSIVA DI MEDJUGORJE

 


In un messaggio, «Tramite Jelena Vasilj, che ebbe una visione interiore, il 16 settembre 1982 la Vergine parlò del Papa: "Dio gli ha dato il potere di sconfiggere satana!".
Ella desidera che tutti e soprattutto il Papa: "diffondano il messaggio che ho ricevuto dal mio Figlio. Desidero affidare al Papa la parola con cui sono venuta a Medjugorje: Pace; egli la deve diffondere in tutti gli angoli del mondo, deve unire i cristiani con la sua parola ed i suoi comandamenti. Possa questo messaggio diffondersi soprattutto tra i giovani, che lo hanno ricevuto dal Padre nella preghiera. Dio lo ispirerà."

Facendo riferimento alle difficoltà della parrocchia legate ai vescovi ed alla commissione d'inchiesta sugli avvenimenti nella parrocchia di Medjugorje, la Vergine ha detto:

"Bisogna rispettare l'autorità ecclesiastica, tuttavia, prima che essa esprima il suo verdetto, è necessario progredire spiritualmente. Questo verdetto non verrà espresso rapidamente, ma sarà simile alla nascita che viene seguita dal battesimo e dalla cresima. La chiesa confermerà solo quello che è nato da Dio. Dobbiamo progredire ed andare avanti nella vita spirituale spinti da questi messaggi." (16 settembre 1982)».
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[N.B.: - quest'ultimo messaggio non si trova nelle raccolte ufficiali, ma solo sul sito ufficiale della parrocchia di Medjugorje, www.medjugorje.hr/, mentre la prima parte – cioè, il messaggio indirizzato al Papa – sì. Franco Sofia]

domenica 27 ottobre 2024

LO SPIRITO SANTO OPERA NELL’ESPERIENZA SPIRITUALE DI MEDJUGORJE

 

 LO SPIRITO SANTO OPERA NELL’ESPERIENZA SPIRITUALE DI MEDJUGORJE

Il Cardinale Victor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha ritenuto la sua presenza ad un convegno utile per dissolvere incomprensioni, durante il quale ha chiarito che il Nihil Obstat per Medjugorje significa che il soprannaturale c’è sicuramente in questo luogo, ed ha anche assicurato che per le apparizioni la strada per la dichiarazione di soprannaturalità non è affatto chiusa.

data: 24.09.2024.

                                       


In un convegno dedicato all’approfondimento delle nuove “Norme del Dicastero per la Dottrina della Fede per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali”, il prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede ha chiarito anche alcune parti del documento "La Regina della Pace" sulla esperienza spirituale nel santuario mariano dell'Erzegovina

“Il nulla osta per il culto pubblico al santuario di Medjugorje vuol dire che c’è qualcosa di soprannaturale, che lo Spirito Santo opera in quel luogo, come alla Rosa Mistica di Montichiari, anche se non si dichiara l’autenticità soprannaturale delle apparizioni.

ALCUNI MESSAGGI DELLA MADONNA POSSONO ESSERE SOPRANNATURALI, MESCOLATI AD ALTRI CHE NON LO SONO.

Non diciamo che lo Spirito opera ‘attraverso di’, perché sarebbe affermare la soprannaturalità, ma ‘in mezzo a’: e questo significa già un’azione speciale dello Spirito in quel luogo”. Così il cardinale Victor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha chiarito questo e altri particolari del documento "La Regina della Pace" sulla esperienza spirituale nel paesino dell'Erzegovina, pubblicato la scorsa settimana, in un convegno dedicato all’approfondimento delle nuove “Norme del Dicastero per la Dottrina della Fede per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali” promosso dall’Osservatorio sulle apparizioni e i fenomeni mistici della Pontificia Academia Mariana Internationalis (Pami).

PERCHÉ PER MEDJUGORJE NON È STATA DICHIARATA LA SOPRANNATURALITÀ

Nel suo intervento il porporato argentino ha voluto chiarire alcuni punti dei due documenti, a partire dalle nuove Norme, in vigore dal 19 maggio scorso. Ha chiarito il significato delle sei determinazioni in caso di presunte apparizioni, dal Nihil Obstat alla Declaratio de non supernaturalitate, e ha voluto rispondere alla domanda di molti devoti di Medjugorje. Che si sono chiesti perché, nel documento “Regina della Pace” non è stata seguita la proposta di dichiarazione di soprannaturalità della "Commissione Ruini". Fernández ha spiegato che questa dichiarazione “è sempre possibile”. Ma dopo 45 anni, durante i quali “non è mai stato offerto ai fedeli un chiarimento dei messaggi, che pure venivano letti e meditati”, aspettando la dichiarazione di soprannaturalità, era importante dare loro la tranquillità di essere nella Chiesa, “un accompagnamento e autorizzare il culto pubblico”. Questo oggi “per il Papa è sufficiente.”

IL DIFFICILE LAVORO DEL DICASTERO

Il cardinale ha poi sottolineato che le parole della Nota, “Dio è presente e agisce nella nostra storia”, danno il senso a tutto quello che segue, e così “è possibile che Dio si faccia presente in modi straordinario” con le apparizioni e i miracoli. Ha ribadito come il lavoro del Dicastero per arrivare a queste norme sia stato “molto faticoso”: in questi 45 anni, ha ricordato, “ci sono state 3.500 beatificazioni, che presuppongono un miracolo, e solo 3 o 4 dichiarazioni di soprannaturalità”. Eppure anche su queste ci sono dei dubbi, ha voluto precisare.

PERCHÉ NON SI POTEVA ATTENDERE OLTRE

Il rischio di far attendere troppo un pronunciamento ufficiale su presunte apparizioni, per il porporato, è “che per anni la gente vada avanti senza una guida, e va nei luoghi delle presunte apparizioni, senza autorizzazione, e questo non va bene. I problemi, spesso, sono legati al fatto che i presunti veggenti sono ancora vivi” e non si sa come dirgli di aspettare, per dichiarare nuove visioni, prima che le precedenti vengano valutate. E poi il pericolo che si dica: “Sono messaggi voluti da Dio, e comunicati attraverso la Madonna”. Questi hanno un valore immenso: “Chi allora andrà più a leggere i Padri della Chiesa – si è chiesto Fernández - che non hanno detto di aver avuto visioni?

