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sabato 11 dicembre 2021

UN SEGNO DEL TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA - Il racconto integrale della liberazione di una indemoniata a Medjugorje

 


Dürer, Apocalisse, La Donna vestita di sole e il Drago







UN SEGNO DEL TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Il racconto integrale della liberazione di una indemoniata a Medjugorje

 

Questo racconto si trova pure in “Nuovi racconti di un esorcista” di don Gabriele Amorth, ma in forma ridotta.

 

Protagonista di questa straordinaria storia sono: la Donna vestita di sole e il Drago rosso, il lotta tra loro; la discendenza della Donna e la discendenza del Drago, a sua volta in lotta tra loro. Il fatto è accaduto nel 1987, durante l’Anno Santo mariano indetto da Giovanni Paolo II, ma anche 70° anniversario delle apparizioni di Fatima.

 

 

 

I PRECEDENTI

Una donna di un paesino siciliano è da anni sotto il possesso di satana. Ma la sua è diventata una sofferenza per tutti in famiglia. Oltre alla sofferenza morale e psicologica dei familiari, pare che alcuni di essi abbiano dovuto soffrire fisicamente per la vendetta di satana.

Dopo anni di peregrinazioni presso i più svariati dottori (che per altro non le riscontrano mai niente), bussa alle porte del proprio vescovo, il quale con prudenza la affida a un sacerdote per l’esorcismo. Il sacerdote è aiutato in questo compito da persone che pregano e digiunano. La madre della signora si rivolge a me perché mi interessassi a sua figlia: cosa che io faccio cercando, prima di tutto, di verificare personalmente se realmente vi fosse possessione. Assistendo all’esorcismo mi convinsi che il caso era molto serio.

[Ebbi allora parecchi segni: ricordo che a un certo punto, mentre il sacerdote cercava un formulario di preghiera e si era creato un vuoto di silenzio, decisi di recitare nel mio cuore un’Ave Maria. Avevo appena cominciato a pregare, ripeto dentro di me, che la donna si girò verso di me e mi disse in siciliano: “Statti sotu, scimunitu!”, cioè: “Stai zitto, scimunito!”, cosa che mi fece agghiacciare, ma mi convinse in modo inequivocabile che veramente c’era la presenza del maligno in quella donna.

Il sacerdote mi raccontò diversi particolari raccapriccianti, tra i quali quello che una volta la donna aveva cercato di strappare i chiodi di una sedia con le unghie: riuscendoci][1].

Uscendo fuori, dopo l’incontro col sacerdote, a bruciapelo, proposi al marito della signora di venire a Medjugorje, proprio alla fine della settimana, cioè sabato 25 luglio. Il marito, titubante (perché non sapeva niente di Medjugorje) risolvette di venire, anche se non riuscì a prenotare i posti sul traghetto Bari – Dubrovnik. A Bari, fu solo all’ultimo momento che trovarono il posto per la loro auto.

 

 

 

I FATTI

 

Domenica 26 luglio 1987

 

Ore 10,30, arrivo a Medjugorje. La signora (che d’ora in avanti chiameremo col nome convenzionale di Assunta) appena messo piede a terra si sente male. Avverto che non bisogna perdere tempo. Vado perciò subito dal superiore dei francescani, allora padre Ivan. Egli non mi dà nessuna speranza circa un intervento dei sacerdoti. Mi affido alla Madonna.

Decido di portare Assunta in chiesa per le celebrazioni della sera col segreto pensiero che se si fosse manifestato il demonio, i sacerdoti sarebbero stati costretti ad prendere provvedimenti. In chiesa invece non succede niente. L’unico segno: durante la preghiera di guarigione, quando p. Slavko alza la croce per l’adorazione, Assunta chiude gli occhi e storce la testa, girandosi da un’altra parte; lo stesso aveva fatto al momento della consacrazione.

 

 

 

Lunedì 27 luglio.

 

Ore 7,30, saliamo sul colle Podbrdo. Durante la salita, Assunta si sente male, pesante. Nel salire preghiamo con il Rosario meditato. Giunti sul luogo delle apparizioni, la signora si siede frapponendo tra sé e il luogo delle apparizioni l’ostacolo del marito: dai suoi occhi sgorgano lacrime strane. Finita la preghiera, ci consacriamo a Maria. Poi apro la Bibbia, chiedendo al Signore di dirci Lui una parola che fosse adatta per ognuno di noi. La Bibbia si apre su una pagina in cui ci sono due brani significativi: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, ecc.”; e “Guarigione di un indemoniato”, brano nel quale c’è un rimprovero di Gesù ai suoi discepoli: “Questa razza di demoni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno” (Mt 16,24 ss; 19, 9-13) [proprio ciò che Maria chiede a Medjugorje].

 

Scendendo vediamo gente nel cortile della casa di Vicka. Ci precipitiamo subito dentro. Parliamo con Vicka del Paradiso, Inferno e Purgatorio. Della morte, di cui Vicka non ha paura. Chiedo a Vicka: “I presenti vedremo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria?”. Vicka, istintivamente annuisce, sorridendo, ma subito si corregge, scuote la testa, come per dire: “Non posso pronunciarmi”. Giunge il momento dei saluti. Tiro in disparte Vicka e gli parlo della signora Assunta. Vicka mi chiede il suo nome. Rientrando nel gruppo, mi viene spontaneo chiamare Vicka e spingerla verso Assunta. Questa si slancia verso Vicka e l’abbraccia scoppiando a piangere. Vicka mi guarda e mi chiede se è lei Assunta: rispondo affermativamente con un cenno del capo. Vicka allora comincia a parlare ad Assunta e ad accarezzarla sul capo. Avviene allora ciò che non avevamo programmato: il demonio si manifesta: urlando. Servendosi di Assunta il demonio comincia a gridare in una lingua sconosciuta: non aveva sopportato le carezze di Vicka, e si era buttato a terra. Vicka prende Assunta per una mano, io per l’altra.

Passato il primo momento di sbigottimento nei presenti, Vicka ci chiede di pregare: “Non piangere – disse, rivolgendosi ad alcune donne del nostro gruppo che conoscevano Assunta, ma che solo allora scoprivano la terribile realtà – ma pregare!”. Si leva allora un coro possente di preghiere. Non c’è paura. Tutti pregano con forza e potenza: giovani e anziani. È una scena biblica. Una lotta corpo a corpo con il demonio. In forma plastica davanti a noi si realizza il capitolo 12 dell’Apocalisse. Sono presenti persone di diverse nazioni: ognuno prega nella propria lingua.

 

Dopo un certo tempo Vicka si assenta un attimo, per tornare con un bicchiere di acqua benedetta e un rametto d’erba. Asperge Assunta che continua a dimenarsi. Dopo un po’ Assunta poggia il capo sul petto di Vicka e con una mano carezza il suo ginocchio. Vicka le chiede se va meglio; Assunta risponde con la mano, come a dire: ”Così, così”. Ci guardiamo in volto soddisfatti, credendo che il demonio fosse andato via. Mi sfilo allora la corona del rosario dal collo e tento di metterla al collo di Assunta: non l’avessi mai fatto! Il demonio caccia un urlo terribile: aveva fatto finta di essersene andato, perché smettessimo di pregare.

Continuiamo a pregare, ma in una forma più ordinata con il Rosario. Nel frattempo continuano a giungere altre persone che si accodano alla preghiera. Un signore, in particolare, impone le mani stando alle spalle di Assunta, ma di lontano. Assunta, in mezzo a quel coro di preghiere, pur girata di spalle e pur con gli occhi chiusi, individua immediatamente quella forma di preghiera silenziosa e si gira di scatto, cercando di prendere a calci quel signore. A quel signore si unisce una donna in quella particolare foma di preghiera. Assunta si dimena e urla: è necessario tenerla.

 

Giunge, a questo punto, un giovane biondo, occhi azzurri: si slancia con una forza straordinaria contro il demonio: parlano la stessa lingua, l’inglese. Incomincia un dialogo fitto tra il giovane e il demonio. Si capisce che il giovane grida al demonio di assoggettarsi a Gesù Cristo, e che il demonio non vuole in modo assoluto. Ho come la sensazione di vedere in quel giovane l’arcangelo Michele, tanto straordinaria è la potenza e la fermezza, e tanto convinta la sua azione contro il demonio. Il giovane non ha tentennamenti. Si direbbe che il manifestarsi del demonio ha permesso il manifestarsi della Chiesa. È la progenie della Donna vestita di sole che lotta contro la progenie del Dragone. Il giovane ci suggerisce di proclamare il salmo 67. Durante la proclamazione, il demonio si ribella. Proclamiamo allora più forte, ritornando più volte sullo stesso salmo.