I TANTI SANTUARI MARIANI SENZA DICHIARAZIONE DI SOPRANNATURALITÀ

Quindi il prefetto della Dottrina della Fede ha voluto chiarire che la dichiarazione di soprannaturalità “non è magistero infallibile del Papa, e i fedeli non sono obbligati a crederci. Per questo crediamo che non sia indispensabile”. Ricordando che per molti santuari del mondo, anche santuari nazionali, come la Madonna di Lujan in Argentina, non c’è mai stata una dichiarazione di soprannaturalità, ha sottolineato che il “nulla osta” per Medjugorje significa tre cose. La prima, la tranquillità dei fedeli che sanno che ora la Chiesa mi accompagna; la seconda, l’autorizzazione al culto pubblico, non solo i pellegrinaggi, e significa che ora “si può fare una chiesa o una cappella con quella vocazione” in tutto il mondo. E la terza, chiarimenti utili per i fedeli “in modo che chi legga i messaggi sia accompagnato, e ci sono aspetti da interpretare correttamente”. Nel paesino dell’Erzegovina, per il cardinale sono stati importanti i frutti spirituali, ma anche alcuni messaggi. Ha confidato di essere stato colpito dalla devozione della Madonna Addolorata di Chandavila in Spagna, “dove la veggente ha sentito il bacio e l’abbraccio della Vergine”.

LE SEI DETERMINAZIONI DELLE NUOVE NORME

Infine il prefetto dell'ex Sant'Uffizio ha chiarito le determinazioni successive al Nihil Obstat. Ha spiegato che il Prae oculis habeatur, in cui si richiede maggior discenimento, non è stato applicato ai casi di Medjugorje e Montichiari, perché negli stessi messaggi della Madonna ci sono i chiarimenti: “Perché cercate cose straordinarie, nel Vangelo c’è tutto, dice, è lei che mette le cose a posto”. Il Curatur è un giudizio sospensivo, non una proibizione, nel quale il Vescovo accompagna la devozione privata. Il Sub mandato, è usato nel caso di “messaggi positivi, ma la Madonna appare in un terreno privato, e la famiglia usa quell’apparizione a proprio vantaggio, facendo anche progetti pastorali paralleli a quelli della Diocesi”. Il Prohibetur et obstruatur è legato a casi nei quali “ci sono forti dubbi, ma non vorremmo comunque ‘proibire’ alla Madonna di parlare”. Infine Declaratio de non supernaturalitate, significa che la presunta apparizione “è pericolosa, non viene da Dio. Ma servono argomenti oggettivi molto chiari”.

PADRE CECCHIN: UN INCONTRO PER DISSOLVERE INCOMPRENSIONI

Da parte sua fra Stefano Cecchin, presidente della Pontificia Academia Mariana Internationalis, nel presentare l’incontro, ha ricordato che la Pami, fin dalla sua fondazione, nel 1946, “ha avuto un’attenzione particolare per il tema delle apparizioni mariane che hanno segnato significativamente la storia della Chiesa”. Maria che appare anche ai non cristiani, portatrice di dialogo tra le fedi e inculturatrice del Vangelo. Esempio migliore è quello della Vergine di Guadalupe. Anche a Medjugorje Maria rimanda al Vangelo, ha chiarito. Ha poi sottolineato le problematiche emerse in più di cinquant'anni di ricerche, evidenziati nel Congresso Mariologico Internazionale del 2020, e legate alla “mancanza di una vera conoscenza della dottrina cattolica sulla Madre del Signore” che come ha affermato san Paolo VI è la chiave “per l’esatta comprensione del mistero di Cristo e della Chiesa”. Il Concilio Vaticano II insegna infatti che Maria “è il modello della Chiesa”.

ATTENZIONE A CHI UTILIZZA A PROPRI FINI LA FIGURA DI MARIA

Ma oggi questa scarsa conoscenza porta, per fra Cecchin, ad una frattura tra la mariologia e il pensiero della Chiesa e una certa marianità popolare, quella di tanti gruppi e associazioni, soprattutto nelle Americhe, “che utilizzano la figura di Maria per diffondere messaggi e usi non conformi al messaggio evangelico, quasi sempre basati su presunte rivelazioni private”. E ha criticato il “proliferare della diffusione di fenomeni, visioni, profezie che utilizzano la figura di Maria per attaccare il Papa, la Chiesa, le autorità ecclesiastiche, il magistero, le istituzioni con messaggi apocalittici, non per creare la speranza del trionfo del Cuore Immacolato di Maria ma per suscitare paura”. Fenomeni che ha definito “mafiosi”, e che puntano a dividere la Chiesa, da combattere, ha concluso il presidente della Pami, attraverso una corretta formazione mariologica, perché “non si può essere vero devoto, consacrato, amante di Maria se non la si conosce per poterla imitare”.

SUOR DEL GAUDIO: GLI ASPETTI PASTORALI DELLE MARIOFANIE

Successivamente è intervenuta suor Daniela Del Gaudio, direttrice dell'Osservatorio internazionale sulle apparizioni, che ha approfondito gli aspetti ecclesiologici e pastorali delle mariofanie. La teologia dei carismi le colloca all’interno del dinamismo del corpo mistico che è la Chiesa”, con lo scopo di “edificare il corpo di Cristo nella carità”. Per questo motivo l’attenzione nelle nuove Norme si è spostata “dalla dichiarazione di soprannaturalità ai frutti che le mariofanie generano”. Quest’attenzione ai frutti, per la religiosa, “permette di concentrarsi maggiormente sulla ricaduta pastorale che le mariofanie comportano in un determinato territorio, in una chiesa locale e nella Chiesa universale e, di conseguenza, nel mondo intero”. Infatti, grazie ai mass media e alla comunicazione digitale, “la risonanza di un messaggio o di un’apparizione della Vergine Maria diventa universale, anche per i non credenti. La Chiesa deve farsi carico di indirizzare sapientemente ad un giudizio e anche orientare il culto mariano”. La dinamica stessa delle apparizioni mariane, ha concluso suor Del Gaudio, “mostra come la Vergine Maria riesca ad inculturare il Vangelo in ogni parte del mondo. E questo incoraggia, secondo il desiderio di Papa Francesco, uno stile mariano di evangelizzazione” caratterizzato “dalla fede, dalla tenerezza e dalla misericordia di Maria, come modello per la Chiesa in uscita”.