 Frattanto sopraggiungono altre persone. Iniziamo invocazioni allo Spirito Santo e al Sangue dell’Agnello e ad altre preghiere. Do inizio poi alle litanie lauretane della Madonna. All’invocazione “Regina degli Angeli”, il demonio caccia un urlo tremendo e si dimena in modo tale che sono necessarie ben otto persone a tenerla. Notando questa reazione, insisto allora in tale invocazione, aumentando il volume della voce. Tutti si uniscono nel ripetere l’invocazione: “Regina degli Angeli, prega per noi”. È come un martello possente sulla testa del demonio. [Perché tale reazione? Forse perché Maria essendo Regina degli Angeli è anche Regina dei demoni che sono Angeli decaduti, e loro questo non lo sopportano]. Il demonio urla con urlo disumano che non finisce e dura per tutto il tempo che noi insistiamo nel gridare l’invocazione. È questo il momento più acuto della preghiera.

Durante tale fase, l’indemoniata si girò verso di me e aprì gli occhi: attraverso quegli occhi il demonio stesso mi lanciò, ne sono sicuro, uno sguardo di odio tale che se avesse potuto mi avrebbe annientato. La mia anima fu attraversata da una sensazione bruttissima, come se fosse stata immersa per un attimo nell’inferno.

Poi Vicka mi chiama in disparte e mi dice: “Sono ormai tre ore che preghiamo. Padre Slavko dice di non insistere e di portare Assunta in chiesa”. Intanto, è giunto un giovane italiano che parla pure inglese. Traducendo alcune frasi del demonio ci dice che il demonio stesso ha affermato che non è uno solo, ma sono in tanti: venti demoni!

 

Portiamo Assunta davanti alla chiesa e vado in cerca di padre Slavko. Egli mi dice di tornare alle ore 15,00 con Assunta. Alle ore 15,00 in punto portiamo Assunta in canonica. Assunta, ma solo lei, viene fatta entrare nella stanza delle apparizioni. Là si prendono cura di lei p. Slavko e p. Felipe. Io con un gruppo di persone, restiamo sotto la finestra a pregare. Comincia una preghiera che durerà fin quasi alle ore 19,00. Durante la preghiera chiedo alla Madonna che ci dia un segno del trionfo del suo Cuore Immacolato nella liberazione di Assunta: e proprio in quel momento in alto nel cielo azzurro tra il colle Podbrdo e il monte Kricevac vedo la lettera “Tau”, simbolo dei salvati, formata da una nuvoletta bianca.

Ad un certo punto padre Slavko, passando, ci fa segno con la mano, e noi abbiamo pensato volesse dirci che il demonio se ne era andato. Ma sapremo, dopo la Messa, che non era vero. Padre Slavko aveva voluto dirci con quel gesto che avevano smesso di pregare su Assunta e che dovevamo andare a Messa. Prima dell’ora dell’apparizione avevano portato Assunta nella stanza che era di fronte a quella in cui allora avvenivano le apparizioni. Poi ci venne detto che lì, mentre stava per arrivare il momento dell’apparizione, Assunta dava in smanie, e nel momento stesso dell’apparizione aveva tentato di forzare la porta (per l’occasione chiusa a chiave) nel tentativo di scappare; non essendovi riuscita, aveva tentato di saltare dalla finestra, e, impedita, aveva cercato di buttare a terra un armadio di diversi quintali.

 

Alle 21,00 riportiamo Assunta, stavolta in chiesa, nella stanzetta delle prime apparizioni, quella che sta di fronte alla attuale sacrestia. Ancora sono p. Slavko e p. Felipe a pregare. Poco prima delle 23,00, p. Slavko esce e ci invita ad entrare. Entriamo, io, il marito della signora e mio fratello. I sacerdoti ci informano della situazione. Si tratta di un caso difficile, e occorrono molte preghiere, sacrifici e digiuni. Soprattutto lei, Assunta, deve sforzarsi di mettere qualcosa di suo. I demoni sono legalisti, ci spiega p. Felipe, e fin quando Assunta non darà al Signore il diritto di entrare, essi accamperanno, per quante preghiere si facciano, il diritto di restare. Ci racconta che prima di pregare aveva chiesto ad Assunta: “Chi è Gesù per te?”, e lei non ha saputo rispondere. Diceva: “È uno spirito”, “È una persona”, ma non diceva mai “È il Signore”. I demoni soggiogano la sua volontà, gli tappano la bocca come una mafia. I sacerdoti poi ci dicono che Assunta in quelle due ore ha parlato in diverse lingue: inglese, tedesco, francese, portoghese e una lingua che sembrava italiano antico (forse l’italiano volgare di san Francesco, una lingua, dissero, del passaggio dal latino all’italiano). [Come faceva Assunta a parlare in tutte quelle lingue, visto che non le aveva studiate e visto che possedeva soltanto la terza media?].  Io stesso distinguo nei momenti che seguiranno e in alcune cose che rivelano i demoni (ma su cui p. Slavko mi ha pregato di mantenere il segreto) il francese e lo spagnolo. P. Slavko prende in giro i demoni, dicendo loro: “Io conosco la vostra forza: è nel gridare, nel minacciare, nella violenza.  Basta invece una sola parola di Gesù ad annientarvi”; e inizia a cantare con un motivo per me nuovo “Ubi caritas et amor, Deus ibi est” (“Dov’è carità e amore, lì c’è Dio”). Succede allora una cosa strana, perché io e p. Felipe ci accodiamo, [come trasportati da una forza misteriosa], a p. Slavko nel canto: ne viene fuori un bellissimo e dolcissimo canto a tre voci.  Io sentivo la mia voce come incanalarsi su un binario in modo naturalissimo: era come se in noi si manifestassero gli angeli buoni, in contrapposizione agli angeli cattivi che si manifestavano in Assunta. [E mentre noi eravamo pienamente coscienti di ciò che stava succedendo e pienamente padroni di noi stessi, quella poveretta di Assunta non era mai cosciente e mai padrona di se stessa quando si manifestavano i demoni]. Abbiamo ripetuto il canto tre volte. Poi p. Slavko ci disse di portare Assunta il giorno in canonica alle ore 13,00.

[Tra le tante cose che successero in quella stanzetta, ricordo che a un certo momento, qualcuno dei sacerdoti chiese ad Assunta se mi conosceva. “Chi – rispose – Franceschito?”, non so neppure se si scrive così, so però che si pronuncia come lo pronunciò lei, in spagnolo: nessuno dei presenti sapeva e nemmeno mio fratello che quello era il vezzeggiativo con cui mia madre e alcuni amici mi chiamavano in Argentina da piccolo, poiché sono nato in Argentina].

 

 

 

Martedì 28 luglio

 

La mattina alle 07,00, si parte per Thialina a trovare p. Jozo Zovko (primo parroco di Medjugorje). P. Jozo sta celebrando la s. Messa. Finita la celebrazione si mette dietro le nostre spalle e intona il Rosario meditato. Finito il Rosario, vado a trovarlo in sacrestia, e lo informo circa la presenza nella nostra comitiva di quella povera madre di famiglia. Nel frattempo arrivano due pullman di pellegrini, con dei sacerdoti. P. Jozo parla alle persone e poi, rivolgendosi a me, mi chiede che tempo abbiamo per restare. Gli dico che dobbiamo andarcene; e usciamo fuori. Egli esce e ci fa aspettare nel suo ufficio parrocchiale. Poi viene e ci chiede di pregare insieme. Ci dice di chiudere gli occhi e di invocare il Signore Gesù. Dopo un po’, p. Jozo si alza improvvisamente e si dirige deciso verso Assunta (da notare che non avevo avuto il tempo di indicargli chi era tra le persone del nostro gruppo); le impone le mani e subito i demoni si manifestano: inveendo e parlando in altre lingue, dimostrano di non sopportare le mani di p. Jozo. Questi ci invita a pregare. Mentre noi preghiamo, p. Jozo benedice e impone le mani su Assunta.

Ad un certo punto, mio fratello prende la Bibbia e legge dei brani. Assunta tenta di strappargli la Bibbia dalle mani, perché non sopporta che si legga la parola di Dio.

Poi p. Jozo ci invita a passare in chiesa. I demoni in italiano rispondono: “Assunta non esiste, e noi non vogliamo”. E difatti fanno resistenza per entrare in chiesa: è a forza che dobbiamo portare Assunta in chiesa, dove si trovano riuniti i pellegrini. [Strada facendo, ricordo che per evitare tale resistenza, mentii dicendo ad Assunta che saremmo andati a Medjugorje, mentre non era vero. Al che lei si girò verso di me, facendo un cenno col capo molto chiaro, facendomi capire che era inutile che mentissi perché tanto conosceva le mie vere intenzioni].

In chiesa p. Jozo, approfittando del caso, fa una catechesi sull’esistenza e l’azione di satana, e sulla necessità della preghiera e del digiuno, mentre Assunta sta seduta nei banchi in mezzo alla chiesa.

 

Un confratello di p. Jozo viene diritto verso Assunta e si siede, a sua insaputa, alle sue spalle. Assunta sta seduta su un banco della chiesa ed è appoggiata col capo sulle braccia, le quali a loro volta sono appoggiate sullo schienale del banco di fronte a lei, e per questo motivo non può vedere il frate alle sue spalle, e tanto meno quello che sta facendo.  Il sacerdote estrae una corona del rosario e una reliquia di san Leopoldo Mandić, e li tiene a una certa distanza sempre dietro le spalle di Assunta, in modo tale che ella non può vederlo. Dopo un po’ Assunta si gira all’improvviso manifestando di non sopportare quella preghiera silenziosa che il sacerdote stava facendo. Quest’ultimo insiste: allora Assunta gli strappa la corona dalle mani e la riduce in malo modo.

 

Avviene anche qui un’altra lotta. Si avvicina nuovamente p. Jozo, e Assunta scappa fuori della chiesa rincorsa da noi e dall’altro sacerdote. Quest’ultimo si fa portare dell’acqua benedetta e bagna Assunta ripetutamente. Il maligno cerca di fiaccare le forze del giovane sacerdote, colpendolo nei suoi affetti più cari e mostrandosi così veramente diabolico: in francese gli dice che sua madre si trova all’inferno (e badate che il sacerdote era  giovanissimo)[2]. Ma il sacerdote replica, in francese anche lui: “Mia madre era consacrata, io stesso l’ho unta prima di morire, e anch’io sono consacrato”.

Si era fatto tardi ed era giunto il momento di tornare a Medjugorje. Vado da p. Jozo che, inginocchiato nei banchi della chiesa, prega. Egli mi conferma che Assunta non fa nessuno sforzo.

 

Portiamo Assunta di nuovo a Medjugorje nella canonica appena qualche minuto dopo le 13,00. Padre Slavko e padre Felipe la portano nella stanzetta delle apparizioni. Hanno inizio altre preghiere. Verso le ore 14,30, p. Felipe ci chiama. Ci dice che i demoni sono molto indeboliti, e che manca ancora l’adesione volontaria di Assunta.  Ma neppure lui crede che il caso possa risolversi subito. Entriamo nella stanzetta e troviamo Assunta su un divano: la sua mano sinistra nella mano di una ragazza bionda[3], la mano destra tesa verso il crocifisso e il luogo in cui avvenivano le apparizioni in quella stessa stanza. Mi sembra un buon segno. La ragazza infatti ci conferma che aveva tentato di pronunciare il nome di Gesù, ma senza riuscirvi.

Ci mettiamo vicino a lei e cerchiamo di metterle sulle labbra qualche invocazione del nome di Gesù. Ma appena Assunta cerca di ripetere l’invocazione, mostra i sintomi del soffocamento. Il lei si verifica un cambiamento come nel transito della morte: ha gli occhi come al solito chiusi, non parla più, si esprime con gesti della mano  o con la scrittura.

 

  Padre Felipe interviene di nuovo: le poggia la croce sulla fronte, sul collo: ma i demoni reagiscono veementemente. La bagna con l’acqua benedetta, la unge con olio benedetto. Le sussurra che Gesù la ama, che Gesù è  più forte dei demoni. [Ma è scoraggiato. Mi confessa che probabilmente non abbiamo saputo pregare e digiunare. Esce un momento per andare a cercare qualcosa. Passa in quel momento p. Slavko e ci chiede quanto tempo restiamo ancora: gli risposi che il giorno dopo di mattina saremmo partiti di buon’ora. Neanche lui credeva che Assunta si potesse liberare senza altri giorni di preghiera. Padre Felipe ritorna con in mano una sorta di dépliant].

Egli dà inizio a una preghiera di liberazione non rituale, che riepilogava tutta la storia della salvezza e si indirizzava a ogni tipo di magia o di sortilegio. Assunta durante la preghiera annuisce con la testa, come a dire che era quello che ci voleva; e faceva capire che la preghiera non doveva essere indirizzata ad un solo demonio, ma a tanti demoni.

 

Finita la preghiera p. Felipe poggia la croce sulla fronte della povera donna, e non trova più reazione di opposizione. Mette allora la croce nella mano di Assunta, questa stringe la croce e poi la porta alla bocca: la bacia!

Mi tolgo allora la corona dal collo, quella corona che la mattina precedente da Vicka non ero riuscito a metterle al collo, quella corona che le mani stesse di Vicka avevano tenuto, e la metto al collo di Assunta. [E qui mi accorgo che tentava di dire qualcosa tra i denti stretti, serrati come in una morsa, mentre tendeva la mano verso il luogo dell’apparizione. Mi faccio coraggio e le suggerisco di dire il nome di Gesù, vedo che si sforza e un suono strisciante esce dalla sua bocca. Faccio notare la cosa a p. Felipe]. Padre Felipe coglie subito l’occasione e invita Assunta a invocare il nome di Gesù: “Di’ Gesù, non avere paura: Gesù Gesù…”.  Assunta con uno sforzo immane, come chi solleva dal proprio corpo una pesante pietra tombale, a denti stretti, ma distintamente, ripete il nome di Gesù e tutte le formule di preghiera che poniamo sulla sua bocca: “Gesù ti amo… Gesù, tu sei il Signore…”. Poi: “Ave Maria…”. È qui che Assunta apre gli occhi e scoppia a piangere: è un pianto di liberazione. Poi ci inginocchiamo davanti al luogo dell’apparizione e recitiamo diverse “Ave Maria”.

   

Padre Felipe ci dice che manca solo che Assunta adesso faccia la comunione: è un test importantissimo, tanto più che Assunta è da diversi anni che non si accosta all’Eucaristia.

Uscendo sentiamo da p. Ivan che Vicka sta male. Chiedo da quando e p. Ivan mi risponde: “Da un quarto d’ora”. Esattamente il tempo in cui Assunta si è liberata: strano, ma forse non tanto!

La sera, Assunta è in chiesa in prima fila: partecipa alla recita delle prime due corone del s. Rosario, poi partecipa alla s. Messa: sono io stesso che mi avvicino a lei con l’Eucaristia al momento della comunione. Assunta si comunica con grande trasporto.  Dopo la Messa partecipa alla preghiera di guarigione; e quando p. Slavko alza il Crocifisso per l’adorazione, lei è sui gradini dell’altare che lo adora, anche qui con trasporto e con gli occhi umidi. Poi recitiamo la terza parte del Rosario. Infine p. Slavko la porta, con p. Felipe, nella stanzetta delle prime apparizioni per sincerarsi che è veramente libera. Lì Assunta viene ancora benedetta e riceve le ultime raccomandazioni.

 


 

ALCUNE CONSIDERAZIONI

 

·         La liberazione è stata radicale, come dimostra la vita spirituale che Assunta conduce adesso: intensa e continua. Già il giorno dopo si è trasformata in apostola e missionaria presso uno dei membri del nostro gruppo. [Mentre sto riscrivendo la vicenda a distanza di ventuno anni, posso confermare che la vita di Assunta è stata un crescendo. Oggi è anche una catechista. Non le sono mancate le sofferenze, che però accetta con spirito cristiano, con quel trasporto che aveva verso il crocifisso].

·         Maria ci ha veramente dato un segno del trionfo del suo Cuore Immacolato. La nostra gioia poi è stata grandissima. Assunta ci raccontò una cosa che fino ad allora aveva tenuto per sé: la sera della domenica, cioè il giorno in cui siamo arrivati, mentre eravamo sotto la stanza delle apparizioni, al momento dell’apparizione, aveva visto nel cielo annuvolato, una nuvola a forma di testa d’uomo trasformarsi in una bestia, e sopra apparire la Madonna col Bambino. Come non pensare alla vittoria della Donna vestita di sole sul Dragone? [Annuncio questo della futura vittoria di Maria per il suo caso, ma anche annuncio del trionfo del Cuore Immacolato di Maria].