GLI ALTRI INTERVENTI DEL CONVEGNO

Il convegno, tenuto presso l’Aula Sant'Antonio in Via Merulana, è stato promosso dall’Osservatorio sulle apparizioni e i fenomeni mistici della Pontificia Academia Mariana Internationalis (PAMI) in collaborazione con la Pontificia Università Antonianum, la Pontificia Facoltà Teologica san Bonaventura e la Pontificia Facoltà Teologica Marianum. Dopo il saluto istituzionale di fra Agustin Hernandez, OFM, rettore della Pontificia Università Antonianum, sono intervenuti anche padre Denis Kulandaisamy, OSM, preside della Pontificia Facoltà teologica Marianum, su “La Rivelazione e le rivelazioni private: riferimento alla Sacra Scrittura”; padre Raffaele di Muro, OFMConv., preside della Pontificia Facoltà teologica San Bonaventura, su “Mistici e veggenti”. L’evento è stato moderato da Fabio Bolzetta, direttore dell’Ufficio di comunicazione istituzionale della Pami. (Vatican News)

https://www.medjugorje.hr/it/attualita/cardinale-victor-manuel-fern%c3%a1ndez-lo-spirito-santo-opera-nell%e2%80%99esperienza-spirituale-di-medjugorje,13910.html

https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2024-09/cardinale-fernandez-norme-apparizioni-maria-convegno-antonianum.html

venerdì 25 ottobre 2024

Messaggio, 25 ottobre 2024

 

Medjugorje - Messaggio, 25 ottobre 2024



Cari figli! In questo tempo, quando celebrate il giorno di tutti i Santi, chiedete la loro intercessione e preghiere, affinché nella comunione con loro, troviate la pace. I santi siano per voi intercessori ed esempi da imitare per vivere una vita santa. Io sono con voi ed intercedo presso Dio per ciascuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. (Con approvazione ecclesiastica).

NUMEROSI SACERDOTI VENGONO A MEDJUGORJE PER CONFERMARE LA LORO VOCAZIONE

 

NUMEROSI SACERDOTI VENGONO A MEDJUGORJE PER CONFERMARE LA LORO VOCAZIONE  (Rev. John Regan dall'Irlanda)

22/10/2024

"Molte persone ne parlano, non siate solo curiosi, ma venite, venite, credete, aprite i vostri cuori e sperimentate Medjugorje!".

               


È la metà del mese di ottobre della Madonna, e a Medjugorje sono ancora numerosi i pellegrini giunti in questo luogo di preghiera e di pace da tutto il mondo, dagli Stati Uniti d'America, Spagna, Irlanda, Brasile , Italia, Francia, Canada... Particolarmente numeroso il numero dei pellegrini provenienti dall'area anglofona, e questo è particolarmente visibile durante le sante messe mattutine celebrate in inglese. Poi la chiesa di S. Giacomo è stracolma, e attorno alla chiesa parrocchiale si radunano anche molti pellegrini. Oggi, 22 ottobre, la Santa Messa in inglese è stata celebrata dal Rev. John Regan dall'Irlanda, che viene a Medjugorje ogni anno dal 1998, e lo stesso è successo anche questa volta quando è venuto a Medjugorje con 44 suoi parrocchiani. Sono rimasti a Medjugorje diversi giorni, hanno celebrato ogni giorno la santa messa, hanno ricevuto il sacramento della confessione, hanno visitato le colline di Medjugorje e hanno ascoltato numerose testimonianze. Dopo la santa messa abbiamo parlato con p. John Regan e ci ha detto che il dono più grande che un pellegrino può ricevere a Medjugorje è proprio la pace!

 

"Vengo dall'Irlanda, anzi dalla parte occidentale dell'Irlanda, e sono stato ordinato sacerdote sei anni fa. Vivo a Dublino, più precisamente nella parrocchia di Corduff a Blanchardstown. Sono venuto a Medjugorje per la prima volta nel 1998. Mio Dio, sono passati quasi trent'anni da allora e non posso crederci. Ma ricordo bene quell'arrivo, dopo che mia sorella mi chiese se volevo andare a Medjugorje, e fino ad allora non avevo mai sentito parlare di quel posto. Avevo detto che l'avrei fatto, così nel 1998 sono venuto a Medjugorje insieme ai miei genitori e a mia sorella, e mi sono subito innamorata di questo posto.

A Medjugorje ho trovato una pace straordinaria nella mia vita. A quel tempo avevo solo 23 anni e vivevo la vita normale che vivono i ventenni. Sono venuto qui allora e l'intero posto mi ha fatto una profonda, profonda impressione. Sono tornato a casa con un grande dono di pace. "Abbiamo trascorso una settimana meravigliosa a Medjugorje, abbiamo pregato, eravamo vicini alla Madonna, e questo ha davvero emozionato il mio cuore, il mio cuore era in fiamme allora, ed è quello che ha fatto veramente Medjugorje", ha detto il Rev. John Regan, ed ha sottolineato che da allora viene a Medjugorje ogni anno.

 

"È il mio pellegrinaggio annuale, non direi una vacanza annuale, ma un vero pellegrinaggio annuale. Sono stato ordinato sacerdote sei anni fa, e prima di diventare sacerdote ho lavorato in un albergo come manager; e ho lavorato anche in un ospedale in Irlanda.

Ho poi sentito la chiamata di Dio. Questa chiamata ha avuto un'accelerazione a Medjugorje, dove Dio mi ha dato un grande amore per la religione, mi ha dato un grande amore per il sacerdozio, mi ha dato un amore meraviglioso per la Madonna e per quello che Ella vuole fare anche nella tua vita. Se ti apri completamente al suo Cuore e a suo Figlio, essi prenderanno il controllo della tua vita", ha detto il Rev. John Regan, il quale ha poi aggiunto alcune parole sul pellegrinaggio di quest'anno.

Come sacerdote, direi che molti sacerdoti vengono a Medjugorje per confermare la loro vocazione, il loro sacerdozio, e questo è molto importante, e per me come sacerdote è molto importante confermare nuovamente la mia vocazione quando ci confessiamo, ma è molto importante anche adorare Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare, è qualcosa di incredibile, potente e pieno di pace