·         Tutta la Chiesa è stata rappresentata in questa lotta: dai semplici fedeli alla gerarchia (sacerdoti e diacono), ai veggenti (anche Jakov e Ivan hanno pregato su Assunta)[4].

·         È Cristo che ha vinto dall’alto della Croce. Abbiamo toccato con mano la forza della Croce e la sua vittoria sulle tenebre. Satana è debole verso la nostra debolezza, verso la debolezza della Croce: i demoni non possono nulla nei confronti della preghiera, del digiuno (ricordiamo che diverse persone avevano digiunato precedentemente per questo motivo) e della sofferenza offerta in espiazione o riparazione. Il digiuno in particolare ci pone dalla parte di Dio e diviene un’arma formidabile contro il demonio: come se all’incarnazione di Satana, intendo quell’accostamento alla materia e alla carne che avviene nella possessione diabolica, occorre rispondere con un’arma opposta, è come se lo Spirito (“che ha desideri contrari alla carne”, Gal 5,17), non abbia altra possibilità per vincere Satana che servirsi di noi quando gliene diamo diritto con il digiuno e la preghiera. Inoltre Maria ci sta indicando che per esorcizzare quella presenza di Satana più grande della storia dell’umanità e che si sta verificando nel nostro tempo attraverso il materialismo nelle varie forme, è necessario che la Chiesa, Corpo di Cristo, faccia strada allo Spirito che si oppone a Satana con il digiuno.

·         Abbiamo toccato con mano la forza straordinaria della Parola di Dio. Come pure la forza degli oggetti benedetti.

·         La via della santità è la difesa migliore contro Satana. Importantissima è la decisione per Cristo che si opera in un’attiva vita di fede. Satana è molto forte nei nostri confronti quando partecipiamo alla vita sacramentale per abitudine.

·         Maria è veramente Regina degli Angeli, e a Lei Dio ha concesso di sconfiggere Satana, e di annullarne il potere in modo definitivo.

·         Dinanzi a noi Satana si è presentato come il padre della menzogna, del dubbio e dello scoraggiamento.

·         Abbiamo imparato, in quei tre giorni che con Satana si lotta. Non si discute; che non gli si può concedere nulla, e che occorre essere decisi, poiché egli ha di mira solo la nostra distruzione.

·         Medjugorje si è presentata dinanzi a noi come un corpo sano. E come in un corpo sano gli anticorpi aggrediscono subito i microbi, i batteri e i virus, così a Medjugorje, dovunque, i demoni vengono aggrediti e respinti con efficacia grandissima.

·         Importante la constatazione che la paura di Satana finisce con la preghiera.

·         Abbiamo vissuto una pagina biblica: il 40% delle guarigioni operate da Gesù nei Vangeli, riguardavano indemoniati.

·         Quelli che hanno vissuto con noi questa esperienza conservano ancora l’impressione di essere stati, per tre giorni, a contatto con un altro mondo.

·         La liberazione di Assunta è segno degli avvenimenti futuri.

·         La presenza fisica dei consacrati è una forza straordinaria nei confronti di Satana. Quando a tenere Assunta erano i sacerdoti, o il diacono o i veggenti, non erano in genere necessarie altre persone, né era necessario usare la forza.

 

 

Franco diacono Sofia



[1] Tra parentesi quadre si trovano particolari inediti aggiunti da me stesso nel riscrivere la storia a distanza di ventuno anni dai fatti.

[2] Assunta non conosceva il sacerdote, era la prima volta che veniva a Medjugorje; e neppure poteva sapere che parlava il francese.

[3] È Milona d’Asburgo.

[4] Questo è successo il secondo giorno quando Assunta si trovò a passare dalla  stanza delle apparizioni a quella di fronte

mercoledì 8 dicembre 2021

UNO SGUARDO SUL FUTURO – I SEGRETI (IX PARTE) - IL TEMPO DELLA BATTAGLIA 2 - LA DONNA VESTITA DI SOLE

 

 

 


IL TEMPO DELLA BATTAGLIA 2 - LA DONNA VESTITA DI SOLE

 

Nelle parole che Mirjana ha dettato alla fine delle sue apparizioni la battaglia è presente attraverso accentuazioni e sfumature proprie che lasciano trasparire la Regina della Pace come la Donna vestita di sole dell’Apocalisse, che lotta contro il Drago. Infatti, ci troviamo nel “tempo di lotta contro Satana” (18 marzo 1991).

La Donna dell’Apocalisse, mentre si trova nelle doglie del parto, cerca di salvare il Figlio. Ma Lei, non ha partorito solo il Figlio – “maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro” (Ap 12,5) – sotto la Croce ci ha partorito tutti: Lei è la Madre di tutti gli uomini!

 

Dall’Apocalisse sappiamo che Satana quando scopre che non può nulla contro la Donna “se ne andò a fare guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che custodiscono i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.” (Ap 12,17).

 

E per questo, in modo commovente, la Madonna rivela ai suoi Apostoli che "Come la madre lotta per i propri figli, io prego e lotto per voi.” (2 gennaio 2008). 

In questa lotta materna, la nostra dolcissima Madre chiede aiuto ai suoi Apostoli:

“Figli miei, aiutatemi nella mia lotta materna e pregate con me affinché i peccatori conoscano i loro peccati e si pentano sinceramente.” (2 dicembre 2012).

 

Mentre noi la aiutiamo, Lei rimane con noi in questa lotta che si è spostata sulla terra:

“Desidero prendervi per mano e camminare con voi nella lotta contro lo Spirito impuro. Cari figli, consacratevi completamente a me.” (18 marzo 2012). 

 Gesù, anche Lui, attraverso sua Madre, ci chiede di lottare contro il Male:

Mio Figlio “Chiede la vostra lotta interiore contro l’egoismo, il giudizio e le umane debolezze. Perciò io, come Madre, vi dico: pregate, perché la preghiera vi dà forza per la lotta interiore.” (2 agosto 2016). 

 

Prima di chiudere il ciclo delle apparizioni del 2 del mese, la Madonna ci fa una rivelazione:

“Figli miei, la vostra lotta è dura; e lo sarà ancora di più, ma voi seguite il mio esempio.” (18 marzo 2018).

 La lotta non finisce perché finiscono le apparizioni del 2 del mese, ma, anzi, diventerà sempre più dura.

Se gli Apostoli vogliono aiutare sul serio la loro Madre e Regina, devono meditare col cuore i suoi messaggi e ubbidirLe rispondendo ai suoi consigli e ammonimenti. Come quando chiese di utilizzare persino le loro croci in questa lotta:

“Che le vostre croci siano per voi un mezzo nella lotta contro il peccato odierno.” (2 ottobre 2010). 

 Al fine di incoraggiarli perché non desistano, Ella  aggiunge rivelazione a rivelazione:

“Mio Figlio mi ha promesso che il male non vincerà mai, perché qui ci siete voi, anime dei giusti: voi, che cercate di dire le vostre preghiere col cuore; voi, che offrite i vostri dolori e sofferenze a mio Figlio; voi, che comprendete che la vita è soltanto un battito di ciglia; voi, che anelate al Regno dei Cieli. Tutto ciò vi rende miei Apostoli e vi conduce al trionfo del mio Cuore.” (2 novembre 2014).

 In questo messaggio troviamo diverse armi  che, nella lotta, utilizzano gli Apostoli della Regina della Pace: preghiere col cuore, dolori e sofferenze offerte a Gesù, consapevolezza che la vita terrena dell’uomo non è eterna, brama ardente del Regno dei Cieli.

 

La responsabilità degli Apostoli è grande, in considerazione degli sviluppi futuri dell’evento Medjugorje. La Madonna, infatti, desidera coinvolgerli in tutti i modi, stimolandoli e mostrando loro che il traguardo finale è anche frutto della loro opera, perché riguarda la stessa missione che hanno accettato di realizzare insieme a Lei quando hanno detto “si” alla chiamata  a diventare suoi Apostoli:

“Il mio cuore vuole vincere attraverso di voi e trionfare. Aprite i vostri cuori.  Voglio condurvi a questo.” (2 maggio 2006).

I dolcini che la Gospa ha dispensato ai suoi Apostoli non si contano; l’ha fatto perché siano più consapevoli dell’importanza della loro missione:

“Purificatevi e accettate la mitezza e l'umiltà. Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza, ma ha scelto la mitezza, l'umiltà e l'amore. Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani, affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo.”  (2 luglio 2007).

 La Madonna dice: “insieme saliamo sul monte e vinciamo”, perché la vittoria sul Male è frutto dell’azione congiunta del Cielo e della Terra, e dell’azione congiunta degli stessi Apostoli tra di loro. Da qui l’ammonimento di Maria:

“Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volontà di Dio, tutti insieme con mio Figlio, potete cambiare tutto e guarire il mondo.” (2 agosto 2011).
   La vittoria è nelle mani degli Apostoli della Regina della Pace, solo se essi saranno uniti nell’amore:

“L’amore unito dei miei Apostoli vivrà, vincerà e svelerà il Male.” (2 novembre 2016). 

 Quello delle promesse, numerosissime, che la Vergine Maria ha fatto ai suoi Apostoli, col proposito di sostenerli nella battaglia tra il Bene e i Male perché non desistano dalla loro missione, è un capitolo a parte.

 

 

L’AMORE VINCE

 

Specifica dei messaggi consegnati agli Apostoli della Regina della Pace, è l’insistenza a usare l’amore come arma, come abbiamo visto nel messaggio precedente. Forse ancora di più della stessa preghiera, che la Madonna, tuttavia, ha chiesto diverse volte da utilizzare nella lotta contro Satana.

 Ecco alcuni inviti in questo senso:

“Cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere, perché anche il più piccolo bene, il più piccolo segno d’amore vince il Male sempre più visibile.” (2 ottobre 2018).

Per questo:

“Dovete pregare moltissimo per avere quanto più amore possibile, perché l’amore vince la morte e fa sì che la vita continui.” (2 ottobre 2015).
  Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è il trionfo del Suo Amore, che è l’Amore di Dio:

“Pregate affinché il mio Amore vinca in ogni cuore, perché questo Amore che perdona si dona e non cessa mai.” (2 febbraio 2015).

 Ma cosa protegge da tutte le forme del Male, mentre imperversa la battaglia determinante per le sorti di tutta l’umanità?

Nel messaggio, tra i più diffusi, che la Madonna ha dato a Mirjana nel 1982, e in cui rese manifesti i progetti di Satana per il nostro tempo, ci svelò anche, probabilmente con grande costernazione dei modernisti, alcuni segreti per proteggerci:

“Proteggetevi dunque con il digiuno e la preghiera, soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l'uso dell'acqua benedetta!” (14 aprile 1982).

Oltre a questi mezzi di difesa e protezione, al cui vertice stanno sempre la preghiera e il digiuno, la Madonna ai suoi Apostoli ha promesso una protezione speciale per mezzo del suo Amore e del suo Manto:

“Col mio amore vi proteggerò dallo Spirito del Male.” (2 settembre 2012).

“Apostoli del mio amore, vi circondo col mio manto perché, come Madre, desidero proteggervi.” (2 luglio 2017).

“Il mio amore vi avvolgerà come un manto e farà di voi Apostoli della mia luce, della luce di Dio. Con l’amore che proviene dall’umiltà, porterete la luce dove regna la tenebra, la cecità. Porterete mio Figlio, che è la luce del mondo.” (2 luglio 2014).

  Cos’è questo manto materno?

C’è chi ha affermato, e personalmente lo condivido, che a Madonna lo ha ricevuto nel giorno dell’Annunciazione, quando l’angelo ha detto: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo".

Suor Emmanuel ha detto durante una sua conferenza:

“La Madonna è coperta dall’Altissimo, questo è il manto materno da quel giorno. Ma questo manto è fatto di Dio stesso, per questo Satana non ha mai potuto penetrare questo manto perché era Dio stesso; dunque, tutti coloro che sono dentro sono protetti dalla Madonna, ma potremmo essere fuori da questo manto. Se non facciamo quello che ci chiede siamo fuori da questo manto. E bisogna vivere i messaggi. Per essere sotto questo manto non possiamo dire “mamma, questo non lo faccio perché non ce la faccio” come se una mamma ci chiedesse una cosa impossibile: Messa, Rosario, digiuno, lettura delle Sacre Scritture.”[1]

 

(continua)

 

 Franco Sofia

(Per approfondire: Franco Sofia, Medjugorje. Apostoli della Regina della Pace. Ultima chiamata, ed. MIMEP, 2020)

Qui troverete la I PARTE, TERZO SEGRETO DI FATIMA E MEDJUGORJE:

 https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-i-parte.html

Qui troverete la II PARTE, ECCO PERCHÉ I SEGRETI SONO DETERMINATI DA DIO:

 https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-ii.html

Qui troverete la III PARTE, GLI APOSTOLI DELLA REGINA DELLA PACE E I SEGRETI

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-iii.html

Qui troverete la IV PARTE, LE TRACCE DEI SEGRETI NASCOSTE TRA LE RIGHE DEI MESSAGGI

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/10/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-iv.html

Qui troverete la V PARTE, GLI INDIZI NEI MESSAGGI CONSEGNATI A MIRJANA

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/11/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-v.html

Qui troverete la VI PARTE, QUESTO TEMPO È UN PUNTO DI SVOLTA

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/11/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-vi.html

Qui troverete la VII PARTE, LE FRASI SEGNALE

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/11/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-vii.html

Qui troverete la VIII PARTE, IL TEMPO DELLA BATTAGLIA 1

https://apostolidellareginadellapace.blogspot.com/2021/12/uno-sguardo-sul-futuro-i-segreti-viii.html



[1] "Siamo dentro una guerra, ma Maria prepara il Trionfo e c'è già chi lo vive", in https://lanuovabq.it/it/siamo-dentro-una-guerra-ma-maria-prepara-il-trionfo-e-ce-gia-chi-lo-vive.

sabato 4 dicembre 2021

L'IMPOSIZIONE DI UN NUOVO LINGUAGGIO - Intervento di Marguerite Anne Peeters

 


“L'imposizione mondiale del nuovo linguaggio è allo stesso tempo orizzontale e verticale. Orizzontale perché il nuovo linguaggio si è già diffuso ovunque nel mondo, 

anche nei luoghi più remoti.

Non è più esterno alla Chiesa:  molte ong, organismi di aiuto, università, associazioni femminili cattoliche, sacerdoti e pastori, l'hanno già adottato, a livelli diversi.”

Tratto da “ L'imposizione del linguaggio”, di Marguerite A. Peeters, Direttore di Dialogue Dynamics (Bruxelles), in ©L'Osservatore Romano, 23 ottobre 2009.







CHI HA DETTO CHE C’È L’ANTICRISTO DIETRO IL DOCUMENTO CHE VOLEVA CANCELLARE IL NATALE?

Tanti hanno gridato alla vittoria perché sarebbe stato ritirato il documento della Commissione europea (Union Of Equality. European Commission Guidelines for Inclusive Communication) reo di questa accusa infamante. In realtà il documento è stato sospeso, in attesa di studiarne un altro.

Molti di voi che avete letto l’articolo de “Il Giornale”, che ha spiattellato il progetto di cancellare il termine Natale e Maria, insieme a tanti altri, avete anche fatto ricorso allo spettro dell’anticristo.

E non a torto.

Dopo aver condiviso l’articolo su Facebook, è apparsa una scritta “Contesto mancante”. Con l’appoggio evidente della stessa Facebook, “Open online”, [sito web “edito da una società a impresa sociale fondata da Enrico Mentana con lo scopo di costruire un giornale online che valorizzi i giovani, negli ultimi anni tagliati fuori anche dal giornalismo”, e divenuta partner di Facebook con lo scopo di smontare le bufale e le false notizie che circolano sul web], ha sovraesposto il proprio punto di vista direttamente sui post che fanno riferimento all’articolo apparso su “Il Giornale”. Secondo Open online, e quindi secondo Facebook, nel documento della Commissione europea non ci sarebbero divieti di alcun genere.

In realtà, la rivoluzione circa il linguaggio è iniziata nel secolo scorso. L’ha messo in evidenza Marguerite A. Peeters nel suo intervento al 22° Festival dei Giovani di Medjugorje, il 2 agosto 2011.

Marguerite Anne Peeters, giornalista, fondatrice e direttrice dell’Institute for Intercultural Dialogue Dynamics di Bruxelles, che studia il cambiamento culturale globale, è una specialista in globalizzazione etica. È l’autrice di “The Globalization of the Western Cultural Revolution: Key-Concepts, Operational Mechanisms” (La globalizzazione della rivoluzione culturale occidentale: concetti chiave, meccanismi operativi).   

Anche il Vaticano si è mostrato interessato ai suoi studi. Il 13 giugno 2008 Peeters ha svolto una relazione dal titolo “The Political Consequences of the Western Cultural Revolution” (Le conseguenze politiche della rivoluzione culturale occidentale), nell’ambito di una conferenza organizzata dal Pontificio Consiglio della giustizia e della pace sul tema “Politics, a Demanding Form of Charity” (La politica, una forma esigente di carità).