"Per quanto riguarda questo pellegrinaggio, sono qui con un gruppo di 44 pellegrini della mia parrocchia di Dublino. È un gruppo misto in termini di età e abbiamo un uomo adulto di 32 anni che è padre di due bambini. Si è dichiarato ateo tre mesi fa, ma è sulla strada della religione, sulla strada del servizio. È venuto qui a Medjugorje dove ha trascorso la settimana più bella della sua vita e ha rivolto davvero la sua vita a Dio. Così sono venuto con i miei 44 parrocchiani e anche noi abbiamo trascorso una settimana meravigliosa a Medjugorje. Domani è il nostro ultimo giorno a Medjugorje e domani ritorneremo in Irlanda. Quando ho parlato con i parrocchiani della loro esperienza di Medjugorje, direi che siamo tutti qui nel viaggio del cuore e alla ricerca di risposte alle domande. Alcune persone del nostro gruppo sono arrivate dopo aver perso un figlio o una figlia morta di cancro, altre hanno perso i propri cari in incidenti stradali e vengono qui per trovare risposte. Forse non tanto per trovare risposte, ma per trovare la pace a causa di quella tristezza. Alcuni vengono per problemi di dipendenza, altri sono le madri e i padri di queste persone. E la loro esperienza di questa settimana è un'esperienza di pace. Credo che questo sia il dono più grande. Chiamiamo la Madonna la “Regina della Pace”, e la Madonna ci dice nei suoi messaggi che il dono più grande che possiamo avere è la pace. Quindi credo che la pace sia ciò che tutti hanno ottenuto questa settimana, quella pace. E se abbiamo ricevuto quel dono, è il dono più grande che possiamo ricevere nella vita", ha affermato il Rev. John Regan. Ha poi aggiunto che hanno visitato anche le colline di Medjugorje – Križevac e la Collina delle Apparizioni.




"Il tempo era bellissimo e quella scalata era bella perché era qualcosa di simile a quello che fece nostro Signore, era sulle colline per prendersi un momento tranquillo per sé, e anche noi abbiamo fatto lo stesso questa settimana, siamo andati nei luoghi tranquilli e solitari , abbiamo pregato il rosario, insieme e in gruppo, ma anche da soli. Siamo saliti sulla Collina delle Apparizioni e sul Križevac e penso che possiamo trovare il Signore in tutti quei luoghi. Come sacerdote, direi che molti sacerdoti vengono a Medjugorje per confermare la loro vocazione, il loro sacerdozio, e questo è molto importante, e per me come sacerdote è molto importante confermare nuovamente la mia vocazione quando ci confessiamo, ma è Molto importante è anche adorare Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare, è qualcosa di incredibile, potente e pieno di pace", ha affermato il Rev. John Regan.

Egli ha infine concluso con un invito, dicendo a chi non è mai stato a Medjugorje di venire con il cuore aperto, perché la vita è molto breve:

"Molte persone ne parlano, non siate solo curiosi, ma venite, venite, credete, aprite i vostri cuori e sperimentate Medjugorje!".

 

Testo e foto: Mateo Ivanković

 

https://radio-medjugorje.com/vijesti/medjugorje/vlc-john-regan-iz-irske-brojni-svecenici-dolaze-u-medugorje-kako-bi-utvrdili-svoj-poziv

(Tradotto con Google Translate e sistemato in italiano corrente da Franco Sofia)

MONS. ALDO CAVALLI SUL RAPPORTO TRA I TRE PAPI E MEDJUGORJE

 

MONS. ALDO CAVALLI SUL RAPPORTO TRA I TRE PAPI E MEDJUGORJE

“andate, andate, andate a Medjugorje, perché è un luogo di profonda spiritualità e di fede che vale per il mondo intero”.

 


21/10/2024

 Sabato 19 ottobre è stata presentata a Medjugorje la Raccolta di articoli scientifici "Medjugorje come contributo alla nuova evangelizzazione". In questa raccolta, pubblicata dalla Facoltà Teologica Cattolica dell'Università di Zagabria e dal Centro Informazioni Mir Medjugorje, sono pubblicati 21 documenti del XIV del Congresso Mariologico e Mariano Nazionale, che si è tenuto a Medjugorje dal 7 al 9 ottobre 2022, ed è stato curato da suor Nedjeljka Valerija Kovač. Il Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, Mons. Aldo Cavalli, ha ringraziato tutti coloro che hanno organizzato questo Congresso e pubblicato i loro lavori scientifici, affermando che i punti fondamentali della nuova evangelizzazione sono stati molto ben spiegati sia nel Congresso sia in questa Raccolta.

Parlando di Medjugorje come centro della nuova evangelizzazione, mons. Cavalli ha detto che tutti i Papi hanno mostrato grande interesse per questo luogo.



«Sappiamo che San Giovanni Paolo II avrebbe voluto venire qui e visitare questo luogo che rispettava così tanto, ma non poteva. Papa Benedetto XVI con il cardinale Ruini ha compiuto un’inchiesta, fondamentale per il cambiamento pastorale di questo luogo. E questo papa, Papa Francesco, ha fatto di Medjugorje un centro internazionale di spiritualità, con tre punti ben precisi.



Il primo: quando cinque anni fa disse a tutti i sacerdoti e ai vescovi: accompagnate, accompagnate e accompagnate i vostri fedeli a Medjugorje. Secondo punto: quando ha preso tutta la cura pastorale di questa parrocchia e l'ha posta legalmente sotto il suo diretto controllo e la sua diretta cura pastorale. E ha voluto dare alla parrocchia un'importanza così grande che ha nominato, cosa unica nel mondo, un vescovo, con tutta la giurisdizione che ha un vescovo diocesano, solo per questa parrocchia.

E il terzo punto, quello che ha fatto qualche settimana fa, dicendo al mondo intero quel nihil obstat che significa una cosa molto importante: la traduzione nihil obstat significa che non c'è nulla di contrario, ma in realtà vuole dire in poche parole andate, andate, andate a Medjugorje, perché è un luogo di profonda spiritualità e di fede che vale per il mondo intero. Ora Medjugorje, si trova in una situazione internazionale che bisogna non solo mantenere ma anche sviluppare cooperando, cooperando il meglio possibile con la grazia, perché la grandezza di questo luogo è la grazia che viene dallo Spirito Santo. Per questo voglio ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno organizzato questo Congresso e alla fine hanno raccolto negli Atti tutti questi lavori del Congresso per aiutare tutti a collaborare con questa grazia per il mondo intero», ha concluso Mons. Cavalli, intervenendo alla presentazione della Raccolta di articoli scientifici Medjugorje come contributo alla nuova evangelizzazione.