Marguerite A. Peeters non usa mezzi termini e, nelle sue riflessioni, non nasconde i progetti di Lucifero e dell’Anticristo che stanno dietro alla rivoluzione del linguaggio.

Volevano il contesto? Eccolo!

 

***

Intervento Marguerite Anne Peeters  il 2 agosto 2011

al 22° festival dei giovani di Medjugorje

 

 

 

Carissimi giovani amici, buongiorno! Come state? È una grande gioia essere oggi qui con voi !

Siamo stati chiamati a metterci alla scuola della Santissima Vergine. Vorrei meditare con voi sulla grazia che ci viene fatta, sui tempi nei quali ci troviamo, sulla chiamata e sulla battaglia che sono propri del nostro tempo.

 

Gesù ci insegna che, mentre la storia umana volge al termine, cioè verso il tempo del raccolto, il grano buono e la zizzania crescono fianco a fianco.  

 

Il progetto di Dio si realizza e va verso il suo compimento. Le grazie concesse al nostro tempo, la santità a cui siamo chiamati tutti, sono più grandi che mai. La civiltà dell’amore è già nata. Non ne abbiamo forse fatto l’esperienza ieri sera nell’Eucaristia?

 

Civiltà dell’amore. È straordinario, no? Quando, fino ad ora, nella storia dell’umanità, c’è stata una civiltà fondata sull’amore, una civiltà dell’amore?

 

Lucifero, d’altra parte, persegue disperatamente il suo progetto. Egli è omicida. La zizzania oggi ha raggiunto una crescita più grande che mai. Continua a crescere fino a quando sarà tagliata e bruciata nel fuoco. Marthe Robin, un’amica di Dio del nostro tempo, ha definito il demonio il «vincitore sconfitto». Già sconfitto dal sacrificio del Cristo, tuttavia, sta conducendo una battaglia contro i santi – contro ciascuno di noi.

 

Lo sappiamo bene: facciamo tutti i giorni l’esperienza del combattimento – feroce lotta tra la vita e la morte. Combattimento interiore. La Santa Vergine ci aiuta maternamente a deciderci per Dio.

 

Per comprendere il tempo nel quale ci troviamo, consideriamo  – brevissimamente ! – la storia della rivoluzione culturale che ha portato l’Occidente nel suo stato attuale. La secolarizzazione  è andata accelerando dopo il XVIII secolo, quando la culture a ucciso la paternità di Dio. Dio è diventato per molti un grande architetto. Ci ha abbandonati a noi stessi. Ha cessato di essere un padre amorevole. L’uomo è diventato maestro dell’universo, al posto di Dio.

 

Alla fine del XIX secolo, Nietzsche ha proclamato la « morte di Dio ». Dio era morto nella cultura occidentale. Nietzsche ha detto che perché possiamo guarire dalla disperazione conseguenza della perdita della fede, bisogna che l’uomo divenga Dio. Il potere era per Nietzsche il valore supremo, l’acquisizione del potere lo scopo di una vita condannata alla morte.

 

Nel XX secolo, siamo passati rapidamente dalla morte di Dio alla morte dell’uomo.

 

Prima la morte del padre – l’omicidio del padre, considerato l’origine della nostra repressione, perché abbiamo rigettato l’amore paterno; e dopo, la morte della madre, con la rivoluzione femminista che ha rivendicato il diritto della donna alla contraccezione e all’aborto. Il bambino è diventato il nemico della donna. La donna non era più la madre. La donna è diventata, prima di tutto, una cittadina detentrice di diritti. Ora, ogni donna è chiamata ad essere, come la Beata Vergine, sposa, vergine e madre.

A seguire, con la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta, è arrivata la morte dello sposo. Si è passati dallo sposo al  partner. Lo sposo è unico. Lo è per la vita. Dio è nostro sposo per l’eternità. I partners sono molteplici, cambiano. Non durano. Non riempiono il cuore dell’uomo e della donna. Siamo fatti per avere uno sposo. 

E, infine, la morte del bambino. Senza padre e senza madre, come, infatti,  potremmo ancora essere bambini, figli, figlie ?

 

Nel corso di questo lungo processo di rivoluzione culturale occidentale, il cuore, la coscienza e la ragione   si sono progressivamente chiusi a ciò che è reale, vero, buono, amabile. Possesso, potere e divertimento sono diventati gli obiettivi.

 

A che punto siamo in questa lotta contro l’uomo e la donna immagine di Dio Trinità? Nella prospettiva del «genere» (gender), siamo alla negazione pura e semplice del disegno di Dio sull’uomo e la donna dopo le origini – alla negazione dell’identità maschile e femminile, della vocazione specifica dell’uomo alla paternità e della donna alla maternità, della loro complementarietà, persino del loro corpo sessuale, trattati come costrutti sociali.

 

Il gender, anti-cristico e anti-trinitario, è allo stato attuale una norma culturale e politica della governance mondiale. Questa norma non risparmia nessuna cultura, nessun paese.

 

Infatti, il demonio s’interessa molto alla globalizzazione, segno dei tempi in cui siamo. Più che mai, vuole sedurre, come dice l’Apocalisse, «ogni razza, popolo, lingua e nazione». Egli è intelligente e potente. Le sue strategie sono sottili. Dobbiamo dirgli «No» !

 

Quando il muro di Berlino è crollato nel 1989, la globalizzazione ha accelerato. L’ONU ho voluto costruire un nuovo consenso mondiale basato sull’etica per il XXI secolo.

È apparso un nuovo linguaggio: governance[1] mondiale, qualità della vita, benessere per tutti, salute riproduttiva, gender, diritti dei bambini, sviluppo sostenibile, emancipazione delle donne, auto-realizzazione, etica mondiale …

Ma questo linguaggio non parla di governo divino, di bene e di male, di figliolanza, di paternità, di maternità, di vita eterna, di pienezza, di  crescita, di creazione, di dono di sé, di comunione, di purezza, di verginità …

Oggi l'etica espressa dal nuovo linguaggio si globalizza alla velocità della luce. Questa etica è puramente laica. Il Cielo non esiste.  Bisogna fare dunque il meglio che si può, acquistare la salute, il benessere, l’autonomia, il potere, godere il più possibile della vita, dominare il mondo e «salvare se stesso» attraverso la tecnologia.  L’apostasia occidentale si globalizza. Stiamo costruendo un mondo senza Dio. Siamo tutti in lotta e dobbiamo scegliere da che parte stare!

 

Il vuoto culturale e spirituale diventa sempre più evidente e doloroso. Genera tanta sofferenza interiore in tutto il mondo.

 

La disfatta del vincitore sconfitto [Satana] diventa, però, sempre più evidente nel momento stesso in cui sembra regnare sul mondo intero. Tutti i popoli, senza eccezione, si interrogano sulla loro identità e il loro avvenire. Emerge, con sempre maggiore forza, nel cuore di ogni uomo, di ogni donna, di ogni bambino che siamo fatti per l'amore, per il dono sincero di noi stessi, per la comunione.

 

Siamo figli di Dio Padre, fratelli di Gesù, sposi dello Spirito Santo. Questa è la nostra identità, la nostra vocazione, la nostra felicità. Non c’è nient’altro. «Signore, da chi andremo ? Tu solo hai parole di vita eterna». Questa frase non è più attuale che mai?

La civiltà dell’amore è opera dello Spirito Santo, della Persona – Dono, della Persona- Amore. La comunione che desideriamo è Dio che la dona. Per questo bisogna nascere dall’alto.

 

All’orgoglio dei progetti di dominio del principe di questo mondo e della governance mondiale, Dio risponde attraverso l’umiltà, la dolcezza, la semplicità della Vergine Maria, attraverso il silenzio, la sua piccolezza, la sua obbedienza, il suo amore materno.

«Io sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la Sua parola».

«Permettetemi figlioli di guidarvi, aprite i vostri cuori allo Spirito Santo perché tutto il bene che è in voi fiorisca e fruttifichi il centuplo.» (dal messaggio del 25 luglio 2011).

 

Cari giovani amici, non cercate maestri da seguire, perché non ce sono più! Oltretutto, Gesù ci ha detto che abbiamo un solo maestro : Dio. Siate dunque responsabili della vostra vita, impegnatevi nella libertà, amate, prendete l'iniziativa della carità, fate fruttificare i vostri doni, aprite il vostro cuore allo Spirito Santo, apritelo alle dimensioni del mondo intero, della civiltà dell'amore!