 

Velimir Begic

 

https://www.medjugorje.hr/it/attualita/mons.-cavalli-sul-rapporto-di-tre-papi-e-medjugorje,13939.html

 

https://radio-medjugorje.com/vijesti/medjugorje/nadbiskup-aldo-cavalli-o-odnosu-trojice-papa-i-medugorja

 

 

 

giovedì 24 ottobre 2024

“Ci ha amati”, l’Enciclica del Papa sul Sacro Cuore di Gesù

 

“Ci ha amati”, l’Enciclica del Papa sul Sacro Cuore di Gesù

UNA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO

 


24 ottobre 2024

“Dilexit nos”, quarta Enciclica di Francesco, ripercorre tradizione e attualità del pensiero “sull’amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo”, invitando a rinnovare la sua autentica devozione per non dimenticare la tenerezza della fede, la gioia di mettersi al servizio e il fervore della missione: perché il Cuore di Gesù ci spinge ad amare e ci invia ai fratelli

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“«Ci ha amati», dice San Paolo riferendosi a Cristo (Rm 8,37), per farci scoprire che da questo amore nulla «potrà mai separarci» (Rm 8,39)”. Inizia così la quarta Enciclica di Papa Francesco, intitolata dall’incipit “Dilexit nos” e dedicata all’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo: “Il suo cuore aperto ci precede e ci aspetta senza condizioni, senza pretendere alcun requisito previo per poterci amare e per offrirci la sua amicizia: Egli ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4,10). Grazie a Gesù «abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi» (1 Gv 4,16)” (1).

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELL'ENCICLICA

https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/20241024-enciclica-dilexit-nos.html

 

L’AMORE DI CRISTO RAPPRESENTATO NEL SUO SANTO CUORE

In una società - scrive il Papa - che vede moltiplicarsi “varie forme di religiosità senza riferimento a un rapporto personale con un Dio d’amore” (87), mentre il cristianesimo spesso dimentica “la tenerezza della fede, la gioia della dedizione al servizio, il fervore della missione da persona a persona” (88), Papa Francesco propone un nuovo approfondimento sull’amore di Cristo rappresentato nel suo santo Cuore e invita a rinnovare la sua autentica devozione ricordando che nel Cuore di Cristo “possiamo trovare tutto il Vangelo” (89): è nel suo Cuore che “riconosciamo finalmente noi stessi e impariamo ad amare” (30).

IL MONDO SEMBRA AVER PERSO IL CUORE

Francesco spiega che incontrando l’amore di Cristo, “diventiamo capaci di tessere legami fraterni, di riconoscere la dignità di ogni essere umano e di prenderci cura insieme della nostra casa comune”, come invita a fare nelle sue Encicliche sociali Laudato si’ e Fratelli tutti (217). E davanti al Cuore di Cristo, chiede al Signore “di avere ancora una volta compassione di questa terra ferita” e riversi su di lei “i tesori della sua luce e del suo amore”, affinché il mondo, “che sopravvive tra le guerre, gli squilibri socioeconomici, il consumismo e l’uso anti-umano della tecnologia, possa recuperare ciò che è più importante e necessario: il cuore” (31). Nell’annunciare la preparazione del documento, al termine dell’udienza generale del 5 giugno, il Pontefice aveva chiarito che avrebbe aiutato a meditare sugli aspetti “dell’amore del Signore che possano illuminare il cammino del rinnovamento ecclesiale; ma anche che dicano qualcosa di significativo a un mondo che sembra aver perso il cuore”. E questo mentre sono in corso le celebrazioni per il 350° anniversario della prima manifestazione del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque, nel 1673, che si chiuderanno il 27 giugno 2025.

L’IMPORTANZA DI TORNARE AL CUORE

Aperta da una breve introduzione e articolata in cinque capitoli, l’Enciclica sul culto del Sacro Cuore di Gesù raccoglie, come preannunciato a giugno, “le preziose riflessioni di testi magisteriali precedenti e di una lunga storia che risale alle Sacre Scritture, per riproporre oggi, a tutta la Chiesa, questo culto carico di bellezza spirituale”.

Il primo capitolo, “L’importanza del cuore”, spiega perché serva “ritornare al cuore” in un mondo nel quale siamo tentati di “diventare consumisti insaziabili e schiavi degli ingranaggi di un mercato” (2). Lo fa analizzando cosa intendiamo per “cuore”: la Bibbia ce ne parla come di un nucleo “che sta dietro ogni apparenza” (4), luogo dove “non conta ciò che si mostra all’esterno o ciò che si nasconde, lì siamo noi stessi” (6). Al cuore portano le domande che contano: che senso voglio che abbiano la mia vita, le mie scelte o le mie azioni, chi sono davanti a Dio (8). Il Papa sottolinea che l’attuale svalutazione del cuore nasce “nel razionalismo greco e precristiano, nell’idealismo postcristiano e nel materialismo”, così che nel grande pensiero filosofico si sono preferiti concetti come quelli di “ragione, volontà o libertà”. E non trovando posto per il cuore, “non è stata sviluppata ampiamente nemmeno l’idea di un centro personale” che può unificare tutto, e cioè l’amore (10). Invece, per il Pontefice, bisogna riconoscere che “io sono il mio cuore, perché esso è ciò che mi distingue, mi configura nella mia identità spirituale e mi mette in comunione con le altre persone” (14).

IL MONDO PUÒ CAMBIARE A PARTIRE DAL CUORE

È il cuore “che unisce i frammenti” e rende possibile “qualsiasi legame autentico, perché una relazione che non è costruita con il cuore è incapace di superare la frammentazione dell’individualismo” (17). La spiritualità di santi come Ignazio di Loyola (accettare l’amicizia del Signore è una questione di cuore) e san John Henry Newman (il Signore ci salva parlando al nostro cuore dal suo sacro Cuore) ci insegna, scrive Papa Francesco, che “davanti al Cuore di Gesù vivo e presente, la nostra mente, illuminata dallo Spirito, comprende le parole di Gesù” (27). E questo ha conseguenze sociali, perché il mondo può cambiare “a partire dal cuore” (28).

“GESTI E PAROLE D’AMORE”

Ai gesti e alle parole d’amore di Cristo è dedicato il secondo capitolo. I gesti con i quali ci tratta come amici e mostra che Dio “è vicinanza, compassione e tenerezza”, si vedono negli incontri con la samaritana, con Nicodemo, con la prostituta, con la donna adultera e con il cieco sulla strada (35). Il suo sguardo, che “scruta l’intimo del tuo essere” (39), mostra che Gesù “presta tutta la sua attenzione alle persone, alle loro preoccupazioni, alle loro sofferenze” (40). In modo tale “da ammirare le cose buone che riconosce in noi” come nel centurione, anche se gli altri le ignorano (41). La sua parola d’amore più eloquente è l’essere “inchiodato sulla Croce”, dopo aver pianto per l’amico Lazzaro e aver sofferto nell’Orto degli Ulivi, consapevole della propria morte violenta “per mano di quelli che Lui tanto amava” (46).

IL MISTERO DI UN CUORE CHE HA TANTO AMATO

Nel terzo capitolo, “Questo è il cuore che ha tanto amato”, il Pontefice ricorda come la Chiesa riflette e ha riflettuto in passato “sul santo mistero del Cuore del Signore”. Lo fa riferendosi all’Enciclica di Pio XII Haurietis aquas, sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù (1956). Chiarisce che “la devozione al Cuore di Cristo non è il culto di un organo separato dalla Persona di Gesù”, perché noi adoriamo “Gesù Cristo intero, il Figlio di Dio fatto uomo, rappresentato in una sua immagine dove è evidenziato il suo cuore” (48). L’immagine del cuore di carne, sottolinea il Papa, ci aiuta a contemplare, nella devozione, che “l’amore del Cuore di Gesù Cristo, non comprende soltanto la carità divina, ma si estende ai sentimenti dell’affetto umano” (61) Il suo Cuore, prosegue Francesco citando Benedetto XVI, il suo contiene un “triplice amore”: quello sensibile del suo cuore fisico “e il suo duplice amore spirituale, l’umano e il divino” (66), in cui troviamo “l’infinito nel finito” (64).

IL SACRO CUORE DI GESÙ È UNA SINTESI DEL VANGELO

Le visioni di alcuni santi, particolarmente devoti al Cuore di Cristo – precisa Francesco – “sono stimoli belli che possono motivare e fare molto bene”, ma “non sono qualcosa che i credenti sono obbligati a credere come se fossero la Parola di Dio”. Quindi il Papa ricorda con Pio XII che non si può dire che questo culto “debba la sua origine a rivelazioni private”. Anzi, “la devozione al Cuore di Cristo è essenziale per la nostra vita cristiana in quanto significa l’apertura piena di fede e di adorazione al mistero dell’amore divino e umano del Signore, tanto che possiamo affermare ancora una volta che il Sacro Cuore è una sintesi del Vangelo” (83). Il Pontefice invita poi a rinnovare la devozione al Cuore di Cristo anche per contrastare “nuove manifestazioni di una ‘spiritualità senza carne’ che si moltiplicano nella società” (87). È necessario tornare alla “sintesi incarnata del Vangelo” (90) davanti a “comunità e pastori concentrati solo su attività esterne, riforme strutturali prive di Vangelo, organizzazioni ossessive, progetti mondani, riflessioni secolarizzate, su varie proposte presentate come requisiti che a volte si pretende di imporre a tutti” (88).

L’ESPERIENZA DI UN AMORE “CHE DÀ DA BERE”

Negli ultimi due capitoli, Papa Francesco mette in evidenza i due aspetti che “la devozione al Sacro Cuore dovrebbe tenere uniti per continuare a nutrirci e ad avvicinarci al Vangelo: l’esperienza spirituale personale e l’impegno comunitario e missionario” (91). Nel quarto, “L’amore che dà da bere”, rilegge le Sacre Scritture, e con i primi cristiani, riconosce Cristo e il suo costato aperto in “colui che hanno trafitto” che Dio riferisce a se stesso nella profezia del libro di Zaccaria. Una sorgente aperta per il popolo, per placare la sua sete dell’amore di Dio, “per lavare il peccato e l’impurità” (95). Diversi Padri della Chiesa hanno menzionato “la ferita del costato di Gesù come origine dell’acqua dello Spirito”, su tutti Sant’Agostino, che “ha aperto la strada alla devozione al Sacro Cuore come luogo di incontro personale con il Signore” (103).  A poco a poco questo costato ferito, ricorda il Papa “venne assumendo la figura del cuore” (109), ed elenca diverse donne sante che “hanno raccontato esperienze del loro incontro con Cristo, caratterizzato dal riposo nel Cuore del Signore” (110)Tra i devoti dei tempi moderni, l’Enciclica parla prima di tutto di San Francesco di Sales, che raffigura la sua proposta di vita spirituale con “un cuore trafitto da due frecce, racchiuso in una corona di spine” (118)

LE APPARIZIONI A SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE

Sotto l’influsso di questa spiritualità, Santa Margherita Maria Alacoque racconta le apparizioni di Gesù a Paray-le-Monial, tra la fine di dicembre 1673 e il giugno 1675. Il nucleo del messaggio che ci viene trasmesso può essere riassunto in quelle parole che Santa Margherita ha udito: “Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore (121).

TERESA DI LISIEUX, IGNAZIO DI LOYOLA E FAUSTINA KOWALSKA

Di Santa Teresa di Lisieux, il documento ricorda il chiamare Gesù “Colui il cui cuore batteva all’unisono col mio” (134) e le sue lettere alla sorella suor Maria, che aiuta a non concentrare la devozione al Sacro Cuore “su un aspetto doloristico” quello di chi intendeva la riparazione come un “primato dei sacrifici”, ma sulla fiducia “come la migliore offerta, gradita al Cuore di Cristo” (138). Il Pontefice gesuita dedica alcuni passi dell’Enciclica anche al posto del Sacro Cuore nella storia della Compagnia di Gesù, sottolineando che nei suoi Esercizi Spirituali, Sant’Ignazio di Loyola propone all’esercitante “di entrare nel Cuore di Cristo” in un dialogo da cuore a cuore. Nel dicembre 1871, padre Beckx consacrò la Compagnia al Sacro Cuore di Gesù e padre Arrupe lo fece nuovamente nel 1972 (146). Le esperienze di Santa Faustina Kowalska, si ricorda, ripropongono la devozione “con un forte accento sulla vita gloriosa del Risorto e sulla misericordia divina” e motivato da queste, anche San Giovanni Paolo II “ha collegato intimamente la sua riflessione sulla misericordia con la devozione al Cuore di Cristo” (149). Parlando della “devozione della consolazione”, l’Enciclica spiega che davanti ai segni della Passione conservati dal cuore del Risorto, è inevitabile “che il credente desideri rispondere” anche “al dolore che Cristo ha accettato di sopportare per tanto amore” (151). E chiede “che nessuno si faccia beffe delle espressioni di fervore credente del santo popolo fedele di Dio, che nella sua pietà popolare cerca di consolare Cristo” (160). Perché poi “desiderosi di consolarlo, ne usciamo consolati” e “possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione” (162).