 

[traduzione dal francese di Franco Sofia]

 

Questo intervento è per forza di cose ridotto, anche se mantiene la sua efficacia, perché indirizzato a un pubblico di giovani e perché inserito in un contesto con orari misurati.

Io sono riuscito a ottenere dalla stessa Peeters un opuscolo risalente al 2006, formato PDF, e dal titolo “La nuova etica globale”, e in cui la Peeters esprime con più compiutezza gli stessi concetti.

Desidero mettere a disposizione almeno la parte iniziale:

 La nuova etica
Globale : sfide per la Chiesa

 

Presentazione

© Marguerite A. Peeters 2006

     Tutti i diritti riservati

 

L’obiettivo  di  questo opuscolo è  quello di  introdurci alle sfide della nuova

etica che si è imposta a livello mondiale a partire dalla fine della guerra fredda, e di incoraggiare i cristiani al discernimento.

Una rivoluzione culturale globale si è verificata immediatamente in seguito alla caduta del muro di Berlino del 1989: un nuovo linguaggio, nuovi paradigmi, norme, valori, stili di vita, metodi educativi e processi di governanza appartenenti ad un’etica nuova – ad un tempo postmoderna e, nei suoi aspetti radicali, post-giudaico-cristiana – si sono imposti con un successo folgorante in tutto il mondo.

 

La nuova etica vuole essere globalmente normativa: in pratica, sta già governando.

La maggioranza degli intellettuali e dei decisori hanno seguito le nuove norme e i nuovi valori senza prendere il tempo necessario per studiarne accuratamente la provenienza e le implicazioni, mentre solo una piccola minoranza è stata reazionaria. Né gli uni, né gli altri hanno attuato il necessario discernimento.

 

Il contenuto della nuova etica non è esplicito ed evidente. Presentandosi come “dolce” e “consensuale”, essa proviene in realtà largamente dall’apostasia occidentale e nasconde un programma anticristico.

 

Numerosi cristiani fanno già confusione fra la dottrina sociale della Chiesa e i paradigmi della nuova cultura. Il pericolo che i cristiani si allineino è particolarmente vivo nei paesi in via di sviluppo che oggi subiscono direttamente e con forza gli effetti della globalizzazione.

 

D’altra parte, i cristiani non possono però dubitare della guida provvidenziale degli eventi del mondo. Essi sono chiamati a discernere i segni dell’azione del Santo Spirito nella nuova cultura e ad evangelizzarla.

 

L’ignoranza delle vere poste in gioco, tanto sociopolitiche e culturali quanto antropologiche e teologiche, è abissale. Ora, l’ignoranza è sempre cattiva consigliera. I cristiani sono chiamati ad assumere le loro responsabilità. Il discernimento non può attuarsi senza un serio studio del contenuto e del processo della rivoluzione culturale.

Ci auguriamo che questo opuscolo possa rendere più evidente la necessità critica di un tale lavoro, che appartiene alla missione di evangelizzazione della Chiesa.

 

Una rivoluzione

culturale globale

 

A partire dalla fine della guerra fredda, centinaia di nuovi concetti si sono diffusi con estrema rapidità fino ai più remoti confini del mondo, esprimendosi attraverso i termini di un nuovo linguaggio. Citiamo, alla rinfusa, qualche esempio:

 

globalizzazione umanizzante,   cittadinanza globale,   sviluppo sostenibile, buona governanza,  etica mondiale,  diversità culturale,  libertà culturale, dialogo fra civiltà,  qualità della vita,  educazione per tutti,  educazione di qualità,  educazione fra “pari”,  educazione alla pace,  scelta informata, consenso informato, “gender”, pari opportunità, principio di equità, emancipazione (delle donne, dei bambini),  empowerment,  omoparentalità, omofobia, orientamento sessuale,  stili di vita, integrità corporea, aborto “senza rischi”, accesso ai diritti, diritto alla scelta, diritti sessuali e riproduttivi, diritti delle donne, diritti dei bambini, diritti delle generazioni future, organizzazioni non-governative (ONG), società civile, partenariati, trasparenza, partecipazione della base, democrazia partecipativa, reti transnazionali, olismo, costruzione di consenso, facilitazione, approccio inclusivo, campagne di sensibilizzazione, chiarificazione dei valori, agenti di trasformazione sociale, parlamento dei giovani, responsabilità sociale delle imprese, commercio equo, sicurezza umana, principio di precauzione, prevenzione…

 

Nessuno può più negare il predominio di questi concetti nella cultura

contemporanea, la cui caratteristica più evidente è quella di essere

globale.

 

 

Nel suo insieme, questo apparente guazzabuglio di termini e di concetti non può venire, in se stesso, né condannato, né approvato. Valori perenni e aspirazioni umane autentiche si mescolano ai frutti amari dell’apostasia occidentale che hanno viziato dall’interno il processo di globalizzazione.

 

Il nuovo linguaggio globale tende, tuttavia, ad escludere esplicitamente termini appartenenti alla tradizione giudaico-cristiana, quali:

 

verità,  morale,  coscienza,  ragione,  cuore,  volontà, genitori, sposo, marito, moglie, madre, padre, figlio, figlia, verginità, castità, complementarietà, servizio, autorità, gerarchia, giustizia, legge, comandamento,  dogma,  fede,  carità,  speranza,  sofferenza,  peccato, amico,   nemico,   natura,   rappresentanza democratica…

 

Non ha Jacques Derrida, maestro della decostruzione postmoderna, poco prima della sua morte nel 2004, in un’intervista al quotidiano Le Monde suggerito di eliminare la parola “matrimonio” dal codice civile francese per risolvere il problema dello statuto giuridico delle coppie omosessuali? L’esclusione di certe parole è un fattore importante da considerare nella nostra analisi.

 

Alcuni nuovi concetti si sono trasformati in paradigmi globali. Si è così passati da una generazione spontanea di concetti ad un processo normativo attraverso il quale le minoranze al potere della governanza mondiale sono riuscite ad imporre a tutti la loro interpretazione ideologica dei nuovi concetti: il processo normativo è andato di pari passo con un processo di radicalizzazione ideologica. Parlare pubblicamente dell’omosessualità come di un peccato, per esempio, viene ormai a violare una norma suprema della nuova cultura: il diritto di scelta assolutizzato o principio di non-discriminazione.

 

I nuovi concetti riflettono i drammatici cambiamenti culturali che segnano il passaggio della civiltà occidentale dalla modernità alla postmodernità, da paradigmi moderni ai paradigmi postmoderni, vale a dire:

 

dallo sviluppo come crescita allo sviluppo sostenibile;

dal governo alla governanza;

dalla democrazia rappresentativa la nuova etica Globale alla democrazia partecipativa;

dall’autorità all’autonomia e ai diritti dell’individuo;

dalle gerarchie all’uguaglianza;

dagli sposi ai partners;

dalla felicità alla qualità della vita;

dal dato al costruito;

dalla famiglia alla famiglia sotto tutte le sue forme;

dai genitori ai riproduttori;

dalla conoscenza alle competenze;

dalla crescita all’equilibrio;

dalla vita umana alla vita sotto tutte le sue forme;

dai bisogni materiali oggettivi e misurabili all’approccio arbitrario dei diritti; dalla carità ai diritti; dalla sofferenza con dignità al diritto di morire; dall’identità culturale alla diversità culturale; dalla sicurezza internazionale alla sicurezza umana;

dall’approccio settoriale all’approccio olistico;

dal voto alla maggioranza al consenso;

dal dogma alla libertà di interpretazione;

dall’internazionale al globale;

dai valori universali all’etica globale e via di seguito.

 

I cambiamenti culturali sopraggiunti in seguito alla fine della guerra fredda hanno assunto le dimensioni di una rivoluzione culturale globale.

Le loro implicazioni per la vita sociopolitica e per la trasmissione della fede cristiana sono estremamente complesse e devono essere studiate una ad una con estrema attenzione. […]

 




 

L’INTERVENTO IN LINGUA ORIGINALE

Intervention de Marguerite A Peeters le 2 août 2011

 

22ème festival des jeunes de Medjugorje

 

 

Bien chers jeunes amis, bonjour ! Comment allez-vous ? C’est une grande joie d’être ici, aujourd’hui. Avec vous !

 Nous avons été appelés personnellement à nous mettre à l’école de la Très Sainte Vierge. Je voudrais méditer avec vous sur la grâce qui nous est faite, sur le temps dans lequel nous sommes, sur l’appel et le combat qui sont propres à notre temps.

 Jésus nous enseigne qu’au fur et à mesure que l’histoire humaine s’achemine vers son terme, c’est-à-dire vers le temps de la moisson, le bon grain et l’ivraie grandissent, côte à côte.

 Le dessein de Dieu se réalise et va vers son accomplissement. Les grâces données à notre temps, la sainteté à laquelle nous sommes tous appelés, sont plus grandes que jamais. La civilisation de l’amour est déjà née. N’en avons-nous pas fait l’expérience hier soir, à l’eucharistie ?

 Civilisation de l’amour. C’est extraordinaire, non ? Quand jusqu’à présent dans l’histoire de l’humanité, y a-t-il eu une civilisation fondée sur l’amour – une civilisation de l’amour ? Seul l’amour demeure éternellement. La civilisation de l’amour nous ouvre à l’éternité. Elle est le royaume de Dieu.

 Lucifer, quant à lui, poursuit désespérément son projet. Il est homicide. L’ivraie a aujourd’hui atteint une croissance plus grande que jamais avant. Il continue à grandir jusqu’à l’heure où il sera coupé et consumé au feu. Marthe Robin, une amie de Dieu de notre temps, a appelé le démon le « vainqueur vaincu ». Déjà vaincu par le sacrifice du Christ, il mène néanmoins campagne contre les saints – contre chacun de nous.

 Nous le savons bien : nous faisons tous les jours l’expérience du combat – combat acharné entre la vie et la mort. Combat intérieur. La Sainte Vierge nous aide maternellement à nous décider pour Dieu.

 Pour comprendre le temps dans lequel nous sommes, considérons – très brièvement ! – l’histoire de la révolution culturelle qui a mené l’Occident à son état actuel. La sécularisation s’est accélérée depuis le 18ème siècle, quand la culture a tué la paternité de Dieu. Dieu est devenu pour beaucoup un grand architecte. Il nous laissait seuls à notre sort. Il a cessé d’être un père aimant. L’homme devenait maître de l’univers, à la place de Dieu.

 A la fin du 19ème siècle, Nietzsche a proclamé la « mort de Dieu ». Dieu était mort dans la culture occidentale. Nietzsche a dit que pour nous guérir du désespoir qui serait la conséquence de la perte de la foi, il fallait que l’homme devienne Dieu. Le pouvoir était pour Nietzsche la valeur suprême, l’acquisition de pouvoir le but d’une vie vouée à la mort.

 Au 20ème siècle, on est rapidement passé de la mort de Dieu à la mort de l’homme.

 D’abord la mort du père – le meurtre du père considéré comme source de notre répression, parce que nous avons rejeté l’amour paternel.

 Ensuite la mort de la mère, avec la révolution féministe qui a revendiqué le droit de la femme à la contraception et à l’avortement. L’enfant est devenu l’ennemi de la femme. La femme n’était plus mère. La femme est devenue avant tout une citoyenne détentrice de droits. Or toute femme est appelée à être, comme la Sainte Vierge, épouse, vierge et mère.

 A suivi, avec la révolution sexuelle des années 1960, la mort de l’époux. On est passé de l’époux aux partenaires. L’époux est unique. Il est pour la vie. Dieu est notre époux pour l’éternité. Les partenaires sont multiples, changeants. Ils ne durent pas. Ils ne remplissent pas le cœur de l’homme et de la femme. Nous sommes faits pour avoir un époux !

 Et enfin, la mort de l’enfant. Sans père et sans mère, comment en effet serions-nous encore enfants, fils, fille ?

 Au cours de ce long processus de révolution culturelle occidentale, le cœur, la conscience et la raison se sont progressivement fermés à ce qui est réel, ce qui est vrai, bon, aimable. La possession, le pouvoir et la jouissance sont devenus les objectifs.

 Où en est-on dans ce combat contre l’homme et la femme images de Dieu Trinité ? Avec la perspective du « genre » (gender), on en est à la négation pure et simple du dessein de Dieu sur l’homme et la femme depuis les origines – à la négation de l’identité masculine et féminine, de la vocation spécifique de l’homme à la paternité et de la femme à la maternité, de leur complémentarité voire même de leur corps sexué, traités comme des constructions sociales.

 Le gender, anti-christique et anti-trinitaire, est cependant une norme culturelle et politique de la gouvernance mondiale actuelle. Cette norme mondiale n’épargne aucune culture, aucun pays.

 Le démon s’intéresse en effet beaucoup à la mondialisation, signe des temps dans lesquels nous sommes. Plus que jamais, il veut séduire, comme le dit l’Apocalypse, « toute race, peuple, langue et nation ». Il est intelligent et puissant. Ses stratégies sont subtiles. Nous devons lui dire « non » !

 Lorsque le mur de Berlin est tombé en 1989, la mondialisation s’accélérait. L’ONU a voulu construire un nouveau consensus mondial sur l’éthique pour le 21ème siècle. Tout un nouveau langage est apparu : gouvernance mondiale, qualité de la vie, bien-être pour tous, santé reproductive, gender, droits des enfants, développement durable, autonomisation des femmes, auto-réalisation, éthique mondiale… Mais ce langage ne parle pas du gouvernement divin, de bien et de mal, de filialité, de paternité, de maternité, de vie éternelle, de plénitude, de croissance, de la création, de don de soi, de communion, de complémentarité, de pureté, de virginité…

 Aujourd’hui l’éthique qu’exprime le nouveau langage se mondialise à une vitesse foudroyante. Cette éthique est purement laïque. Le ciel n’existe pas. Il faut donc faire le mieux que l’on peut, acquérir la santé, le bien-être, l’autonomie, le pouvoir, jouir le plus possible de la vie, dominer le monde et se « sauver soi-même » par la technologie. L’apostasie occidentale se mondialise. Nous sommes en train de construire un monde sans Dieu. Nous sommes tous dans un combat et devons choisir notre camp !

 Le vide culturel et spirituel devient de plus en plus perceptible et pénible. Il génère tant de souffrances intérieures partout dans le monde.

 La défaite du vainqueur vaincu[3] devient cependant de plus en plus évidente au moment même où il semble régner sur le monde entier. Tous les peuples sans exception s’interrogent sur leur identité et leur avenir. Il apparaît avec une force toujours croissante dans le cœur de tout homme, de toute femme, de tout enfant, que nous sommes faits pour l’amour, pour le don sincère de nous-mêmes, pour la communion.

 Nous sommes les fils de Dieu Père, les frères de Jésus, les époux du Saint-Esprit. Telle est notre identité, notre vocation, notre bonheur. Il n’y en a pas d’autre. « Seigneur, à qui irions-nous ? Tu as les paroles de la vie éternelle ». Cette phrase n’est-elle pas plus actuelle que jamais ?

 La civilisation de l’amour est l’œuvre du Saint Esprit, la Personne-Don, la Personne-Amour. La communion que nous désirons, c’est Dieu qui la donne. Il nous faut pour cela naître d’en haut.

 A l’orgueil des projets dominateurs du prince de ce monde et de la gouvernance mondiale, Dieu répond par l’humilité, la douceur, la simplicité de la Vierge Marie, par son silence, sa petitesse, son obéissance, son amour maternel.

 « Je suis la servante du Seigneur, qu’il me soit fait selon sa parole ».

 « Permettez-moi, petits enfants, de vous guider. Ouvrez vos cœurs à l’Esprit Saint afin que tout le bien qui est en vous fleurisse et porte du fruit au centuple. » (message du 25 juillet 2011)

 Chers jeunes amis, ne cherchez pas des maîtres à suivre, car il n’y en a plus ! D’ailleurs, Jésus nous a dit que nous avions un seul maître : Dieu. Soyez donc responsables de votre vie, engagez-vous dans la liberté, aimez, prenez l’initiative de la charité, faites fructifier vos dons, ouvrez votre cœur à l’Esprit Saint, ouvrez-le aux dimensions du monde entier, de la civilisation de l’amour !



[1] Il significato di “governance” È un termine che nasce in ambito anglosassone in contrapposizione al termine “government”, assimilabile al nostro “governo”. La governance designa un modello di formulazione e gestione delle politiche pubbliche che si caratterizza da un più ridotto ruolo dello Stato in quanto unico attore competente sulle questioni dello sviluppo; una riduzione degli atteggiamenti autoritativi a favore di quelli concertativi, negoziali, contrattuali; la scomposizione dei ruoli propositivi e gestionali nelle politiche pubbliche in un numero alto di attori pubblici e l’ingresso di soggetti privati.

 [3] La disfatta del vincitore sconfitto