LA DEVOZIONE AL CUORE DI CRISTO CI INVIA AI FRATELLI

Il quinto e ultimo capitolo “Amore per amore” approfondisce la dimensione comunitaria, sociale e missionaria di ogni autentica devozione al Cuore di Cristo, che, nel momento in cui “ci conduce al Padre, ci invia ai fratelli” (163). Infatti l’amore per i fratelli è il “gesto più grande che possiamo offrirgli per ricambiare amore per amore” (167). Guardando alla storia della spiritualità, il Pontefice ricorda che l’impegno missionario di San Charles de Foucauld lo rese “fratello universale”: “lasciandosi plasmare dal Cuore di Cristo, voleva ospitare nel suo cuore fraterno tutta l’umanità sofferente” (179). Francesco parla poi della “riparazione”, come spiegava San Giovanni Paolo II: “offrendoci insieme al Cuore di Cristo, «sulle rovine accumulate dall’odio e dalla violenza, potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderato, il regno del cuore di Cristo»” (182).

LA MISSIONE DI FAR INNAMORARE IL MONDO

L’Enciclica ricorda ancora con San Giovanni Paolo II che “la consacrazione al Cuore di Cristo «è da accostare all’azione missionaria della Chiesa stessa, perché risponde al desiderio del Cuore di Gesù di propagare nel mondo, attraverso le membra del suo Corpo, la sua dedizione totale al Regno». Di conseguenza, attraverso i cristiani, «l’amore sarà riversato nei cuori degli uomini, perché si edifichi il corpo di Cristo che è la Chiesa e si costruisca anche una società di giustizia, pace e fratellanza»” (206). Per evitare il grande rischio, sottolineato da San Paolo VI, che nella missione “si dicano e si facciano molte cose, ma non si riesca a provocare il felice incontro con l’amore di Cristo” (208), servono “missionari innamorati, che si lascino ancora conquistare da Cristo” (209).

LA PREGHIERA DI FRANCESCO

Il testo si conclude con questa preghiera di Francesco: “Prego il Signore Gesù che dal suo Cuore santo scorrano per tutti noi fiumi di acqua viva per guarire le ferite che ci infliggiamo, per rafforzare la nostra capacità di amare e servire, per spingerci a imparare a camminare insieme verso un mondo giusto, solidale e fraterno. Questo fino a quando celebreremo felicemente uniti il banchetto del Regno celeste. Lì ci sarà Cristo risorto, che armonizzerà tutte le nostre differenze con la luce che sgorga incessantemente dal suo Cuore aperto. Che sia sempre benedetto!” (220).

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-10/ci-ha-amati-enciclica-del-papa-sul-sacro-cuore-di-gesu.html

lunedì 21 ottobre 2024

DIO DESIDERA CONVERTIRE IL MONDO INTERO E CHIAMARLO ALLA SALVEZZA

 

DIO DESIDERA CONVERTIRE IL MONDO INTERO E CHIAMARLO ALLA SALVEZZA

Appello a tutti i cari figli, e a tutti gli apostoli della Regina della Pace.



Quando Mons. Henryk Hoser, inviato dal papa in qualità di visitatore apostolico, si rese conto della meravigliosa abbondanza dei frutti che aveva trovato a Medjugorje mise in guardia la Chiesa e il mondo, invitando ad essere rispettosi riguardo agli interventi di Dio nella storia, perché questo è un intervento a nostro favore.

Lui che era stato per tanto tempo in Ruanda, dove ci sono state apparizioni quasi contemporanee a quelle di Medjugorje (qui iniziarono il 24 giugno del 1981, in Ruanda il 28 novembre) ha lanciato un monito: lì la Madonna non fu ascoltata, e dopo venne uno dei più terribili genocidi che l’umanità abbia mai conosciuto:

La Madonna ha predetto il genocidio del Ruanda, l'ha detto 10 anni prima. Le persone in quell'epoca non hanno capito niente dei suoi messaggi sul genocidio. Questo è stato il genocidio che ha ucciso 1 milione di persone.

C’è, però, un piano di salvezza di  Dio, al quale ci conviene aderire e col quale collaborare, perché non esiste un’altra via d’uscita dalla situazione in cui versa il mondo.

La Madonna, infatti, che a Medjugorje sta rivelando 10 segreti sulla sorte del mondo, dell’umanità e della Chiesa, in un messaggio che abbiamo più volte citato, ha affermato:  

 “Siete tutti importanti in questo grande piano che Dio porta avanti attraverso Medjugorje. Dio desidera convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza e al cammino verso di Lui che è il principio e la fine di ogni essere” (25 giugno 2007).

Mirjana, a sua volta, nel suo diario ha scritto:

“Non posso rivelare molto sui segreti, ma posso dire questo: la Madonna ha deciso di cambiare il mondo. Non è venuta ad annunciare la nostra distruzione, è venuta a salvarci e, con suo Figlio, trionferà sul male”.

Un progetto mai visto prima che ci coinvolgerà tutti, nostro malgrado, lo vogliamo o non lo vogliamo.

Siete tutti importanti”, dice la nostra Madre e Regina, o in positivo o in negativo. Anche “in negativo”, purtroppo. Più di una volta si è lamentata della mancata  risposta di molti. Addirittura, in un messaggio ha utilizzato l’aggettivo “enorme”:

“Cari figli, oggi vi invito a pregare e a digiunare per le mie intenzioni, perché Satana vuole distruggere il mio piano. Ho iniziato qui con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire né accettare il mio invito. Perciò voi che avete pronunciato il SÌ, siate forti e decisi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” (25 agosto 2011).

Mentre in un messaggio a Mirjana, ci fece la seguente confidenza:

“[…] Io, figli miei, capisco i vostri dolori e le vostre sofferenze. Chi potrebbe capirvi meglio di una Madre! Ma voi, figli miei? È piccolo il numero di coloro che mi capiscono e mi seguono. Grande è il numero degli smarriti, di coloro che non hanno ancora conosciuto la Verità in mio Figlio.

Perciò, Apostoli miei, pregate ed agite. Portate la luce e non perdete la speranza. Vi ringrazio!” (2 maggio 2014).

Quindi, nonostante milioni di persone abbiano visitato Medjugorje (più di 50 milioni dall’inizio delle apparizioni), e nonostante i benefici ottenuti dalla maggior parte di loro, non c’è la risposta che il Cielo si aspettava.

Il Cielo ha predisposto per il nostro tempo una potenza e una forza che nessuno avrebbe potuto immaginare 43 anni fa: un’abbondanza di frutti e segni tale che non è possibile catalogare.

Eppure, la nostra Madre e Regina continua a dire: “Ho bisogno di voi”.  

E quando la partita era ancora giunta al primo tempo – almeno, a sentire alcune dichiarazioni di Vicka fatte a Radio Maria (3 agosto 2000) – ecco che la Regina della Pace fa entrare in campo altre truppe scelte: i suoi Apostoli.

Questa chiamata costituisce una novità assoluta nel panorama delle apparizioni mariane di sempre.

Maria fa quello che ha fatto Gesù. Dal gruppo dei discepoli sceglie, separa degli Apostoli. E li prepara per i momenti in cui la battaglia si fa più dura attraverso una scuola di specializzazione.

A che servono questi Apostoli che sono stati annunciati secoli prima da san Luigi Maria Grignion de Montfort, e molti anni prima dalla Madonna alla Salette, e poi alle Tre Fontane?

Servono di appoggio alla missione congiunta della Madonna e di Mirjana, che è quella di pregare per coloro che non conoscono l’Amore di Dio.

Lo scopo del Cielo è quello di creare una diga specializzata contro il Male che avanza, per contrastare l’esercito delle tenebre con un esercito di luce.

“Quando si è di fronte a un abisso di male, l’unica risposta è un abisso d’amore”, ha detto san Giovanni Paolo II. Per questo i messaggi a Mirjana sono una scuola di specializzazione nell’amore.

Ma gli Apostoli devono prepararsi anche ad essere di appoggio a Mirjana in vista della rivelazione dei segreti, il cui traguardo è il Trionfo del Cuore Immacolato di Colei che è Regina della Pace. Per questo la Madonna li ha definiti “Apostoli della Rivelazione”, anche se questa espressione ha altri significati.

 

 Il prestigio dell’opera degli Apostoli della Regina della Pace scaturisce dalla piega determinante che gli eventi futuri prenderanno, e ai quali non solo gli Apostoli parteciperanno, ma che contribuiranno a forgiare per la grazia e il volere di Dio, e per una chiamata speciale di Maria, insieme a tutti gli altri “cari figli” anche loro scelti e chiamati a quest’opera epocale.

Gli Apostoli, che sono in prima linea in questo grande piano di Dio che porta al trionfo del Cuore Immacolato di Maria, sanno di avere una grande responsabilità riguardo alla salvezza dell’umanità e al rinnovamento della Chiesa:

“Vi invito ad essere uno strumento attraverso il quale tutti coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio, che non hanno mai amato, comprenderanno, lo accetteranno e si salveranno. Vi ringrazio, figli miei!” (2 novembre 2016).   

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Siete tutti importanti in questo grande piano che Dio porta avanti attraverso Medjugorje”. (25 giugno 2007).

Ognuno col suo proprio compito e con le sue forze.

“Perciò voi che avete pronunciato il SÌ, siate forti e decisi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” (25 agosto 2011).

 

 

 Franco Sofia

mercoledì 16 ottobre 2024

PERCHÉ DURANO COSÌ A LUNGO QUESTE APPARIZIONI?

 

 PERCHÉ DURANO COSÌ A LUNGO QUESTE APPARIZIONI?

 

Foto Umberto Pizzi

A  chi gli obiettava la lunghezza delle apparizioni di Medjugorje, padre Slavko rispose:

“Se la Madonna appare una volta, non può apparire anche 1800 volte?

Non siamo noi a stabilire quando e come deve apparire. Non le sembra che così noi mettiamo delle condizioni? Bisogna lasciarsi guidare dagli avvenimenti e non correggerli a nostro piacimento. Semmai dalla lunghezza delle apparizioni si può desumere l'importanza del messaggio.

Questa lunghezza dimostra che siamo di dura cervice: stentiamo a comprendere e a lasciarci coinvolgere. La reiterata presenza della Vergine assume una funzione pedagogica per portarci alla conversione.

La Madonna dice: «non mi stancherò di parlare e di portarvi alla conversione. Io sono instancabile: non vi lascerò in pace finché non avrete la pace». Questo parlare quotidiano della Vergine dimostra una urgenza: quella di fare e rifare ogni giorno la stessa cosa nel bene, e questo è necessario per la fede.

E i frutti si vedono. Molte sono le conversioni, accompagnate dal ritrovamento della pace interiore. Giungono qui persone depresse, sfiduciate, senza speranza, senza prospettive, insomma l'umanità di oggi. E cambiano, ritrovano pace e fiducia. Potrei raccontarle molti episodi… la gente cerca concretezza ed esperienza nella fede. Generalmente trova dai credenti risposte e teorie, ma poca o nessuna esperienza”.

“Medjugorje”, Milano, n. 11, ottobre 1986

 

lunedì 14 ottobre 2024

L'UMANITÀ ATTRAVERSERÀ UN PERIODO MOLTO DURO, DI PURIFICAZIONE DOLOROSA.

 

 L'UMANITÀ ATTRAVERSERÀ UN PERIODO MOLTO DURO, DI PURIFICAZIONE DOLOROSA.

 


«Siamo nel tempo delle grazie e delle chiamate della Madonna, che vuole portarci tutti alla salvezza. L'umanità attraverserà un periodo molto duro, di purificazione dolorosa. Il tempo attuale ci è dato per la fede e la conversione. Noi non siamo consapevoli di quale grazia Dio ci ha dato nella Madonna. Purtroppo, molti si accorgeranno solo quando le cose saranno passate. Come una mamma si occupa dei suoi figli, così Dio ci ha mandato la Vergine a prendersi cura di noi. Se noi in questo tempo accettiamo la Madonna, attraverseremo le prove con grande facilità.»

 (Mirjana, ottobre 1985)[1]

 



[1] In “Medjugorje”, Milano, n. 6, marzo 1986

 

PERCHÉ MILIONI DI PERSONE VENGONO QUI?

 




PERCHÉ MILIONI DI PERSONE VENGONO QUI?

»Qui si fanno cose che si fanno in ogni parrocchia e non c'è niente di strano: rosario, messa, adorazione del Santissimo, venerazione della croce, confessione... Come qualsiasi altro santuario. Ma tante persone vengono qui, milioni, senza pubblicità... Perché vengono qui a fare quello che possono fare nelle loro parrocchie, esattamente lo stesso?

C'è una ragione profonda. Pregano molto. Confessioni, a migliaia. Le persone vogliono cambiare la propria vita. Non posso fare a meno di pensare che questo posto, proprio questo posto, in qualche modo sia diventato un luogo d'incontro tra il soprannaturale e il naturale. Altrimenti non vedo altro motivo per cui milioni di persone verrebbero qui".

Mons. Aldo Cavalli

 

Così il visitatore apostolico, nel suo discorso di benvenuto all'apertura del XIV Convegno Mariologico svoltosi a Medjugorje dall’8 al 9 ottobre 2022, esprimendo la sua visione del "segreto" di Medjugorje.